Aumentare la sicurezza di Gmail con la verifica in due passaggi
october 2011 by hanicker
La sicurezza della maggior parte dei nostri account dipende da un solo fattore di autenticazione, il che è abbastanza rozzo e non particolarmente sicuro; questo fattore è la password: un oggetto che può essere indovinato, forzato, smarrito, trovato in un cassetto e così via. In pratica, per accedere a un sistema, oltre al nome utente mi basta “qualcosa che so”.
Aggiungere un fattore aumenta drasticamente la sicurezza, oltre a “qualcosa che so”, mi serve “qualcosa che ho”. Un esempio noto a tutti è il bancomat: il PIN (che “so”) non serve senza la tessera (che “ho”). Un caso simile sono i token forniti dalle banche per i servizi online, ma in quel caso la sicurezza è ulteriormente incrementata perché si aggiunge il fattore tempo: le password che il token mi aiuta a generare non sono riutilizzabili (one-time password) e funzionano solo in un determinato arco di tempo.
Qualcuno potrebbe obbiettare che anche “qualcosa che ho” può essere rubato, e infatti il terzo strato di sicurezza è quello biometrico: “qualcosa che sono”. Impronte digitali o della retina o vocali, o altre forme di identificazione personale possono essere utilizzate per raggiungere un livello di sicurezza molto elevato, se combinate con i fattori visti prima. (Se poi vi picchiano per estorcervi la password, vi rubano il portafoglio per la tessera magnetica e vi cavano un occhio perché serve la vostra retina, avete un problema più grosso).
La password del vostro account Google vi fa accedere alla vostra casella Gmail e a tutta la serie dei servizi forniti da Big G; inoltre serve per autenticarsi su tutti quei siti di terze parti che avete autorizzato nel tempo. E’ evidente che si tratta di qualcosa che deve essere custodito con la massima cura e deve essere ragionevolmente complesso.
Google stessa ha tutto l’interesse perché il bouquet della sua offerta sia il più possibile sicuro, in modo da tranquillizzare gli utenti che vi si sono affidati. Per questo ha introdotto la possibilità di attivare su tutti gli account la verifica in due passaggi. Il processo è spiegato in dettaglio nella pagina dedicata. Vediamo di chiarire alcuni dubbi che potrebbero sorgere.
Intanto: come funziona? Una volta attivata, per accedere al vostro account Google (il caso più frequente è la posta), dovrete inserire come sempre la vostra password, dopodiché vi verrà richiesto un codice numerico che verrà immediatamente mandato via SMS. Al momento dell’inserimento, potete decidere se mantenere “registrato” il computer che state usando per un periodo di 30 giorni. Cosa significa? Se decidete di non registrare il computer, il codice verrà richiesto anche agli accessi successivi, mentre nel caso opposto passerà un mese; potete quindi discriminare tra un computer “temporaneo” ed il vostro.
Anche se la password viene rubata o intercettata, un malintenzionato non potrà accedere alla casella perché sprovvisto di PIN, e quello che avete usato sul computer non sicuro è scaduto pochi secondi dopo l’utilizzo. In pratica, il PIN rende la password ogni volta nuova, unica, utilizzabile una sola volta e in un arco ristretto di tempo. Non male.
Analogamente alla spiegazione precedente, adesso i fattori sono due: qualcosa che “sapete” (password) con qualcosa che “avete” (il cellulare). Inoltre, la sicurezza è ulteriormente aumentata dalla password one-time che scade dopo pochi secondi. Naturalmente in questo caso la vostra password originale non cambia, è l’unione con il PIN che la rende unica ogni volta. Anche se qualcuno viene a conoscenza, indovina o ruba la password, essa è inutile senza il vostro cellulare.
Per attivare la verifica in due passaggi (2 step authentication) è necessario collegare un telefono cellulare al vostro account Google. Il numero verrà utilizzato solo per l’invio dei PIN necessari all’autenticazione. Se possedete uno smartphone, potete anche utilizzare in alternativa un’apposita applicazione gratuita fornita da Google. Il dispositivo va autorizzato tramite un codice o un QR code, e da quel momento in poi il PIN sarà fornito da Google Authenticator, che in pratica trasforma il vostro smartphone in un token software concettualmente analogo ai token forniti dalle banche o dalle aziende per l’accesso VPN. Authenticator esiste per Android, iCoso e BlackBerry.
