WebSiteSniffer: visionare, monitorare ed analizzare i file scaricati durante la visualizzazione dei siti web
september 2011 by hanicker
Durante la visualizzazione degli svariati siti web aperti navigando in rete vengono scaricati, direttamente sulla postazione multimediale in uso ed in maniera del tutto automatica, una gran quantità di file di differenti tipologie (come ad esempio cookie, SWF, XML etc.).
Il modo migliore per poter visionare, monitorare ed analizzare tutti i vari file scaricati consiste però nel ricorrere all’utilizzo di un semplice applicativo quale WebSiteSniffer che grazie alle sue funzionalità potrà sicuramente risultare utilissimo in una gran varietà di circostanze.
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WebSiteSniffer: visionare, monitorare ed analizzare i file scaricati durante la visualizzazione dei siti web, pubblicato su Geekissimo il 29/09/2011
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Il modo migliore per poter visionare, monitorare ed analizzare tutti i vari file scaricati consiste però nel ricorrere all’utilizzo di un semplice applicativo quale WebSiteSniffer che grazie alle sue funzionalità potrà sicuramente risultare utilissimo in una gran varietà di circostanze.
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WebSiteSniffer: visionare, monitorare ed analizzare i file scaricati durante la visualizzazione dei siti web, pubblicato su Geekissimo il 29/09/2011
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september 2011 by hanicker
BufferZone Pro, proteggere il PC dalle minacce esterne creando un ambiente isolato
september 2011 by hanicker
Qui su Geekissimo lo abbiamo affermato diverse altre volte e non ci stancheremo mai di ripeterlo: quando si opera al PC la sicurezza non è mai troppa per cui onde evitare di incappare in spiacevoli inconvenienti occorre adottare tutta una serie di giusti ed appositi accorgimenti, compreso l’utilizzo di un buon software adibito alla protezione della postazione multimediale in uso e, ovviamente, dei dati dello stesso utente.
A tal proposito, anche se, sicuramente, la maggior parte di voi appassionati lettori disporrà di un buon software antivirus installato sul PC in uso, quest’oggi andiamo comunque a dare uno sguardo a BufferZone Pro, una risorsa rientrante a pieno nella sopracitata categoria.
BufferZone Pro, che a discapito del nome è scaricabile ed utilizzabile in modo totalmente gratuito, è un software specifico per sistemi operativi Windows (solo ed esclusivamente per le versioni a 32-bit) che si serve di un’efficace tecnologia di virutalizzazione per proteggere il computer in uso da qualsiasi tipo di minaccia esterna andando ad isolare i nuovi file ed i nuovi programmi dal resto dell’OS.
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BufferZone Pro, proteggere il PC dalle minacce esterne creando un ambiente isolato, pubblicato su Geekissimo il 28/09/2011
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A tal proposito, anche se, sicuramente, la maggior parte di voi appassionati lettori disporrà di un buon software antivirus installato sul PC in uso, quest’oggi andiamo comunque a dare uno sguardo a BufferZone Pro, una risorsa rientrante a pieno nella sopracitata categoria.
BufferZone Pro, che a discapito del nome è scaricabile ed utilizzabile in modo totalmente gratuito, è un software specifico per sistemi operativi Windows (solo ed esclusivamente per le versioni a 32-bit) che si serve di un’efficace tecnologia di virutalizzazione per proteggere il computer in uso da qualsiasi tipo di minaccia esterna andando ad isolare i nuovi file ed i nuovi programmi dal resto dell’OS.
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BufferZone Pro, proteggere il PC dalle minacce esterne creando un ambiente isolato, pubblicato su Geekissimo il 28/09/2011
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september 2011 by hanicker
Print Plus, selezionare e stampare specifiche sezioni di una pagina web
september 2011 by hanicker
Eseguire la stampa di specifici contenuti d’interesse disponibili online comporta, almeno nella maggior parte dei casi, un notevole dispendio di carta ed inchiostro a causa della presenza di elementi inutili presenti sulla pagina web oggetto dell’attenzione o, ancora, conseguenzialmente alle dimensioni della pagina web scelta differenti da quelle dei classici fogli A4.
Considerando quanto appena affermato potrebbe quindi rivelarsi decisamente ben più utile avere a propria disposizione un’apposita funzionalità mediante cui selezionare facilmente e rapidamente le sezioni della pagina web che si desidera stampare.
La funzionalità in questione, purtroppo, di default non risulta annessa ad alcun browser web ma, fortunatamente, ricorrendo all’impiego di Print Plus sarà comunque possibile ovviare nel migliore dei modi a tale situazione, a patto però che venga impiegato Google Chrome.
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Print Plus, selezionare e stampare specifiche sezioni di una pagina web, pubblicato su Geekissimo il 27/09/2011
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Considerando quanto appena affermato potrebbe quindi rivelarsi decisamente ben più utile avere a propria disposizione un’apposita funzionalità mediante cui selezionare facilmente e rapidamente le sezioni della pagina web che si desidera stampare.
La funzionalità in questione, purtroppo, di default non risulta annessa ad alcun browser web ma, fortunatamente, ricorrendo all’impiego di Print Plus sarà comunque possibile ovviare nel migliore dei modi a tale situazione, a patto però che venga impiegato Google Chrome.
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Print Plus, selezionare e stampare specifiche sezioni di una pagina web, pubblicato su Geekissimo il 27/09/2011
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september 2011 by hanicker
Censura sul Web: ritorna la norma “ammazza blog”
september 2011 by hanicker
Nel bel mezzo di una crisi economica globale che potrebbe mandare a gambe all’aria parecchi Paesi europei, compresa l’Italia, la nostra classe dirigente ha individuato le priorità su cui concentrare il suo operato: le intercettazioni telefoniche e il Web. Ovviamente, in nessuno dei due casi le intenzioni dell’esecutivo sono amichevoli.
Come riporta La Repubblica, il Governo Berlusconi, quasi come se negli ultimi messi non fosse successo nulla e le sue proposte in materia non avessero mai scatenato delle polemiche, ha riproposto pari pari la cosiddetta norma ammazza blog nel ddl sulle intercettazioni che prefigura un nuovo tentativo di censura ad Internet.
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Censura sul Web: ritorna la norma “ammazza blog”, pubblicato su Geekissimo il 26/09/2011
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Come riporta La Repubblica, il Governo Berlusconi, quasi come se negli ultimi messi non fosse successo nulla e le sue proposte in materia non avessero mai scatenato delle polemiche, ha riproposto pari pari la cosiddetta norma ammazza blog nel ddl sulle intercettazioni che prefigura un nuovo tentativo di censura ad Internet.
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Censura sul Web: ritorna la norma “ammazza blog”, pubblicato su Geekissimo il 26/09/2011
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september 2011 by hanicker
La nuova privacy di Facebook e le vostre foto.
september 2011 by hanicker
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Fino a pochi giorni fa se creavi una galleria di foto e “taggavi” al suo interno alcuni amici (presenti nei tuoi contatti), tali foto comparivano in bacheca e nello streaming solo ai facebook friends comuni tra te e il “taggato”. Questi amici comuni potevano sia commentare, che apporre il classico “like”.
Da qualche giorno tutto è cambiato.
Ora se tagghi un amico in una tua galleria (anche se la restrizione di visualizzazione é “Solo Amici”), le foto relative saranno immediatamente visibili sulla sua bacheca, ed immediatamente commentabili da TUTTI i suoi contatti. Questo è il motivo per cui Facebook ha inserito la moderazione del “tag” in ingresso, sia per le foto che per i post. (attivabile qui). Se non attivate il controllo tag (che vi consente di rifiutare per ogni foto o post questa nuova caratteristica) di default le immagini nelle quali verrete taggati diventeranno in qualche modo meno private.
Cosa cambia ? Si domanderanno i più ingenui e teneroni di voi..
Cambia parecchio, poichè adesso la privacy delle vostre foto non è più molto controllabile. Una volta che avete taggato qualcuno (o accettato di farvi taggare in una immagine) TUTTI i contatti reciproci potranno vedere, commentare (e salvare sul proprio pc) quelle foto.
Esempio : se prima taggavi tre amici in una foto, l’immagine era visibile solo ai contatti comuni e ai tre amici. (ipotizziano 20)
Ora la stessa foto è visibile (e commentabile) dalla somma di tutti i contatti di tutti i gli tre amici. Quindi una foto che vi ritrae in un momento imbarazzante, magari destinata a pochi ristretti facciamici è ora in pratica visibile a una grandissima fetta di mondo.. (ipotizziamo mille amici a testa, moltiplicato 3 = 3000 Facebook friends).
Poichè nessuno di noi è in grado di sapere esattamente CHI ha nei contatti per davvero, e chi si celi dietro a quel simpatico avatar con la faccia di un puffo, il rischio di furto di identità, o di ritrovare le proprie foto in aree “sconvenienti” del web, o semplicemente inopportune, è ora ancor più elevato di quanto non fosse prima.
L’alternativa per proteggersi ? Al momento (se non cambieranno l’approccio sopra descritto) è solo quella di NON taggare nessuno e non taggarsi nelle foto. In questo modo soltanto i contatti che hanno accesso alle vostre foto possono vedere e commentare le immagini.
Diversamente le vostre foto e quelle dei vostri amici saranno alla mercè di cani e porci..
articoli simili a questo : Facebook Facial Recognition : come incasinare la vita a 700 milioni di utenti Gestire la lista dei contatti Facebook. Come salvarsi da creditori ed ex fidanzati senza rimuoverli dai contatti. Facebook for Dummies Facebook: Finita l’era della privacy Facebook for dummies Copyright © 2011 PocaCola Blog. Feed provided by PocaCola Blog Please contact electro@pocacola.com in case of illegal use.
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Fino a pochi giorni fa se creavi una galleria di foto e “taggavi” al suo interno alcuni amici (presenti nei tuoi contatti), tali foto comparivano in bacheca e nello streaming solo ai facebook friends comuni tra te e il “taggato”. Questi amici comuni potevano sia commentare, che apporre il classico “like”.
Da qualche giorno tutto è cambiato.
Ora se tagghi un amico in una tua galleria (anche se la restrizione di visualizzazione é “Solo Amici”), le foto relative saranno immediatamente visibili sulla sua bacheca, ed immediatamente commentabili da TUTTI i suoi contatti. Questo è il motivo per cui Facebook ha inserito la moderazione del “tag” in ingresso, sia per le foto che per i post. (attivabile qui). Se non attivate il controllo tag (che vi consente di rifiutare per ogni foto o post questa nuova caratteristica) di default le immagini nelle quali verrete taggati diventeranno in qualche modo meno private.
Cosa cambia ? Si domanderanno i più ingenui e teneroni di voi..
Cambia parecchio, poichè adesso la privacy delle vostre foto non è più molto controllabile. Una volta che avete taggato qualcuno (o accettato di farvi taggare in una immagine) TUTTI i contatti reciproci potranno vedere, commentare (e salvare sul proprio pc) quelle foto.
Esempio : se prima taggavi tre amici in una foto, l’immagine era visibile solo ai contatti comuni e ai tre amici. (ipotizziano 20)
Ora la stessa foto è visibile (e commentabile) dalla somma di tutti i contatti di tutti i gli tre amici. Quindi una foto che vi ritrae in un momento imbarazzante, magari destinata a pochi ristretti facciamici è ora in pratica visibile a una grandissima fetta di mondo.. (ipotizziamo mille amici a testa, moltiplicato 3 = 3000 Facebook friends).
Poichè nessuno di noi è in grado di sapere esattamente CHI ha nei contatti per davvero, e chi si celi dietro a quel simpatico avatar con la faccia di un puffo, il rischio di furto di identità, o di ritrovare le proprie foto in aree “sconvenienti” del web, o semplicemente inopportune, è ora ancor più elevato di quanto non fosse prima.
L’alternativa per proteggersi ? Al momento (se non cambieranno l’approccio sopra descritto) è solo quella di NON taggare nessuno e non taggarsi nelle foto. In questo modo soltanto i contatti che hanno accesso alle vostre foto possono vedere e commentare le immagini.
Diversamente le vostre foto e quelle dei vostri amici saranno alla mercè di cani e porci..
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september 2011 by hanicker
Wikileaks pubblica tutto il suo materiale, agli utenti il compito di “pescare” le notizie interessanti
september 2011 by hanicker
Dopo mesi passati a centellinare il materiale in suo possesso, Wikileaks vuota il sacco. L’organizzazione capitanata da Julian Assange, stanca di come le notizie contenute nei suoi cable vengono trattate dai media generalisti (troppo di parte, secondo Wl), ha deciso di mettere in Rete tutti e 251.287 i cablogrammi dei diplomatici USA di cui è in possesso.
Da questo momento in poi, tocca dunque agli utenti scovare e segnalare le notizie più importanti contenute nell’immenso archivio di Wikileaks. Se siete pronti a contribuire alla causa, i link da cui partire sono questi: uno e due. Le ricerche vanno fatte in base a delle keyword specifiche e i documenti sono tutti da decifrare con le chiavi fornite dal sito. Buona caccia!
[Via | Repubblica]
Wikileaks pubblica tutto il suo materiale, agli utenti il compito di “pescare” le notizie interessanti, pubblicato su Geekissimo il 02/09/2011
© naqern per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Internet. Post tags: Julian Assange, Wikileaks
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Da questo momento in poi, tocca dunque agli utenti scovare e segnalare le notizie più importanti contenute nell’immenso archivio di Wikileaks. Se siete pronti a contribuire alla causa, i link da cui partire sono questi: uno e due. Le ricerche vanno fatte in base a delle keyword specifiche e i documenti sono tutti da decifrare con le chiavi fornite dal sito. Buona caccia!
[Via | Repubblica]
Wikileaks pubblica tutto il suo materiale, agli utenti il compito di “pescare” le notizie interessanti, pubblicato su Geekissimo il 02/09/2011
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september 2011 by hanicker
CaptchaTrader: bypassare i captcha di fileserve, filesonic, ecc. in JDownloader
august 2011 by hanicker
Come detto più volte in passato, sono ormai moltissimi i geek che hanno detto addio ad eMule e P2P per passare ai sempre più popolari programmi free per scaricare da MegaUpload, Rapidshare e simili senza noie. Questi programmi, però, presentano tutti un grosso limite per chi non è abbonato a nessun servizio di hosting: i codici captcha da inserire prima dell’inizio di ciascun download.
Ebbene, oggi vogliamo farvi fare la conoscenza di un servizio che permette di superare con pochi “spiccioli” anche quest’ultimo ostacolo del download tramite siti di hosting. Si tratta di CaptchaTrader, un eccezionale servizio disponibile anche sotto forma di plugin per JDownloader che permette di bypassare i captcha di fileserve, filesonic, ecc. con oltre il 90% di percentuale di successo.
(...)Continua a leggere CaptchaTrader: bypassare i captcha di fileserve, filesonic, ecc. in JDownloader, su Geekissimo
CaptchaTrader: bypassare i captcha di fileserve, filesonic, ecc. in JDownloader, pubblicato su Geekissimo il 22/08/2011
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Ebbene, oggi vogliamo farvi fare la conoscenza di un servizio che permette di superare con pochi “spiccioli” anche quest’ultimo ostacolo del download tramite siti di hosting. Si tratta di CaptchaTrader, un eccezionale servizio disponibile anche sotto forma di plugin per JDownloader che permette di bypassare i captcha di fileserve, filesonic, ecc. con oltre il 90% di percentuale di successo.
