Trends: From Phishing to "Man-in-the-Middle" Phishing
Here's how phishing methods are evolving based on our recent investigations.E-mail PhishingThis message claims to be from Blizzard Entertainment.It attempts to phish the recipient by promising access to a game that's currently under development.The language and grammar usage is good but not perfect.Somewhat oddly — the e-mail address that's spoofed is noreply@blizzard.com.—————E-mail + Server PhishingThis message claims to be from Nordea Bank of Finland.The language and grammar usage is terrible (it looks straight out of Google Translate).The e-mail linked to an Apache server that hosted this login page:(We sent an abuse report and the site was quickly shutdown.)The fake netbank page asks for the customer's User ID and Code (a one-time password from a printed list).This is the next page:It asks for all of the customer's current set of Authorization Codes (one of several codes on a list that are randomly requested in order to complete a transaction).All input is appended to a text file. In this example, the phisher has a limited window of opportunity to access the customer's account. If the customer attempts to access their real netbank account, they'll be prompted for the one-time password — making the phisher's information useless.—————E-mail + Server + MitM ServiceHere's a more advanced example that recently targeted two Finnish banks.Screenshot by Henry HagnäsThe Finnish used by this message is not quite right, but it's generally better than most Finns actually use in e-mail.In any case, the language and grammar usage is quite a bit better than the other phishing campaign.The phishing server is more advanced as well. Once the customer enters their User ID and one-time password code, the server then attempts a real-time transaction (to take advantage of the limited window of opportunity).This Man-in-the-Middle service asks the customer to wait for two minutes:And then the customer is asked for a particular confirmation code to complete the transaction:This e-mail + server + MitM service is more subtle and significantly more dangerous than our second example.Our investigation discovered a similar domain registered for Spain's TLD (.es). We suspect numerous European banks are (or will be) targeted by Man-in-the-Middle phishing. On 30/09/11 At 03:15 PM
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october 2011
Motorola RAZR : bootloader sbloccato in base all’operatore
Torniamo a parlare del Motorola Droid RAZR, uno dei più attesi smartphone del momento, di prossima uscita negli USA con Verizon.

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october 2011
Mikko's Google Zeitgeist Presentation
Mikko spoke this week at Google Zeitgeist.His topic of discussion — the three groups behind today's Internet threats: organized criminals, hacktivists, and nation states.A video of his presentation is available here: On 29/09/11 At 02:06 PM
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october 2011
Samsung e brevetti : nuova TouchWiz per problemi con Apple ?
Si torna a parlare del contenzioso tra Samsung ed Apple, e delle modifiche che la casa coreana dovrebbe apportare alla TouchWiz per non cadere in cause legali relative ai brevetti.

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october 2011
Video della bimba cinese investita e ignorata
Non è un falso il video della bambina cinese investita e poi ignorata da tutti
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Da vari giorni circola in Rete un video scioccante (attenzione: è davvero molto impressionante), ripreso da una telecamera di sorveglianza, che mostra una bambina investita da un furgone e poi ignorata da tutti i passanti nonostante giaccia in mezzo alla strada. Addirittura a un certo punto la bimba viene investita di nuovo.

Molti, me compreso, hanno sperato che si trattasse di un falso, anche perché le circostanze sembravano incredibili nel loro cinismo, ma stavolta (diversamente da altri casi celebri) tutto sembra indicare che il video sia autentico.

Il Washington Post cita il Beijing News, che segnala l'arresto di due conducenti sospettati di aver travolto la bambina, che si chiamava Wang Yue (altre fonti la chiamano Yueye o Yueyue), aveva due anni ed è morta una settimana dopo l'investimento, avvenuto il 13 ottobre scorso a Foshan, nella provincia del Guangdong. Affaritaliani, uno dei siti italiani di notizie che aveva pubblicato il video, ha aggiornato il proprio articolo per dare la notizia della morte della bambina.

Molti si sono chiesti come sia possibile arrivare a questi livelli di inumanità. Il Guardian cerca di dare una spiegazione ricordando che in Cina c'è una diffusa paura d'intervenire in casi come questi perché è già successo che i soccorritori siano stati incolpati dell'incidente e condannati.

Altri dettagli di questa tristissima vicenda sono su China Daily.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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october 2011
Recensione Duracell Power On
Duracell Power On è una serie di prodotti Duracell pensati per i dispositivi "moderni" come smartphone e fotocamere digitali, sempre più avidi (ahinoi) di energia da consumare.

Quante volte vi è capitato di rimanere senza batteria in attesa di una chiamata importante? Quante volte la vostra fotocamera digitale vi ha abbandonato sul più bello?

Intanto cominciate a guardare le foto annotate sul set flickr, poi passate alla recensione dopo il salto.

Duracell mi ha fornito un kit composto da:

Caricabatterie Speedy
Caricatore USB portatile con batteria da 1800mAh
Cavo USB
Una confezione di Duracell AA Plus Power
Una confezione di Duracell AA 1700mAh ricaricabili

Il kit, in una comoda custodia non sarà purtroppo disponibile in commercio, ma potrete comprarne i singoli componenti sul sito Duracell.

Il caricatore USB portatile
Il caricatore USB portatile Duracell Power On è quello che vi serve se siete cellulare-dipendenti. Io e Roberta l'abbiamo provato per oltre una settimana ed avere una carica aggiuntiva a disposizione è comodo e permette di affrontare le lunghe giornate fuori casa in tutta tranquillità: il caricabatterie mette a vostra disposizione due prese USB e un indicatore LED per visualizzare facilmente la riserva di energia rimasta.

Potete connettere al dispositivo anche due iPhone contemporaneamente (purtroppo nella confezione è fornito solo un cavo micro/mini USB e non un cavo con connettore iPhone) e le specifiche parlano di 5 ore di conversazione aggiuntive (per un solo dispositivo), anche se mi sembrano un po' ottimistiche.

Il caricabatterie Speedy
L'altro prodotto Duracell Power On che mi è stato inviato è il caricabatterie Speedy. Compatibile con batterie AAA e AA permette di ricaricare in un'ora 2 (4 in 2 ore) batterie Duracell. Ho provato il caricabatterie in accoppiata con le batterie da 1700 mAh

Per concludere
I prodotti Duracell sono una garanzia e questi ultimi confermano il trend. Il caricatore USB è comodo e compatto da portare sempre con sé (Roberta l'ha requisito e sta sempre nella sua borsa) mentre i caricabatterie è veloce ed utile per quei dispositivi che vanno a batterie come fotocamere, console o simili.

Se non vi ho convinto potete leggere la prova di Gioxx qui e ricordate che potrete trovare i prodotti Duracell anche su Amazon.

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CC BY-NC-SA 2006 - 2011 · Recensione Duracell Power On
Tecnologia  duracell  duracell_power_on  recensioni  from google
october 2011
Foundation: Framework per Creare Progetti Web Reattivi
Foundation è un framwork da scaricare gratuitamente, realizzato dai ragazzi creativi di Zurb, che ci permette di avere una base su cui iniziare a lavorare per progetti web reattivi.

Nei giorni scorsi parlavamo di Responsive Web Design, ovvero tutte quelle tecniche per realizzare layout web ed elementi a seconda delle dimensioni dello schermo o dispositivo mobile corrente.
Possiamo vedere in azione il Framework sullo stesso sito Foundation oppure su ZURBsoapbox e capire subito le grandi potenzialità.

Il Framework è reattivo, funziona senza problemi su tutti i principali browser, comprese quelle mobili.
Abbiamo la possibilità di scaricare il framework gratuitamente e visualizzare una ricca documentazione per l’uso corretto.

La struttura che avremo a disposizione avrà diverse caratteristiche al suo interno, come stili per tipografica, link, eleneti, moduli, pulsanti, tabelle.
All’interno del framework potremo trovare diversi progetti come Orbit per lo scorrimento di contenuti e Reveal per le finestre di dialogo, tutti componenti alimentati da jQuery e reattivi.
Foundation attualmente è uno dei migliori framework in circolazione per iniziare a costruire progetti web reattivi.
Design  Grafica  Immagini  Sviluppo  Webdesign  from google
october 2011
Zombies
Incredible life-like zombies in our neighborhood.

Amazing stuff.

You just finished reading Zombies! and you survived!
Random  from google
october 2011
Anonymous takes down darknet child porn site on Tor network
Pedophiles connecting to a concealed child pornography site got an unwelcome surprise last week, courtesy of the hacktivist group Anonymous. Lolita City, a child pornography site run on over a concealed “darknet,” has been taken down by Anonymous members, and account details of 1,589 users from the site’s database were posted as evidence.

The takedown is part of Anonymous’ Operation Darknet, an anti-child-pornography effort aimed at thwarting child pornographers operating on on the Tor network. Anonymous’ attack was focused on a hosting service called Freedom Hosting, which the group claims was the largest host of child pornography on Tor’s anonymized network. “By taking down Freedom Hosting, we are eliminating 40+ child pornography websites,” Anonymous claimed in its statement. “Among these is Lolita City, one of the largest child pornography websites to date, containing more than 100GB of child pornography.”

Based on a secure networking technology originally developed by the US Navy, Tor routes traffic through a collection of volunteer servers scattered across the Internet, making monitoring of what is being viewed or where communications are coming from difficult. The Tor network also hosts a private “dark” top-level domain, .onion (which is not an official TLD), via its Hidden Service Protocol; these sites are visible only to Tor users or those using a Tor gateway such as tor2web.org.

Tags: AnonymousIndustry NewsSource: Arstechnica
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october 2011
What We Don’t Know
We don't know which browser, which version of that browser, or what kind of computer a user visiting our website is using. That's why we have web standards we follow which give us the ability to code one website that can work everywhere. We use normalized templates (e.g. HTML5 Boilerplate) to give our projects a consistent and healthy starting point. We use JavaScript libraries (e.g. jQuery) to make things easier for us an alleviate cross browser issues.
We don't know the capabilities of the browser the user is visiting our website with. So we feature test and polyfill where we can. That way we can build the fantastic experience we want to and deliver perfectly acceptable experiences to all browsers.
We don't know what the size of browser window is of a user viewing our website. So we should design our sites to be fluid and utilize media queries to optimize the site for any screen size (responsive web design).
We don't know what the internet connection speed is of a user viewing our website. So we try and load as few resources as possible. We make those resources as small and compressed as we can. We serve those resources through servers optimized just for that and geographically closer to our users (e.g. NetDNA). That way our website loads as fast as possible.
We don't know the mindset of a user viewing our website. So we conduct user research (e.g. Silverback) and try to find out. We try and accommodate different ones. We use our experience (and sometimes gut instinct as users ourselves) to make the right decisions. We design for humans.
We don't know the physical location of a user viewing our website. So if our site needs it or could be better by knowing it, we can ask for it. Either literally or through HTML5.
We don't know what languages a visitor to our site understands. So if we have the resources to do it, we use translation services (e.g. Smartling) to offer our website in a user's native tongue. If we are trying to be as professional as we can, we also probably try and be sensitive to culture differences worldwide.
We don't know how "computer savvy" a user is visiting our site. So we try and make it very obvious how to use our site and not make too many assumptions. We use common design patterns to accommodate "affordances". We sweat the details in our design, copy, and overall "user experience".
We don't know what disabilities a user visiting our site might have. So we try and craft our sites with accessibility in mind.
 
We know very little about a visitor to our website. We actually know less and less every day, as the demographics of internet users widens (younger and older, no longer a nerd thing, more areas geographically, etc.) So as we march forward toward the next 6 billion people using the web, let's embrace the unknown by accommodating for it.
What We Don’t Know is a post from CSS-Tricks
Article  from google
october 2011
Presentazione di Android Ice Cream Sandwich
Avevo un’oretta e ho guardato il keynote di Google per la presentazione di Nexus e di Ice Cream Sandwich, la nuova versione di Android. Avrei un bel po’ di mugugni da fare, ma non nel merito dei prodotti, che mi sembrano ottimi, quanto per le modalità di presentazione. Ne tralascio la maggior parte perché mi annoio da solo, figuriamoci voi a leggermi; ma un paio di cose le vorrei dire.

