Fotocamera superpanoramica lanciabile
october 2011 by hanicker
La voglio. Intensamente
Una fotocamera fatta apposta per essere lanciata in aria e scattare automaticamente, quando è alla massima altezza, una foto panoramica sferica grazie a un accelerometro e 36 fotocamerine per telefonini. Bellissima. Maggiori info presso Jonaspfeil.de/ballcamera.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Una fotocamera fatta apposta per essere lanciata in aria e scattare automaticamente, quando è alla massima altezza, una foto panoramica sferica grazie a un accelerometro e 36 fotocamerine per telefonini. Bellissima. Maggiori info presso Jonaspfeil.de/ballcamera.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
october 2011 by hanicker
Timelapse dalla Stazione Spaziale, per cominciare bene la giornata
september 2011 by hanicker
L'infinita bellezza del nostro pianeta visto dalla Stazione Spaziale
Loro ne hanno viste, cose che noi umani non potremmo immaginarci. Bagliori delle città che si riflettono come fiamme sui pannelli solari. Lampi colossali che rimbalzano in concerto da una nube all'altra come lucciole perse nella foschia. Il sottile, fragile velo dell'atmosfera. Un mondo che non ha frontiere, visto da un luogo nel quale anche la più possente delle bandiere non può sventolare. Questa è la nostra Terra vista in timelapse dalla Stazione Spaziale.
Una dose di bellezza infinita come questa, di primo mattino, è quel che ci vuole. Grazie a James Drake di Infinity Imagined e a chi rischia la vita per portarci queste immagini potenti.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
timelapse
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spazio
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Loro ne hanno viste, cose che noi umani non potremmo immaginarci. Bagliori delle città che si riflettono come fiamme sui pannelli solari. Lampi colossali che rimbalzano in concerto da una nube all'altra come lucciole perse nella foschia. Il sottile, fragile velo dell'atmosfera. Un mondo che non ha frontiere, visto da un luogo nel quale anche la più possente delle bandiere non può sventolare. Questa è la nostra Terra vista in timelapse dalla Stazione Spaziale.
Una dose di bellezza infinita come questa, di primo mattino, è quel che ci vuole. Grazie a James Drake di Infinity Imagined e a chi rischia la vita per portarci queste immagini potenti.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
september 2011 by hanicker
Come convertire i siti-slideshow
september 2011 by hanicker
Deslide converte CNN, Reuters, Life e altri siti che vi fanno cliccare cento volte per una serie di foto
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Ci sono tanti siti di Internet, non solo di tipo pruriginoso, che presentano serie splendide di fotografie ma hanno il difetto di obbligare l'utente a cliccare ripetutamente per sfogliarle e salvarle una per una. Per risolvere almeno in parte questo problema c'è un sito, Deslide.clusterfake.net, al quale basta dare il link alla pagina iniziale della serie per ottenere una pagina unica contenente tutte le immagini.
Io l'ho provato su questa serie di 25 foto rare del Pentagono pubblicate da Life ed ho ottenuto questo risultato scegliendo l'opzione Show big images + titles, descriptions etc. Splendido.
Aggiornamento (21:00): Deslide non funziona su tutti i siti, ma solo su quelli elencati in fondo alla sua pagina iniziale, che includono Msn, Reuters, Uproxx, Yahoo, Usatoday, BBC, Boston.com, IMD e altri.
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “f47nk”.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Ci sono tanti siti di Internet, non solo di tipo pruriginoso, che presentano serie splendide di fotografie ma hanno il difetto di obbligare l'utente a cliccare ripetutamente per sfogliarle e salvarle una per una. Per risolvere almeno in parte questo problema c'è un sito, Deslide.clusterfake.net, al quale basta dare il link alla pagina iniziale della serie per ottenere una pagina unica contenente tutte le immagini.
Io l'ho provato su questa serie di 25 foto rare del Pentagono pubblicate da Life ed ho ottenuto questo risultato scegliendo l'opzione Show big images + titles, descriptions etc. Splendido.
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september 2011 by hanicker
Bombe H nello spazio!