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CaptchaTrader: bypassare i captcha di fileserve, filesonic, ecc. in JDownloader, pubblicato su Geekissimo il 22/08/2011
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august 2011 by hanicker
Vcast chiude il 9 agosto
august 2011 by hanicker
Uno dei servizi online italiani meglio riusciti e più amati degli ultimi anni, praticamente unico nel suo genere, sta per chiudere i battenti. Stiamo parlando di Vcast, il videoregistratore online grazie al quale è stato fino ad ora possibile registrare gratuitamente tutte le emittenti televisive italiane in chiaro (a parte quelle Mediaset, rimosse dopo una diatriba legale), che chiuderà il 9 agosto.
Il tristissimo annuncio, che ha gettato migliaia di utenti nello sconforto (specie quelli all’estero, che avevano trovato in Vcast uno dei pochi mezzi gratuiti per vedere la TV italiana attraverso Internet), è stato dato dallo staff di Vcast attraverso poche righe pubblicate sul sito ufficiale del servizio e tramite un’e-mail inviata a tutti gli iscritti. Eccone uno stralcio.
(...)Continua a leggere Vcast chiude il 9 agosto, su Geekissimo
Vcast chiude il 9 agosto, pubblicato su Geekissimo il 08/08/2011
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Il tristissimo annuncio, che ha gettato migliaia di utenti nello sconforto (specie quelli all’estero, che avevano trovato in Vcast uno dei pochi mezzi gratuiti per vedere la TV italiana attraverso Internet), è stato dato dallo staff di Vcast attraverso poche righe pubblicate sul sito ufficiale del servizio e tramite un’e-mail inviata a tutti gli iscritti. Eccone uno stralcio.
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Vcast chiude il 9 agosto, pubblicato su Geekissimo il 08/08/2011
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august 2011 by hanicker
Il “gonzo” della diretta (Jetpack fail)
John Morris è un appassionato di sport acquatici. Ha passato mesi a sviluppare un innovativo Jetpack ad acqua che, una volta indossato consente di volare sopra il mare, e lo fa sfruttando due potenti getti d’acqua sotto pressione espulsi dal mirabolante “giubbotto per volare”. Un tubone flessibile collega il Jetpack al piccolo rimorchio galleggiante che contiene il motore che aspira l’acqua. Attraverso due potenziometri installati nel manubrio, è possibile dirigere il Water Jetpack (nome ufficiale : Jetlev R200) in tutte le direzioni. La sensazione che regala questo apparecchio è probabilmente unica, infatti il buon John Morris è diventato un esperto di questo nuovo ed affascinante sport acquatico.
Naturalmente c’è il risvolto economico, ed è normale pensare che a John interessi moltissimo far conoscere al mondo il suo Jetlev R200 e ricevere ordini d’acquisto per questo suo tecnologico e magico progetto.
L’occasione arriva in occasione del San Diego boat show. Il reporter Matt Johnson, di Fox 5 News, decide di lanciare il servizio di apertura in diretta dal Boat Show presentando il suo buon amico John che, con il Jetpack acceso e scalpitante, si librerà nell’aria lasciando gli spettatori stupiti per questa nuova meraviglia..
Il risultato lo vedete qui sotto. Personalmente trovo i primi 12 secondi di questo video una delle cose più esilaranti viste quest’anno.
articoli simili a questo : L’acqua di mare può incendiarsi Robo.com : un droide per casa Nel fuoco la sagoma di John Travolta la figura del “social Rocker” é il Vasco Rossi che non vorrei Conseguenza logica, nuovo singolo dei Matia Bazar (io c’ero) Copyright © 2011 PocaCola Blog. Feed provided by PocaCola Blog Please contact electro@pocacola.com in case of illegal use.
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july 2011 by hanicker
John Morris è un appassionato di sport acquatici. Ha passato mesi a sviluppare un innovativo Jetpack ad acqua che, una volta indossato consente di volare sopra il mare, e lo fa sfruttando due potenti getti d’acqua sotto pressione espulsi dal mirabolante “giubbotto per volare”. Un tubone flessibile collega il Jetpack al piccolo rimorchio galleggiante che contiene il motore che aspira l’acqua. Attraverso due potenziometri installati nel manubrio, è possibile dirigere il Water Jetpack (nome ufficiale : Jetlev R200) in tutte le direzioni. La sensazione che regala questo apparecchio è probabilmente unica, infatti il buon John Morris è diventato un esperto di questo nuovo ed affascinante sport acquatico.
Naturalmente c’è il risvolto economico, ed è normale pensare che a John interessi moltissimo far conoscere al mondo il suo Jetlev R200 e ricevere ordini d’acquisto per questo suo tecnologico e magico progetto.
L’occasione arriva in occasione del San Diego boat show. Il reporter Matt Johnson, di Fox 5 News, decide di lanciare il servizio di apertura in diretta dal Boat Show presentando il suo buon amico John che, con il Jetpack acceso e scalpitante, si librerà nell’aria lasciando gli spettatori stupiti per questa nuova meraviglia..
Il risultato lo vedete qui sotto. Personalmente trovo i primi 12 secondi di questo video una delle cose più esilaranti viste quest’anno.
articoli simili a questo : L’acqua di mare può incendiarsi Robo.com : un droide per casa Nel fuoco la sagoma di John Travolta la figura del “social Rocker” é il Vasco Rossi che non vorrei Conseguenza logica, nuovo singolo dei Matia Bazar (io c’ero) Copyright © 2011 PocaCola Blog. Feed provided by PocaCola Blog Please contact electro@pocacola.com in case of illegal use.
july 2011 by hanicker
Dropbox, un problema di sicurezza ha consentito l’accesso a tutti senza password per 4 ore
june 2011 by hanicker
Quella di questa mattina è una storia veramente brutta, una storia che fa paura. Se fosse una tragedia greca, sarebbe la “Medea” di Euripide. Se fosse un libro horror, sarebbe “IT” di Stephen King. Paura, eh? Siamo sul web, sono le 13:54 di domenica 19 giugno 2011 (fuso orario del Pacifico) e il team di Dropbox aggiorna il codice del proprio, apprezzatissimo, servizio. Tutto sembra essere andato per il verso giusto… ma non è così.
Quattro ore dopo, alle 17:41, il team si accorge che quell’aggiornamento è stato fatale. Ha lasciato le porte di Dropbox aperte a tutti i potenziali malintenzionati che, armati dell’indirizzo e-mail di un utente del servizio e inserendo una password qualsiasi per l’autenticazione (qualsiasi vale a dire anche nessuna password), avrebbero potuto infiltrarsi nelle cartelle Dropbox di chiunque.
(...)Continua a leggere Dropbox, un problema di sicurezza ha consentito l’accesso a tutti senza password per 4 ore, su Geekissimo
Dropbox, un problema di sicurezza ha consentito l’accesso a tutti senza password per 4 ore, pubblicato su Geekissimo il 21/06/2011
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Quattro ore dopo, alle 17:41, il team si accorge che quell’aggiornamento è stato fatale. Ha lasciato le porte di Dropbox aperte a tutti i potenziali malintenzionati che, armati dell’indirizzo e-mail di un utente del servizio e inserendo una password qualsiasi per l’autenticazione (qualsiasi vale a dire anche nessuna password), avrebbero potuto infiltrarsi nelle cartelle Dropbox di chiunque.
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Dropbox, un problema di sicurezza ha consentito l’accesso a tutti senza password per 4 ore, pubblicato su Geekissimo il 21/06/2011
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june 2011 by hanicker
WhatFont, il bookmarklet per identificare i fonts utilizzati sui siti web
april 2011 by hanicker
Gli sviluppatori, generalmente, per conoscere quale tipo di fonts sono stati adottati per una specifica pagina web hanno l’abitudine di ricorrere all’utilizzo di strumenti quali Firebug o Webkit Inspector che, però, a seconda delle diverse circostanze, potrebbero apparire poco pratici.
In particolare, risorse di questo tipo vanno a risultare tutt’altro che di semplice utilizzo per i meno esperti che comunque, per una ragione o per un’altra, hanno la necessità di scoprire quale tipologia di caratteri viene impiegata su di una specifica pagina web.
Per ovviare a tutto ciò, fortunatamente, è però possibile ricorrere all’utilizzo di uno strumento quale WhatFont.
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WhatFont, il bookmarklet per identificare i fonts utilizzati sui siti web, pubblicato su Geekissimo il 12/04/2011
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In particolare, risorse di questo tipo vanno a risultare tutt’altro che di semplice utilizzo per i meno esperti che comunque, per una ragione o per un’altra, hanno la necessità di scoprire quale tipologia di caratteri viene impiegata su di una specifica pagina web.
Per ovviare a tutto ciò, fortunatamente, è però possibile ricorrere all’utilizzo di uno strumento quale WhatFont.
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WhatFont, il bookmarklet per identificare i fonts utilizzati sui siti web, pubblicato su Geekissimo il 12/04/2011
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april 2011 by hanicker
Arriva Think Quarterly: la rivista trimestrale online targata Google
march 2011 by hanicker
Regalando un vero e proprio effetto sorpresa, o quasi, a tutti i più accaniti navigatori della grande rete e, ancor di più, a tutti coloro che, giorno dopo giorno, setacciano il web alla ricerca di news ed argomenti interessanti riguardanti il mondo dell’IT, Google, nelle ultime ore, ha reso disponibile online un nuovo ed interessante progetto denominato Think Quarterly.
Si tratta di una vera e propria rivista online a pubblicazione trimestrale che, concepita per essere “uno spazio per respirare in un mondo trafficato” così come affermato da Matt Brittin, Operations Managing Director di Google UK e Irlanda, costituisce una straordinaria realizzazione in Flash da parte del gran colosso delle ricerche online al cui editing e design ha provveduto l’agenzia The Church of London.
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Arriva Think Quarterly: la rivista trimestrale online targata Google, pubblicato su Geekissimo il 25/03/2011
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Si tratta di una vera e propria rivista online a pubblicazione trimestrale che, concepita per essere “uno spazio per respirare in un mondo trafficato” così come affermato da Matt Brittin, Operations Managing Director di Google UK e Irlanda, costituisce una straordinaria realizzazione in Flash da parte del gran colosso delle ricerche online al cui editing e design ha provveduto l’agenzia The Church of London.
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Arriva Think Quarterly: la rivista trimestrale online targata Google, pubblicato su Geekissimo il 25/03/2011
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march 2011 by hanicker
Souptime, un efficiente sistema di monitoraggio completo per i propri siti web
november 2010 by hanicker
Quando ci si ritrova a gestire un proprio spazio online risulta di fondamentale importanza avere a propria completa disposizione appositi strumenti mediante cui monitorarne costantemente il corretto funzionamento oltre a tutte una serie di varie ed eventuali problematiche nelle quali, purtroppo, è possibile incorrere.
Quindi, proprio a tal proposito, per la gioia di gran parte di voi lettori di Geekissimo, quest’oggi prestiamo attenzione ad un recente ed efficiente servizio web appositamente adibito allo scopo in questione ed in grado di assolvervi in maniera impeccabile.
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Souptime, un efficiente sistema di monitoraggio completo per i propri siti web, pubblicato su Geekissimo il 25/11/2010
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Quindi, proprio a tal proposito, per la gioia di gran parte di voi lettori di Geekissimo, quest’oggi prestiamo attenzione ad un recente ed efficiente servizio web appositamente adibito allo scopo in questione ed in grado di assolvervi in maniera impeccabile.
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Souptime, un efficiente sistema di monitoraggio completo per i propri siti web, pubblicato su Geekissimo il 25/11/2010
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november 2010 by hanicker
The Endless Mural, creare bellissimi disegni con forme astratte sfruttando l’HTML5
november 2010 by hanicker
Appassionati al mondo dell’arte, a quello della grafica e, per non far mancare proprio nulla, desiderosi di sperimentare personalmente le fattezze e le potenzialità dell’HTML5?
Bhe, in caso di risposta affermativa, allora, di certo, non potrete lasciarvi sfuggire una fantastica risorsa online quale The Endless Mural.
Si tratta infatti di una recente e sorprendente applicazione web sviluppata in HTML5, ovviamente utilizzabile in maniera del tutto gratuita e senza dover effettuare alcun tipo di sottoscrizione, che, con una buona dose di creatività ed il minimo impegno, consentirà di disegnare facilmente forme artistiche astratte tridimensionali che saranno poi esposte in un’apposita sezione del servizio contente tutte le creazioni realizzate dai vari utenti.
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The Endless Mural, creare bellissimi disegni con forme astratte sfruttando l’HTML5, pubblicato su Geekissimo il 07/11/2010
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Bhe, in caso di risposta affermativa, allora, di certo, non potrete lasciarvi sfuggire una fantastica risorsa online quale The Endless Mural.
Si tratta infatti di una recente e sorprendente applicazione web sviluppata in HTML5, ovviamente utilizzabile in maniera del tutto gratuita e senza dover effettuare alcun tipo di sottoscrizione, che, con una buona dose di creatività ed il minimo impegno, consentirà di disegnare facilmente forme artistiche astratte tridimensionali che saranno poi esposte in un’apposita sezione del servizio contente tutte le creazioni realizzate dai vari utenti.
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The Endless Mural, creare bellissimi disegni con forme astratte sfruttando l’HTML5, pubblicato su Geekissimo il 07/11/2010
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november 2010 by hanicker
Wi-Fi libero in Italia, approvata la legge
november 2010 by hanicker
Questa notizia probabilmente l’avrete già letta sui giornali o sentita in TV, ma la sua rilevanza è tale che non potevamo esimerci dal segnalarvela.
Nella giornata di ieri, il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo “pacchetto sicurezza” messo a punto dal Ministro dell’interno Roberto Maroni che include, tra le altre cose, l’abrogazione (o per meglio dire, la mancata proroga) delle restrizioni al Wi-Fi pubblico imposte dal decreto Pisanu di cinque anni fa.
Per chi non lo sapesse, il decreto Pisanu è quello che – in nome della sicurezza e della lotta alle mafie – rende quasi impossibile l’installazione di connessioni Wi-Fi in locali pubblici quali bar, ristoranti, ecc., vincolando i gestori degli stessi a richiedere un’autorizzazione al questore e a identificare/tracciare tutti gli utenti che decidessero di usufruire della connessione. (...)Continua a leggere Wi-Fi libero in Italia, approvata la legge, su Geekissimo
Wi-Fi libero in Italia, approvata la legge, pubblicato su Geekissimo il 06/11/2010
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Nella giornata di ieri, il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo “pacchetto sicurezza” messo a punto dal Ministro dell’interno Roberto Maroni che include, tra le altre cose, l’abrogazione (o per meglio dire, la mancata proroga) delle restrizioni al Wi-Fi pubblico imposte dal decreto Pisanu di cinque anni fa.
Per chi non lo sapesse, il decreto Pisanu è quello che – in nome della sicurezza e della lotta alle mafie – rende quasi impossibile l’installazione di connessioni Wi-Fi in locali pubblici quali bar, ristoranti, ecc., vincolando i gestori degli stessi a richiedere un’autorizzazione al questore e a identificare/tracciare tutti gli utenti che decidessero di usufruire della connessione. (...)Continua a leggere Wi-Fi libero in Italia, approvata la legge, su Geekissimo
Wi-Fi libero in Italia, approvata la legge, pubblicato su Geekissimo il 06/11/2010
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november 2010 by hanicker
Google e Arcade Fire: ecco il primo video interattivo in HTML5
august 2010 by hanicker
Da una parte il gruppo rock del momento: i canadesi Arcade Fire, freschi del nuovo acclamato album The Suburbs. Dall'altra uno dei registi di videoclip più creativi al mondo Chris Milk. Nel mezzo la tecnologia html5 e Google che tenta di stemperare la propria immagine da grande fratello con un esperimento decisamente riuscito.
Stiamo parlando del video di We Used To Wait, non uno clip come tanti altri, da vedere in televisione e poco altro ma una vera e propri esperienza interattiva. Ci avevano provato già altri, gli stessi Arcade Fire con il lavoro fatto per la canzone Neon Bible ma qui siamo decisamente un passo avanti.