Le riprese: roba da genitori videoamatori alla recita dell’asilo. Ma è il modo? Questi sono sfondati di fantastiliardi e non hanno un posto meno claustrofobico e una regia decente per riprendere un evento del genere? E il maxischermo? Ripreso da lontano, con poca profondità di campo e i pixelloni, questo è quello che si vede in 720pHD a pieno schermo. Fare una prova prima sembrava brutto.

Il demo: se non sei ultrasicuro che tutto fili alla perfezione, non lo fare. Il riconoscimento vocale ha sbagliato una parola. La feature più inutile e strombazzata, il riconoscimento facciale per lo sblocco, non ha funzionato. A parte che si tratta di una roba inutile che non sarà mai altrettanto pratica della gesture, ma almeno assicurati che il demo funzioni bene. Piuttosto bara, se non sei sicuro; ricompilala con due linee di codice che la fanno funzionare anche se al posto della tua faccia c’è Dumbo l’elefantino. E il lock screen automatico, porca paletta! Stai facendo una dimostrazione a tuo dire epocale, mi spieghi perché non hai disattivato il blocco automatico dello schermo che continua a romperti le balle per tutta la durata della dimostrazione? Compito a casa: guardare 10 volte la demo di Siri fatta da Scott Forstall.

L’abbigliamento: gente caduta in un armadio e vestita con abiti stazzonati. Se ti vesti formale e metti un vestito, la cravatta non lasciarla a casa. E Matias Duarte, che sicuramente è un genio della user experience, si è presentato in completo bianco e scarpe bianche. Non ho capito se vestirsi da gelataio fosse una ironica citazione per l’”Ice Cream Sandwich”.

Erano tutti così “excited” di presentare i prodotti, che la passione l’hanno dimenticata a casa: ripetere slogan aziendali e snocciolare frasi fatte imparate a pappagallo ha sgonfiato l’entusiasmo che sono certo queste persone provino davvero, ma che non sono riusciti a trasmettere.

Per il resto, Android 4 pare essere un bel prodotto, finalmente più coerente in tutte le sue parti e con una esperienza di utilizzo più “consistente”. Spero di poterlo provare al più presto.

Tags: mugugni, pipponi, rant, rompiballe.
Generali  mugugni  pipponi  rant  rompiballe.  from google
october 2011
Boffins crack e-commerce encryption
Poked XML-based service coughs secrets German computer scientists have cracked components of an encryption system used to securely exchange data between e-commerce and banking systems.…
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october 2011
F-Secure ShareSafe Beta For Facebook
Security applications and Facebook tend to mix together like oil and water.Folks generally want to share when they're online — and not to worry about security. Many people don't use security tools if they prove to be too cumbersome.Therefore, when attempting to develop a security application for Facebook… it had better not be boring. And that brings us to our new beta: F-Secure ShareSafe. The development team behind ShareSafe aims to build an entertaining Facebook app, with security benefits tagging along for the ride.Here's a non-security use example: discovering popular links shared by the community.(You'll also earn badges by sharing via ShareSafe.)Here's what your links will look like:Besides discovering new links, earning badges, and having the comfort of mind that your own links have been vetted by F-Secure, beta users will also earn points that can be redeemed for stuff such as F-Secure Internet Security licenses.Sounds pretty good, right? — Right.Read about ShareSafe: http://on.fb.me/ShareSafeInfoGive it a try: http://apps.facebook.com/sharesafe/Cheers. On 27/09/11 At 02:53 PM
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october 2011
Vedere attraverso i muri
Al MIT Lincoln Laboratory stanno lavorando ad un sistema a raggi X in grado di vedere attraverso i muri e gli oggetti ad una certa distanza per capire cosa c’è e che movimento ha, riconoscere un essere umano e capire come si muove. Il 1984 è sempre più vicino.
Video  MIT_Lincoln_Laboratory  raggi_X  x_ray_scanner  from google
october 2011
Motorola RAZR : dalla seconda metà di novembre disponibile a 599€
E’ da qualche giorno che vi parliamo del nuovissimo prodotto presentato da Motorola, il Droid RAZR. Oggi, la stessa casa produttrice, ci aggiorna su prezzi e disponibilità.

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october 2011
Visual.ly raises $2M to make your data pretty and interesting
Infographics startup Visual.ly has raised a new $2 million round of funding, the company announced today. Visual.ly is currently building a service that will allow people to create beautiful, custom infographics using information from various databases and APIs.
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october 2011
Cellphone microscope for about $20
Medical-grade microscope photography for $20 might be a game changer in areas where medical services are unavailable. This particular hack uses an iPhone’s 2 megapixel camera, as well as a tiny glass marble, to magnify a sample to about 350 times its actual size. The two images seen on the left are red blood cells photographed with the improvised microscope. The main issue with this magnification method is a very thin plane of focus that is overcome with processing in software.

This makes us think of the microscope hack that shined a laser through a droplet of water, to project the image on a wall. The concept was later refined to work with samples on glass slides. There are a couple of distinct advantages to using this cellphone-based method. First, the sample can be seen with its true colors. Second, you not only magnify the sample, but you have a digitized image already on a device that connects to the Internet. If you’re trying to make a medical diagnosis this can easily be sent to a qualified professional for analysis.

The team that came up with this technique also figured out how to build a cellphone-based spectrometer for just a few bucks. The image in the upper right is the result of that hack. Both have a step-by-step build guide on the page linked at the top. The microscope is just a glass bead in a piece of rubber, as seen here. The spectrometer is a bit more involved.

[Thanks Fabien]

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october 2011
Motorola MOTOACTV: Smart fitness watch con Android
Il colosso statunitense Motorola, dopo aver presentato il nuovo Droid RAZR, il nuovo smartphone super sottile, super veloce, ha anche annunciato l’arrivo di uno smart fitness watch, cioè un orologio ideale per il fitness, basato su Android. Il suo nome è MOTOACTV, ed oltre ad essere un orologio che si concentra sulla vostra forma fisica, è inoltre un lettore mp3 con display da 1,6 pollici; il tutto in soli 35 grammi di peso. Insomma l’ideale per gli amanti del fitness e del proprio corpo.

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october 2011
Joyride: Plugin jQuery Tour per Promuovere nuove Features
Joyride è un interessante plugin in jQuery, che permette di semplificare la presentazione di nuove caratteristiche di un progetto web ai propri utenti.

Avete presente questi tour animati e ancorati a una nuova interfaccia grafica, in stile Facebook per presentare le notività?
Grazie a questo plugin potremo decidere la posizione dei tooltip, la velocità, attivare cookie o animazione di entrata.

Tramite il codice del plugin jQuery potremo in modo semplice, ancorare alcuni elementi ID ai tooltip animati, e creare un tour cronologico in base alle nostre esigenze.
Un ottimo plugin per promuovere in modo efficace le nuove caratteristiche di un progetto web.
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october 2011
Chime.In, un nuovo social network che fa guadagnare
Un posto in cui condividere e scoprire interessi e argomenti in comune c’è già ed è Facebook ma se esistesse una rete sociale che fa guadagnare dei soldi? La soluzione presentata al Web 2.0 Summit sembra sia Chime.in.

Si tratta di un nuovo social network realizzato da UberMedia che presenta come novità la possibilità di seguire solo una parte di una persona condividendo foto, video e testi di 2.000 caratteri. Per diminuire il rumore delle conversazioni sono divise in maniera netta la sezione dei contenuti creati dai brand e quelli degli utenti, gli UGC.

In realtà non è un’altra ed esclusiva rete sociale perchè ci si può collegare attraverso Facebook e Twitter. L’aspetto più innovativo di Chime.in è che consente di guadagnare dividendo i ricavi pubblicitari della pubblicità (i click sui banner) con gli utenti attraverso il revenue sharing: in questo modo le persone passerebbero con più piacere il proprio tempo su questo social network e UberMedia potrebbe soffiare gli utenti a Facebook più facilmente. I publishers che investiranno su Chime.in prenderanno il 100% delle revenue dell’advertising che piazzeranno sul social network e il 50% degli ad che UmberMedia inserirà.

Il motto di Chime.in a detta del suo CEO infatti è “monetization take place where engagement takes place“. Le persone sono stimolate a produrre contenuti ed interagire dall’illusione del guadagno. Basterà come motivazione per soffiare gli utenti a Facebook?

Per ora Chime.in è in versione Beta ma a breve uscirà anche come applicazione per Android e iPhone.

P.S. Prima impressione: ancora non ho capito come avviene il revenue sharing ma si gioca molto su keywords e argomenti d’interesse correlati. Secondo me sarà il paradiso-inferno per i SEO e per chi fa SPAM dunque una rete sociale inutile.
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october 2011
Ecco il Samsung Galaxy Nexus!
Vi abbiamo già parlato di Ice Cream Sandwich poco fa, ora è il momento di analizzare il secondo elemento protagonista della conferenza di Hong Kong di questa notte (mattina per la Cina): il Samsung Galaxy Nexus. Il nuovo smartphone Google Experience si è ufficialmente mostrato a tutti ed adesso dopo tante chiacchiere sappiamo come sarà realmente il nuovo Galaxy Nexus.

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october 2011
Android Ice Cream Sandwich 4.0
Alla luce della presentazione di Hong Kong appena terminata, vi presentiamo quanto detto riguardo ad Android Ice Cream Sandwich 4.0.

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october 2011
Hackers to Release iTunes Song Today
TeaMp0ison (the hacker group responsible for defacing RIM's BlackBerry blog back on August 9th) and members of Anonymous are set to release a music track today at 4:12 PM, British time, and are daring the music industry to censor it.The group is making #OpCensorThis available via iTunes and YouTube.It's taken a while for them to produce their song. They first published their intentions to do so back on August 11th.Here's a a selected portion of the text:"We are going to take youtube and iTunes by storm and flood the song into the world around us, with proceeds going to charities that are actively striving to change it. Once this hits the charts, radio stations will by law, have to play it. Will they thwart the law to continue making sheep out of the people?"We're not exactly sure what law it is that requires radio stations to play OpCensorThis should it happen to "chart"…It all sounds like a self-fulfilling prophecy to us. If the song fails to chart, TeaMp0ison will claim that it was censored by the music industry, giving them cause to target the music industry.Somewhat ironically, when searching for additional details about OpCensorThis and iTunes, we kept hitting Google's bot checking captcha page.Guess Google doesn't like the name?It took TeaMp0ison over a month to complete their project. Now there may well be too much noise for their signal to get through… even without any "censorship".Updated to add: And almost not surprisingly, TriCk of TeaMp0ison failed to deliver the goods — no song as promised. He supposedly fell asleep. We would link you to the Tweet (http://twitter.com/TeaMp0isoN_/status/118246210443284480) in the screenshot above but it's been censored deleted.Some hackers make for poor "revolutionaries". OpCensorThis may still be released, but frankly, we've lost interest at this point. On 26/09/11 At 01:12 PM
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october 2011
Presentato ufficialmente il Motorola Droid RAZR. L’anti Nexus Prime?
Dopo le prime immagini e specifiche rubate, è stato presentato ufficialmente il nuovissimo Motorola Droid RAZR.  Si tratta di un dispositivo dalle caratteristiche molto interessanti che speriamo renderà onore al nome che porta. Andiamo a vedere quali sono queste caratteristiche:

(...)Continua a leggere Presentato ufficialmente il Motorola Droid RAZR. L’anti Nexus Prime? su Androidiani.Com

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october 2011
Dati aperti: finalmente l’open government in Italia?
Dopo aver rosicato guardando cosa facevano gli altri Stati oggi ci sono finalmente due iniziative meritevoli riguardo l’open government: i dati della pubblica amministrazione cominciano a essere disponibili a tutti anche in Italia.

Nascono www.data.gov.it, un ancora lontano gemello di quello americano e degli altri (secondo questo rapporto siamo ancora molto indietro) ma un bel primo passo e l’iniziativa Wikitalia promossa da Riccardo Luna e rivolta ai comuni sperando coinvolga quelli virtuosi che sono già tanti.
Tutti i cittadini possono partecipare a cominciare dal concorso di idee APPS4ITALY per realizzare applicazioni, progetti e visualizzazioni con i dati messi a disposizione. Non basta infatti avere i dati, bisogna saperli utilizzare.