Ma non tutte le applicazioni supportano la 2 step authentication: il caso più comune sono i client di posta e le applicazioni desktop che accedono ai servizi Google. In questo caso vanno create delle password “dedicate” per ciascuna applicazione. La spiegazione di Google è un po’ fumosa, al riguardo. In realtà il concetto è semplice: per le applicazioni che non supportano il PIN (G. lo chiama “codice di verifica”) è necessario far creare dal sistema una nuova password. Benché sia possibile utilizzare la stessa per diverse cose, è più flessibile fare in modo che ciascun programma abbia la sua, in modo da poter in qualunque istante revocare la validità delle credenziali di una singola applicazione. E’ per questo che al momento della creazione viene chiesta un’etichetta: in modo da poter distinguere. Esempio (brutto): vi rubano il portatile ma voi potrete disattivare le credenziali di Mail o di Outlook senza che la posta e la sincronizzazione sul vostro Android/iPhone/BlackBerry smetta di funzionare. Fate attenzione che la password generata viene mostrata una sola volta, se la dimenticate, dovete cancellarla e ricrearla, quindi nella applicazione in cui la userete assicuratevi di selezionare “ricorda password”, a meno che non vogliate usarne una nuova di zecca ogni volta.
“Ma ho lasciato il cellulare (o lo smartphone) a casa, come faccio a ricevere il PIN?” C’è una soluzione: durante il processo di attivazione potrete stampare una tabella analoga a quella che vedete nell’immagine a lato, con una serie di PIN utilizzabili una sola volta in caso non disponiate temporaneamente del dispositivo di autenticazione che avete registrato. E’ una soluzione meno “robusta” perché i codici non scadono, ma è ugualmente “una cosa che avete” e non è riutilizzabile. Naturalmente dovete tenere questi codici al sicuro, nel vostro portafoglio, oppure online su un altro servizio. Potete generare nuovi “pin pad” accedendo alle impostazioni della 2-step-authentication nel vostro account Google.
L’autenticazione in due fattori aumenta drasticamente la sicurezza del vostro account e lo protegge da intercettazioni, furti e altre pratiche illecite. Utilizzando questo processo si possono tagliare fuori gran parte degli attacchi più banali e alla portata di molti, rendendo il vostro account meno “appetibile” di altri più vulnerabili. Un plauso a Google che in questo caso dimostra attenzione per la sicurezza dei suoi utenti.
Tags: account, autenticazione, gmail, google, password, sicurezza, Tecnica
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Aggiungere un fattore aumenta drasticamente la sicurezza, oltre a “qualcosa che so”, mi serve “qualcosa che ho”. Un esempio noto a tutti è il bancomat: il PIN (che “so”) non serve senza la tessera (che “ho”). Un caso simile sono i token forniti dalle banche per i servizi online, ma in quel caso la sicurezza è ulteriormente incrementata perché si aggiunge il fattore tempo: le password che il token mi aiuta a generare non sono riutilizzabili (one-time password) e funzionano solo in un determinato arco di tempo.
Qualcuno potrebbe obbiettare che anche “qualcosa che ho” può essere rubato, e infatti il terzo strato di sicurezza è quello biometrico: “qualcosa che sono”. Impronte digitali o della retina o vocali, o altre forme di identificazione personale possono essere utilizzate per raggiungere un livello di sicurezza molto elevato, se combinate con i fattori visti prima. (Se poi vi picchiano per estorcervi la password, vi rubano il portafoglio per la tessera magnetica e vi cavano un occhio perché serve la vostra retina, avete un problema più grosso).
La password del vostro account Google vi fa accedere alla vostra casella Gmail e a tutta la serie dei servizi forniti da Big G; inoltre serve per autenticarsi su tutti quei siti di terze parti che avete autorizzato nel tempo. E’ evidente che si tratta di qualcosa che deve essere custodito con la massima cura e deve essere ragionevolmente complesso.
Google stessa ha tutto l’interesse perché il bouquet della sua offerta sia il più possibile sicuro, in modo da tranquillizzare gli utenti che vi si sono affidati. Per questo ha introdotto la possibilità di attivare su tutti gli account la verifica in due passaggi. Il processo è spiegato in dettaglio nella pagina dedicata. Vediamo di chiarire alcuni dubbi che potrebbero sorgere.