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Stiamo parlando del video di We Used To Wait, non uno clip come tanti altri, da vedere in televisione e poco altro ma una vera e propri esperienza interattiva. Ci avevano provato già altri, gli stessi Arcade Fire con il lavoro fatto per la canzone Neon Bible ma qui siamo decisamente un passo avanti.
august 2010 by hanicker
Gmail introduce la posta (elettronica) prioritaria [video]
august 2010 by hanicker
La nuova funzione di Google è ancora in Beta, ma già dalla presentazione sembra avere tutti gli elementi per migliorare - e, in qualche caso, risolvere - la gestione caotica della casella di posta elettronica Gmail.
Posta prioritaria riconosce quello che è più importante per l'utente, imparando la scala di importanza via via che si utilizza il servizio. Per facilitare ancora di più le cose, si possono correggere le impostazioni automatiche, e rendere la propria inbox ancora più organizzata. Guarda il video.
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Posta prioritaria riconosce quello che è più importante per l'utente, imparando la scala di importanza via via che si utilizza il servizio. Per facilitare ancora di più le cose, si possono correggere le impostazioni automatiche, e rendere la propria inbox ancora più organizzata. Guarda il video.
august 2010 by hanicker
Nmap: i 288.945 siti Internet più famosi del mondo… in favicon
august 2010 by hanicker
Volete scoprire quali sono i 288.945 siti Internet più famosi del mondo? Bene, ma fatelo con stile!
Su Nmap potete trovare un simpaticissimo grafico grazie al quale “sfogliare” la lista dei siti più famosi del Web, visualizzando esclusivamente le loro favicon (le loro icone, quelle che vengono visualizzate nella barra degli indirizzi dei browser quando si visitano). È stato realizzato sulla base dei dati Alexa (azienda leader nel settore delle statistiche sul traffico Internet) e le icone che include hanno dimensioni diverse tra loro: quelle più grandi riguardano i siti più visitati – come Google, Facebook, Yahoo!, ecc. -, quelle medie i siti di medio successo, mentre quelle più piccole si riferiscono ai siti meno famosi. (...)Continua a leggere Nmap: i 288.945 siti Internet più famosi del mondo… in favicon, su Geekissimo
Nmap: i 288.945 siti Internet più famosi del mondo… in favicon, pubblicato su Geekissimo il 28/08/2010
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Su Nmap potete trovare un simpaticissimo grafico grazie al quale “sfogliare” la lista dei siti più famosi del Web, visualizzando esclusivamente le loro favicon (le loro icone, quelle che vengono visualizzate nella barra degli indirizzi dei browser quando si visitano). È stato realizzato sulla base dei dati Alexa (azienda leader nel settore delle statistiche sul traffico Internet) e le icone che include hanno dimensioni diverse tra loro: quelle più grandi riguardano i siti più visitati – come Google, Facebook, Yahoo!, ecc. -, quelle medie i siti di medio successo, mentre quelle più piccole si riferiscono ai siti meno famosi. (...)Continua a leggere Nmap: i 288.945 siti Internet più famosi del mondo… in favicon, su Geekissimo
Nmap: i 288.945 siti Internet più famosi del mondo… in favicon, pubblicato su Geekissimo il 28/08/2010
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august 2010 by hanicker
Zero Views, il tumblr che raschia il fondo di YouTube
august 2010 by hanicker
Non c’è alcun dubbio, la popolarità che si può raggiungere con il giusto video pubblicato su Youtube è un sogno che fa gola a molti, moltissimi utenti sparsi per il mondo. Basti pensare a un personaggio come Justin Bieber, mania globale nata proprio a partire da alcuni video amatoriali (e da uno spirito imprenditoriale senza precedenti). Ma per la legge della domanda e dell’offerta, pochi sono i video che riusciranno a diventare dei casi o addirittura degli internet meme: pochi esemplari su centinaia di migliaia che fanno capolino ogni giorno sul sito di video sharing. Tutti gli altri finiscono nell’oblio dei video dimenticati, nel limbo degli esperimenti malriusciti.
A fare la differenza sono ovviamente prima di tutto le visualizzazioni del video. E se da una parte la gara del video più visto di sempre si gioca nel territorio delle centinaia di milioni di visualizzazioni, sono innumerevoli quelli che vengono visti solo centinaia di volte. Oppure poche decine. Addirittura meno di dieci volte. E poi ci sono i reietti assoluti, l’ultimo anello della catena alimentare, i pesci piccoli, il nadir del video online: i video di Youtube con zero visualizzazioni. Sembra incredibile, ma esistono. E non sono nemmeno pochi. Per omaggiare questa emarginata categoria di aspiranti star del web (spesso semplici possessori di webcam o videocamera, privi di alcuna ambizione alla popolarità) e per restituire loro un momento di passeggera celebrità è stato creato un piccolo e curioso tumblr che punta a segnalare le perle di Youtube che nessuno, letteralmente, ha mai visto.
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A fare la differenza sono ovviamente prima di tutto le visualizzazioni del video. E se da una parte la gara del video più visto di sempre si gioca nel territorio delle centinaia di milioni di visualizzazioni, sono innumerevoli quelli che vengono visti solo centinaia di volte. Oppure poche decine. Addirittura meno di dieci volte. E poi ci sono i reietti assoluti, l’ultimo anello della catena alimentare, i pesci piccoli, il nadir del video online: i video di Youtube con zero visualizzazioni. Sembra incredibile, ma esistono. E non sono nemmeno pochi. Per omaggiare questa emarginata categoria di aspiranti star del web (spesso semplici possessori di webcam o videocamera, privi di alcuna ambizione alla popolarità) e per restituire loro un momento di passeggera celebrità è stato creato un piccolo e curioso tumblr che punta a segnalare le perle di Youtube che nessuno, letteralmente, ha mai visto.
august 2010 by hanicker
Te lo spiego con una infografica
august 2010 by hanicker
Il mondo dell'infographics - le rappresentazioni visuali ed eventualmente interattive di informazioni - sta diventando sempre più attuale e notiziato. Un esempio di casa: la mappatura globale del mezzo miliardo di utenti Facebook. Naturalmente, l'infographics si rivolge a qualunque ambito conoscitivo, e il potenziamento degli strumenti di visualizzazione lo rende non solo un pratico colpo d'occhio su una serie di dati, ma anche qualcosa di più.
Così la pensa Manuel Lima, ad esempio: un interaction designer nato nelle Azzorre ma cresciuto professionalmente a New York e Londra. Quanto sia in gamba lo testimonia il fatto che la rivista Creativity l'abbia nominato fra "una delle cinquanta menti più creative e influenti del 2009": ma riconoscimenti a parte, basta dare un'occhiata al suo progetto capitale - Visual Complexity.
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Così la pensa Manuel Lima, ad esempio: un interaction designer nato nelle Azzorre ma cresciuto professionalmente a New York e Londra. Quanto sia in gamba lo testimonia il fatto che la rivista Creativity l'abbia nominato fra "una delle cinquanta menti più creative e influenti del 2009": ma riconoscimenti a parte, basta dare un'occhiata al suo progetto capitale - Visual Complexity.
august 2010 by hanicker
La vita in un giorno
july 2010 by hanicker
Chi di voi non ha ancora notato la scritta su google: “Il 24 Luglio contribuisci a documentare una giornata sulla terra” ? Bene, sicuramente i più curiosi già sanno di cosa si tratta, ma vediamo insieme. È stato deciso di creare un esperimento globale, che riguarda milioni di utenti su tutta la terra.
Questo esperimento si chiama “la vita in un giorno” grazie al quale verrà creato il primo lungometraggio al mondo generato dagli utenti del web. La vita in un giorno, diventerà un documentario girato in un solo giorno da tutti noi; è stato scelto il 24 Luglio, in questo giorno avremo 24 ore di tempo per immortalare con la videocamera uno spaccato della nostra vita quotidiana. Ovviamente i filmati più avvincenti e particolari verranno montati in un film documentario sperimentale prodotto da Ridley Scott e diretto da Kevin Macdonald.
Qualche suggerimento su come girare questo video lo troviamo sul canale di youtube:
Filma uno o più momenti che formano la tua giornata oppure la giornata di una persona di tuo interesse. Puoi girare più video o un solo video, scegliendo un momento di vita quotidiana o fuori dell’ordinario, uno stile serio o scherzoso. Potresti filmare un’alba, il tuo viaggio per andare al lavoro, il pranzo della tua famiglia, di che cosa hai paura o una preghiera pomeridiana. Decidi tu.
Qualsiasi cosa tu scelga di riprendere, assicurati che il filmato rispetti i Termini e condizioni del programma.
Se vuoi, puoi girare un video aggiuntivo rispondendo a una o a tutte le seguenti domande per contribuire a completare la visione di Kevin per il film: - Che cosa ami? - Che cosa ti fa ridere? - Che cos’hai in tasca?
Come partecipare? Carica il tuo video o i tuoi video tra il 24 e il 31 luglio facendo clic sulla scheda “lnvia”, che verrà visualizzata sul canale La vita in un giorno, e seguendo le istruzioni. Ah dimenticavo, “Se il tuo video sarà incluso nel film definitivo, verrai annoverato fra i coregisti e potresti essere uno dei 20 fortunati partecipanti selezionati per assistere alla prima mondiale del film al Sundance Film Festival del 2011. “
La vita in un giorno, pubblicato su Geekissimo il 23/07/2010
© Francesco Grauso per Geekissimo, 2010. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Internet, youtube. Post tags: esperimento, film, Google, lungometraggio, storia, youtube
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Questo esperimento si chiama “la vita in un giorno” grazie al quale verrà creato il primo lungometraggio al mondo generato dagli utenti del web. La vita in un giorno, diventerà un documentario girato in un solo giorno da tutti noi; è stato scelto il 24 Luglio, in questo giorno avremo 24 ore di tempo per immortalare con la videocamera uno spaccato della nostra vita quotidiana. Ovviamente i filmati più avvincenti e particolari verranno montati in un film documentario sperimentale prodotto da Ridley Scott e diretto da Kevin Macdonald.
Qualche suggerimento su come girare questo video lo troviamo sul canale di youtube:
Filma uno o più momenti che formano la tua giornata oppure la giornata di una persona di tuo interesse. Puoi girare più video o un solo video, scegliendo un momento di vita quotidiana o fuori dell’ordinario, uno stile serio o scherzoso. Potresti filmare un’alba, il tuo viaggio per andare al lavoro, il pranzo della tua famiglia, di che cosa hai paura o una preghiera pomeridiana. Decidi tu.
Qualsiasi cosa tu scelga di riprendere, assicurati che il filmato rispetti i Termini e condizioni del programma.
Se vuoi, puoi girare un video aggiuntivo rispondendo a una o a tutte le seguenti domande per contribuire a completare la visione di Kevin per il film: - Che cosa ami? - Che cosa ti fa ridere? - Che cos’hai in tasca?
Come partecipare? Carica il tuo video o i tuoi video tra il 24 e il 31 luglio facendo clic sulla scheda “lnvia”, che verrà visualizzata sul canale La vita in un giorno, e seguendo le istruzioni. Ah dimenticavo, “Se il tuo video sarà incluso nel film definitivo, verrai annoverato fra i coregisti e potresti essere uno dei 20 fortunati partecipanti selezionati per assistere alla prima mondiale del film al Sundance Film Festival del 2011. “
La vita in un giorno, pubblicato su Geekissimo il 23/07/2010
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july 2010 by hanicker
ShortForm.Tv, sito web da visitare quando non si ha nulla da fare
july 2010 by hanicker
Vi sarà mai capitato di rimanere per qualche minuto senza fare niente, e senza avere nulla da fare? Sicuramente saranno in pochi quelli che stanno rispondendo affermativamente, in molti di più coloro che, invece, staranno rispondendo con un secco no, magari con le ciglia aggrottate e provando uno smisurato odio verso di me (spero di sbagliarmi). Se appartenete alla seconda categoria appena citata, credo che facciate meglio a smettere di leggere questo articolo, onde evitare l’insorgere di tristezza cronica.
Per tutti gli altri lettori così fortunati da avere il privilegio di provare noia a causa della nullafacenza più sfrenata consiglio di dare un’occhiata a ciò che sto per presentarvi. Si tratta di ShortForm.Tv, un sito web che si propone come una sorta di televisione di internet, che permette di guardare tutti i video che hanno fatto e forse faranno la storia della grande rete.
(...)Continua a leggere ShortForm.Tv, sito web da visitare quando non si ha nulla da fare, su Geekissimo
ShortForm.Tv, sito web da visitare quando non si ha nulla da fare, pubblicato su Geekissimo il 22/07/2010
© middleman90 per Geekissimo, 2010. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Applicazioni Online, Internet, Video. Post tags: divertenti, divertirsi, noia, passare il tempo, Video
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Per tutti gli altri lettori così fortunati da avere il privilegio di provare noia a causa della nullafacenza più sfrenata consiglio di dare un’occhiata a ciò che sto per presentarvi. Si tratta di ShortForm.Tv, un sito web che si propone come una sorta di televisione di internet, che permette di guardare tutti i video che hanno fatto e forse faranno la storia della grande rete.
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ShortForm.Tv, sito web da visitare quando non si ha nulla da fare, pubblicato su Geekissimo il 22/07/2010
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july 2010 by hanicker
Tweetbeat Firsthand, visualizziamo le informazioni riportate su Twitter relative a persone e società menzionate in un testo online
july 2010 by hanicker
Uno dei principali canali di informazione attualmente disponibili lungo l’intero web è senz’altro rappresentato da Twitter, il ben noto ed affermato servizio di micro blogging grazie al quale non soltanto viene offerta la possibilità di condividere con altri utenti il proprio status ma anche di ricercare e visualizzare informazioni e news di vario genere.
Considerando dunque l’importanza che, nel corso del tempo, è riuscito ad assumere un servizio di tale tipologia, appare dunque anche piuttosto ovvio che, al fine di ottenere informazioni continuamente aggiornate possa risultare piuttosto utile sfruttare Twitter per visionare tutto quanto concerne persone e società.
Proprio per questa ragione, se utilizzate abitualmente Mozilla Firefox o Google Chrome per navigare online, allora, di certo, potreste trovare particolarmente utile ricorrere all’impiego di un apposita estensione quale Tweetbeat Firsthand.
(...)Continua a leggere Tweetbeat Firsthand, visualizziamo le informazioni riportate su Twitter relative a persone e società menzionate in un testo online, su Geekissimo
Tweetbeat Firsthand, visualizziamo le informazioni riportate su Twitter relative a persone e società menzionate in un testo online, pubblicato su Geekissimo il 17/07/2010
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Considerando dunque l’importanza che, nel corso del tempo, è riuscito ad assumere un servizio di tale tipologia, appare dunque anche piuttosto ovvio che, al fine di ottenere informazioni continuamente aggiornate possa risultare piuttosto utile sfruttare Twitter per visionare tutto quanto concerne persone e società.
Proprio per questa ragione, se utilizzate abitualmente Mozilla Firefox o Google Chrome per navigare online, allora, di certo, potreste trovare particolarmente utile ricorrere all’impiego di un apposita estensione quale Tweetbeat Firsthand.
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Tweetbeat Firsthand, visualizziamo le informazioni riportate su Twitter relative a persone e società menzionate in un testo online, pubblicato su Geekissimo il 17/07/2010
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july 2010 by hanicker
Misurare la velocità della nostra rete LAN
july 2010 by hanicker
Vi siete mai chiesti, quanto sarà la velocità effettiva della nostra rete LAN? Si conoscendo le caratteristiche delle nostre apparecchiature e controllando le proprietà in windows abbiamo ricavato anche se in modo approssimativo la velocità della nostra rete. Ma se vogliamo misurare la velocità effettiva? Si proprio come facciamo ad esempio per misurare la velocità della connessione ad internet con speedtest.net Ciò è possibile grazie ad un software sviluppato esclusivamente per Windows.