L’associazione Data.gov.it festeggia.
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october 2011
DeLorean elettrica: arriva nel 2013 - Motori.it
MotorionlineDeLorean elettrica: arriva nel 2013Motori.itLa DeLorean elettrica è l'interpretazione ecocompatibile della sportiva americana protagonista negli anni '80 di "Ritorno al Futuro". La DeLorean elettrica si farà. I fan di "Ritorno al Futuro" saranno sicuramente contenti nell'apprendere che la ...Ritorno all'elettricoTuttosportGrande Giove! Una DeLorean elettricaPunto InformaticoRinasce la Delorean, l'auto di Ritorno al futuro, stavolta è elettricaCorriere della SeraMotorionline -Gizmodo Italia -NanoPresstutte le notizie (16) »
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october 2011
Guida: come ricevere le notifiche di Android sul PC
Quante volte vi è capitato di lasciare lo smartphone lontano dalla vostra postazione di lavoro e di dovervi alzare inutilmente; perdendo il filo di quello che stavate facendo; per rispondere a telefonate e messaggini tutt’altro che urgenti? Remote Notifier for Android è la soluzione per dire addio a questo tipo di noie. Si tratta, infatti, di un’applicazione gratuita per Android (dotata di un client desktop multi-piattaforma) che permette di ricevere le notifiche di Android sul PC.
In questo modo, ad ogni chiamata o messaggio che si riceve, viene visualizzato in tempo reale il nome di chi ci cerca direttamente sul desktop del computer. Nulla di meglio se non si vuole interrompere il lavoro inutilmente, anche perché Remote Notifier for Android funziona in maniera estremamente facile, senza configurazioni complicate, e può operare sia tramite Wi-Fi che tramite Bluetooth. Vi va di scoprire come funziona? Ecco tutti i passaggi da seguire.
(...)Continua a leggere Guida: come ricevere le notifiche di Android sul PC, su Geekissimo
Guida: come ricevere le notifiche di Android sul PC, pubblicato su Geekissimo il 18/10/2011
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october 2011
Google Analytics Premium
Google si prepara a lanciare Google Analytics Premium, una versione a pagamento del sistema di statistiche più noto. Cos’ha in più rispetto al gemello gratuito?
Più potenza, più dati e variabili dunque più analisi personalizzate e informazioni sugli utenti con l’aggiunta di un supporto al servizio attivo 24 ore su 24.

I blogger e le piccole aziende non lo pagheranno anche per le cifre che si vociferano: voi sareste disposti a sborsare 150 mila dollari all’anno? Google per continuare ad offrire Analytics in maniera gratuita farà pagare il Premium a pochi ricchi?
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october 2011
Nexus S a 279€ da Mediaworld
Direttamente dal volantino di Mediaworld, dal 20 Ottobre al 6 Novembre sarà disponibile il Samsung Google Nexus S al prezzo eccezionale di 279 euro.

(...)Continua a leggere Nexus S a 279€ da Mediaworld su Androidiani.Com

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october 2011
Kendo UI
Kendo UI è in fase beta, ma promette benissimo: basato su jQuery è una sorta di "Ext JS" (passatemi il termine) HTML5/CSS3 molto performante e con tutti i component che servono alle webapplication moderne.

Date un'occhiata alle demo per una panoramica delle sue potenzialità.

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CC BY-NC-SA 2006 - 2011 · Kendo UI
JavaScript  kendo_ui  from google
october 2011
Freelance: Gestire il Primo Appuntamento con Potenziali Clienti
Il primo appuntamento con un potenziale cliente, per un Web Designer che ha deciso di intraprendere la carriera di Freelance, non è da sottovalutare.

Ogni Freelance, nella situazione di unico responsabile del suo brand, deve essere in grado di comunicare in modo efficace e presentarsi nel modo migliore possibile.
Come sappiamo i Freelance hanno il duro compito di assorbire e dimostrare diverse figure professionali, come quella del Marketing.
Voglio condividere con te, alcuni miei personali consigli, 5 semplici strategie che io seguo per ognuno dei miei clienti.
Ormai sappiamo come riconoscere i cattivi cliente e come gestire un cliente, ma tornando indietro come possiamo concretizzare in un successo il primo appuntamento con un potenziale cliente?
1. Conoscere il ClienteQuando abbiamo certezza di dover presentarci a un potenziale cliente, non possiamo non conoscere la sua realtà professionale o azienda.
Alla domanda “Lei sa di cosa ci occupiamo?” – un professionista non deve mai rispondere -”…veramente no” – questa risposta la maggior parte delle volte viene vista in modo negativo dal potenziale cliente.

Ovviamente non dobbiamo conoscere i libri contabili o il numero di dipendenti, ma avere una idea di cosa si occupa e in che mercato lavorando è una cosa intelligente.
Per scoprirlo non ci vogliono agenti speciali o investigatori privati, ma spesso solo una ricerca su Google Nome e Cognome oppure cercando il brand dell’azienda o agenzia.
Grazie anche ai social media come Linkedin, Facebook, Twitter, Google+ possiamo iniziare a conoscere il nostro potenziale cliente, in modo da risultare professionali.
2. Essere PreparatiPresentarsi a un potenziale cliente con delle idee e proposte, è sicuramente una mossa vincente.
Quando ci incontriamo con il cliente la prima volta, sicuramente avremo avuto modo di parlarci via skype o telefono e avere a grandissime linee alcuni spunti su cosa vorrebbe realizzare.

Queste prime line guida possono essere degli spunti interessanti, per proporre al cliente alcuni piccoli consigli su come noi svilupperemo il progetto.
Questa condivisione di idee ti permetterà di risultare una figura interessante e professionale, e proiettare il cliente nello step successivo, come se il preventivo fosse stato gia accettato.
Ovviamente non sbilanciamoci troppo, ricordiamoci che le idee sono le prime scintille per un progetto, chi lo concretizza avrà successo.
3. Puntualità Come ripeto spesso ai miei workshop, uno degli aspetti molto sottovalutato è la puntualità.
La puntualità ad un appuntamento è indice di professionalità e fiducia, arrivare al primo appuntamento con un ritardo di 2 ore sarà davvero molto negativo.

Essendo noi un minimo tecnologici in questo mestiere, cerchiamo di programmare prima la partenza, con google maps o tom tom, meglio arrivare 20 minuti prima che 2 ore dopo.
4. Abbigliamento Presentarsi al primo appuntamento con un cliente in bermuda, kilt o infradito è sconsigliato, a meno che non lavoriate per Facebook o Google.
Sembrano cose ovvie, ma ho visto cose che voi umani non potete immaginare.

L’abito fa il monaco in questa società, ovviamente non dico di cambiare personalità, ma avere una presenza professionale e non da barbone.
E’ anche vero che molti creativi a prima vista possono risultare dei barboni, ma se non siete dei folli creativi e non venite da Oxford, non potete proprio permettervelo.
Quindi cerchiamo di vestirci in modo consono, comodo e non sembrare poco professionali.
5. AccessoriPer quanto riguarda gli accessori, al primo appuntamento potrebbe essere interessante portare supporti come computer portatile o iPad.

Questi accessori possono aiutarci a presentare i nostri lavori personali, collaborazioni o mostrare al cliente idee e proposte grafiche.
Consiglio di creare un book digitale con i propri lavori, magari delle screenshoot da archiviare sui nostri device o computer, quello che prima si portava come book creativo cartaceo, ora può essere sostituito anche da uno strumento digitale.
Design  Grafica  Immagini  Sviluppo  Freelancer  from google
october 2011
Password Booster Screen Lock, bloccare e sbloccare lo schermo del computer utilizzando una chiavetta USB
Se spesso, per una qualsiasi ragione, vi ritrovate a dover lasciare incustodito il vostro PC per qualche tempo e siete alla ricerca di un valido sistema mediante cui evitare di attirare l’attenzione di eventuali utenti indiscreti allora potreste trovare particolarmente utile Password Booster Screen Lock, il software che, quest’oggi, vogliamo proporre a tutti voi lettori di Geekissimo.
Questo programmino, completamente gratuito ed utilizzabile senza alcun problema su tutti i sistemi operativi Windows, una volta in uso permette di bloccare lo schermo del PC semplicemente servendosi della propria chiavetta USB.
Il software, per essere più precisi, richiede la registrazione della propria chiavetta USB in modo tale da riconoscerla ogni qual volta inserita rendendo quindi utilizzabile il PC qualora collegata e bloccandone invece automaticamente lo schermo quando rimossa.
Da notare che lo schermo potrà anche essere sbloccato digitando la password relativa all’account utente in uso.
(...)Continua a leggere Password Booster Screen Lock, bloccare e sbloccare lo schermo del computer utilizzando una chiavetta USB, su Geekissimo
Password Booster Screen Lock, bloccare e sbloccare lo schermo del computer utilizzando una chiavetta USB, pubblicato su Geekissimo il 17/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Freeware, Sicurezza, Software, Windows. Post tags: bloccare pc, chiavetta USB, sbloccare, schermo del computer, software freeware, Windows
chiavetta_USB  Windows  Sicurezza  schermo_del_computer  Freeware  bloccare_pc  software_freeware  sbloccare  Software  from google
october 2011
Facebook conserva tutto di noi: anche i messaggi privati che abbiamo cancellato
Come questo studente tedesco credo che anche io compilerò il form di richiesta dei dati personali che Facebook conserva senza il mio consenso.
Il video è assolutamente da vedere dal minuto 1:10: Facebook tiene traccia di noi dividendo la nostra vita digitale in 57 categorie e raccoglie informazioni da tutti gli utenti, perfino i messaggi privati che credevamo di aver cancellato definitivamente non vengono eliminati da Facebook ma restano, senza alcuna garanzia di sicurezza, nei loro database.

Apriamo gli occhi: è tempo di trasferirsi veramente tutti su Diaspora o bisogna chiedere e pretendere da Facebook regole certe e sicure che salvaguardino la nostra privacy? Chissà che tra qualche annetto l’utopìa della grande rete sociale non finisca per sparire, desertificata a causa di questo occhio invasivo.

Via [Stefano Quintarelli]
Voice_over_Net  dati_personali_facebook  facebook_privacy  from google
october 2011
Justbeamit, trasferire facilmente e tramite P2P file di qualsiasi dimensione
Esistono una gran quantità di servizi web mediante cui trasferire i propri file ad altri utenti, così come, nel corso del tempo, molti di voi appassionati lettori avranno sicuramente avuto modo di apprendere qui su Geekissimo, ma la maggior parte di essi presentano un utilizzo tutt’altro che immediato portando via del tempo prezioso agli utenti coinvolti.
Recentemente, però, ha fatto la sua comparsa in rete Justbeamit, un nuovo ed interessante servizio web che consentirà di eseguire la procedura in questione aggirando però tutti i fastidiosi inconvenienti che, solitamente, caratterizzano l’utilizzo di risorse di questo tipo.
Justbeamit, infatti, è un servizio utilizzabile in maniera completamente gratuita e senza richiedere alcuna sottoscrizione da parte degli utenti che consente di selezionare uno specifico file e, mediante l’apposito short url restituito, di condividerlo con altri utenti sfruttando il P2P.
(...)Continua a leggere Justbeamit, trasferire facilmente e tramite P2P file di qualsiasi dimensione, su Geekissimo
Justbeamit, trasferire facilmente e tramite P2P file di qualsiasi dimensione, pubblicato su Geekissimo il 16/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Applicazioni Online, file, P2P. Post tags: condividere file, inviare file, P2P, servizio web, trasferire file
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october 2011
Motorola Droid RAZR: ecco le caratteristiche tecniche ufficiali
Non è tanto chiacchierato come il Samsung Galaxy Nexus, ma è di tutto rispetto anche il prossimo smartphone Motorola, il Droid RAZR, del quale avrete letto qualcosa in quest’articolo. Oggi vi presenteremo quelle che dovrebbero essere ufficialmente le caratteristiche tecniche del prossimo smartphone Android della casa alata. Il nuovo Motorola Droid RAZR, secondo alcune voci, dovrebbe essere il vero antagonista dell’iPhone 4S, poichè più sottile, più veloce, più resistente.