july 2010 by hanicker
"L'esplosione nucleare di stasera potrebbe essere abbagliante: probabile ottima visibilità"Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "diegobar*" e "belmerlo".Così titolava l'Honolulu Advertiser nel 1962 in occasione di Starfish Prime: che non era il titolo di un film di fantascienza, ma il nome dato al progetto statunitense – assolutamente, incredibilmente, follemente reale – di far esplodere nello spazio una bomba termonucleare mille volte più potente di quella di Hiroshima, per vedere cosa sarebbe successo.L'esperimento fu effettivamente realizzato il 9 luglio di quell'anno, caricando una bomba all'idrogeno da 1,4 megatoni su un missile che la portò a 400 chilometri di quota sopra l'Oceano Pacifico. Sono state da poco rese pubbliche molte immagini e riprese inedite dell'esplosione, finora tenute segrete.È difficile, oggi, immedesimarsi nello stato d'animo di allora. C'era la Guerra Fredda: l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti si puntavano addosso a vicenda migliaia di testate nucleari, sufficienti a distruggere la razza umana più volte, e studiavano metodi sempre più efficaci e letali per compiere questa distruzione reciproca assicurata.Nel 1958, l'astrofisico James Van Allen aveva annunciato la scoperta delle fasce di particelle energetiche (protoni ed elettroni) che circondano la Terra e che oggi portano il suo nome. Lo stesso giorno in cui fece l'annuncio, Van Allen si mise d'accordo con i militari per una serie di lanci di bombe atomiche allo scopo di vedere se erano in grado di distruggere queste fasce.Questi esperimenti avevano anche obiettivi militari: per esempio, scoprire se le radiazioni di una detonazione nucleare avrebbero reso più difficile localizzare missili nemici in arrivo o se li avrebbero invece distrutti, se l'esplosione avrebbe spinto fino a terra le letali fasce di particelle in corrispondenza di un bersaglio (per esempio Mosca) e se avrebbe interferito con le comunicazioni militari. La disinvoltura nucleare di quegli anni è incredibile, se vista con gli occhi di oggi. Vari lanci fallirono e fu necessario distruggere i missili mediante l'apposito comando radio, disperdendo frammenti radioattivi su una vasta zona. In un caso (Bluegill Prime), il missile fu distrutto sulla rampa di lancio, contaminando l'area della torre di lancio di plutonio e con i residui chimici del carburante.L'esplosione di Starfish Prime, la bomba lanciata da Johnston Island su un missile Thor, fu visibile dalle Hawaii alla Nuova Zelanda. A Honolulu, negli alberghi si tennero "Feste della Bomba Arcobaleno" ("Rainbow Bomb Parties") con il naso all'insù. La detonazione nucleare, infatti, produsse aurore artificiali e lampi multicolore dovuti all'interazione fra le radiazioni emesse dalla bomba e l'atmosfera.Ma gli effetti della bomba all'idrogeno furono molto più significativi di semplici lampi giganti policromi. L'impulso elettromagnetico prodotto dalla bomba fu di gran lunga superiore al previsto e causò blackout elettrici alle Hawaii, a circa 1450 chilometri dal punto di detonazione, fece saltare circa 300 lampioni e almeno un collegamento telefonico in microonde. Tre satelliti artificiali furono resi permanentemente inservibili e le radiazioni emesse causarono il progressivo danneggiamento di un terzo di tutti i satelliti in orbita bassa. Una delle vittime di Starfish Prime fu il primissimo satellite commerciale per telecomunicazioni, Telstar.Qui su Youtube potete vedere uno dei documentari recentemente pubblicati che mostrano i dettagli dell'esperimento, presentati con un tono che sembra tratto, non a caso, dal Dottor Stranamore di Stanley Kubrick. Se volete saperne di più, potete consultare un documentario, Nukes in Space, narrato da William Shatner (il capitano Kirk di Star Trek), un dettagliato articolo di NPR.org e i video presentati da Make a History.com.La prossima volta che qualcuno lamenta che i giovani d'oggi sono irresponsabili, provate a ricordare che i loro nonni facevano scoppiare bombe atomiche nello spazio per fare fuochi d'artificio, senza pensare alle conseguenze.
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scienza_incredibile
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july 2010 by hanicker
La voce di Edison riemerge da registrazioni dimenticate
july 2010 by hanicker
Ingegneri decifrano misteriose righe su pellicole del 1929, trovano le voci di Edison, Henry Ford e EinsteinFonte foto: Wikipedia.Immaginate di trovare in un museo una serie di contenitori etichettati genericamente come programmi radiofonici degli anni Venti. Sapete già che si tratta di una rarità, perché le registrazioni sopravvissute di questi programmi prima degli anni Trenta sono quasi introvabili, ma le etichette non dicono nulla di preciso sulla natura dei programmi registrati.C'è un piccolo problema: quando aprite i contenitori, scoprite che le "registrazioni" non sono bobine di nastro magnetico o dischi, ma pellicole di acetato in formato 35 mm, simili a quelle che si usavano nelle fotocamere e nelle cineprese prima del boom degli apparecchi digitali (e che molti usano ancora), ma senza perforazioni per il trascinamento.Cosa ancora più intrigante, queste pellicole non contengono immagini comprensibili, ma soltanto una serie di righe parallele irregolari. Con un po' di ricerca scoprite che le righe sono tracce audio in cui i suoni sono rappresentati da variazioni di forma: sono registrazioni effettuate con un pallofotofono (pallophotophone in originale), uno dei primissimi apparecchi per la registrazione audio su pellicola. Che però non