Intanto: come funziona? Una volta attivata, per accedere al vostro account Google (il caso più frequente è la posta), dovrete inserire come sempre la vostra password, dopodiché vi verrà richiesto un codice numerico che verrà immediatamente mandato via SMS. Al momento dell’inserimento, potete decidere se mantenere “registrato” il computer che state usando per un periodo di 30 giorni. Cosa significa? Se decidete di non registrare il computer, il codice verrà richiesto anche agli accessi successivi, mentre nel caso opposto passerà un mese; potete quindi discriminare tra un computer “temporaneo” ed il vostro.
Anche se la password viene rubata o intercettata, un malintenzionato non potrà accedere alla casella perché sprovvisto di PIN, e quello che avete usato sul computer non sicuro è scaduto pochi secondi dopo l’utilizzo. In pratica, il PIN rende la password ogni volta nuova, unica, utilizzabile una sola volta e in un arco ristretto di tempo. Non male.
Analogamente alla spiegazione precedente, adesso i fattori sono due: qualcosa che “sapete” (password) con qualcosa che “avete” (il cellulare). Inoltre, la sicurezza è ulteriormente aumentata dalla password one-time che scade dopo pochi secondi. Naturalmente in questo caso la vostra password originale non cambia, è l’unione con il PIN che la rende unica ogni volta. Anche se qualcuno viene a conoscenza, indovina o ruba la password, essa è inutile senza il vostro cellulare.
Per attivare la verifica in due passaggi (2 step authentication) è necessario collegare un telefono cellulare al vostro account Google. Il numero verrà utilizzato solo per l’invio dei PIN necessari all’autenticazione. Se possedete uno smartphone, potete anche utilizzare in alternativa un’apposita applicazione gratuita fornita da Google. Il dispositivo va autorizzato tramite un codice o un QR code, e da quel momento in poi il PIN sarà fornito da Google Authenticator, che in pratica trasforma il vostro smartphone in un token software concettualmente analogo ai token forniti dalle banche o dalle aziende per l’accesso VPN. Authenticator esiste per Android, iCoso e BlackBerry.
Ma non tutte le applicazioni supportano la 2 step authentication: il caso più comune sono i client di posta e le applicazioni desktop che accedono ai servizi Google. In questo caso vanno create delle password “dedicate” per ciascuna applicazione. La spiegazione di Google è un po’ fumosa, al riguardo. In realtà il concetto è semplice: per le applicazioni che non supportano il PIN (G. lo chiama “codice di verifica”) è necessario far creare dal sistema una nuova password. Benché sia possibile utilizzare la stessa per diverse cose, è più flessibile fare in modo che ciascun programma abbia la sua, in modo da poter in qualunque istante revocare la validità delle credenziali di una singola applicazione. E’ per questo che al momento della creazione viene chiesta un’etichetta: in modo da poter distinguere. Esempio (brutto): vi rubano il portatile ma voi potrete disattivare le credenziali di Mail o di Outlook senza che la posta e la sincronizzazione sul vostro Android/iPhone/BlackBerry smetta di funzionare. Fate attenzione che la password generata viene mostrata una sola volta, se la dimenticate, dovete cancellarla e ricrearla, quindi nella applicazione in cui la userete assicuratevi di selezionare “ricorda password”, a meno che non vogliate usarne una nuova di zecca ogni volta.
“Ma ho lasciato il cellulare (o lo smartphone) a casa, come faccio a ricevere il PIN?” C’è una soluzione: durante il processo di attivazione potrete stampare una tabella analoga a quella che vedete nell’immagine a lato, con una serie di PIN utilizzabili una sola volta in caso non disponiate temporaneamente del dispositivo di autenticazione che avete registrato. E’ una soluzione meno “robusta” perché i codici non scadono, ma è ugualmente “una cosa che avete” e non è riutilizzabile. Naturalmente dovete tenere questi codici al sicuro, nel vostro portafoglio, oppure online su un altro servizio. Potete generare nuovi “pin pad” accedendo alle impostazioni della 2-step-authentication nel vostro account Google.