Si tratta di Lan Speed Test, creato da Totus Software. Grazie a Lan Speed Test possiamo misurare la velocità della nostra rete locale in diverse situazioni, ad esempio quando trasferiamo un file da un PC all’altro oppure quando effettuiamo uno streaming sulla rete interna, e capire se è giunta l’ora di cambiare schedini o routers.
(...)Continua a leggere Misurare la velocità della nostra rete LAN, su Geekissimo
Misurare la velocità della nostra rete LAN, pubblicato su Geekissimo il 17/07/2010
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Si tratta di Lan Speed Test, creato da Totus Software. Grazie a Lan Speed Test possiamo misurare la velocità della nostra rete locale in diverse situazioni, ad esempio quando trasferiamo un file da un PC all’altro oppure quando effettuiamo uno streaming sulla rete interna, e capire se è giunta l’ora di cambiare schedini o routers.
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Misurare la velocità della nostra rete LAN, pubblicato su Geekissimo il 17/07/2010
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july 2010 by hanicker
I segreti di Baidu, motore di ricerca numero uno in Cina
july 2010 by hanicker
Nato nel 2000 indicizza circa 740 milioni di pagine, 80 milioni di immagini e oltre 10 milioni di file multimediali. Il nome, come ammesso dal CEO Robin Li, emigrato negli Usa nel 1991 e tornato in Cina proprio per lanciare Baidu, deriva da un poema di epoca Song, in cui i caratteri che compongono la parola, 百度, esprimono la ricerca persistente di un ideale.
Si tratta di Baidu, motore di ricerca numero uno in Cina e tra i siti più visitati al mondo, quotato al Nasdaq e in continua ascesa. Secondo proiezioni fornite a Wired dall'azienda cinese, nel 2013 la Cina potrebbe ritrovarsi con oltre 600 milioni di utenti internet, 549 milioni dei quali sono considerati search engine users: un patrimonio che sembra destinato a finire tra le query e i servizi Baidu, leader incontrastato del search engine cinese, ma non solo.
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Si tratta di Baidu, motore di ricerca numero uno in Cina e tra i siti più visitati al mondo, quotato al Nasdaq e in continua ascesa. Secondo proiezioni fornite a Wired dall'azienda cinese, nel 2013 la Cina potrebbe ritrovarsi con oltre 600 milioni di utenti internet, 549 milioni dei quali sono considerati search engine users: un patrimonio che sembra destinato a finire tra le query e i servizi Baidu, leader incontrastato del search engine cinese, ma non solo.
july 2010 by hanicker
Virgilio Banner, Telecom Italia sfida Google AdSense
july 2010 by hanicker
Il nuovo circuito pubblicitario dedicato ai blogger si basa ancora sulle impressions, le pagine viste, ma - al contrario di AdSense, che là un'ampia scelta di formati e posizioni per le inserzioni - impone un banner 300x250 nella parte alta del sito.
Lo rivela Dario Salvelli suo suo blog, anticipando un servizio che sarà attivo soltanto a settembre e che si preannuncia un po' più democratico di Liquida Network, la piattaforma di advertising online per blog dalla ristretta selezione all'ingresso.
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Lo rivela Dario Salvelli suo suo blog, anticipando un servizio che sarà attivo soltanto a settembre e che si preannuncia un po' più democratico di Liquida Network, la piattaforma di advertising online per blog dalla ristretta selezione all'ingresso.
july 2010 by hanicker
Skype, decriptato l'algoritmo: ora si può intercettare anche il VoIP
july 2010 by hanicker
Cade un altro tabù: anche gli inviolabili algoritmi di Skype, che ne avevano fatto un canale di comunicazione sicuro, alla fine sono stati decrittati, seppur con un dichiarato intento di migliorarne l'impenetrabilità.
Su EnRUPT.com, Sean O'Neill ha annunciato di aver finalmente superato l'ultimo ostacolo e decifrato l'algoritmo RC4, aggiungendo anche un link - a scopo educativo - per il download di una libreria in linguaggio C, da utilizzare per la compilazione di software third party. Un'azione, sembrerebbe, dettata dalla volontà di mettere a disposizione dei ricercatori i dati necessari per bloccare lo spam e alzare i livelli di sicurezza della piattaforma. Una sfida in ottica open source, dunque?
Internet
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Su EnRUPT.com, Sean O'Neill ha annunciato di aver finalmente superato l'ultimo ostacolo e decifrato l'algoritmo RC4, aggiungendo anche un link - a scopo educativo - per il download di una libreria in linguaggio C, da utilizzare per la compilazione di software third party. Un'azione, sembrerebbe, dettata dalla volontà di mettere a disposizione dei ricercatori i dati necessari per bloccare lo spam e alzare i livelli di sicurezza della piattaforma. Una sfida in ottica open source, dunque?
july 2010 by hanicker
Panic Button per facebook
july 2010 by hanicker
Uno degli argomenti più scottanti di questi ultimi periodi sono stati proprio la privacy e la sicurezza legata ai social network. Preso di mira una delle principali reti sociali, Facebook. C’è da dire che facebook ha cercato in tutti i modi possibili di arginare questo problema, installando nuove applicazioni ed aggiornando costantemente questo social net. Ma la ricerca continua per rendere la navigazione dell’utente al 100% SICURA. Infatti da pochi giorni, gli utenti inglesi di età compresa tra i 13 e i 18 possono navigare in piena sicurezza lontani dai male intenzionati.
Si inatti è stata introdotta una nuova applicazione “Panic Button” che consente agli adolescenti di essere avvisati tramite un messaggio visualizzato sul home page di eventuali abusi sul profilo.
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Panic Button per facebook, pubblicato su Geekissimo il 13/07/2010
© Francesco Grauso per Geekissimo, 2010. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Facebook, Internet, Social Network. Post tags: abusi, Facebook, minori, Privacy, Sicurezza
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Si inatti è stata introdotta una nuova applicazione “Panic Button” che consente agli adolescenti di essere avvisati tramite un messaggio visualizzato sul home page di eventuali abusi sul profilo.
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Panic Button per facebook, pubblicato su Geekissimo il 13/07/2010
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july 2010 by hanicker
Webutation, conoscere la reputazione dei siti web d’interesse
july 2010 by hanicker
Tutti coloro che possiedono e gestiscono un sito web o un blog, di certo sapranno quanto possa essere importante avere a propria completa disposizione tutta una serie di appositi strumenti mediante cui verificare l’effettiva efficienza, oltre che la sicurezza, delle proprie pagine web facendo riferimento a quelli che sono i principali criteri di valutazione.
Esistono infatti molteplici ed appositi tool mediante cui è possibile eseguire tale tipologia d’operazione, tuttavia, qualora volessimo visionare, rapidamente e senza troppe complicazioni, le informazioni in questione, allora, si potrebbe considerare l’idea di ricorrere all’impiego di un interessante ed apposito applicativo online quale Webutation.
Si tratta infatti di un apposita risorsa web che, in modo semplice e veloce, consente di conoscere la reputazione di un dato sito web o blog, fornendo tutt’un insieme di informazioni relative alla notorietà ed al grado di sicurezza.
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Webutation, conoscere la reputazione dei siti web d’interesse, pubblicato su Geekissimo il 13/07/2010
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Esistono infatti molteplici ed appositi tool mediante cui è possibile eseguire tale tipologia d’operazione, tuttavia, qualora volessimo visionare, rapidamente e senza troppe complicazioni, le informazioni in questione, allora, si potrebbe considerare l’idea di ricorrere all’impiego di un interessante ed apposito applicativo online quale Webutation.
Si tratta infatti di un apposita risorsa web che, in modo semplice e veloce, consente di conoscere la reputazione di un dato sito web o blog, fornendo tutt’un insieme di informazioni relative alla notorietà ed al grado di sicurezza.
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Webutation, conoscere la reputazione dei siti web d’interesse, pubblicato su Geekissimo il 13/07/2010
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july 2010 by hanicker
Pagemodo, personalizzare pagine di facebook
july 2010 by hanicker
Ormai Facebook è diventato molto di più di un social network, è possibile fare di tutto, creare applicazioni, pubblicità e pagine per la nostra azienda o per una band. Oggi trattiamo proprio questo tema, le pagine di facebook. Come sicuramente avrete notato, soprattutto in Italia, su facebook sono state create tantissime pagine per promuovere una ditta, una associazione, una band musicale, fino ad arrivare alla promozione di bar, ristoranti e profili personali. Dato che tutte le pagine di facebook hanno lo stesso look, molti si sono inventati dei metodi per personalizzare la grafica di questa pagina. Si, questo è possibile sfruttando tutte le potenzialità di facebook, e soprattutto le applicazioni. Ma tutto ciò richiede tempo e molte conoscenze, come ad esempio il codice html.
Ma questo non vuol dire che noi non possiamo personalizzare la nostra fan page. Infatti è presente una applicazione OnLine “Pagemodo” che ci consente di modificare la nostra pagina facebook senza conoscere nemmeno una riga di programmazione.
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Pagemodo, personalizzare pagine di facebook, pubblicato su Geekissimo il 11/07/2010
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Ma questo non vuol dire che noi non possiamo personalizzare la nostra fan page. Infatti è presente una applicazione OnLine “Pagemodo” che ci consente di modificare la nostra pagina facebook senza conoscere nemmeno una riga di programmazione.
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Pagemodo, personalizzare pagine di facebook, pubblicato su Geekissimo il 11/07/2010
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july 2010 by hanicker
Gmail: la firma Rich Text finalmente tra noi!
july 2010 by hanicker
In informatica, così come nella vita, la speranza è sempre l’ultima a morire. E così, dopo aver perso la testa per anni dietro a script, estensioni e altri sotterfugi per utilizzare una firma HTML in Gmail, eccoci qui a darvi il grande annuncio: Google Mail adesso supporta l’inserimento di firme in rich text nativamente!
Per abilitare la funzione, che è stata introdotta direttamente, senza prima passare per il “limbo” delle funzionalità Labs, bisogna accedere alle impostazioni del proprio profilo Gmail (cliccando su Impostazioni, in alto a destra), selezionare la scheda Generali e mettere il segno di spunta accanto al box con l’editor di testo, che è possibile scorgere verso la fine della pagina. (...)Continua a leggere Gmail: la firma Rich Text finalmente tra noi!, su Geekissimo
Gmail: la firma Rich Text finalmente tra noi!, pubblicato su Geekissimo il 10/07/2010
© naqern per Geekissimo, 2010. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Gmail, Internet. Post tags: firma Html, funzioni gmail
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Per abilitare la funzione, che è stata introdotta direttamente, senza prima passare per il “limbo” delle funzionalità Labs, bisogna accedere alle impostazioni del proprio profilo Gmail (cliccando su Impostazioni, in alto a destra), selezionare la scheda Generali e mettere il segno di spunta accanto al box con l’editor di testo, che è possibile scorgere verso la fine della pagina. (...)Continua a leggere Gmail: la firma Rich Text finalmente tra noi!, su Geekissimo
Gmail: la firma Rich Text finalmente tra noi!, pubblicato su Geekissimo il 10/07/2010
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july 2010 by hanicker
CoolTemplate, creare templates per siti web
july 2010 by hanicker
Capita molte volte di dover creare un sito web e di ricorrere sempre a dei template già pronti all’uso che troviamo sul web. L’alternativa sarebbe quella di crearci noi il template e ciò impiegherebbe molto tempo e a volte diventa stressante. Vediamo come fare per creare un template “tutto nostro” in pochi e semplici passi, e senza installare alcun software.
Si tratta di CoolTemplate, uno strumento online gratuito che ci permette di creare un template personalizzato per qualsiasi tipo di sito web. Grazie a CoolTemplate potremo avere pagine con sfondi personalizzati, pulsanti con la trasparenza, ombre e sfumature. Ci sono più di 60 diverse combinazioni di colori tra cui scegliere, e possiamo anche caricare diverse immagini.
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CoolTemplate, creare templates per siti web, pubblicato su Geekissimo il 10/07/2010
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Si tratta di CoolTemplate, uno strumento online gratuito che ci permette di creare un template personalizzato per qualsiasi tipo di sito web. Grazie a CoolTemplate potremo avere pagine con sfondi personalizzati, pulsanti con la trasparenza, ombre e sfumature. Ci sono più di 60 diverse combinazioni di colori tra cui scegliere, e possiamo anche caricare diverse immagini.
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CoolTemplate, creare templates per siti web, pubblicato su Geekissimo il 10/07/2010
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july 2010 by hanicker
Come creare linee del tempo interattive con Dipity
july 2010 by hanicker
Si sono conclusi qualche giorno fa gli esami di maturità. Dopo le estenuanti prove scritte è arrivata anche quella orale, dove si presentano le tesine con gli argomenti che solitamente più sono piaciuti allo studente. Le tesine sono proprio il fattore che più uno studente prepara in visione dell’esame finale e sono l’unica cosa che la commissione intera visionerà.
E’ quindi è importante presentarle ed impostarle nel migliore dei modi. Ovviamente, internet ci aiuta in questo. E come poteva mancare un servizio web che crea linee del tempo personalizzate per la tesina di storia? Infatti non manca: si chiama Dipity.
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Come creare linee del tempo interattive con Dipity, pubblicato su Geekissimo il 09/07/2010
© Fabrizio Fallico [Sniper Wolf] per Geekissimo, 2010. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Applicazioni Online, Internet. Post tags: Applicazioni Online, free, Internet, Siti Web, Social Network
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E’ quindi è importante presentarle ed impostarle nel migliore dei modi. Ovviamente, internet ci aiuta in questo. E come poteva mancare un servizio web che crea linee del tempo personalizzate per la tesina di storia? Infatti non manca: si chiama Dipity.
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Come creare linee del tempo interattive con Dipity, pubblicato su Geekissimo il 09/07/2010
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july 2010 by hanicker
Firefox Sync elimina l’icona dalla barra di stato e scoppia la rivolta fra gli utenti
july 2010 by hanicker
Il popolo dei firefoxiani è in rivolta. Tutta colpa di Firefox Sync 1.4, l’ultima release dell’estensione ufficiale per sincronizzare il proprio profilo fra più dispositivi, che al posto di aggiungere nuove funzionalità a quelle già presenti, ne ha tolte un paio fra quelle più apprezzate dal grande pubblico: l’icona nella barra di stato del browser e il login automatico.
Ora, quindi, Firefox Sync è accessibile solo dal menu Strumenti di Firefox, necessita di tre passaggi anziché due per essere configurato e non mostra alcuna notifica nella barra di stato del browser (a parte quelle di errore, pare). Il tutto, “sublimato” dal fatto che bisogna effettuare un login manuale al servizio dopo ogni avvio del browser.
I Mozilla Labs, ormai sommersi dai messaggi di protesta, hanno giustificato le loro scelte castranti dicendo che in Firefox 4 la barra di stato scomparirà (e poi dicono che non è vero che stanno copiando Chrome), lo stato di Sync può essere visualizzato “comodamente” nel file log dell’estensione (accessibile digitando about:sync-log nella barra degli indirizzi) e che i continui aggiornamenti nella status bar del browser caricavano inutilmente sulla CPU. (...)Continua a leggere Firefox Sync elimina l’icona dalla barra di stato e scoppia la rivolta fra gli utenti, su Geekissimo
Firefox Sync elimina l’icona dalla barra di stato e scoppia la rivolta fra gli utenti, pubblicato su Geekissimo il 05/07/2010
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Ora, quindi, Firefox Sync è accessibile solo dal menu Strumenti di Firefox, necessita di tre passaggi anziché due per essere configurato e non mostra alcuna notifica nella barra di stato del browser (a parte quelle di errore, pare). Il tutto, “sublimato” dal fatto che bisogna effettuare un login manuale al servizio dopo ogni avvio del browser.