(...)Continua a leggere Motorola Droid RAZR: ecco le caratteristiche tecniche ufficiali su Androidiani.Com

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october 2011
Backify Gives 512GB of Unencrypted Online Backup Storage for Free [Deals]
A new service called Backify is offering an insane 512GB of online storage for free just for signing up for their service. It's the definition of freemium, with two additional tiers of unlimited backup and unlimited backup + "briefcase", which is space you can use for anything, coming in at $3 and $5 a month, respectively. More »
Deals  Backify  Backup  online_backup  Online_storage  Storage  from google
october 2011
Getting Hacked Out of Business
DigiNotar — the CA that got hacked — announced bankruptcy yesterday (read the release).This is a very clear case where a company folded because it was hacked.However, this is not the first time something similar has happened.Earlier this year an Australian hosting provider called Distribute.IT was badly hacked and had no recoverable backups (read the full story). As a result, the company folded and the customer base was acquired by a competitor.Victims of wide-spread and long-lasting distributed denial-of-service attacks include an ISP called Cloud 9 Communications (read more) and an antispam outfit called Blue Frog (Wikipedia entry). In effect, spammers forced Blue Frog out of business.So does getting hacked always equal going out-of-business? Well, no, not always.Sony's PlayStation Network was severely hacked earlier this year, but they're still in business. So what's the difference between Sony and these other guys? Well size and notoriety for one thing. Sony was so publicly humiliated that public opinion actually turned against the hackers, and gave Sony PSN some time to recover its footing.DigiNotar, Distribute.IT, Cloud 9 and Blue Frog weren't big enough for all the details to come out during their troubles — and they failed to win public opinion (trust) as a result, and then they suffered the consequences. It's something that all smaller companies should take into consideration and prepare for.Or else, they could be the next one to be forced out of business.Updated to add: Submitted by a reader — Going out of business is not always the worst possible result of a hack. HyperVM software founder, K. T. Ligesh (a man with known personal issues), committed suicide after an attack on budget webhosting company VAserv was linked to apparent vulnerabilities in HyperVM software. The hackers later posted to pastebin.com that the attack was the result of VAserv's poor password management rather than any HyperVM vulnerabilities. On 21/09/11 At 12:54 PM
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october 2011
ResearchLovers: Diventa Usability Tester e Guadagna Online
ResearchLovers è un nuovo progetto di analisi e ricerca sulla progettazione dell’esperienza d’uso per prodotti e servizi digitali, basato sul crowdsourcing.

Attualmente ci sono tre tipologie di attività che si possono eseguire, intervista telefonica, usability test o focus group.
Ogni attività richiesta ed eseguita, verrà puntualmente rimborsata in base al tempo dedicato e la frequenza.
Perchè il Progetto è Interessante?Il progetto è molto interessante, in quanto molte aziende prima di pubblicizzare un prodotto o progetto web, tendono a eseguire analisi sull’usabilità e efficacia della comunicazione.
ResearchLovers potrebbe diventare un ottimo bacino di tester a disposizione di qualsiasi azienda, capaci di effettuare testing mirati sulla comuncazione web e usabilità.
Perchè dovrei candidarmi?La scelta nel candidarsi può venire in modo particolare per due motivi, per guadagnare qualcosa, oppure per contribuire nelle analisi e ricerche sullo studio dell’usabilità.
Una volta registrato avremo a disposizione una bacheca con la quale condividere il progetto e aspettare di essere arruolati per il primo testing.
La maggior parte dei test si svolgeranno online, mentre alcuni se richiesti saranno organizzati sul territorio italiano.
Devo essere un Esperto?Assolutamente no, anzi l’utenza media sul web non è esperta,  e nei maggiori dei casi i tester vengono proprio cercati con livello medio/basso proprio per capire le migliori tecniche da applicare o modificare.
Il proprio livello di conoscenza del web non influisce sulla candidatura, ma sicuramente è una caratteristica fondamentale per ricevere una certa tipologia di test.
Segui il ProgettoIl progetto è stato realizzato dai formidabili ragazzi di Sketchin, che auguro loro un grande successo.
Abbiamo la possibilità di seguire il progetto sulla pagina fan Facebook ResearchLovers oppure su Twitter.
Design  Grafica  Immagini  Sviluppo  Crowdsourcing  Tools  Webdesign  from google
october 2011
Aruba e concretet5
Ciao ragazzi, stavo cercando di installare concrete5 su un server aruba.it e appena cerco di entrare mi esce questo messaggio Concrete5 requires PHP5.1. Mi sembra molto ovvio che aruba non supporta PHP5.1 ma come posso fare?
Postato in: Aruba e concretet5 Show Thread | Post Reply
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october 2011
Fotocamera superpanoramica lanciabile
La voglio. Intensamente

Una fotocamera fatta apposta per essere lanciata in aria e scattare automaticamente, quando è alla massima altezza, una foto panoramica sferica grazie a un accelerometro e 36 fotocamerine per telefonini. Bellissima. Maggiori info presso Jonaspfeil.de/ballcamera.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
chicche  from google
october 2011
Taking a Challenge
Have you looked at a geek challenges such as the t2 Challenge or 0x41414141.com but never got very far?Now is your chance to see behind the scenes on how such a challenge is solved. The t2 Infosec Event has published a detailed write-up on how the 2011 Challenge was solved. Timo Teräs actually won a free ticket with his detailed write-up [PDF]. Here's a link to the original challenge if you want to try it by yourself.—————Would like to attend t2? Register here. (Act soon, space is limited, and registration closes on Oct 24th.) On 19/09/11 At 12:46 PM
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october 2011
Achshar Player, lettore multimediale per Google Chrome
Il browser di casa Google, di default, non può essere utilizzato come software per file multimediali; per ovviare a questa “mancanza”, è possibile installare un’apposita applicazione creata proprio per questo scopo.
Il suo nome è Achshar Player, distribuita in maniera completamente gratuita, è compatibile solo ed esclusivamente con Google Chrome, anche con l’ultima release attualmente disponibile in rete. L’applicazione permette di gestire file all’interno del browser, creare playlist da ascoltare, eseguire ricerche all’interno della libreria per album, artisti o solamente il titolo della canzone stessa.
(...)Continua a leggere Achshar Player, lettore multimediale per Google Chrome, su Geekissimo
Achshar Player, lettore multimediale per Google Chrome, pubblicato su Geekissimo il 13/10/2011
© Denis Dosi per Geekissimo, 2011. | Permalink | Un commento | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Browser, google chrome. Post tags: aschshar player google chrome, Browser, google chrome, player multimediale, player multimediale google chrome
aschshar_player_google_chrome  google_chrome  Browser  player_multimediale_google_chrome  player_multimediale  from google
october 2011
PSD2Mail: Convertire un Layout PSD in una Newsletter HTML
PSD2Mail è un interessante strumento online, che permette di trasformare un layout in PSD in una struttura HTML ottimizzata per Newsletter.

Come sappiamo durante la progettazione di una Newsletter, bisogna usare alcune tecniche particolari per mantenere spaziature, stili e dimensioni.
Una volta progettata la grafica PSD della nostra Newsletter, dovremo esportare in HTML il layout, precedentemente tagliato a seconda degli elementi che avremo.
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Una volta esportato il layout in HTML, dovremo inserire il codice HTML all’interno del primo box e convertirlo in layout ottimizzato per Newsletter.
In alto troveremo altre opzioni interessanti per il nostro layout, come compatibilità con Outlook, Hotmail o stili del nostro background e immagini.
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Una volta configurate tutte le caratteristiche ci absterà inizializzare la conversione, con Make my Newsletter e verrà generato il codice corretto per Newsletter.
CompatibilitàMac OS X 10.6 Snow Leopard
Mail 4.5 – Thundendbird 5 – Thundendbird 6 – Outlook 2011 – Gmail on FF 6 – Sparrow 1.3.2 – Sea Monkey 2.3.1 – Opera on myopera Account Windows XP
Outlook 2003 – Outlook Express – AOL Windows 7
Gmail on IE 9 – Oulook 2010Linux
Thundendbird 3 – Hotmail Chrome/FF6 – Horde webmailAndroid
Gmail – Nexus OneDavvero un interessante tool online gratuito per ottimizzare i tempi nella trasformazioni di layout PSD in layout HTML per Newsletter.
Design  Grafica  Immagini  Sviluppo  Newsletter  Photoshop  Tools  from google
october 2011
ModifyFileTime: modificare data ed ora di creazione, dell’ultima modifica e dell’ultimo accesso a file e cartelle
Nel caso in cui si desiderasse tenere traccia delle proprietà relative a file e cartelle una risorsa quale ModifyFileTime costituisce senza alcun dubbio una valida ed utile soluzione da prendere in considerazione.
Ma che cos’è ModifyFileTime? Si tratta di un software completamente gratuito ed utilizzabile senza alcun problema su tutti i sistemi operativi Windows che, senza far troppi giri di parole, consente di cambiare le proprietà sui file e sulle cartelle nel giro di qualche click e, di conseguenza, in maniera tanto semplice quanto, al tempo stesso, immediata.
ModifyFileTime, nel dettaglio, permetterà di modificare la data e l’orario di creazione, dell’ultima modifica e dell’ultimo accesso di file e cartelle consentendo all’utente di agire anche su più elementi simultaneamente.
L’interfaccia di ModifyFileTime è abbastanza scarna ed altamente intuitiva (ne è disponibile uno screenshot proprio all’inizio di questo post!) e per potersi servire del tool tutto ciò che l’utente dovrà fare non sarà altro che selezionare i file e le cartelle su cui si desidera agire.
(...)Continua a leggere ModifyFileTime: modificare data ed ora di creazione, dell’ultima modifica e dell’ultimo accesso a file e cartelle, su Geekissimo
ModifyFileTime: modificare data ed ora di creazione, dell’ultima modifica e dell’ultimo accesso a file e cartelle, pubblicato su Geekissimo il 13/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie file, Freeware, Software, Windows. Post tags: cartelle, data e ora, file, modificare, programma portatile, Proprietà, software freeware, Windows
Windows  data_e_ora  modificare  file  Freeware  software_freeware  cartelle  Proprietà  Software  programma_portatile  from google
october 2011
Comodo Online Storage, 5 GB di storage online gratuito per tutti
Utilizzare un servizio di storage online costituisce senza alcun dubbio uno tra i sistemi più comodi mediante cui avere sempre e comunque a portata di mano, a patto che risulti disponibile una connessione ad internet, i propri file.
Tra le migliori soluzioni utilizzabili anche gratuitamente ed attualmente disponibili figura il ben noto Dropbox.
Tuttavia, nel caso in cui lo spazio offerto da Dropbox risultasse insufficiente e qualora si desiderasse provare un nuovo servizio analogo Comodo Online Storage potrebbe costituire una valida alternativa.
Comodo Online Storage, infatti, è un nuovo servizio di storage online che, gratuitamente e previa sottoscrizione di un apposito account, offre ai suoi utilizzatori la possibilità di usufruire di ben 5 GB di spazio online mediante cui poter archiviare i propri file in rete, risultando facilmente gestibili tramite una pratica suddivisione in schede (Documents, Images, Music, Videos etc.), unitamente ai siti web preferiti.
(...)Continua a leggere Comodo Online Storage, 5 GB di storage online gratuito per tutti, su Geekissimo
Comodo Online Storage, 5 GB di storage online gratuito per tutti, pubblicato su Geekissimo il 12/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie storage. Post tags: caricare file, file online, spazio online, storage online
spazio_online  file_online  caricare_file  storage_online  storage  from google
october 2011
Making SublimeVideo Fluid Width
Since v9 of this site, I've been using SublimeVideo for the video player in the screencasts area. SublimeVideo is similar to projects like VideoJS and MediaElement.js in that it's a polyfill for HTML5 video. That is, you use regular ol' clean HTML5 <video> markup and it takes care of making sure that video can be seen on as many browser/platform/versions as possible.
How does SublimeVideo differ from those other projects?
They host the resources, not you. That means some bandwidth savings, but more importantly, means that you're always getting the latest and greatest version which is important in this fast-changing browser landscape.It's the nicest design of all of them. Subjective, I suppose.It's not free. While the others are.I quite like the idea of paying for services that make our lives as front end developers easier, so I hopped on board (I pay for the service on the Star plan).
Do note that SublimeVideo is for video that you host yourself somewhere. They don't host video for you. If you want hosted video and a player that similarly works everywhere without worrying about bandwidth, you should probably just use YouTube, Vimeo or Blip.tv.
Using SublimeVideo regularly, you simply load their JavaScript in the <head>:
<script src="http://cdn.sublimevideo.net/js/YOURTOKEN.js"></script>Then use HTML5 video like this:
<video class="sublime" width="640" height="360" poster="video-poster.jpg" preload="none">
<source src="http://yoursite.com/video.mp4" />
<source src="http://yoursite.com/video.webm" />
</video>This works great, but the resulting video player is of a static width and height. In a fluid width / responsive site like I have here media of fixed dimensions don't play well. I'd much rather the video shrink and grow with the column that it's inside of as needed.
I've tackled the idea of fluid width video a number of times around here. Ultimately I helped with FitVids.js, a jQuery plugin for easily making videos from all the most popular sources work in fluid width designs. Unfortunately FitVids.js doesn't work with SublimeVideo. For lack of a better explanation, they are just different beasts and making them work together would be more trouble than it's worth.
Good news though, after a bit of pleading (I'm sure they had lots of requests for this) they released a new bit of API specifically for resizing. So making the video fluid width is as easy as watching for the window.resize event, and when that fires, calculate the new width and height and use the sublimevideo.resize function to change it.
This is the full code I use. There is a few extra bonus bits in there explained via code comments. Note this uses a bit of jQuery. Also note the "sublime" class on the <video> element is removed.
<video id="the-video" width="570" height="320" poster="poster.jpg" controls preload="none">
...
</video>