L’autenticazione in due fattori aumenta drasticamente la sicurezza del vostro account e lo protegge da intercettazioni, furti e altre pratiche illecite. Utilizzando questo processo si possono tagliare fuori gran parte degli attacchi più banali e alla portata di molti, rendendo il vostro account meno “appetibile” di altri più vulnerabili. Un plauso a Google che in questo caso dimostra attenzione per la sicurezza dei suoi utenti.
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october 2011 by hanicker
Notifiche push nella barra di Google
july 2011 by hanicker
Google Plus sta rivoluzionando il modo in cui l’utente interagisce col web, con le ricerche e in particolare con Google stesso. Presto la barra di Google si trasformerà in una “barra delle notifiche” nella quale affianco ad ogni elemento (Gmail, Reader, Calendario..) sarà visualizzato un numero in rosso in stile Google Plus indicante le notifiche relative al determinato elemento. In attesa di qualcosa di ufficiale è già stato creato uno script che permette di mostrare le notifiche nella barra di Google.
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july 2011 by hanicker
Nuova veste grafica anche per Gmail e GCalendar, come averle
july 2011 by hanicker
Con la recente introduzione di Google+, il colosso di Mountain View ha iniziato un graduale restyling della sua intera gamma di servizi, a partire dalla homepage del sito desktop (e della versione mobile).
Quello che vedete sopra, sarà il nuovo look che Gmail adotterà nei prossimi mesi. Già da oggi è però possibile dargli un’occhiata con i 2 nuovi temi resi disponibili da BigG, Anteprima e Anteprima (Dense).
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july 2011 by hanicker
Sign Me Out Helps You Track Unauthorized Access to Your Gmail and Facebook Accounts [Downloads]
march 2011 by hanicker
iOS: Sign Me Out is a helpful iOS app that'll let you remotely check up on your Gmail and Facebook accounts to see if you're signed in from any other locations. If you are, you can click a big red sign me out button to disconnect a potentially unauthorized user. More »
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march 2011 by hanicker
Guida: come effettuare un backup automatico di Gmail sul PC
march 2011 by hanicker
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Una regola di vita che vale anche nel mondo informatico, dove molto spesso noi geek tendiamo ad affidarci a servizi dai nomi altisonanti, come Gmail, che di punto in bianco possono andare in down o decidere di bloccare i nostri account cancellando anni di comunicazioni e dati importantissimi.
Per fortuna, i down di Gmail e il blocco degli account non avviene molto spesso. Ma visto che – come detto – la prudenza non è mai troppa, perché non attrezzarci in modo da effettuare un backup automatico di Gmail sul PC e salvare tutti i nostri messaggi (compresi gli allegati) sull’hard disk? In fondo, tutto quello che occorre è un piccolo software gratuito no-install chiamato IMAPSize e l’Utilità di pianificazione di Windows. Ecco come usarle insieme per impostare un backup di Gmail che si avvia automaticamente ogni giorno.
1 – Il primo passo da compiere è ovviamente quello di controllare che l’accesso a Gmail tramite IMAP sia abilitato. Per farlo, occorre collegarsi alla propria casella di posta elettronica, cliccare sulla voce Impostazioni (in alto a destra), recarsi nella scheda Inoltro e POP/IMAP e accertarsi che ci sia la spunta su Attiva IMAP (in basso). Se la voce non è spuntata, mettere il segno di spunta su di essa e cliccare sul pulsante Salva modifiche per salvare le impostazioni.
(...)Continua a leggere Guida: come effettuare un backup automatico di Gmail sul PC, su Geekissimo
Guida: come effettuare un backup automatico di Gmail sul PC, pubblicato su Geekissimo il 09/03/2011
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Per fortuna, i down di Gmail e il blocco degli account non avviene molto spesso. Ma visto che – come detto – la prudenza non è mai troppa, perché non attrezzarci in modo da effettuare un backup automatico di Gmail sul PC e salvare tutti i nostri messaggi (compresi gli allegati) sull’hard disk? In fondo, tutto quello che occorre è un piccolo software gratuito no-install chiamato IMAPSize e l’Utilità di pianificazione di Windows. Ecco come usarle insieme per impostare un backup di Gmail che si avvia automaticamente ogni giorno.