I Mozilla Labs, ormai sommersi dai messaggi di protesta, hanno giustificato le loro scelte castranti dicendo che in Firefox 4 la barra di stato scomparirà (e poi dicono che non è vero che stanno copiando Chrome), lo stato di Sync può essere visualizzato “comodamente” nel file log dell’estensione (accessibile digitando about:sync-log nella barra degli indirizzi) e che i continui aggiornamenti nella status bar del browser caricavano inutilmente sulla CPU. (...)Continua a leggere Firefox Sync elimina l’icona dalla barra di stato e scoppia la rivolta fra gli utenti, su Geekissimo
Firefox Sync elimina l’icona dalla barra di stato e scoppia la rivolta fra gli utenti, pubblicato su Geekissimo il 05/07/2010
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july 2010 by hanicker
Storage gratuito: 4 siti dove ottenere 10 GB di spazio online
july 2010 by hanicker
I 2 GB di spazio online di Dropbox vi stanno stretti? Non avete voglia di fare affidamento ai ref link e di spendere soldi per un servizio di storage più capiente? Bene, allora date un’occhiata a quanto stiamo per proporvi: una lista di 4 siti dove ottenere 10 GB di spazio online.
Si tratta di quattro servizi diversi tra loro, per caratteristiche e capacità, aventi però un minimo comun denominatore, quello di offrire un mucchio di storage gratuito a tutti i nuovi utenti. Decidete, dunque, qual è quello che più si confà alle vostre esigenze e cominciate a conservare e condividere i vostri file attraverso la Rete sin da subito. Che aspettate?
Windows Live SkyDrive
L’ormai celebratissimo servizio di storage gratuito targato Microsoft offre non 10 ma ben 25 GB di spazio online a chiunque decida di utilizzarlo, gratuitamente. Tra i maggiori aspetti positivi del servizio, la mancata necessità di un client desktop per funzionare, l’estrema facilità con cui si riescono a condividere i file presenti nel proprio SkyDrive (tramite degli appositi link), e la possibilità di caricare materiale online tramite drag-and-drop. Per usarlo, basta avere un account Windows Live. (...)Continua a leggere Storage gratuito: 4 siti dove ottenere 10 GB di spazio online, su Geekissimo
Storage gratuito: 4 siti dove ottenere 10 GB di spazio online, pubblicato su Geekissimo il 04/07/2010
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Si tratta di quattro servizi diversi tra loro, per caratteristiche e capacità, aventi però un minimo comun denominatore, quello di offrire un mucchio di storage gratuito a tutti i nuovi utenti. Decidete, dunque, qual è quello che più si confà alle vostre esigenze e cominciate a conservare e condividere i vostri file attraverso la Rete sin da subito. Che aspettate?
Windows Live SkyDrive
L’ormai celebratissimo servizio di storage gratuito targato Microsoft offre non 10 ma ben 25 GB di spazio online a chiunque decida di utilizzarlo, gratuitamente. Tra i maggiori aspetti positivi del servizio, la mancata necessità di un client desktop per funzionare, l’estrema facilità con cui si riescono a condividere i file presenti nel proprio SkyDrive (tramite degli appositi link), e la possibilità di caricare materiale online tramite drag-and-drop. Per usarlo, basta avere un account Windows Live. (...)Continua a leggere Storage gratuito: 4 siti dove ottenere 10 GB di spazio online, su Geekissimo
Storage gratuito: 4 siti dove ottenere 10 GB di spazio online, pubblicato su Geekissimo il 04/07/2010
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july 2010 by hanicker
BounceApp, condividere il nostro parere su di un sito web
june 2010 by hanicker
Capita spesso di dover visitare il sito web di un nostro amico e dargli qualche consiglio geek sulla struttura o sulla grafica, o magari di dover spiegare passo passo ad un conoscente, come effettuare la registrazione su un determinato sito, oppure spiegare come utilizzarlo. per fare questo possiamo sfruttare vari metodi, uno dei tanti è quello di creare un video ed inviarglielo. Oggi vediamo una nuova applicazione OnLine che ci consente di condividere informazioni, istruzioni o magari solo il nostro parere di un sito web qualsiasi.
Si tratta di BounceApp una applicazione OnLine creata da ZURB che ci consente di condividere e scambiare in rete idee e commenti su di una qualsiasi pagina web. Il suo compito è quello di catturare uno screenshot della pagina in questione e darci la possibilità di inserire il nostro feedback in varie parti.
(...)Continua a leggere BounceApp, condividere il nostro parere su di un sito web, su Geekissimo
BounceApp, condividere il nostro parere su di un sito web, pubblicato su Geekissimo il 27/06/2010
© Francesco Grauso per Geekissimo, 2010. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Applicazioni Online, Internet. Post tags: commenti, idee, pagina web, screenshot, sito
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Si tratta di BounceApp una applicazione OnLine creata da ZURB che ci consente di condividere e scambiare in rete idee e commenti su di una qualsiasi pagina web. Il suo compito è quello di catturare uno screenshot della pagina in questione e darci la possibilità di inserire il nostro feedback in varie parti.
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BounceApp, condividere il nostro parere su di un sito web, pubblicato su Geekissimo il 27/06/2010
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june 2010 by hanicker
Pir, crea una lista dei nostri files e cartelle
june 2010 by hanicker
A volte può tornarci utile creare una lista dei nostri files presenti sull’hard disk oppure in una determinata cartella magari per ricordarci il contenuto a seguito di una formattazione oppure perché servono ad un nostro amico, ad esempio la lista dei nostri files mp3 o dei nostri dvx.
Vediamo come è possibile effettuare ciò. Partiamo dal presupposto che creare una lista di files contenuti in una cartella è possibile farlo anche in dos, quindi creare un file bat con all’interno il seguente codice:
dir /s >output.txt
e mandarlo in esecuzione nella cartella di nostro interesse è la cosa più facile da fare. Ma ci sono anche tanti programmi free che ci permettono di effettuare questo tipo di operazione. Uno di questi è Pir.
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Vediamo come è possibile effettuare ciò. Partiamo dal presupposto che creare una lista di files contenuti in una cartella è possibile farlo anche in dos, quindi creare un file bat con all’interno il seguente codice:
dir /s >output.txt
e mandarlo in esecuzione nella cartella di nostro interesse è la cosa più facile da fare. Ma ci sono anche tanti programmi free che ci permettono di effettuare questo tipo di operazione. Uno di questi è Pir.
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june 2010 by hanicker
Tabnapping: don't be scared of new phishing trick
june 2010 by hanicker
In this week's Security Levity, I want to address the fears raised about a new phishing trick. Dubbed tabnapping, it was recently dreamed up by Mozilla's Aza Raskin. Commentators around the web are worrying about its potential. But is the sky falling? No! Let's see why...
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Web_Apps
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june 2010 by hanicker
Mombo, i migliori films consigliati su twitter
may 2010 by hanicker
Ormai internet è il centro principale dell’informazione. Grazie a social network e servizi tipo twitter, ogni secondo vengono condivise con il mondo interno migliaia di informazioni provenienti da ogni angolo della terra. Ultimamente Twitter è diventato anche una sorta di forum dove discutere dei vari argomenti, e soprattutto un posto dove viene pubblicato il parere di tutti su di una determinata notizia, come può essere ad esempio la pubblicazione di un libro o di un film.
Infatti molte persone utilizzano Twitter, per leggere i vari commenti su di in film, prima di andare al cinema. Certo è un ottima soluzione per capire se il film è degno d’esser visto, ma a volte diventa scocciante girare e rigirare le varie pagine di twitter per cercare il film adatto a noi. A questo ci ha pensato MOMBO, un servizio OnLine che stila per noi una classifica dei miglior film consigliati dal popolo di Twitter.
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© Francesco Grauso per Geekissimo, 2010. |
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Infatti molte persone utilizzano Twitter, per leggere i vari commenti su di in film, prima di andare al cinema. Certo è un ottima soluzione per capire se il film è degno d’esser visto, ma a volte diventa scocciante girare e rigirare le varie pagine di twitter per cercare il film adatto a noi. A questo ci ha pensato MOMBO, un servizio OnLine che stila per noi una classifica dei miglior film consigliati dal popolo di Twitter.
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may 2010 by hanicker
How Facebook is sharing our secrets with the world
may 2010 by hanicker
Our privacy on Facebook has been steadily eroding but the networking site is so powerful many people find it hard to leave
If you want to surf the zeitgeist, then look at the most common queries on Google. When I looked the other day, "How do I delete my Facebook account?" was fourth on the "How do I...?" list. Just to put this in context, number two was "How do I know if I'm pregnant?" You don't have to be Sherlock Holmes to twig that something's up.
What's happened is that Facebook's latest tweak to its default privacy settings has sparked a firestorm. Four US senators have voiced their concern. Fifteen privacy groups have filed complaints with the Federal Trade Commission. On this side of the Atlantic, the EU's data protection working party has written to Facebook, saying recent changes that made previously private information publicly viewable by default were "unacceptable". And many online commentators, influential and otherwise, have joined the fray.
If you think that privacy is an abstract concern of EU bureaucrats and libertarians with too much time on their hands, then might I suggest that you consult youropenbook.org. This is an ingenious site which allows you to type in a search phrase. It then ransacks the publicly available Facebook "status updates" and displays what it finds.
A search for "I cheated", for example, brings up all kinds of intriguing stuff. A nice young woman from Baltimore posted "dam right i cheated i coulnt get it from u wen i needed it". There's also the odd potentially embarrassing reference to cheating in exams. A search for "I lied" brings up updates like "I'm sorry, I lied before when I said I used to make lots of bets. My therapist tells me I should try lying a lot to help get through my... gambling problem". Another writes "im not gonna bother anymore...theres no point hiding the truth.....iv lost too much and all because i lied to the one i love...im such a fukin dick head, i fucked up the best girl i've ever had".
I could go on but you will get the point. All of these people are instantly identifiable. Millions of Facebook users are posting embarrassing or damaging messages which can be read by the entire internet. My guess is that most of them think they are just writing to their "friends" because they don't understand how to fix their privacy settings and have simply accepted the defaults provided by Facebook. There's a trend here. Privacy on Facebook has been steadily, inexorably eroding. To track the erosion, see the timeline posted by the Electronic Frontier Foundation, or a sobering animation created by IBM researcher Matt McKeon. What we're looking at is the implementation of a corporate strategy designed to maximise return for Facebook's owners.
The response of the company's PR flacks is predictable. Users are free to set their privacy settings, they say, and if people don't like what Facebook's doing then they can always leave. Nobody's forcing them to join the network.
On the face of it, both assertions are true. It is possible permanently to delete a Facebook account, but doing so involves quite a palaver and takes about a fortnight. A bigger problem is that because the service has become so ubiquitous, many users are discovering it's become essential to their professional lives. "Don't think I don't think about [leaving]," wrote one on her blog. "I don't like supporting Facebook at all. But I do.... The rewards are concrete and immediate. The costs are abstract and ideological. When I try to balance the two, the rewards win, but that is because of my friends and despite Facebook... Telling people with complaints to leave ignores the very real value of the networks they have built and what should be their right to continue those networks on the grounds on which they were built."
Welcome to Metcalfe's Law – the idea that the value of a network increases dramatically the more people belong to it. It's the same phenomenon that keeps people using Microsoft Office – not because they love the software, but because their professional lives would be impossible if they couldn't share Office documents with workmates.
It's one of the great ironies of information technology – that the aggregate effect of billions of free choices made by independent agents results in a kind of tyranny imposed by the winner that took all. We first saw it with Microsoft, and then with Google. Is it now Facebook's turn?
Privacy and the netInternetFacebookGoogleMicrosoftJohn Naughtonguardian.co.uk © Guardian News & Media Limited 2010 | Use of this content is subject to our Terms & Conditions | More Feeds
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If you want to surf the zeitgeist, then look at the most common queries on Google. When I looked the other day, "How do I delete my Facebook account?" was fourth on the "How do I...?" list. Just to put this in context, number two was "How do I know if I'm pregnant?" You don't have to be Sherlock Holmes to twig that something's up.
What's happened is that Facebook's latest tweak to its default privacy settings has sparked a firestorm. Four US senators have voiced their concern. Fifteen privacy groups have filed complaints with the Federal Trade Commission. On this side of the Atlantic, the EU's data protection working party has written to Facebook, saying recent changes that made previously private information publicly viewable by default were "unacceptable". And many online commentators, influential and otherwise, have joined the fray.
If you think that privacy is an abstract concern of EU bureaucrats and libertarians with too much time on their hands, then might I suggest that you consult youropenbook.org. This is an ingenious site which allows you to type in a search phrase. It then ransacks the publicly available Facebook "status updates" and displays what it finds.
A search for "I cheated", for example, brings up all kinds of intriguing stuff. A nice young woman from Baltimore posted "dam right i cheated i coulnt get it from u wen i needed it". There's also the odd potentially embarrassing reference to cheating in exams. A search for "I lied" brings up updates like "I'm sorry, I lied before when I said I used to make lots of bets. My therapist tells me I should try lying a lot to help get through my... gambling problem". Another writes "im not gonna bother anymore...theres no point hiding the truth.....iv lost too much and all because i lied to the one i love...im such a fukin dick head, i fucked up the best girl i've ever had".
I could go on but you will get the point. All of these people are instantly identifiable. Millions of Facebook users are posting embarrassing or damaging messages which can be read by the entire internet. My guess is that most of them think they are just writing to their "friends" because they don't understand how to fix their privacy settings and have simply accepted the defaults provided by Facebook. There's a trend here. Privacy on Facebook has been steadily, inexorably eroding. To track the erosion, see the timeline posted by the Electronic Frontier Foundation, or a sobering animation created by IBM researcher Matt McKeon. What we're looking at is the implementation of a corporate strategy designed to maximise return for Facebook's owners.
The response of the company's PR flacks is predictable. Users are free to set their privacy settings, they say, and if people don't like what Facebook's doing then they can always leave. Nobody's forcing them to join the network.
On the face of it, both assertions are true. It is possible permanently to delete a Facebook account, but doing so involves quite a palaver and takes about a fortnight. A bigger problem is that because the service has become so ubiquitous, many users are discovering it's become essential to their professional lives. "Don't think I don't think about [leaving]," wrote one on her blog. "I don't like supporting Facebook at all. But I do.... The rewards are concrete and immediate. The costs are abstract and ideological. When I try to balance the two, the rewards win, but that is because of my friends and despite Facebook... Telling people with complaints to leave ignores the very real value of the networks they have built and what should be their right to continue those networks on the grounds on which they were built."
Welcome to Metcalfe's Law – the idea that the value of a network increases dramatically the more people belong to it. It's the same phenomenon that keeps people using Microsoft Office – not because they love the software, but because their professional lives would be impossible if they couldn't share Office documents with workmates.
It's one of the great ironies of information technology – that the aggregate effect of billions of free choices made by independent agents results in a kind of tyranny imposed by the winner that took all. We first saw it with Microsoft, and then with Google. Is it now Facebook's turn?
Privacy and the netInternetFacebookGoogleMicrosoftJohn Naughtonguardian.co.uk © Guardian News & Media Limited 2010 | Use of this content is subject to our Terms & Conditions | More Feeds
may 2010 by hanicker
Pageeasy, creare pagine web temporanee in modo veloce e gratuito
may 2010 by hanicker
Sono davvero in tanti gli utenti che, ad oggi, hanno scelto di pubblicare e divulgare i propri contenuti d’interesse direttamente online ricorrendo all’impiego di un sito web personalizzato e di tutti i vari ed eventuali strumenti ad esso connessi.