<script>
(function() {

// Prevents some flickering
$('#the-video').css("visibility", "hidden");

// Fluid column video is inside of
var fluidParent = $(".main-column"),
newWidth, newHeight;

// Gets called when video needs resizing
function resizeVideo() {
newWidth = fluidParent.width();
// 1.78125 == Aspect Ratio of my videos
sublimevideo.resize('the-video', newWidth, newWidth/1.78125);
};

$(window).resize(function() {
resizeVideo();
});

// When the resources are ready,
// load up the video and size it correctly
sublimevideo.ready(function() {
sublimevideo.prepare('the-video');
resizeVideo();
});

}());
</script>If you'd like to see it in action you can see it on single video pages.
Making SublimeVideo Fluid Width is a post from CSS-Tricks
Article  from google
october 2011
Aumentare la sicurezza di Gmail con la verifica in due passaggi
La sicurezza della maggior parte dei nostri account dipende da un solo fattore di autenticazione, il che è abbastanza rozzo e non particolarmente sicuro; questo fattore è la password: un oggetto che può essere indovinato, forzato, smarrito, trovato in un cassetto e così via. In pratica, per accedere a un sistema, oltre al nome utente mi basta “qualcosa che so”.

Aggiungere un fattore aumenta drasticamente la sicurezza, oltre a “qualcosa che so”, mi serve “qualcosa che ho”. Un esempio noto a tutti è il bancomat: il PIN (che “so”) non serve senza la tessera (che “ho”). Un caso simile sono i token forniti dalle banche per i servizi online, ma in quel caso la sicurezza è ulteriormente incrementata perché si aggiunge il fattore tempo: le password che il token mi aiuta a generare non sono riutilizzabili (one-time password) e funzionano solo in un determinato arco di tempo.

Qualcuno potrebbe obbiettare che anche “qualcosa che ho” può essere rubato, e infatti il terzo strato di sicurezza è quello biometrico: “qualcosa che sono”. Impronte digitali o della retina o vocali, o altre forme di identificazione personale possono essere utilizzate per raggiungere un livello di sicurezza molto elevato, se combinate con i fattori visti prima. (Se poi vi picchiano per estorcervi la password, vi rubano il portafoglio per la tessera magnetica e vi cavano un occhio perché serve la vostra retina, avete un problema più grosso).

La password del vostro account Google vi fa accedere  alla vostra casella Gmail e a tutta la serie dei servizi forniti da Big G; inoltre serve per autenticarsi su tutti quei siti di terze parti che avete autorizzato nel tempo. E’ evidente che si tratta di qualcosa che deve essere custodito con la massima cura e deve essere ragionevolmente complesso.

Google stessa ha tutto l’interesse perché  il bouquet della sua offerta sia il più possibile sicuro, in modo da tranquillizzare gli utenti che vi si sono affidati. Per questo ha introdotto la possibilità di attivare su tutti gli account la verifica in due passaggi. Il processo è spiegato in dettaglio nella pagina dedicata. Vediamo di chiarire alcuni dubbi che potrebbero sorgere.

Intanto: come funziona? Una volta attivata, per accedere al vostro account Google (il caso più frequente è la posta), dovrete inserire come sempre la vostra password, dopodiché vi verrà richiesto un codice numerico che verrà immediatamente mandato via SMS. Al momento dell’inserimento, potete decidere se mantenere “registrato” il computer che state usando per un periodo di 30 giorni. Cosa significa? Se decidete di non registrare il computer, il codice verrà richiesto anche agli accessi successivi, mentre nel caso opposto passerà un mese; potete quindi discriminare tra un computer “temporaneo” ed il vostro.

Anche se la password viene rubata o intercettata, un malintenzionato non potrà accedere alla casella perché sprovvisto di PIN, e quello che avete usato sul computer non sicuro è scaduto pochi secondi dopo l’utilizzo. In pratica, il PIN rende la password ogni volta nuova, unica, utilizzabile una sola volta e in un arco ristretto di tempo. Non male.

Analogamente alla spiegazione precedente, adesso i fattori sono due: qualcosa che “sapete” (password) con qualcosa che “avete” (il cellulare). Inoltre, la sicurezza è ulteriormente aumentata dalla password one-time che scade dopo pochi secondi. Naturalmente in questo caso la vostra password originale non cambia, è l’unione con il PIN che la rende unica ogni volta. Anche se qualcuno viene a conoscenza, indovina o ruba la password, essa è inutile senza il vostro cellulare.

Per attivare la verifica in due passaggi (2 step authentication) è necessario collegare un telefono cellulare al vostro account Google. Il numero verrà utilizzato solo per l’invio dei PIN necessari all’autenticazione. Se possedete uno smartphone, potete anche utilizzare in alternativa un’apposita applicazione gratuita fornita da Google. Il dispositivo va autorizzato tramite un codice o un QR code, e da quel momento in poi il PIN sarà fornito da Google Authenticator, che in pratica trasforma il vostro smartphone in un token software concettualmente analogo ai token forniti dalle banche o dalle aziende per l’accesso VPN. Authenticator esiste per Android, iCoso e BlackBerry.

Ma non tutte le applicazioni supportano la 2 step authentication: il caso più comune sono i client di posta e le applicazioni desktop che accedono ai servizi Google. In questo caso vanno create delle password “dedicate” per ciascuna applicazione. La spiegazione di Google è un po’ fumosa, al riguardo. In realtà il concetto è semplice: per le applicazioni che non supportano il PIN (G. lo chiama “codice di verifica”) è necessario far creare dal sistema una nuova password. Benché sia possibile utilizzare la stessa per diverse cose, è più flessibile fare in modo che ciascun programma abbia la sua, in modo da poter in qualunque istante revocare la validità delle credenziali di una singola applicazione. E’ per questo che al momento della creazione viene chiesta un’etichetta: in modo da poter distinguere. Esempio (brutto): vi rubano il portatile ma voi potrete disattivare le credenziali di Mail o di Outlook senza che la posta e la sincronizzazione sul vostro Android/iPhone/BlackBerry smetta di funzionare. Fate attenzione che la password generata viene mostrata una sola volta, se la dimenticate, dovete cancellarla e ricrearla, quindi nella applicazione in cui la userete assicuratevi di selezionare “ricorda password”, a meno che non vogliate usarne una nuova di zecca ogni volta.

“Ma ho lasciato il cellulare (o lo smartphone) a casa, come faccio a ricevere il PIN?” C’è una soluzione: durante il processo di attivazione potrete stampare una tabella analoga a quella che vedete nell’immagine a lato, con una serie di PIN utilizzabili una sola volta in caso non disponiate temporaneamente del dispositivo di autenticazione che avete registrato. E’ una soluzione meno “robusta” perché i codici non scadono, ma è ugualmente “una cosa che avete” e non è riutilizzabile. Naturalmente dovete tenere questi codici al sicuro, nel vostro portafoglio, oppure online su un altro servizio. Potete generare nuovi “pin pad” accedendo alle impostazioni della 2-step-authentication nel vostro account Google.

L’autenticazione in due fattori aumenta drasticamente la sicurezza del vostro account e lo protegge da intercettazioni, furti e altre pratiche illecite. Utilizzando questo processo si possono tagliare fuori gran parte degli attacchi più banali e alla portata di molti, rendendo il vostro account meno “appetibile” di altri più vulnerabili. Un plauso a Google che in questo caso dimostra attenzione per la sicurezza dei suoi utenti.

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Generali  account  autenticazione  gmail  google  password  sicurezza  Tecnica  from google
october 2011
CBS News mostra il render del Nexus Prime spacciandolo per reale
La notizia del rinvio dell’evento Samsung Unpacked 2011: Google Episode programmato per il CTIA Wireless di San Diego ha scosso molti utenti e fan Android che avrebbero voluto conoscere l’11 Ottobre il nuovo Nexus Prime e la nuova versione Android Ice Cream Sandwich. Non solo su molti siti e blog avete potuto apprendere questa brutta notizia, ma anche in TV è stato comunicato lo spostamento di queste due fondamentali presentazioni per il mondo Android. Domenica sera CBS News ha voluto comunicare la notizia in TV stupendo tutti i fan Android; guardate con i vostri occhi.

(...)Continua a leggere CBS News mostra il render del Nexus Prime spacciandolo per reale su Androidiani.Com

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october 2011
Videodropper, salvare i video di YouTube direttamente nel proprio account Dropbox
Tra i servizi online maggiormente impiegati al fine di cercare e visualizzare eventuali filmati d’interesse vi è in primis YouTube.
Tuttavia, considerando lo straordinario quantitativo di filmati ma tenendo anche presente il fatto che il tempo disponibile di ciascun utente diviene sempre più poco a causa dei molteplici impegni quotidiani, potrebbe accadere di incappare in un video d’interesse che, purtroppo, al momento non può essere visualizzato.
In situazioni di questo tipo è possibile servirsi del pratico comando Guarda più tardi disponibile, di default, su YouTube ma una valida alternativa a quanto appena accennato potrebbe però essere quella di ricorrere all’impiego di un recente ed interessante servizio web quale Videodropper.
Questo servizio online, utilizzabile in modo completamente gratuito, consente infatti di salvare i video di YouTube direttamente nel proprio account Dropbox permettendo inoltre la creazione di una videoteca personalizza dei filmati d’interesse presenti sul noto portale video.
(...)Continua a leggere Videodropper, salvare i video di YouTube direttamente nel proprio account Dropbox, su Geekissimo
Videodropper, salvare i video di YouTube direttamente nel proprio account Dropbox, pubblicato su Geekissimo il 11/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Applicazioni Online, Video, youtube. Post tags: dropbox, scaricare video da youtube, servizio web, video youtube
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october 2011
Nuovo attacco del Blasco a Nonciclopedia - Mr.Webmaster
Tecnologia - Guidone.itNuovo attacco del Blasco a NonciclopediaMr.WebmasterRecentemente aveva scatenato più di una polemica il fatto che il sito Web Nonciclopedia fosse entrato in "sciopero" per protestare contro una denuncia da parte dei legali di Vasco Rossi che si riteneva diffamato dalla pagina satirica a lui dedicata. ..."Un'idea stupida e volgare"La StampaVasco: Nonciclopedia, ridere di te?Punto InformaticoVasco ancora contro Nonciclopedia, e perde il sennoTom's Hardware GuideWebNews -ANSA.it -Corriere della Seratutte le notizie (87) »
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october 2011
Recensione veloce: MacBook Air 2011, Mac OS X Lion
Nuovo OS X, questo Leone vuole fare un po' troppo la chioccia
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. 