1 – Il primo passo da compiere è ovviamente quello di controllare che l’accesso a Gmail tramite IMAP sia abilitato. Per farlo, occorre collegarsi alla propria casella di posta elettronica, cliccare sulla voce Impostazioni (in alto a destra), recarsi nella scheda Inoltro e POP/IMAP e accertarsi che ci sia la spunta su Attiva IMAP (in basso). Se la voce non è spuntata, mettere il segno di spunta su di essa e cliccare sul pulsante Salva modifiche per salvare le impostazioni.
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Guida: come effettuare un backup automatico di Gmail sul PC, pubblicato su Geekissimo il 09/03/2011
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march 2011 by hanicker
Find Big Mail, individuare ed ordinare le e-mail che occupano più spazio in Gmail
october 2010 by hanicker
Quest’oggi, per la gioia di tutti i più appassionati utilizzatori dei servizi di posta elettronica e, nello specifico, di Gmail, diamo un occhiata ad un nuovo ed interessante strumento grazie al quale sarà possibile sgomberare facilmente spazio utile nella propria casella e-mail e, di conseguenza, fare anche un po’ d’ordine in modo tale da poter reperire tutto quanto occorre in modo ben più semplice rispetto al previsto.
Il servizio oggetto dell’attenzione è Find Big Mail, un semplice ma efficiente tool online che, in modo del tutto gratuito, consente di ordinare tutte le proprie e-mail in base alla loro dimensione, implicando quindi la possibilità di poter individuare rapidamente e facilmente la posta elettronica più pesante, come ad esempio le e-mail contenti allegati, e, successivamente, procederne alla rimozione, a patto ovviamente che non facciano riferimento ad informazioni importanti o, comunque sia, utili.
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Find Big Mail, individuare ed ordinare le e-mail che occupano più spazio in Gmail, pubblicato su Geekissimo il 17/10/2010
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Il servizio oggetto dell’attenzione è Find Big Mail, un semplice ma efficiente tool online che, in modo del tutto gratuito, consente di ordinare tutte le proprie e-mail in base alla loro dimensione, implicando quindi la possibilità di poter individuare rapidamente e facilmente la posta elettronica più pesante, come ad esempio le e-mail contenti allegati, e, successivamente, procederne alla rimozione, a patto ovviamente che non facciano riferimento ad informazioni importanti o, comunque sia, utili.
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Find Big Mail, individuare ed ordinare le e-mail che occupano più spazio in Gmail, pubblicato su Geekissimo il 17/10/2010
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october 2010 by hanicker
Google Goes Live with Multi-Account Sign-Ins [Google]
august 2010 by hanicker
Google had started rolling out multiple account sign-ins earlier this week, and now it appears to have reached critical mass. Check in your Google Accounts page, and your days of multiple browsers or tricky add-ons should be over. More »
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august 2010 by hanicker
Crome to phone: invia i link del pc al tuo Android
august 2010 by hanicker
Questa applicazione funziona solo con la versione software froyo(2.2), può rivelarsi molto utile quando vogliamo trasferire un link, che stiamo osservando dal pc, sul nostro smartphone oppure quando siamo per strada e ci servono link o intinerari¹.
crome to phone
L’installazione è semplice ed abbastanza veloce, l’applicazione funziona attraverso browser web chrome o firefox².
Per quanto riguarda l’installazione tramite chrome dovete andare qui e scaricarvi l’estensione; dopo l’installazione vi fornirà il barcode³ che vi permetterà di scaricare l’estensione sul vostro smartphone.
Per quanto riguarda l’installazione tramite firefox dovete andare qui e scaricarvi l’add-on, se non vi fornisce il bar code per scaricare l’applicazione sul vostro smartphone potete andare qui, cliccare sull’estensione chrometophone-android-v1.6.apk dove vi verrà fornito il barcode per scaricarlo sullo smatphone.
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august 2010 by hanicker
Gmail Notes, inserire note ed appunti nelle proprie e-mail sfruttando un’apposita estensione per Chrome
july 2010 by hanicker
Ogni qual volta ci si ritrova a dare un occhiata alla propria corrispondenza elettronica in Gmail di certo non è poi così difficile ritrovarsi ad avere a che fare con tutta una serie di mail di cui, per un motivo o per un altro, sarebbe utile appuntare alcune importanti informazioni, al fine di poter ricordare il tutto in maniera ben più veloce al momento opportuno.