Tuttavia, in diverse circostanze, piuttosto che avere a propria disposizione un intero spazio online, potrebbe risultare molto più pratico ricorrere all’impiego di una singola pagina web, in particolare nel caso in cui risulti necessario condividere con altri utenti dei contenuti temporanei.
Se siete alla ricerca di una soluzione di questo tipo potreste allora prendere in considerazione l’idea di utilizzare un validissimo servizio web quale Pageeasy.
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Tuttavia, in diverse circostanze, piuttosto che avere a propria disposizione un intero spazio online, potrebbe risultare molto più pratico ricorrere all’impiego di una singola pagina web, in particolare nel caso in cui risulti necessario condividere con altri utenti dei contenuti temporanei.
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may 2010 by hanicker
CollegiateNation, un social network per gli studenti
may 2010 by hanicker
Come tutti ben sapete, oggi Facebook è all’ordine del giorno. Certamente c’è chi vi passa intere giornate a condividere link, e chi effettua l’accesso una volta ogni tanto. I maggiori utilizzatori di facebook sono i ragazzi, più che altro studenti, che cercano si distrarsi un pò su questo potente social network.
Oggi vediamo la nascita di un nuovo social net con l’intenzione di riunire tutti gli studenti in un unico ambiente con piena libertà di espressione tra di loro e soprattutto senza pubblicità.
Stò parlando di CollegiateNation, un Social network aperto esclusivamente agli studenti, con una filosofia tutta diversa rispetto a quella di facebook. I creatori di collegiatenation hanno un idea ben precisa: Gli studenti sono il nostro futuro, sono loro i più creativi e per questo le loro opinioni, i loro bisogni e le loro scoperte hanno bisogno di essere ascoltate e protette. Sono gli studenti che in maggior parte popolarizzano il mondo del web, e per questo non devono essere sfruttati, anche se in modo indiretto, per poi guadagnarci sopra. Questo è quanto possiamo leggere nel sito di collegiatenation.
Per iscriversi a questo servizio è necessario avere un indirizzo @ edu, ed avere tra i 18 ei 30 anni di età. Nessun professore o personale scolastico è ammesso. Purtroppo a questo servizio possono accedere solo gli studenti residenti negli Stati Uniti, e devono essere studenti universitari. A noi italiani, come spesso accade, non ci resta che aspettare che questa filosofia venga introdotta anche nel nostro paese, e venga dato nel web uno spazio dedicato ai giovani, per dar sfogo alla loro creatività.
© grausof per Geekissimo, 2010. |
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Oggi vediamo la nascita di un nuovo social net con l’intenzione di riunire tutti gli studenti in un unico ambiente con piena libertà di espressione tra di loro e soprattutto senza pubblicità.
Stò parlando di CollegiateNation, un Social network aperto esclusivamente agli studenti, con una filosofia tutta diversa rispetto a quella di facebook. I creatori di collegiatenation hanno un idea ben precisa: Gli studenti sono il nostro futuro, sono loro i più creativi e per questo le loro opinioni, i loro bisogni e le loro scoperte hanno bisogno di essere ascoltate e protette. Sono gli studenti che in maggior parte popolarizzano il mondo del web, e per questo non devono essere sfruttati, anche se in modo indiretto, per poi guadagnarci sopra. Questo è quanto possiamo leggere nel sito di collegiatenation.
Per iscriversi a questo servizio è necessario avere un indirizzo @ edu, ed avere tra i 18 ei 30 anni di età. Nessun professore o personale scolastico è ammesso. Purtroppo a questo servizio possono accedere solo gli studenti residenti negli Stati Uniti, e devono essere studenti universitari. A noi italiani, come spesso accade, non ci resta che aspettare che questa filosofia venga introdotta anche nel nostro paese, e venga dato nel web uno spazio dedicato ai giovani, per dar sfogo alla loro creatività.
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may 2010 by hanicker
MappyFriends, scopri nuove mete da visitare
may 2010 by hanicker
Quante volte vi è capitato di chiedere ad un vostro amico: “Ehi ciao, dove sei stato in vacanza quest’anno?” oppure “Sai vorrei andarci anche io ma non ne sono sicuro” o “cosa avete visitato di bello?” Cioè, tutte quello domande per cercare di capire se vale la pena visitare un determinato luogo, e per scoprire la destinazione più adatta per la nostra vacanza.
Ebbene, oggi vi parlerò di un nuovo servizio web, che grazie anche al supporto di social network come facebook e twitter, tiene presente tutti i luoghi che hai visitato e quelli che hanno visitato i tuoi amici, al fine di proporvi nuove mete da visitare.
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Ebbene, oggi vi parlerò di un nuovo servizio web, che grazie anche al supporto di social network come facebook e twitter, tiene presente tutti i luoghi che hai visitato e quelli che hanno visitato i tuoi amici, al fine di proporvi nuove mete da visitare.
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may 2010 by hanicker
Worldlogger, monitorare le proprie pagine web in tempo reale
april 2010 by hanicker
Chi possiede un proprio spazio online di certo sarà ben consapevole di quanto possa essere importante avere a propria disposizione un insieme completo di statistiche mediante cui monitorarne agevolmente l’andamento e, magari, prendere in considerazione l’idea di applciare eventuali ottimizzazioni in base ai dati visionati.
A tal proposito, uno tra gli strumenti più completi mediante cui ottenere responsi precisi e dettagliati circa le proprie pagine web è senz’altro il ben noto Google Analytics, tuttavia, se piuttosto che aspettare qualche ora necessitate di un servizio in grado di offrire risultati in tempo reale, allora forse è il caso di dare uno sguardo ad un nuovissimo ed interessante tool online appositamente preposto alla cosa.
Il servizio in questione è Worldlogger, un apposito strumento che, in modo completamente gratuito e previa sottoscrizione, consente di visualizzare agevolmente un ampio numero di statistiche riguardanti il proprio www, fornendo responsi dettagliati ed affidabili.
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A tal proposito, uno tra gli strumenti più completi mediante cui ottenere responsi precisi e dettagliati circa le proprie pagine web è senz’altro il ben noto Google Analytics, tuttavia, se piuttosto che aspettare qualche ora necessitate di un servizio in grado di offrire risultati in tempo reale, allora forse è il caso di dare uno sguardo ad un nuovissimo ed interessante tool online appositamente preposto alla cosa.
Il servizio in questione è Worldlogger, un apposito strumento che, in modo completamente gratuito e previa sottoscrizione, consente di visualizzare agevolmente un ampio numero di statistiche riguardanti il proprio www, fornendo responsi dettagliati ed affidabili.
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april 2010 by hanicker
UploadNSell, caricare programmi propri online e venderli
april 2010 by hanicker
Qualche giorno fa vi presentai un servizio chiamato tinypay.me che permette di vendere oggetti presenti in casa online, senza la necessità di registrare alcun account. Dopo aver compilato un form in ben 60 secondi, l’oggetto da vendere è pronto per essere condiviso online su forum, siti, blog e social network.
Non sto avendo un attacco di malinconia cronica verso i due o tre giorni trascorsi, ma questa breve prefazione mi serve per introdurvi al servizio che voglio presentarvi oggi. Si tratta di un’applicazione online che è molto simile a quella descritta pocanzi ma, in questo caso, non avremo a che fare con oggetti fisici, ma con stringe di bit, per gli amici: software.
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Non sto avendo un attacco di malinconia cronica verso i due o tre giorni trascorsi, ma questa breve prefazione mi serve per introdurvi al servizio che voglio presentarvi oggi. Si tratta di un’applicazione online che è molto simile a quella descritta pocanzi ma, in questo caso, non avremo a che fare con oggetti fisici, ma con stringe di bit, per gli amici: software.
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april 2010 by hanicker
Non so più leggere
april 2010 by hanicker
Oggi mi sono reso conto che le mie abitudini e abilità di lettura sono pesantemente cambiate. Non ci ho dato molto peso finora perché era una sensazione vaga e un fastidio indefinito, ma tra ieri e oggi sono nati due siti per i quali ho un po’ più d’interesse perché conosco le persone che li hanno creati e mi avrebbe fatto piacere guardarli meglio.
Premessa: la grande maggioranza delle informazioni che mi arrivano tramite la rete è in forma “sequenziale”, seriale. Il flusso ordinato cronologicamente dell’aggregatore RSS, le pagine dei social network, i risultati delle ricerche su Google, le foto di Flickr, la musica di Blip.fm. Nel mio browser ciascuna tab corrisponde a una pagina che fornisce una “vista” su una fonte informativa della quale posso risalire la corrente fino a un punto che mi interessa o semplicemente per riprendere da dove avevo interrotto la lettura.
Ho perso parzialmente la capacità di destreggiarmi su un layout complesso come questo:
o questo:
Vedere pagine fatte così mi fa venire l’ansia di scegliere un link; sono saturato da troppa roba tutta insieme spalmata sulla pagina, ho il sospetto che fare una scelta mi possa fare perdere dei contenuti che mi potrebbero interessare che magari sono nella colonna a fianco. L’imbarazzo della scelta accompagna il timore di non riuscire a vedere tutto quello che ci sarebbe di interessante. Dove vado prima? Clicco una foto? Ok, ma se mi perdo nei meandri della navigazione, poi magari non ho più tempo per scorrere la sezione tecnologica, o mi scappa il post di presentazione del sito. Oppure chi ha creato la pagina ha dato risalto a cose che mi interessano meno di altre che invece sono più defilate.
Insomma: la prima sensazione che ho è che non riuscirò mai a leggere tutto, e quello che leggerò potrebbe non essere il meglio per me. Anni di browsing dei feed mi spingono a cercare la formula “dammi tutto e tutto uguale, poi decido io cosa mi interessa”. Benché possa sembrare il contrario, il “dammi tutto” è più vicino al modello delle riviste cartacee: le prendi, le apri a pagina 1, le scorri fino all’ultimo e più o meno riesci a vedere tutto quello che c’è. E se lo scopo della homepage di questi siti è quello di emulare il sommario, è un tentativo fallito, almeno per quanto mi riguarda.
Prendiamo Blognation: ha 10 notizie in evidenza, di cui 8 o 9 su argomenti che non mi interessano minimamente; trattandosi di una raccolta di post e opinioni, è evidente che “il mondo visto dalla rete” (motto del sito) non è lo stesso mondo che vedo io. O più banalmente la mia fetta di interessi non collima con il massimo comune denominatore.
Forse, più che perdere l’abilità di trovare cose interessanti, sono diventato più schizzinoso, mi sento stretto dentro una collezione di informazioni raccolte da altri (o da algoritmi automatizzati). Sono abituato a pagine con una percentuale altissima di contenuti rilevanti per la mia attenzione: i feed, i contatti sui social network, le ricerche sui motori, la musica, sono tutti elementi scelti da me e contribuiscono a creare la mia “vista sulla rete”, che è certamente parziale ma ha dalla sua la forza di portarmi a casa flussi informativi scelti con un criterio che mi permette di non mancare nessuna notizia veramente importante e con il risalto adeguato alla “quantità di interesse” che ha per me.
Certo, questi siti hanno filtri, sezioni, blog, rubriche, tag, e in generale tutta una segmentazione che dovrebbe aiutarmi a setacciarne il contenuto, ma è una cosa improponibile da fare per più di una volta, a meno che non si sia in cerca di qualcosa di specifico. Per aggiornarsi, informarsi e affidarsi alla serendipity, non sono strumenti adatti, almeno secondo il mio parere. E poi non è automatico, va fatto ogni volta.
E quindi? Devo ancora capire bene se si tratta solo di un problema di formato che mi rende difficile l’utilizzo dei siti di informazione, oppure il problema è proprio alla radice e sta nella mia esigenza di avere fonti accuratamente scelte e personalizzate. In entrambi i casi non si tratta di un processo passivo: il bouquet dal quale attingo cambia in continuazione proprio sotto gli stimoli e l’influenza del continuo flusso di informazioni che mi raggiunge. Inoltre gli aggregatori soffrono anche di un problema di duplicazione: difficilmente perdo un post o un commento particolarmente attinente alla mia sfera di interessi, poiché la possibilità che sia già finito nei miei feed, segnalato da un contatto, visto su un Tumblr, commentato da un FOAF è elevatissima. L’abbonarsi ai feed delle sezioni tematiche non risolve il problema: molti miei contatti e fonti sono scelti anche in base alla capacità di trattare argomenti che non siano rigidamente incasellati in una particolare categoria, e che mi portino nuovi stimoli o segnalazioni che non avrei altrimenti notato.
Come andrà a finire non lo so, quello che ho capito è che adesso sento il bisogno di filtrare l’enorme quantità di dati e informazioni disponibili con strumenti dei quali conosco il funzionamento, con parametri miei, e fortemente personalizzati. Magari tra qualche anno mi stuferò e finirò a leggere il Corriere Mercantile sulle panchine del parco di Nervi, chissà.
Tags: aggregatori, feed, Internet, notizie, Personali
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Premessa: la grande maggioranza delle informazioni che mi arrivano tramite la rete è in forma “sequenziale”, seriale. Il flusso ordinato cronologicamente dell’aggregatore RSS, le pagine dei social network, i risultati delle ricerche su Google, le foto di Flickr, la musica di Blip.fm. Nel mio browser ciascuna tab corrisponde a una pagina che fornisce una “vista” su una fonte informativa della quale posso risalire la corrente fino a un punto che mi interessa o semplicemente per riprendere da dove avevo interrotto la lettura.
Ho perso parzialmente la capacità di destreggiarmi su un layout complesso come questo:
o questo:
Vedere pagine fatte così mi fa venire l’ansia di scegliere un link; sono saturato da troppa roba tutta insieme spalmata sulla pagina, ho il sospetto che fare una scelta mi possa fare perdere dei contenuti che mi potrebbero interessare che magari sono nella colonna a fianco. L’imbarazzo della scelta accompagna il timore di non riuscire a vedere tutto quello che ci sarebbe di interessante. Dove vado prima? Clicco una foto? Ok, ma se mi perdo nei meandri della navigazione, poi magari non ho più tempo per scorrere la sezione tecnologica, o mi scappa il post di presentazione del sito. Oppure chi ha creato la pagina ha dato risalto a cose che mi interessano meno di altre che invece sono più defilate.
Insomma: la prima sensazione che ho è che non riuscirò mai a leggere tutto, e quello che leggerò potrebbe non essere il meglio per me. Anni di browsing dei feed mi spingono a cercare la formula “dammi tutto e tutto uguale, poi decido io cosa mi interessa”. Benché possa sembrare il contrario, il “dammi tutto” è più vicino al modello delle riviste cartacee: le prendi, le apri a pagina 1, le scorri fino all’ultimo e più o meno riesci a vedere tutto quello che c’è. E se lo scopo della homepage di questi siti è quello di emulare il sommario, è un tentativo fallito, almeno per quanto mi riguarda.
Prendiamo Blognation: ha 10 notizie in evidenza, di cui 8 o 9 su argomenti che non mi interessano minimamente; trattandosi di una raccolta di post e opinioni, è evidente che “il mondo visto dalla rete” (motto del sito) non è lo stesso mondo che vedo io. O più banalmente la mia fetta di interessi non collima con il massimo comune denominatore.
Forse, più che perdere l’abilità di trovare cose interessanti, sono diventato più schizzinoso, mi sento stretto dentro una collezione di informazioni raccolte da altri (o da algoritmi automatizzati). Sono abituato a pagine con una percentuale altissima di contenuti rilevanti per la mia attenzione: i feed, i contatti sui social network, le ricerche sui motori, la musica, sono tutti elementi scelti da me e contribuiscono a creare la mia “vista sulla rete”, che è certamente parziale ma ha dalla sua la forza di portarmi a casa flussi informativi scelti con un criterio che mi permette di non mancare nessuna notizia veramente importante e con il risalto adeguato alla “quantità di interesse” che ha per me.