La gatta Pallina e un MacBook Air al Maniero Digitale.
Il mio MacBook Pro 15" del 2008 è defunto pochi giorni fa (problemi ai componenti interni dell'alimentazione, dopo tre anni di uso ininterrotto) e piuttosto che spendere per riparare una macchina obsolescente ho preferito investire in un laptop nuovo, scegliendo un ultraleggero come macchina da viaggio e per presentazioni.

Non potendo aspettare l'arrivo degli ultrabook di altre marche sui quali montare Linux e Impress di OpenOffice.org/LibreOffice, ho comperato un MacBook Air da 13 pollici con OS X 10 Lion. Queste sono le mie prime impressioni, suscettibili di aggiornamenti, sull'hardware e sul software. Non pretendo che le condividiate: prendetele solo come un mio parere basato sull'uso specifico che ne faccio io.

Hardware
L'Air 2011 è una macchina splendida: una di quelle che ti fa dire “è così che dovrebbero essere i computer”. Leggera da portare in giro, fresca (non un tostapane come il mio MacBook Pro), potente e sorprendentemente veloce. Un piacere da usare e tenere in grembo o sul tavolino del treno per essere produttivi ovunque.

Ma come, non avevo liquidato l'Air come un giocattolo per esibizionisti? Certamente, ma la versione di tre anni fa alla quale mi riferivo era tutt'altra creatura rispetto a questo Air 2011, che ha di default un disco rigido a stato solido, uno schermo con un trattamento antiriflesso sorprendente (gli ho puntato addosso per errore il puntatore laser e l'ha letteralmente assorbito, tanto che credevo che il puntatore si fosse spento), e soprattutto un prezzo e delle prestazioni molto simili al MacBook Pro equivalente. Sull'Apple Store italiano, l'Air 13" costa 1260 euro (1349 franchi in quello svizzero), mentre il Pro 13" base costa 1158 euro (1299 franchi nello Store svizzero). Cento euro e spiccoli di divario, mentre la differenza di prezzo, all'epoca, era di 650 euro.

Certo, per cento euro in più si ha parecchio hardware in meno: niente masterizzatore, un processore meno potente, un disco rigido meno capiente, nessuna porta Ethernet integrata e altro ancora. Ma per l'uso che ne faccio io è uno scambio vantaggioso: niente peso del masterizzatore, un processore comunque più che sufficiente per quello che devo fare (regge senza problemi il riconoscimento vocale di Dragon Dictate 2.5), un disco rigido meno delicato e vorace con la batteria (che dura almeno cinque ore con una luminosità media dello schermo).

Portarsi in giro l'adattatore USB-Ethernet (che si paga a parte) è accettabile. Due porte USB sono sufficienti per un uso mobile e lo slot per scheda SD è ottimo per riversare rapidamente foto durante viaggi e reportage. La tastiera (retroilluminata) è passabile, anche se la corsa dei tasti è comprensibilmente minima. Se l'Air avesse un modem cellulare integrato e una cornice meno spessa per lo schermo sarebbe il laptop perfetto.

Resta valida l'altra critica che feci a suo tempo al primo Air: le dimensioni. La versione da 13" è ancora troppo grande per l'uso ultramobile, ma oggi per chi ha quest'esigenza c'è anche la versione da 11". Io ho scelto la versione più grande perché per le presentazioni mi serve uno schermo meno piccolo di quello di un netbook.

Software

Sleep mode.
Trovo che OS X Lion sia per molti versi irritante, ma non abbastanza da spingermi a sventrare l'Air e installargli Snow Leopard (almeno per ora).

Il suo stile esasperatamente pallido, monocromatico e minimalista (in Finder e Mail, per esempio), le sue opzioni iPad-ose (LaunchPad, lo scrolling rovesciato, i default di Mail) e il suo atteggiamento da chioccia sono fastidi controbilanciati solo a malapena dall'opzione di riavvio istantaneo con le applicazioni già aperte, che trovo un vantaggio enorme per chi viaggia e si trova ad aprire e chiudere il laptop di fretta.

Anche alcuni gesti multi-touch sono un grande aiuto, specialmente su un laptop: trovo particolarmente utile il “trascina-e-seleziona” con un gesto unico (scorrimento con tre dita).

In cima alla lista delle offese all'informatica di Lion metto invece senza esitazioni lo scrolling invertito impostato di default. Da che mondo è mondo, quando faccio scorrere le dita verso il basso su un touchpad, lo schermo scorre verso l'alto, come avviene con un mouse (la metafora è che si sposta l'inquadratura del documento); in Lion, invece, l'impostazione predefinita è che se muovo le dita verso il basso, l'immagine sullo schermo scorre verso il basso. Apple lo chiama “naturale”, ma per chi viene dall'informatica e non dai telefonini o iCosi è spontaneo e naturale come asciugarsi dopo un bidet con la carta vetrata. Per fortuna è disattivabile.

Inoltre trovo irritante la scelta di nascondere la cartella Library dell'utente, che in passato era visibile all'utente. Per esempio, per copiare la mia sterminata raccolta di bookmark di Firefox e di signature di Mail ho sempre usato una semplice copia dei file dalla Library del vecchio computer a quello nuovo (il Sync di Firefox non mi funziona per niente). Con Lion quest'operazione viene ostacolata. Il messaggio è chiaro: l'utente è un utonto al quale è meglio non far toccare gli ingranaggi (ma allora perché non nascondere Library e System nella root del sistema operativo?).

Si può rendere visibile la Library in modo permanente (con il comando da Terminale chflags nohidden ~/Library) o accedervi comunque in vari modi (il più elegante mi pare quello di premere il tasto Opzione mentre si clicca sul menu Go del Finder).

L'assenza di Flash preinstallato è un'altra scocciatura che alimenta la guerra di Apple contro Adobe senza dare nessun vantaggio agli utenti Apple. Si risolve scaricando e installando Flash dal sito di Adobe, ma questa è una cosa che gli utenti non dovrebbero aver bisogno di fare. Idem dicasi per Java, anche se oggi la necessità di supportare Java è rara (NeoOffice ce l'ha).

Altrettanto irritante, sempre a mio parere, è il raggruppamento per conversazioni applicato da Mail. Anche questo è disattivabile, ma va disattivato per ogni singola cartella è una di quelle opzioni che mi sembra generare più confusione che chiarezza (se cancello, cancello l'intera conversazione o la singola mail?). Se avete provato anche voi Lion e/o l'Air e volete condividere le vostre impressioni, i commenti sono a vostra disposizione.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “rcervi”. Tutto l'hardware e software citato nella recensione è stato acquistato da me senza alcuno sconto o beneficio fornitomi dal produttore o da terzi.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Apple  Mac_OS_X  from google
october 2011
Chrome va in freeze? Sostituite AdBlock con Adblock Plus
Prendete questo post più come un racconto di vita (virtuale) vissuta più che come un consiglio tecnicamente documentato: avete presente AdBlock, l’estensione che per prima ha permesso di bloccare le pubblicità su Google Chrome? Beh, anche se molto efficace, quell’add-on potrebbe essere responsabili di tanti mini-freeze durante il caricamento delle pagine Web.
Questo almeno è quanto ho potuto constatare su due miei PC, un desktop e un notebook, entrambi piuttosto recenti. Da qualche settimana, Chrome aveva parzialmente perso il suo “smalto”. Credevo fosse colpa dell’avanzare delle versioni del browser, poi invece ho avuto l’illuminazione: ho provato a disattivare AdBlock e i mini-freeze sono praticamente scomparsi.
(...)Continua a leggere Chrome va in freeze? Sostituite AdBlock con Adblock Plus, su Geekissimo
Chrome va in freeze? Sostituite AdBlock con Adblock Plus, pubblicato su Geekissimo il 10/10/2011
© naqern per Geekissimo, 2011. | Permalink | 20 commenti | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie google chrome, Tips/Trick. Post tags: bloccare pubblicità, estensioni chrome, Problematiche
Problematiche  Tips/Trick  google_chrome  estensioni_chrome  bloccare_pubblicità  from google
october 2011
The 10 Coolest Real-Life Robots
Celebrate Hugh Jackman's blockbuster release by checking out these lifelike androids.
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october 2011
Infographic: Most Disruptive Companies in Tech
Focus has pulled together an infographic on the most disruptive companies in tech. It should come as little surprise that many of the innovations are cloud-powered, or cloud-dependent. ...
from google
october 2011
Internet, Moncler fa oscurare 500 siti perché 'citavano' il nome dell'azienda
E' arrivata la notizia che avevo anticipato ieri. Internet, Moncler fa oscurare 500 siti perché 'citavano' il nome dell'azienda - Repubblica.it."Il provvedimento è clamoroso, per la prima volta si oscurano siti non per reati legati al diritto d'autore, ma per le diverse ipotesi di violazione del marchio", spiega Fulvio Sarzana, avvocato tra i massimi esperti di diritto su Internet. "Solo alcuni di quei siti vendevano merce contraffatta, infatti"....Altri sono vuoti, contenendo solo pubblicità. Altri ancora non sono nemmeno siti: sono semplicemente domini registrati, senza alcun servizio sopra (esempio, Monclerfans.com). Moncler ha fatto insomma una guerra preventiva alla contraffazione e in generale contro chiunque altro aveva registrato un dominio con quel marchio....Finora ha prevalso il diritto alla libertà di espressione e quel sito, come altri, è visibile anche agli italiani; ma in futuro chissà: "Questa sentenza ha un altro primato", dice infatti Sarzana. "La maggior parte dei siti risiede presso provider stranieri: americani, spagnoli, giapponesi". Siti che, dopo questa sentenza, potrebbero restare attivi ma inaccessibili agli utenti italiani. "Se passa questo principio diventa impossibile citare un marchio in Internet senza l'autorizzazione della rispettiva azienda", dice Sarzana. "Il marchio verrebbe violato anche se tu scrivi un'inserzione su eBay, 'vendo un piumino Moncler'. Questa cosa equivale a registrare un dominio Moncler: sempre di contraffazione si tratta, alla luce di quella sentenza"."monclerfans.com"... non ho parole.Tremano i miei colleghi del club amicidella500.it di Cornaredo.Mo' potrebbero oscurarci il sito!"aspettiamo di leggere la sentenza", è d'obbligo, pero'...è facile prevedere che se uno non e' un "monclerfan", non ci andra' adesso come non ci andava prima.se viceversa lo è, cambierà il DNS e ci andrà lo stesso...avanti di questo passo regaliamo a DNS esteri il nostro traffico, con tutte le implicazioni di (riduzione della) privacy del caso.
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october 2011
Ravasio risponde a una lettrice : il problema delle ”Wooden made pussy”
Una cortese lettrice (che preferisce l’anonimato) ci scrive la seguente missiva:

Esimio Dottor Frustalupi, ho tosto una dimanda per Lei: potrebbe gentilmente diffondersi sui metodi efficaci per ostacolare le cosiddette “fighe di legno” che insidiano uomini buoni ma poveri di spirito (e un po’ troppo eccitati)?

Grazie, E.M. (La prego di mantenerMi anonima. XD)

 

R.B. Frustalupi

Le “Wooden made pussy” (aka figa di legno) son più diffuse di quanto sembri ed i loro metodi sono tanto semplici e basici da essere efficacissimi nei confronti del povero gentiluomo sempliciotto. Tuttavia è necessario fare chiarezza sul concetto stesso di ”Wooden made pussy” . Per il gentiluomo tale appellativo è in genere riservato a:

1) giovinetta che non concede le proprie grazie nonostante insistente corteggiamento a tutto campo.

2) giovinetta che non fila di pezza il gentiluomo in questione.

3) giovinetta che in un contesto conviviale & mondano stenta a divertirsi e a socializzare perché troppo impegnata a verificare il proprio lucidalabbra allo specchio e a fare attenzione che le sue Caovilla non si rovinino nel corso del party.