Certo, per far fronte ad una necessità di tale tipologia si potrebbe considerare l’idea di impiegare un qualsiasi strumento adibito alla battitura di testi presente sul proprio PC (ammesso sempre che si tratti del “proprio PC”) o, ancora, potrebbe anche essere utile ricorrere all’utilizzo di carta e penna secondo la più classica delle tradizioni.
Fortunatamente, però, per tutti gli accaniti utilizzatori di Google Chrome, ecco in arrivo un interessante estensione che, una volta installata, consentirà di risolvere in maniera impeccabile una problematica di tale tipologia.
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Gmail Notes, inserire note ed appunti nelle proprie e-mail sfruttando un’apposita estensione per Chrome, pubblicato su Geekissimo il 17/07/2010
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2010. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Gmail, google chrome. Post tags: appunti, estensioni chrome, estensioni google chrome, Gmail, Gmail Notes, google chrome, Google-Docs, inserire note
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Certo, per far fronte ad una necessità di tale tipologia si potrebbe considerare l’idea di impiegare un qualsiasi strumento adibito alla battitura di testi presente sul proprio PC (ammesso sempre che si tratti del “proprio PC”) o, ancora, potrebbe anche essere utile ricorrere all’utilizzo di carta e penna secondo la più classica delle tradizioni.
Fortunatamente, però, per tutti gli accaniti utilizzatori di Google Chrome, ecco in arrivo un interessante estensione che, una volta installata, consentirà di risolvere in maniera impeccabile una problematica di tale tipologia.
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Gmail Notes, inserire note ed appunti nelle proprie e-mail sfruttando un’apposita estensione per Chrome, pubblicato su Geekissimo il 17/07/2010
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july 2010 by hanicker
Gmail Notes Reminds You Why That Message is Important [Downloads]
july 2010 by hanicker
Chrome: While it's easy to organize your Gmail inbox with stars and the trusted trio of labels, sometimes it's still hard to tell why a message was important. Chrome extension Gmail Notes annotates messages and sync your notes with Google Docs. More »
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july 2010 by hanicker
Gmail: la firma Rich Text finalmente tra noi!
july 2010 by hanicker
In informatica, così come nella vita, la speranza è sempre l’ultima a morire. E così, dopo aver perso la testa per anni dietro a script, estensioni e altri sotterfugi per utilizzare una firma HTML in Gmail, eccoci qui a darvi il grande annuncio: Google Mail adesso supporta l’inserimento di firme in rich text nativamente!
Per abilitare la funzione, che è stata introdotta direttamente, senza prima passare per il “limbo” delle funzionalità Labs, bisogna accedere alle impostazioni del proprio profilo Gmail (cliccando su Impostazioni, in alto a destra), selezionare la scheda Generali e mettere il segno di spunta accanto al box con l’editor di testo, che è possibile scorgere verso la fine della pagina. (...)Continua a leggere Gmail: la firma Rich Text finalmente tra noi!, su Geekissimo
Gmail: la firma Rich Text finalmente tra noi!, pubblicato su Geekissimo il 10/07/2010
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Per abilitare la funzione, che è stata introdotta direttamente, senza prima passare per il “limbo” delle funzionalità Labs, bisogna accedere alle impostazioni del proprio profilo Gmail (cliccando su Impostazioni, in alto a destra), selezionare la scheda Generali e mettere il segno di spunta accanto al box con l’editor di testo, che è possibile scorgere verso la fine della pagina. (...)Continua a leggere Gmail: la firma Rich Text finalmente tra noi!, su Geekissimo
Gmail: la firma Rich Text finalmente tra noi!, pubblicato su Geekissimo il 10/07/2010
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july 2010 by hanicker
Affixa, inviare allegati con Gmail ed altri servizi direttamente dal menu contestuale di Windows
june 2010 by hanicker
Come tutti gli utenti Windows avranno avuto modo di notare personalmente nel corso del tempo, il menu contestuale integrato nell’OS permette di eseguire un moltitudine d’operazioni differenti risultando dunque decisamente comodo in una gran varietà di circostanze.
Tra le varie operazioni che è possibile eseguire viene incluso anche l’invio degli allegati tramite e-mail che, di default, risulta una procedura eseguibile solo ed esclusivamente servendosi di Outlook.