Certo, questi siti hanno filtri, sezioni, blog, rubriche, tag, e in generale tutta una segmentazione che dovrebbe aiutarmi a setacciarne il contenuto, ma è una cosa improponibile da fare per più di una volta, a meno che non si sia in cerca di qualcosa di specifico. Per aggiornarsi, informarsi e affidarsi alla serendipity, non sono strumenti adatti, almeno secondo il mio parere. E poi non è automatico, va fatto ogni volta.
E quindi? Devo ancora capire bene se si tratta solo di un problema di formato che mi rende difficile l’utilizzo dei siti di informazione, oppure il problema è proprio alla radice e sta nella mia esigenza di avere fonti accuratamente scelte e personalizzate. In entrambi i casi non si tratta di un processo passivo: il bouquet dal quale attingo cambia in continuazione proprio sotto gli stimoli e l’influenza del continuo flusso di informazioni che mi raggiunge. Inoltre gli aggregatori soffrono anche di un problema di duplicazione: difficilmente perdo un post o un commento particolarmente attinente alla mia sfera di interessi, poiché la possibilità che sia già finito nei miei feed, segnalato da un contatto, visto su un Tumblr, commentato da un FOAF è elevatissima. L’abbonarsi ai feed delle sezioni tematiche non risolve il problema: molti miei contatti e fonti sono scelti anche in base alla capacità di trattare argomenti che non siano rigidamente incasellati in una particolare categoria, e che mi portino nuovi stimoli o segnalazioni che non avrei altrimenti notato.
Come andrà a finire non lo so, quello che ho capito è che adesso sento il bisogno di filtrare l’enorme quantità di dati e informazioni disponibili con strumenti dei quali conosco il funzionamento, con parametri miei, e fortemente personalizzati. Magari tra qualche anno mi stuferò e finirò a leggere il Corriere Mercantile sulle panchine del parco di Nervi, chissà.
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april 2010 by hanicker
FreeApp, installare velocemente molti programmi in un sol colpo
april 2010 by hanicker
I computer non sono macchine perfette. Questo assioma si fa sentire quando più chi lo utilizza un PC non pensa ad ogni conseguenza delle sue azioni. Ad esempio, un installazione scellerata di programmi causerà, alla lunga, un rallentamento del computer in tutte le sue fasi (accensione, utilizzo e spegnimento). Ciò è dovuto al fatto che molti software installati partono all’accensione e rimangono attivi in background. Questo e altri problemi vengono risolti da alcuni dei tanti utilizzatori del computer in un modo poco ortodosso ma sicuramente funzionale: La formattazione del computer.
Forse a qualcuno di voi potrebbe suonare strano ma c’è chi, per ogni problema del computer, pensano alla formattazione. Insomma, non è uno dei metodi migliori per risolvere i problemi, ma si tratta del sistema “risolvi-problemi” più sicuro (anche se bisogna saperlo fare).
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april 2010 by hanicker
Getwapps, gestire ed utilizzare i servizi web preferiti mediante un unico pannello di controllo
april 2010 by hanicker
Tutti noi, navigando lungo il web, tendiamo sempre più ad utilizzare un ristretto gruppo di applicativi online e siti web di varia natura che, giorno dopo giorno, visioniamo con una certa frequenza.
Certo, per accedere ai nostri www preferiti con facilità è sufficiente archiviare il tutto nella lista dei segnalibri così da poter visionare quanto occorre mediante un semplice click o poco più.
Tuttavia, se l’operazione in questione potesse essere ridotta ad un qualcosa di ancor più semplice ed immediato andrebbe sicuramente a risultare una gran bella comodità, avendo dunque la possibilità di accedere ai servizi di maggiore utilizzo direttamente da un’unica posizione.
Questo è esattamente ciò che Getwapps consente di fare!
(...)Continua a leggere Getwapps, gestire ed utilizzare i servizi web preferiti mediante un unico pannello di controllo, su Geekissimo
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2010. |
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Certo, per accedere ai nostri www preferiti con facilità è sufficiente archiviare il tutto nella lista dei segnalibri così da poter visionare quanto occorre mediante un semplice click o poco più.
Tuttavia, se l’operazione in questione potesse essere ridotta ad un qualcosa di ancor più semplice ed immediato andrebbe sicuramente a risultare una gran bella comodità, avendo dunque la possibilità di accedere ai servizi di maggiore utilizzo direttamente da un’unica posizione.
Questo è esattamente ciò che Getwapps consente di fare!
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april 2010 by hanicker
VideoURLS, bypassare il limite di 72 minuti su MegaVideo
april 2010 by hanicker
Chi di noi almeno una volta nella vita non ha guardato un bel film streaming italiano? Nessuno. E in quanti abbiamo fatto a cazzotti con il famigerato limite di 72 minuti di visione imposto dalla versione gratuita di MegaVideo? Tutti.
Ecco perché oggi vi vogliamo far fare la conoscenza di VideoURLs, un ottimo servizio online gratuito italiano che consente di bypassare i limiti di MegaVideo e di visualizzare i video caricati su MegaUpload senza doverli prima scaricare. Tutto in non più di 10 secondi ed una manciata di click.
Il funzionamento del sito è molto semplice: ci si collega alla sua home page, si incolla l’URL del film streaming italiano da guardare nella barra presente al centro della pagina, si clicca sul pulsante “guarda” ed il gioco è fatto. Dopo un messaggio pubblicitario (saltabile), ci si potrà gustare il proprio video in santa pace.
(...)Continua a leggere VideoURLS, bypassare il limite di 72 minuti su MegaVideo, su Geekissimo
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Ecco perché oggi vi vogliamo far fare la conoscenza di VideoURLs, un ottimo servizio online gratuito italiano che consente di bypassare i limiti di MegaVideo e di visualizzare i video caricati su MegaUpload senza doverli prima scaricare. Tutto in non più di 10 secondi ed una manciata di click.
Il funzionamento del sito è molto semplice: ci si collega alla sua home page, si incolla l’URL del film streaming italiano da guardare nella barra presente al centro della pagina, si clicca sul pulsante “guarda” ed il gioco è fatto. Dopo un messaggio pubblicitario (saltabile), ci si potrà gustare il proprio video in santa pace.
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april 2010 by hanicker
Sitehoover, ovvero come creare un homepage altamente personalizzata
april 2010 by hanicker
Tante volte qui su Geekissimo abbiamo presentato appositi servizi mediante cui accedere rapidamente ai propri siti web preferiti utilizzando, magari, un apposita pagina iniziale personalizzata in perfetto stile speed dial.
Si tratta di servizi che, sicuramente, permettono di agevolare di gran lunga la navigazione online di ciascun utente, risultando raggiungibili da qualsiasi postazione a prescindere dal PC in uso e rivelandosi dunque una fonte di gran comodità ed ottimizzazione di quella che è la propria esperienza online.
A tal proposito, quest’oggi, diamo uno sguardo ad un nuovo ed interessante strumento web che, rientrando perfettamente in tutto quanto appena accennato, permetterà di creare, in maniera gratuita e nel giro di pochi minuti, una pagina iniziale personalizzata estremamente valida e, al contempo, efficiente.
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Personalizzazione
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Sitehoover
Siti_Web
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Si tratta di servizi che, sicuramente, permettono di agevolare di gran lunga la navigazione online di ciascun utente, risultando raggiungibili da qualsiasi postazione a prescindere dal PC in uso e rivelandosi dunque una fonte di gran comodità ed ottimizzazione di quella che è la propria esperienza online.
A tal proposito, quest’oggi, diamo uno sguardo ad un nuovo ed interessante strumento web che, rientrando perfettamente in tutto quanto appena accennato, permetterà di creare, in maniera gratuita e nel giro di pochi minuti, una pagina iniziale personalizzata estremamente valida e, al contempo, efficiente.
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april 2010 by hanicker
Pesci d’aprile 2010 sul Web: da Google a Wikipedia ecco i migliori
april 2010 by hanicker
Ci siete tutti? Siete ancora tutti interi? Bene, a quanto pare anche quest’anno siamo riusciti ad uscire indenni dal primo aprile, il giorno dell’anno in cui anche il più serio ed affidabile fornitore di news si trasforma in una fabbrica di panzane e birichinate.
Da Google a Wikipedia, passando per YouTube e Toshiba, sono stati molti i grandi nomi del mondo informatico che ieri ci hanno fatto divertire con le loro trovate. Se volete sapere quali, non dovete far altro che mettervi belli comodi e sfogliare l’elenco dei più bei pesci d’aprile 2010 sul Web che abbiamo preparato per voi. Buon divertimento!
Google diventa Topeka
Non potevamo non cominciare con ‘big G’, che ieri ha ribattezzato il suo motore di ricerca in “Topeka”. Motivo? Semplice, Topeka è il nome di una delle prime cittadine americane che sperimenteranno la tanto attesa banda larga di Google.
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Da Google a Wikipedia, passando per YouTube e Toshiba, sono stati molti i grandi nomi del mondo informatico che ieri ci hanno fatto divertire con le loro trovate. Se volete sapere quali, non dovete far altro che mettervi belli comodi e sfogliare l’elenco dei più bei pesci d’aprile 2010 sul Web che abbiamo preparato per voi. Buon divertimento!
Google diventa Topeka
Non potevamo non cominciare con ‘big G’, che ieri ha ribattezzato il suo motore di ricerca in “Topeka”. Motivo? Semplice, Topeka è il nome di una delle prime cittadine americane che sperimenteranno la tanto attesa banda larga di Google.
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april 2010 by hanicker
TabSite, aggiungere una tabella in facebook completamente personalizzabile
april 2010 by hanicker
Facebook è diventato ormai parte integrante delle navigazioni di molti internauti che fanno di tutto per arricchirlo di propri dati in modo da diffondere la propria vita privata (ovviamente non è il caso di tutti gli utenti di facebook). C’è chi lo usa per svago o chi addirittura per diffondere un blog o azienda, in entrambi i casi, quello che troverete in questo post potrebbe interessarvi.
Vi è mai capitato di entrare in una pagina di un profilo o di un gruppo in cui vi era una tabella contenente una pagina editata dall’utente “proprietario”? Spero che la risposta sia affermativa perché in questo momento non riesco a trovare nessun esempio da mostrarvi (magari qualche lettore potrebbe postare un link nei commenti).
Oggi parleremo di un servizio che permette di creare in pochi passaggi una di quelle pagine descritte poco sopra. Il suo nome è Tab Site e nella versione personale è completamente gratuito. Per le versioni più avanzate bisognerà pagare, avremo però la possibilità di editare la pagina anche in HTML, ottima per esigenze importanti come quella della pubblicizzazione di un proprio sito, magari commerciale.
L’editor si presenta come un vero e proprio word processor, quindi è alla portata anche di chi non è molto pratico di computer.
Per le nostre piccole esigenze la versione gratuita va più che bene, anche se verrà mostrato un banner pubblicitario nella parte bassa della nostra pagina. L’incorporamento di una pagina all’interno di un profilo, così come la sua creazione, è davvero molto semplice. Nel seguente video potete vedere come fare.
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Vi è mai capitato di entrare in una pagina di un profilo o di un gruppo in cui vi era una tabella contenente una pagina editata dall’utente “proprietario”? Spero che la risposta sia affermativa perché in questo momento non riesco a trovare nessun esempio da mostrarvi (magari qualche lettore potrebbe postare un link nei commenti).
Oggi parleremo di un servizio che permette di creare in pochi passaggi una di quelle pagine descritte poco sopra. Il suo nome è Tab Site e nella versione personale è completamente gratuito. Per le versioni più avanzate bisognerà pagare, avremo però la possibilità di editare la pagina anche in HTML, ottima per esigenze importanti come quella della pubblicizzazione di un proprio sito, magari commerciale.
L’editor si presenta come un vero e proprio word processor, quindi è alla portata anche di chi non è molto pratico di computer.
Per le nostre piccole esigenze la versione gratuita va più che bene, anche se verrà mostrato un banner pubblicitario nella parte bassa della nostra pagina. L’incorporamento di una pagina all’interno di un profilo, così come la sua creazione, è davvero molto semplice. Nel seguente video potete vedere come fare.
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april 2010 by hanicker
NetBalancer, gestire e monitorare il traffico di rete delle applicazioni
march 2010 by hanicker
Sicuramente anche a voi sarà capitato, e credo non poche volte, di ritrovarvi a navigare online, magari dando uno sguardo a qualche video su YouTube e, al contempo, di mantenere in esecuzione ed in piena attività il vostro adorato eMule, µTorrent o un qualsiasi altro client adibito al p2p, rilevando, in maniera inevitabile, un notevole rallentamento della banda.
A meno che non sia vostra intenzione limitarvi nel eseguire o l’una o l’altra operazione, ovviamente esemplificative, o, in alternativa, onde evitare di ricorrere ad un qualche stratagemma particolare, allora senz’altro potreste trovare piuttosto proficuo utilizzare un tool tanto utile quanto pratico quale NetBalancer.
Si tratta, per l’appunto, di un apposito strumento, disponibile in versione gratuita ed eseguibile su Windows, mediante cui monitorare i processi attivi e limitarne il relativo consumo della banda, tenendo dunque sotto controllo download ed upload dei vari applicativi in esecuzione.
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A meno che non sia vostra intenzione limitarvi nel eseguire o l’una o l’altra operazione, ovviamente esemplificative, o, in alternativa, onde evitare di ricorrere ad un qualche stratagemma particolare, allora senz’altro potreste trovare piuttosto proficuo utilizzare un tool tanto utile quanto pratico quale NetBalancer.
Si tratta, per l’appunto, di un apposito strumento, disponibile in versione gratuita ed eseguibile su Windows, mediante cui monitorare i processi attivi e limitarne il relativo consumo della banda, tenendo dunque sotto controllo download ed upload dei vari applicativi in esecuzione.
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march 2010 by hanicker
TrayOS, accedere ai servizi google da desktop
march 2010 by hanicker
Google è in assoluto l’azienda più presente nelle nostre ore trascorse navigando in rete. Probabilmente è un male, ma bisogna anche dire che i suoi servizi e prodotti sono tra i migliori al mondo. Volente o nolente, ormai, l’intera rete internet dipende da google. Pensiamo a tutti quei siti e blog che continuano ad esistere grazie agli adsens, ed i loro superlativi guadagni (relativamente parlando).
Sono più unici che rari gli utenti che non usano almeno uno dei servizi messi a disposizione da google. Infondo sono utilissimi, poiché utilizzabili da qualsiasi computer al mondo connesso ad internet (speriamo che la stessa cosa valga ancora per la cina). Oggi voglio presentarvi un software che vi permetterà di averli tutti (o quasi) in un’unica finestra (non nel browser).
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Sono più unici che rari gli utenti che non usano almeno uno dei servizi messi a disposizione da google. Infondo sono utilissimi, poiché utilizzabili da qualsiasi computer al mondo connesso ad internet (speriamo che la stessa cosa valga ancora per la cina). Oggi voglio presentarvi un software che vi permetterà di averli tutti (o quasi) in un’unica finestra (non nel browser).
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march 2010 by hanicker
Balsamiq, disegnare strutture per siti per la fase di progettazione
march 2010 by hanicker
Qualche giorno fa vi parlai di una lavagna condivisibile online. Quest’applicazione permetteva di fare cose che con una semplice chat, o con una telefonata sarebbero state impensabili. Esposi il caso della realizzazione di un servizio internet. Sarebbe estremamente difficile realizzare la struttura di un sito, senza parlare faccia a faccia con il web designer incaricato del lavoro. Per questo motivo, e tanti altri, si rende necessario mostrare cosa siamo intenzionati a fare. Si trattava di un servizio palesemente creato per altri motivo, e riadattato all’esigenza da me raccontata.