Per il multicolore e muliebre mondo femminile, il concetto di ”Wooden made pussy” (aka figa di legno) è invece potenzialmente ascrivibile a una sola e semplice categoria : Tutte le donne con caratteristiche psicologiche, fisiche e umane diverse da quelle della giudicante, che (in un modo o in un altro) stiano insidiando in modo sechisy il compagno/trombamico/amante/simpatizzante della giudicante.

Ostacolare la ”Wooden made pussy”, cara anonima lettrice, è cosa piuttosto ardua, poiché ella generalmente utilizza tecniche di seduzyone e di tampinamento passivo, probabilmente, lontane dai tuoi usi e costumi. L’errore più comune che compie la giovinetta nel tentativo di screditare l’insidiosa nemica, è quello di accentuarne quelli che lei ritiene difetti.. Esempio : “uh, quella è proprio vestita come una mignotta!“, oppure : “..ma ti sembra il modo di mangiare un Calippo™ in spiaggia ?“, e ancora : “..perchè accavalla le gambe in quel modo se non indossa le mutande ?“.

La dura realtà è che il gentiluomo, nella sua basica, mortificante, prevedibile, semplicità, trova codesti atteggiamenti estremamente stuzzicanti. A patto che non siano compiuti da donne che rientrano nella propria sfera affettiva, in tal caso sarà lui il primo a giudicarli assolutamente inopportuni e mignotteschi.

Evviva la Fondazione ! Evviva l’accavallamento senza mutanda !

 

articoli simili a questo : Più Pippa per tutti (Ravasio risponde a una lettrice) Fenomenologia dell’amicizia tra donne. Consigli per la giovinetta al primo appuntamento. Le “diverse percezioni” tra uomo e donna Ravasio risponde ai lettori : Le trasformazioni della donna nella convivenza Copyright © 2011 PocaCola Blog. Feed provided by PocaCola Blog Please contact electro@pocacola.com in case of illegal use.
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october 2011
Building a Starburst with CSS
If there's one thing I love most about what I do it's building out the challenges that a designer throws my way. There's almost always a way to reproduce a design in code, and I love figuring out how to get as close to the original design as possible with CSS.
Recently, our creative director here at Sparkbox, Drew, gave me a design to build out for an e-commerce site. There was an element in the site that was sort of a starburst shape that had the price of the product inside. Being that it included a dynamic price, the thing had to grow and adjust appropriately, so I set out to build this thing with CSS.
Dissecting the Design
So here we go. We've got a rather pointy circle with the product price inside. (Also notice the subtle inner border Drew's got going on here. We'll talk about that a little later.) I took this design and made this:

I know it's not exactly the same - it has a few less "points" - which I technically could have achieved with a little more markup, but I decided a little less markup and fewer points was worth it. Let's walk through what's going on here.
Visualizing What’s Going on HereThink of this starburst as a series of rotated boxes. The way I wrapped my head around what's going on here is with a few post-its. Check it:

So I've got three elements here, each rotated 30 degrees. (In the finished design I'll actually have six elements, you'll see...)
The Markup<div class="price-container">
<div class="price">
<span class="label">Buy</span>
<span class="number">$15.00</span>
<span class="label">Now</span>
</div>
</div>I have <div class="price-container"> that, you guessed it, contains the price starburst. I'll use this for the background of the starburst. The <div class="price"> is the container for the text inside (the price info.) That's it for the markup. From here, I'll be styling pseudo classes to create the multiple points. Also, I mentioned earlier that there were a few less points in the CSS version of this starburst. This markup doesn't really have anything unnecessary in it.
Stylin’ It UpNow on to the fun part. Let me overview what I'm going to do, then I'll show you the styles needed to achieve it. I'm going to style .price-container, .price, and the :before and :after pseudo elements for each. Essentially, I've got six elements to work with. I created this background image to apply to each of the elements and I will rotate 15 degrees each:

If you look back at the post its picture above, notice how I drew on the inner border with pencil. Disassembling the post its model gave me one piece that looks like this.
So here are the styles of each element (the comments should help you understand what's going on here. I also have some notes below.)
.price-container,
.price-container:before,
.price-container:after,
.price-container .price,
.price-container .price:before,
.price-container .price:after {
height: 8.5em;
width: 8.5em;
background: #760B1F url(price-bg.png) top left no-repeat;
background-size: 8.5em;
}

.price-container:before,
.price-container:after,
.price-container .price:before,
.price-container .price:after {
content: "";
position: absolute;
}

.price-container {
margin: 100px auto; /* Centering for demo */
position: relative; /* Context */
top: 2.5em;
left: 2.5em;
-webkit-transform: rotate(-45deg);
-moz-transform: rotate(-45deg);
-ms-transform: rotate(-45deg);
-o-transform: rotate(-45deg);
transform: rotate(-45deg);
}

.price-container:before {
top: 0;
left: 0;
-webkit-transform: rotate(-30deg);
-moz-transform: rotate(-30deg);
-ms-transform: rotate(-30deg);
-o-transform: rotate(-30deg);
transform: rotate(-30deg);
}

.price-container:after {
top: 0;
left: 0;
-webkit-transform: rotate(-15deg);
-moz-transform: rotate(-15deg);
-ms-transform: rotate(-15deg);
-o-transform: rotate(-15deg);
transform: rotate(-15deg);
}

.price-container .price {
padding: .5em 0em;
height: 7.5em; /* height minus padding */
position: absolute;
bottom: 0;
right: 0;
-webkit-transform: rotate(45deg);
-moz-transform: rotate(45deg);
-ms-transform: rotate(45deg);
-o-transform: rotate(45deg);
transform: rotate(45deg);
z-index: 1; /* important so the text shows up */
}

.price-container .price:before {
top: 0;
left: 0;
-webkit-transform: rotate(60deg);
-moz-transform: rotate(60deg);
-ms-transform: rotate(60deg);
-o-transform: rotate(60deg);
transform: rotate(60deg);
}

.price-container .price:after {
top: 0;
left: 0;
-webkit-transform: rotate(75deg);
-moz-transform: rotate(75deg);
-ms-transform: rotate(75deg);
-o-transform: rotate(75deg);
transform: rotate(75deg);
}A few things I'll point out about the styles:
Notice the order of the rotation angles: This order is important because there is going to be text inside the inner-most element. Therefore, the last element (the one the text going in, in this case .price) has to be straight. Notice that .price-container is rotated -45 degrees and .price is rotated 45 degrees - back to 0.The height and width: The height and width has to be set since we are dealing with background images here. I've set it in ems to adjust appropriately when the text size increases.There's a padding top and bottom on .price-container .price. That's why the height is a little different than all the others.Everything is positioned absolutely inside the first container. .price-container has left: 2.5em and top: 2.5em just to move the whole thing a little. When everything is rotated, the corners go of the page and out of the container a little.z-index: There's a z-index defined for .price-container .price. This is so the price information inside this div is visible.Now all that's left is styling the text.
.price-container .price span {
position: relative;
z-index: 100;
display: block;
text-align: center;
color: #FE3D5C;
font: 1.8em/1.4em Sans-Serif;
text-transform: uppercase;
}

.price-container .price span.number {
font-weight: bold;
font-size: 2.5em;
line-height: .9em;
color: #fff;
}Doing It Image-FreeNow, I have some extra stuff in here because the design called for this very subtle inner border. If you don't like or need the inner border, just remove the bit about background image and background size and design will hold up fine.
Browser SupportThis works as-is in IE 9+, Firefox 4.0+, Safari 4.1+ and Chrome 3.0+. IE 8 and below do not support background-size, and Chrome 1.0, Firefox 3.6 and Safari 3.0 will require some vendor prefixes. IE8 does support pseudo elements, however doesn’t support transform.
The fallback would be a colored square. Very likely not a huge problem.
There You Have ItIt's a price star thing. Flexible enough to grow when you increase your font size. Made with some CSS.
View Demo   Download Files
This was a guest post by Ryan Buttrey of Sparkbox. Thanks for sharing your process Ryan! I too get a kick out of figuring out clever and efficient ways to solve bits of design.Building a Starburst with CSS is a post from CSS-Tricks
Article  from google
october 2011
Caricatore USB portatile 1800mAh Duracell
In queste ore, abbiamo avuto il piacere di provare il nuovo pacchetto Duracell Power On, il quale comprende il “Caricatore USB Portatile 1800mAh” di Duracell. Il caricatore USB di Duracell è un ottimo prodotto per chi viaggi per lavoro o per diletto, insieme ai suoi dispositivi portatile come iPod, iPhone o anche e-reader come il Kidle di Amazon. Grazie al Caricatore USB Portatile, potete ricaricare fino a due dispositivi contemporaneamente tramite le due prese USB che troviamo sul dispositivo.
Grazie al caricatore USB Portatile, si possono ottenere prestazioni migliori con iPhone 4 o Nokia N97, infatti, sarà possibile ottenere una ricarica superiore. Con il caricatore USB portatile di Duracell, si possono ottenere fino a 5 ore in più di ricarica rispetto al normale. Tramite i comodi collegamenti USB è possibile ricaricare qualsiasi dispositivo faccia utilizzo di una spina USB per la ricarica. La particolarità di questo caricatore è quella di poter essere utilizzato anche in assenza di una spina elettrica, in quanto, internamente, è presente una batteria da 1800mAh la quale entra in funzione quando non avete corrente elettrica a disposizione.
(...)Continua a leggere Caricatore USB portatile 1800mAh Duracell, su Geekissimo
Caricatore USB portatile 1800mAh Duracell, pubblicato su Geekissimo il 06/10/2011
© Michele Laganà (Mister6339) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Gallery, Recensioni. Post tags: caricabatterie, duracell, usb
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october 2011
Man-in-the-Middle Attacks on Multiple Finnish Banks
Multiple man-in-the-middle attacks are currently underway against at least two Finnish banks: Nordea and Osuuspankki.Both banks use one time passwords and verification codes, so run of the mill phishing yields little of value to an attacker other than the account number. But in this case, the attacks are connected to a server-side man-in-the-middle attack that attempts to complete a banking transaction.Here's an example of the fake Nordea site:If the netbank customer enters their account ID and one-time passcode, they are asked to wait 2 minutes:This gives the attack server time to configure a transfer and the customer is then asked for one of several confirmation codes:And then, the customer is thanked for their time:The process is initiated by an e-mail such as this:Screenshot by Henry HagnäsThe e-mail targets Osuuspankki customers and is asking them to confirm their accounts as part of an annual review.The phishing part of the attack is the same of the Nordea example, first the ID and passcode:Then the request to wait two minutes:And then the request for the confirmation code:Nordea has posted a warning for its customers to be on the lookout for e-mails in poorly written Finnish.Unfortunately, the e-mail bait is rather short (and not everyone reads carefully enough), and once the customer clicks on the link, all the Finnish has been copied from the bank's own site. Better advice would be to never click on links from e-mails, but to go to the bank via a browser bookmark.Our Browsing Protection toolbar blocks all currently known URLs being used, but the registered owner has at least 90 other domains so new variants could come online at any time.Hopefully the man-in-the-middle server, hosted in France, will be shutdown soon. On 12/09/11 At 01:32 PM
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october 2011
Buffalo LinkStation Pro Duo
Ogni giorno che passa la nostra vita diventa sempre un po’ più digitale;  documenti, foto, musica, libri: tutti bit che vanno consultati, archiviati, catalogati e salvati. Ciascuno di noi ha in casa una quantità di dispositivi diversi che accedono e riproducono i nostri contenuti, e l’esigenza di un repository centrale di dati disponibili per tutte le utenze della rete casalinga è sempre più sentita. I servizi “cloud” sono di moda, ma per ragioni di infrastruttura e di opportunità, non sono ancora adatti a sostituire completamente uno storage personale condiviso.

In ambito home e SOHO i dischi di tipo NAS (network attached storage) sono sempre più diffusi e continuano a crescere in termini di affidabilità e funzionalità. Sto testando da qualche mese uno di questi NAS avanzati prodotto da Buffalo, LinkStation Pro Duo.