Considerando però la diffusione più o meno ampia di altri servizi analoghi, come ad esempio nel caso del ben noto Gmail, di certo potrebbe risultare utile e proficuo poter eseguire la medesima operazione senza però essere costretti ad impiegare solo ed esclusivamente Outlook.
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Affixa, inviare allegati con Gmail ed altri servizi direttamente dal menu contestuale di Windows, pubblicato su Geekissimo il 23/06/2010
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Tra le varie operazioni che è possibile eseguire viene incluso anche l’invio degli allegati tramite e-mail che, di default, risulta una procedura eseguibile solo ed esclusivamente servendosi di Outlook.
Considerando però la diffusione più o meno ampia di altri servizi analoghi, come ad esempio nel caso del ben noto Gmail, di certo potrebbe risultare utile e proficuo poter eseguire la medesima operazione senza però essere costretti ad impiegare solo ed esclusivamente Outlook.
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june 2010 by hanicker
GMail Sender’s Picture Extension: come aggiungere la foto del mittente alle e-mail ricevute su Gmail
june 2010 by hanicker
Sono davvero in tanti gli utenti che, per molteplici motivi, si ritrovano ad utilizzare in maniera più o meno assidua Gmail, il ben noto servizio di posta elettronica offerto da Google in modo completamente gratuito, facilmente gestibile e configurabile a seconda delle diverse esigenze.
Nel corso del tempo il servizio è stato rivisto, modificato e perfezionato sino ad arrivare, almeno per ora, a quello che è il suo stato attuale, decisamente soddisfacente ma, ahimè, ancora manchevole di qualche piccolo dettaglio.
Ad esempio,al fine di una ben più semplice e veloce identificazione della posta in arrivo, sarebbe bello poter visionare, ogni qual volta viene aperto un nuovo messaggio, la foto indicativa del mittente, il che contribuirebbe senza alcun dubbio a rendere il tutto ancor più facilmente gestibile.
(...)Continua a leggere GMail Sender’s Picture Extension: come aggiungere la foto del mittente alle e-mail ricevute su Gmail, su Geekissimo
GMail Sender’s Picture Extension: come aggiungere la foto del mittente alle e-mail ricevute su Gmail, pubblicato su Geekissimo il 16/06/2010
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immagine
mittente
profilo
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Nel corso del tempo il servizio è stato rivisto, modificato e perfezionato sino ad arrivare, almeno per ora, a quello che è il suo stato attuale, decisamente soddisfacente ma, ahimè, ancora manchevole di qualche piccolo dettaglio.
Ad esempio,al fine di una ben più semplice e veloce identificazione della posta in arrivo, sarebbe bello poter visionare, ogni qual volta viene aperto un nuovo messaggio, la foto indicativa del mittente, il che contribuirebbe senza alcun dubbio a rendere il tutto ancor più facilmente gestibile.
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GMail Sender’s Picture Extension: come aggiungere la foto del mittente alle e-mail ricevute su Gmail, pubblicato su Geekissimo il 16/06/2010
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june 2010 by hanicker
Gmail Detects and Warns You If Someone Else Is Using Your Account [Gmail]
march 2010 by hanicker
Gmail launched a new feature this morning designed to detect suspicious activity in your account and notify you when a suspicious login has occurred in your account. More »
Gmail
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Security
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march 2010 by hanicker
Rapportive, sostituire la pubblicità di Gmail con il profilo sociale del corrispondente
march 2010 by hanicker
Tutti coloro che utilizzano Gmail di certo avranno avuto modo di verificare le numerose e performanti funzionalità già integrate nella mitica casella di posta by Google.
Tuttavia, quando si hanno a propria disposizione tutta una serie di validi strumenti gratuiti mediante cui potenziare quanto già offerto da un dato servizio allora di certo la cosa potrebbe divenire ancor più interessante, invogliando dunque l’utente all’utilizzo di nuove funzionalità.
Quanto appena detto corrisponde esattamente a ciò che consente di fare uno strumento quale Rapportive.
Si tratta infatti di un estensione, utilizzabile esclusivamente con Firefox e Chrome, la quale, una volta installata, consente di rimpiazzare la pubblicità posta, di norma, sulla destra della propria casella di posta Gmail, con il profilo della persona alla quale si sta scrivendo.