Oggi voglio presentarvi un servizio creato appositamente per la realizzazione della struttura di siti o servizi web. Il suo nome è Balsamiq. Potremo usarlo sia nella versione online (definita demo, proprio perché alcune azioni non sono possibili). Potremo creare vere e proprie anteprime con pezzi già pronti e personalizzabili.
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Oggi voglio presentarvi un servizio creato appositamente per la realizzazione della struttura di siti o servizi web. Il suo nome è Balsamiq. Potremo usarlo sia nella versione online (definita demo, proprio perché alcune azioni non sono possibili). Potremo creare vere e proprie anteprime con pezzi già pronti e personalizzabili.
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march 2010 by hanicker
Drawspace, tantissime guide per imparare a disegnare
february 2010 by hanicker
L’ho sempre pensato che si nasce con il dono del saper disegnare. Vi sono persone che senza seguire alcun corso d’arte riescono a dar vita a veri e propri capolavori, che spesso sono così realistici che ci è difficile distinguerli da una fotografia. Alle persone, che invece sono nate senza questo dono non resta altro fa fare che imparare dei trucchetti per avvicinarsi in qualche modo ai livelli più alti del disegno.
Inutile illuderci di imparare a disegnare da veri artisti ma, comunque, è possibile notare nei miglioramenti delle nostre creazioni seguendo delle regole e degli schemi. Ad esempio, per disegnare un volto, possiamo ottenere dei risultati migliori disegnando a mano leggera una struttura che successivamente seguiremo per non sbagliare nelle proporzioni e nelle posizione delle varie parti che compongono un viso.
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Inutile illuderci di imparare a disegnare da veri artisti ma, comunque, è possibile notare nei miglioramenti delle nostre creazioni seguendo delle regole e degli schemi. Ad esempio, per disegnare un volto, possiamo ottenere dei risultati migliori disegnando a mano leggera una struttura che successivamente seguiremo per non sbagliare nelle proporzioni e nelle posizione delle varie parti che compongono un viso.
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february 2010 by hanicker
Nuovo Upload per il tuo sito web, facile e veloce!
february 2010 by hanicker
Lavorando con molti cms, mi è capitato spesso di dover caricare dei file via ftp o di aggiungere delle immagini agli articoli. Come ben sappiamo, quando si lavora con CMS ben rodati, come Wordpress o Joomla, il caricamento dei file non è difficile, tutti questo software hanno un loro file manager integrato. Se invece, lavoriamo con un sito semplice, in html o php, per caricare questi file dobbiamo avvalerci del client FTP.
Se non siamo sul nostro computer, non sempre abbiamo a disposizione un client ftp il caricamento dei file diventa non proprio veloce. Proprio per questo, sono stati ideati i famosi client FTP web-based, oggi, però, vi presento un uploader che vi permette di velocizzare ancora di più questi processi di upload dei file. Plupload si carica direttamente nelle pagine del vostro sito web. Andiamo a conoscerlo insieme.
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© Michele Laganà (Mister6339) per Geekissimo, 2010. |
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Se non siamo sul nostro computer, non sempre abbiamo a disposizione un client ftp il caricamento dei file diventa non proprio veloce. Proprio per questo, sono stati ideati i famosi client FTP web-based, oggi, però, vi presento un uploader che vi permette di velocizzare ancora di più questi processi di upload dei file. Plupload si carica direttamente nelle pagine del vostro sito web. Andiamo a conoscerlo insieme.
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february 2010 by hanicker
Hacking into the mind of the CRU hacker
february 2010 by hanicker
Analysis suggests the hacker was in east coast of America and operated over a number of days, but much remains unknown
Figuring out who was behind the hack of the Climatic Research Unit (CRU) at the University of East Anglia requires some digital forensic skills – and an insight into the mindset of those who were trying to get at CRU's files at the time.
Analysis by the Guardian and digital forensics experts suggests that an outside hacker gained access to a server at the UEA which held backups of CRU emails and a collection of staff documents. It also suggests the access occurred over a period of days, if not weeks, and was carried out from a computer based on the east coast of north America.
The release of hacked emails and documents came just months after climate change sceptics had filed more than 50 freedom of information requests querying the CRU's refusal to release of raw data and program code during the summer.
Egged on by a group of sceptical bloggers, the requests almost all began with the words "I hereby make a EIR/FoI request in respect to any confidentiality agreements restricting transmission of CRUTEM data to non-academics involing the following countries." Others sought "a copy of any digital version of the CRUTEM station data set that has been sent from CRU to Peter Webster and/or any other person at Georgia Tech". All were refused under FoI exemptions because of commercial confidentiality.
Into that silence came the release of the archived "zip" file by someone with clear hacking skills: first they grabbed the files, then they broke into the RealClimate blog to upload the archive and prepare a draft post; then, when that was thwarted, they uploaded it to a Russian website, and posted links to it on climate sceptics' blogs using web servers located in Saudi Arabia and Turkey.
That sequence of events led Sir David King, the government's former chief scientist, to say that it must have been "carried out by a team of skilled professionals, either on behalf of a foreign government or at the behest of anti-climate change lobbyists in the United States". But he quickly backed away from that statement, admitting he had no inside information.
The Guardian's analysis shows that a small group of just four of the scientists from among the dozens employed at the CRU were targeted in the sifting of email. They are: Phil Jones, the head of the CRU; Professor Keith Briffa, who studied tree rings; Tim Osborn, who worked on climate modelling for modern and archaeological data; and Mike Hulme, director of the Tyndall Centre for Climate Change Research. All are either recipients or senders of all but 66 of the 1,073 emails, and almost all the rest are sent from mailing lists, such as the Met Office's "scenarios" listing, to which at least one of the four would certainly belong.
A few remaining emails are sent by, or to, other CRU staff – indicating that the hacker had access to a backup server holding CRU emails dating back to 1996. That it is a backup is confirmed by the presence of a duplicate sent to Osborn: separated by one second, both have the same document attached, but from different machines. That suggests that the UEA's system administrators had backed up emails from CRU staff's machines onto a server – and that the hacker got into it, and also at a set of documents held on the same machine.
Jones, Briffa, Osborn and Hulme had been the focus of sceptics' ire because their high-profile scientific papers had been used to back the IPCC's reports on global warming. At the same time they had declined to release either the data (citing commercial agreements with suppliers) or the computer code they had used to analyse that data and draw their conclusions, to the frustration of many outside academia who wanted to repeat – or discredit – the work.
Early speculation that the release of the emails and documents came from a one-off hack also appear to be wrong. Digital forensic analysis shows that the zipped archive of emails and documents was not produced on a single date. Instead it was created by copying the files over a number of weeks, with bursts on 30 September 2009, 10 October and 16 November. On the last date a folder of computer analysis code by Osborn was added to the package.
The digital forensics on the files indicate that they were created on a computer set at some times four hours behind GMT, and at others five hours behind – plants the hacker on the eastern seaboard of Canada or the US.
Then early on 17 November, RealClimate's blog was hacked, locking out legitimate administrators, and the hacker tried to create a blogpost claiming that global warming was a myth, and enclosing the emails and documents.
Gavin Schmidt, one of the RealClimate administrators, says that "my information is that it was a hack into [CRU's] backup mail server".
But who was the hacker, and what were they after? Jeff Condon, who runs the climate-sceptical Air Vent blog – which posted one of the links to the archive – told the Guardian that the content of the emails and documents actually points to someone who is not expert in the topic.
Referring to an email it includes from Tim Osborn which says "we usually stop the series in 1960", Condon says that: "The only interesting detail in that email was the data, but that's not what the person wrote. What that means to me is that whomever posted these emails doesn't have a terribly deep understanding of the issues in paleoclimate science. Although the emails themselves featured some scientists who do know the issues and had some very nice details in them.
"Therefore if it's an inside job, it's likely not by a paleo or climate grad student, definitely not by a scientist," Condon said, adding: "If it's an international conspiracy I would have guessed someone on the team would know the science better than that."
But how would an outside hacker get in? Although UEA has security in place, it has seen a number of accidental security breaches of the UEA system in the recent past. On one occasion a server was configured wrongly, so that anyone outside doing a search would "fall through" to directories of files. (UEA closed that hole after being alerted about it.) A misconfigured server could have left just the hole that a capable hacker with a determination to find the data being denied via FoI requests could have exploited. But they are not government-class skills.
So what was the hacker looking for, and how? Besides the clear targeting of the four scientists, it is obvious that this is not the entirety of the CRU's emails: there are none of the routine administrative messages about fire alarms, holiday reminders and so on. Therefore the emails have been filtered. One quick way to see into the hacker's mind is to use "concordance analysis" - examining what the common words or phrases are in the emails and documents. Though usually used in linguistics to compare translations or the frequency of words, concordance software can be used to demonstrate authorship of papers, by combining a "stoplist" of words to be ignored (such as "the" or "and") with a straight analysis of the frequency of words in the text.
Concordance analysis of the emails suggests that the hacker did some careful sifting. But working out precisely what is complicated by the fact that this is the wheat – not the chaff. For instance, the hacker has clearly removed standard words such as "holiday" – except where they appear in emails to or from Jones, Briffa, Osborn or Hulme. There's no other way to explain how such a comprehensive catalogue has so few emails about time off.
Instead, emails with the words "data", "climate", "paper", "research", "temperature" and "model" prevail, according to a concordance plot. That may have been precisely what the hacker was looking for – and the fact that he also ignited a controversy over techniques might have been a surprise to him as well as the rest of the world.
(Note 5 Feb 12:42GMT: the concordance analysis that was here has been moved to a separate file. We will also post a graphic of the analysis in due course.)
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Figuring out who was behind the hack of the Climatic Research Unit (CRU) at the University of East Anglia requires some digital forensic skills – and an insight into the mindset of those who were trying to get at CRU's files at the time.
Analysis by the Guardian and digital forensics experts suggests that an outside hacker gained access to a server at the UEA which held backups of CRU emails and a collection of staff documents. It also suggests the access occurred over a period of days, if not weeks, and was carried out from a computer based on the east coast of north America.
The release of hacked emails and documents came just months after climate change sceptics had filed more than 50 freedom of information requests querying the CRU's refusal to release of raw data and program code during the summer.
Egged on by a group of sceptical bloggers, the requests almost all began with the words "I hereby make a EIR/FoI request in respect to any confidentiality agreements restricting transmission of CRUTEM data to non-academics involing the following countries." Others sought "a copy of any digital version of the CRUTEM station data set that has been sent from CRU to Peter Webster and/or any other person at Georgia Tech". All were refused under FoI exemptions because of commercial confidentiality.
Into that silence came the release of the archived "zip" file by someone with clear hacking skills: first they grabbed the files, then they broke into the RealClimate blog to upload the archive and prepare a draft post; then, when that was thwarted, they uploaded it to a Russian website, and posted links to it on climate sceptics' blogs using web servers located in Saudi Arabia and Turkey.
That sequence of events led Sir David King, the government's former chief scientist, to say that it must have been "carried out by a team of skilled professionals, either on behalf of a foreign government or at the behest of anti-climate change lobbyists in the United States". But he quickly backed away from that statement, admitting he had no inside information.
The Guardian's analysis shows that a small group of just four of the scientists from among the dozens employed at the CRU were targeted in the sifting of email. They are: Phil Jones, the head of the CRU; Professor Keith Briffa, who studied tree rings; Tim Osborn, who worked on climate modelling for modern and archaeological data; and Mike Hulme, director of the Tyndall Centre for Climate Change Research. All are either recipients or senders of all but 66 of the 1,073 emails, and almost all the rest are sent from mailing lists, such as the Met Office's "scenarios" listing, to which at least one of the four would certainly belong.
A few remaining emails are sent by, or to, other CRU staff – indicating that the hacker had access to a backup server holding CRU emails dating back to 1996. That it is a backup is confirmed by the presence of a duplicate sent to Osborn: separated by one second, both have the same document attached, but from different machines. That suggests that the UEA's system administrators had backed up emails from CRU staff's machines onto a server – and that the hacker got into it, and also at a set of documents held on the same machine.
Jones, Briffa, Osborn and Hulme had been the focus of sceptics' ire because their high-profile scientific papers had been used to back the IPCC's reports on global warming. At the same time they had declined to release either the data (citing commercial agreements with suppliers) or the computer code they had used to analyse that data and draw their conclusions, to the frustration of many outside academia who wanted to repeat – or discredit – the work.
Early speculation that the release of the emails and documents came from a one-off hack also appear to be wrong. Digital forensic analysis shows that the zipped archive of emails and documents was not produced on a single date. Instead it was created by copying the files over a number of weeks, with bursts on 30 September 2009, 10 October and 16 November. On the last date a folder of computer analysis code by Osborn was added to the package.
The digital forensics on the files indicate that they were created on a computer set at some times four hours behind GMT, and at others five hours behind – plants the hacker on the eastern seaboard of Canada or the US.
Then early on 17 November, RealClimate's blog was hacked, locking out legitimate administrators, and the hacker tried to create a blogpost claiming that global warming was a myth, and enclosing the emails and documents.
Gavin Schmidt, one of the RealClimate administrators, says that "my information is that it was a hack into [CRU's] backup mail server".
But who was the hacker, and what were they after? Jeff Condon, who runs the climate-sceptical Air Vent blog – which posted one of the links to the archive – told the Guardian that the content of the emails and documents actually points to someone who is not expert in the topic.
Referring to an email it includes from Tim Osborn which says "we usually stop the series in 1960", Condon says that: "The only interesting detail in that email was the data, but that's not what the person wrote. What that means to me is that whomever posted these emails doesn't have a terribly deep understanding of the issues in paleoclimate science. Although the emails themselves featured some scientists who do know the issues and had some very nice details in them.
"Therefore if it's an inside job, it's likely not by a paleo or climate grad student, definitely not by a scientist," Condon said, adding: "If it's an international conspiracy I would have guessed someone on the team would know the science better than that."
But how would an outside hacker get in? Although UEA has security in place, it has seen a number of accidental security breaches of the UEA system in the recent past. On one occasion a server was configured wrongly, so that anyone outside doing a search would "fall through" to directories of files. (UEA closed that hole after being alerted about it.) A misconfigured server could have left just the hole that a capable hacker with a determination to find the data being denied via FoI requests could have exploited. But they are not government-class skills.
So what was the hacker looking for, and how? Besides the clear targeting of the four scientists, it is obvious that this is not the entirety of the CRU's emails: there are none of the routine administrative messages about fire alarms, holiday reminders and so on. Therefore the emails have been filtered. One quick way to see into the hacker's mind is to use "concordance analysis" - examining what the common words or phrases are in the emails and documents. Though usually used in linguistics to compare translations or the frequency of words, concordance software can be used to demonstrate authorship of papers, by combining a "stoplist" of words to be ignored (such as "the" or "and") with a straight analysis of the frequency of words in the text.
Concordance analysis of the emails suggests that the hacker did some careful sifting. But working out precisely what is complicated by the fact that this is the wheat – not the chaff. For instance, the hacker has clearly removed standard words such as "holiday" – except where they appear in emails to or from Jones, Briffa, Osborn or Hulme. There's no other way to explain how such a comprehensive catalogue has so few emails about time off.
Instead, emails with the words "data", "climate", "paper", "research", "temperature" and "model" prevail, according to a concordance plot. That may have been precisely what the hacker was looking for – and the fact that he also ignited a controversy over techniques might have been a surprise to him as well as the rest of the world.
(Note 5 Feb 12:42GMT: the concordance analysis that was here has been moved to a separate file. We will also post a graphic of the analysis in due course.)
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february 2010 by hanicker
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