esiste più.Inquadriamo la tecnologia dell'epoca: il fonografo a cilindro, il primo sistema di registrazione e riproduzione audio, era stato inventato nel 1877; vent'anni dopo era arrivato il grammofono a disco. La registrazione magnetica sarebbe arrivata in forma usabile negli anni Trenta. Nel frattempo, la radio era popolarissima, ma era tutta dal vivo: mancava un metodo pratico per registrare e riprodurre il suono. Il pallofotofono, sviluppato da Charles Hoxie della General Electric intorno al 1922, era uno dei tentativi di risolvere questo problema e di sonorizzare i film (che all'epoca erano muti, a parte alcuni film sperimentali). Il nome piuttosto bizzarro deriva dal greco e significa grosso modo "suono di luce scossa".Ma di pallofotofoni, al mondo, non ce ne sono più. Niente paura: attingendo ai pochi disegni originali dell'apparecchio di quasi novant'anni fa, ne ricostruite una versione moderna e provate a decifrare una delle pellicole. Dopo due anni di fatiche, a un tratto emerge dagli altoparlanti la voce di Thomas Edison: proprio l'inventore del fonografo. La potete sentire qui, tremolante più per l'età che per i difetti del sistema di registrazione (che risale al 1929, quando Edison era ottantaduenne), mentre celebra i cinquant'anni della lampadina a incandescenza accanto al presidente Hoover.È quello che è successo realmente a Chris Hunter, curatore del museo di Schenectady, nello stato di New York, che custodisce una dozzina di queste bobine finora illeggibili, registrate fra il 1929 e il 1931, e a Russ DeMuth e John Schneiter, ingegneri della General Electric, che sono riusciti a ricostruire il pallofotofono per leggerle utilizzando i materiali di oggi e procurandosi vari pezzi su eBay. Oltre alla voce di Edison, il loro lavoro ha recuperato anche brani della stessa celebrazione con la voce di Albert Einstein (da Berlino, in tedesco) e Henry Ford.C'è un video dell'apparecchio ricostruito:E qui c'è un altro brano di registrazione degli anni Venti recuperato:Una breve storia video di questo sistema di registrazione riportato in vita dopo quasi novant'anni d'oblio è qui.Fonti: GE Reports, Times Union, Documenting Early Radio.
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july 2010 by hanicker
Google dalla riga di comando
june 2010 by hanicker
Google, servizi gestibili dalla riga di comandoPer tutti gli appassionati dell'informatica senza fronzoli, quelli che vogliono andare subito al sodo e sanno che la tastiera è ancor oggi mille volte più veloce del mouse per tante cose, Google ha presentato GoogleCL: in altre parole, Google a riga di comando.Traduco per i non iniziati: normalmente, se volete scrivere un articolo su Blogger, aggiungere un appuntamento a Google Calendar o pubblicare una serie di foto su Picasa o un video su Youtube, dovete avviare il vostro browser, raggiungere il sito del servizio Google desiderato, aspettare che si carichi e poi cliccare sulle varie opzioni e nelle varie caselle per immettere i dati e caricare l'eventuale foto o video. Su un dispositivo che ha uno schermo piccolo, come un netbook o un telefonino, la cosa può essere piuttosto impegnativa.Immaginate invece di poter aprire una finestra di terminale (un prompt dei comandi, per il mondo Windows) e digitare semplicementegoogle blogger post --tags "[testo dei tag]" --title "[testo del titolo]" "[testo del post]"ottenendo immediatamente la pubblicazione del post su Blogger, con i tag e il titolo ai loro rispettivi posti. Che è quello che ho fatto qui. Notate che GoogleCL è abbastanza furbo da chiedermi in quale dei miei blog voglio che compaia il post.In alternativa potreste comporre il post in un editor di testo, salvarlo come articolo.txt e poi caricarlo congoogle blogger post articolo.txtPotreste anche digitaregoogle picasa create --title "Foto di gatti" ~/foto/gatti/*.jpgper caricare su Picasa in un sol colpo tutte le foto che avete nella cartella Gatti. Oppure aggiungere al volo un appuntamento alla vostra agenda digitandogoogle calendar add "Puntata del Disinformatico 11:00 12/7/2010"per ricordarvi che il 7 dicembre alle 11 c'è il Disinformatico radiofonico (la data è nel formato statunitense mese-giorno-anno).Altri esempi di comandi sono qui su Code.google.com. Roba da maniaci nostalgici? Può darsi, ma le potenzialità, per esempio per lo scripting e l'automazione dei servizi, sono notevoli. Se la cosa v'intriga, GoogleCL è gratuito e open source e funziona su Windows, Mac e Linux (funzionerà su Android e/o IOS?). Vi servono Python 2.5 o superiore e la libreria gdata 1.2.4 o superiore, se non li avete già installati; poi installate GoogleCL eseguendo i suoi script, come descritto per esempio nei requisiti di sistema, su Public Int (Windows XP) e Lifehacker. Se non sapete di cosa sto parlando, fatevi installare il tutto da qualcuno che ha familiarità con queste cose, e attenzione: la riga di comando è potente e non perdona.La prima volta che usate ciascuno dei servizi gestibili dalla riga di comando, GoogleCL lancerà il vostro browser predefinito e gli farà aprire la pagina di autorizzazione (mostrata qui accanto). Da quel momento in poi, GoogleCL sarà autorizzato a gestire i vostri dati senza ulteriori cerimoniali.Non dimenticate di leggere il manuale predisposto da Google, che contiene le altre opzioni di utilizzo della riga di comando. Come è prassi nei progetti open source, anche GoogleCL cerca volontari che contribuiscano alla sua crescita. Buon divertimento.
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june 2010 by hanicker
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