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Tuttavia, quando si hanno a propria disposizione tutta una serie di validi strumenti gratuiti mediante cui potenziare quanto già offerto da un dato servizio allora di certo la cosa potrebbe divenire ancor più interessante, invogliando dunque l’utente all’utilizzo di nuove funzionalità.
Quanto appena detto corrisponde esattamente a ciò che consente di fare uno strumento quale Rapportive.
Si tratta infatti di un estensione, utilizzabile esclusivamente con Firefox e Chrome, la quale, una volta installata, consente di rimpiazzare la pubblicità posta, di norma, sulla destra della propria casella di posta Gmail, con il profilo della persona alla quale si sta scrivendo.
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march 2010 by hanicker
Stop Google Buzz From Showing the World Your Contacts [Privacy]
february 2010 by hanicker
Whether you call it a huge privacy flaw or just an annoyance, Google Buzz can put the contacts you automatically follow—a.k.a. those you most frequently email or chat—on a public profile page. Here's how to undo that.
Google Blogoscoped's Philipp Lenssen felt he had to avoid following certain Buzz contacts, as he didn't want to expose his social circle to the wider net. He's right—if you have a Google Profile, once you set up Buzz, those you're following, and those following you, are shown on your profile page in a right-hand link list.
Update: This might not apply if you haven't touched much inside Buzz, or haven't set up a Google Profile, or that Profile is set to be hidden from the public. If so, you're mostly in the clear. But keep in mind that, once you post to Buzz, your profile will likely be created, and you'll want to know what's getting put up on the web.
To turn this off, sign into your Google account (via Gmail or elsewhere) and head to your Google profile—that link should work if you're signed in. Look for the two links showing "Following X people" and "X people following me." There's a gray note underneath those numbers, indicating whether they're visible to just you or to everyone.
If they're visible to everyone, hit the "Edit Profile" link on the right-hand edge of the blue bar in the middle of the page, to the right of "About me," "Buzz," and "Contact info." In the third column of options there, there are checkboxes that control privacy features, and one of them is labeled "Display the list of people I'm following and people following me." Un-check that box, and now your list of followers and followees is private—or at least seen only by those you're following, perhaps.
Want Google Buzz gone entirely? Log into Gmail, then look at the bottom of your inbox page for a "Turn off Buzz" link. If you're mainly annoyed at Buzz's constant, um, buzzing, read up on removing Buzz updates from your inbox.
This tip came courtesy of Contributing Editor Lisa, who was similarly shocked to see Google dropping everyone's frequently-contacted names on the net. If you've found a similarly crucial privacy tweak for Buzz, tell us about it in the comments.
Privacy
Contact_Management
Contacts
Gmail
google_buzz
Google_Chat
google_profile
Top
from google
Google Blogoscoped's Philipp Lenssen felt he had to avoid following certain Buzz contacts, as he didn't want to expose his social circle to the wider net. He's right—if you have a Google Profile, once you set up Buzz, those you're following, and those following you, are shown on your profile page in a right-hand link list.
Update: This might not apply if you haven't touched much inside Buzz, or haven't set up a Google Profile, or that Profile is set to be hidden from the public. If so, you're mostly in the clear. But keep in mind that, once you post to Buzz, your profile will likely be created, and you'll want to know what's getting put up on the web.
To turn this off, sign into your Google account (via Gmail or elsewhere) and head to your Google profile—that link should work if you're signed in. Look for the two links showing "Following X people" and "X people following me." There's a gray note underneath those numbers, indicating whether they're visible to just you or to everyone.
If they're visible to everyone, hit the "Edit Profile" link on the right-hand edge of the blue bar in the middle of the page, to the right of "About me," "Buzz," and "Contact info." In the third column of options there, there are checkboxes that control privacy features, and one of them is labeled "Display the list of people I'm following and people following me." Un-check that box, and now your list of followers and followees is private—or at least seen only by those you're following, perhaps.
Want Google Buzz gone entirely? Log into Gmail, then look at the bottom of your inbox page for a "Turn off Buzz" link. If you're mainly annoyed at Buzz's constant, um, buzzing, read up on removing Buzz updates from your inbox.
This tip came courtesy of Contributing Editor Lisa, who was similarly shocked to see Google dropping everyone's frequently-contacted names on the net. If you've found a similarly crucial privacy tweak for Buzz, tell us about it in the comments.
february 2010 by hanicker
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