L’elenco delle funzionalità è talmente lungo che non sta sulla scatola, ha praticamente qualunque cosa possa venire in mente in termini di storage wired in rete. L’hardware è di tutto rispetto: CPU a 1.6 GHz, interfaccia Gigabit, due baie SATA, controller RAID. Per le specifiche complete vi rimando al sito del produttore. La peculiarità di questo oggetto è la grande “accessibilità” ai dati immagazzinati: tramite un magheggio con UPnP e un servizio gratuito fornito dalla stessa Buffalo è possibile avere accesso via browser alle condivisioni che si è scelto di configurare in tale modalità, naturalmente proteggendo tutto con una password, applicando le normali politiche di lettura/scrittura basate sui diversi utenti creati sul NAS. Non è richiesta nessuna configurazione esoterica del router, basta copiare in un form il MAC address stampato sulla base. Nello screenshot potete vedere la schermata principale dopo l’accesso, con le condivisioni disponibili per l’utente loggato. In questo modo è possibile accedere ai propri dati da qualunque luogo, è sufficiente una connessione internet e un browser.

Sempre in termini di accessibilità da remoto, spiccano le applicazioni per iPod Touch, iPhone e iPad, scaricabili gratuitamente dall’App Store, per accedere ai dati anche in mobilità: foto, video e musica ottimizzati per la fruizione sul dispositivo, ed è anche possibile caricare o scaricare file direttamente dall’iCoso.

Le funzionalità, come già detto, sono notevoli. Ne cito alcune, tra le tante, che mi sono piaciute particolarmente:

Coerenza dell’interfaccia tra i vari modelli: ho alcuni clienti che usano prodotti della linea business di Buffalo, e i NAS da rack si gestiscono allo stesso modo di questo.
Live upgrade: LinkStation si accorge della disponibilità di nuovo firmware e propone l’aggiornamento. Sicuramente il prodotto è curato: nel giro di un mese si è aggiornato due volte, aggiungendo ogni volta nuove funzionalità.
Controller configurabile in RAID 0 (striping) per sfruttare al meglio la capacità dei due dischi, o RAID 1 (mirroring) per la massima sicurezza.
Server Web con PHP e MySQL integrati.
Server iTunes, server Squeezebox, server DNLA, client BitTorrent.
Supporto Time Machine anche per OS/X Lion, con l’ultima versione del firmware.

La parte di condivisione multimediale è straordinariamente completa, ed è molto semplice utilizzare un eventuale disco USB tramite l’apposita interfaccia, che permette l’integrazione totale di un disco esterno con tutte le funzioni di LinkStation.

Durante il mio periodo di prova ho avuto l’impressione di una grande robustezza e stabilità; mi è capitato di usare diversi NAS, e LinkStation Pro Duo è uno di quelli che mi ha dato la maggiore sensazione di sicurezza. Tanto per fare un esempio, alla porta USB ho collegato un HD portatile da 2,5 pollici del tipo più economico: il sistema è acceso da due mesi senza problemi e guardo quotidianamente i telefilm salvati sul piccoletto, senza il minimo blocco o calo di prestazioni.

LinkStation Pro Due viene fornito con due dischi SATA, ed esiste in versione da 2 o 4 Terabyte (totali). Il costo della versione da 2 TB si aggira sui 270 euro. Non è poi molto se si pensa cosa è in grado di fare questo oggetto, che potrebbe tranquillamente sostituire la maggior parte dei server casalinghi. Diversamente da altre marche, Buffalo fornisce tutti i propri NAS (sia quelli consumer che quelli professionali) completi di hard disk, quindi l’utente può rapportarsi con un solo interlocutore in caso di problemi, il che non è da sottovalutare. LinkStation Duo Pro è un ottimo NAS che vi consiglio se siete alla ricerca di un prodotto dalle funzionalità così complete e se vi sentite in grado di sfruttarle appieno come merita.

Trasparenza per un mondo migliore: l’unità mi è stata prestata, e la restituirò a Preview, che ringrazio nella persona di Paolo. Non ho percepito alcun compenso per scrivere questo post, né mi è stato richiesto qualcosa che non fosse esprimere liberamente le mie opinioni. Perché lo faccio? Mi piace giocare con la tecnologia e cerco di scrivere la recensione che vorrei trovare io quando cerco notizie di un prodotto.

Tags: Buffalo, NAS, Prove, test
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october 2011
Re: plugin esterni
Perfetto era proprio quello che cercavo, in pratica io ho visto degli add-ons per creare una sorta di show/hide ma costano, e dato che non volevo spendere soldi volevo farlo io, proprio con il codice, quindi mi basta creare il file e andare a scegliere nella dashboard, poi magari lo faccio diventare un blocco di modo che ci posso inserire elementi dentro dall'interfaccia di c5 giusto?
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october 2011
Wikipedia Italia chiude per protesta
Avevo già segnalato ieri nel post su Vasco Rossi il loro comunicato ma ora Wikipedia Italia ha sospeso le attività dell’enciclopedìa per protesta contro il ddl intercettazioni. Tutte le voci portano alla seguente lettera.

Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Il Disegno di legge – Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla.
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.
Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l’intera pagina è stata rimossa.

L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi.
Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.
Vogliamo poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?
Gli utenti di Wikipedia

[UPDATE - AGGIORNAMENTO]

- Secondo Il Tempo è meglio che Wikipedia scompaia tanto c’è la Treccani. Un articolo che sembra uscito dal 1999.

- Da leggere i commenti su Hacker News e la discussione su Wikimedia cominciata prima dell’oscuramento. Io credo che sia una delle campagne più d’effetto questa di Wikipedia: credo sia discutibile come gesto ma comunque condivisibile perchè arreca un danno a tutti e simula le conseguenze di una legge. Autocensurarsi per rispondere alla censura può sembrare assurdo ma in alcuni casi può funzionare.

- Comunque per riabilitare Wikipedia Italia basta inserire nell’estensione AdBlock disponibile per vari browser il filtro bits.wikimedia.org/it.wikipedia.org/load.php et voilà.

- Wikimedia fa un commento ufficiale sul blog riguardo l’iniziativa di Wikipedia Italia appoggiandola. Nei commenti al post si è sviluppata una discussione interessante.
Voice_over_Net  alfano  ddl_intercettazioni  Wikipedia_Italia  wikipedia.it  from google
october 2011
Android : presto 1 milione di attivazioni al giorno
Come tutti sappiamo, Android è in forte crescita. Larry Page, a Luglio, aveva parlato di  circa 550.000 attivazioni al giorno, ma per gli analisti il dato è sicuramente errato e destinato a crescere, se si pensa che solo il nuovissimo e tanto atteso tablet android di Amazon, Kindle Fire, riceve circa  100.000 prenotazioni di unità/giorno.

(...)Continua a leggere Android : presto 1 milione di attivazioni al giorno su Androidiani.Com

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october 2011
Make Your Business Cards More Interactive to Help People Remember You [Business Cards]
Reader Saul tells us about his unique business cards, which elicit interaction from other people to help them remember who he is. More »
Business_Cards  Business  Business_Networking  Clever_Uses  from google
october 2011
Skype: Carramba che sorpresa...
Stop ai numeri Skype italiani Migliaia di utenti senza voce - Repubblica.it.secondo la normativa italiana (come in altri Paesi europei), è possibile usare un numero solo all'interno del distretto geografico corrispondente. Gli 06 solo a Roma, per esempio. È solo una formalità: gli altri operatori VoIP risolvono scaricando la responsabilità sull'utente. Al momento dell'attivazione del numero, gli fanno sottoscrivere una dichiarazione (sul web) secondo cui l'utente s'impegna a non usare il numero al di fuori del proprio distretto.

Skype però non si era premunita in questo modo e così era incorsa nella scure ministeriale. Il ministero dello Sviluppo Economico aveva dato un ultimatum a Skype: o adegui i tuoi numeri alla normativa italiana o li dovremo disattivare. Il termine era fine agosto, poi prorogato al 30 settembre. Skype non è riuscita ad accordarsi con Eutelia, per adeguarsi alla normativa, complice il fatto che quell'operatore è in amministrazione controllata.

La situazione è precipitata il 29 settembre e oggi Eutelia conferma: in ottemperanza al provvedimento del ministero dello Sviluppo Economico "ha provveduto alla disattivazione delle numerazioni geografiche di cui essa è titolare ed attraverso le quali Skype ha fino ad oggi potuto erogare i servizi agli utenti finali", si legge in una nota dello stesso operatore.
Skype è stata colta alla sprovvista,....non e' solo il luogo geografico, è anche l'interoperabilità (come alla ribalta in questi giorni) 3 dicembre 2008: Skypein in Italia: non si vive di cioccolata... - a Quinta 's weblog 
Mi pare di poter dire quanto segue...

Skypein non puo' essere fatto in Italia secondo le norme vigenti in
quanto Skype non interopera.

Le regole infatti prevedono che per poter avere delle numerazioni,
l'operatore deve interoperare.

I numeri pertanto non possono essere di Skype, potrebbero essere di
qualche operatore che glieli rigira.

In questo caso, se però poi l'operatore e Skype dovessero interrompere
il proprio contratto, l'utente resterebbe senza il suo numero.

Dal punto di vista delle regole, quindi, mi pare che Skype non stia
comportandosi in modo corretto. Dovrebbe decidere di interoperare, se
volesse avere i numeri. Diversamente, ritengo, qualcuno farà una
segnalazione a vigilanza e controllo di AGCOM.

Mi rendo conto che per un utente ciò é negativo; si potrebbe dire
"chissenefrega dell'interoperabilita', io voglio i numeri!" Ma non e'
cosi'. L'interoperabilità e' il modo per assicurare che possa esserci un
mercato, senza effetti rete e lockin degli utenti.
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october 2011
Google: a Londra il primo negozio - ANSA.it
Hi-Tech ItalyGoogle: a Londra il primo negozioANSA.it(ANSA) - LONDRA, 3 OTT - Il primo Google Store ha aperto a Londra: il colosso delle ricerche online ha annunciato l'inaugurazione di un punto vendita nella capitale inglese. Non si tratta pero' di un vero e proprio negozio interamente a marchio Google, ...Google Store, aperto il primo a LondraTecnozoomGoogle, aperto il primo negozio a LondraWebNewsGoogle apre un negozio a LondraCellulare MagazineThe New Blog Times (Blog) -Mr.Webmaster -PuntoCellulare.ittutte le notizie (41) »
Scienza_e_tecnologia  from google
october 2011
Come farsi benvolere in poche semplici considerazioni
Tutte le volte che sento parlare questi AD di aziende telco, tutti fighi, illuminati, che citano i “manifesti” alla moda, i servizi di condivisione, l’identità digitale e tutte quelle robe lì, subito mi dico “Ah, però”.

Poi ci ripenso, e mi chiedo di che cosa stiamo parlando. Mi chiedo se hanno mai provato a telefonare in incognito al loro call center, se si rendono conto di come gestiscono il rapporto con i loro clienti, se hanno mai provato a far riconoscere un errore di addebito. E mi vengono in mente alcune considerazioni che, vista la mia pigrizia, elencherò in forma di elenco puntato.

“Best effort” è una locuzione che ha un significato tecnico ben preciso (Wikipediatelo), ma l’ho sentito usare con il significato di “il servizio non è garantito, facciamo quello che possiamo e non siamo responsabili se e quando le prestazioni sono sotto la media”. Il che mi potrebbe anche stare bene se, come fatto notare da molti, anche io pagassi il servizio in modo best effort: “questo mese non ce la faccio a pagarti tutta la bolletta, accontentati dell’80%. D’altronde è best effort, no?” e questo porta al caso seguente:
“L’utenza cresce, le infrastrutture costano, dobbiamo per forza filtrare il traffico per il bene della community”. Se le infrastrutture non ce la fanno, smetti di accettare nuovi clienti, offri un buon servizio a quelli che hai, cresci, aumenta le strutture e poi accettane di nuovi. Come un ristorante: quando è pieno ti manda via, non ti fa entrare per farti mangiare in terra prendendo il tuo cibo dai piatti di chi è già seduto. Se il ristoratore è bravo, il locale è sempre pieno e guadagna abbastanza da comprare il locale attiguo e aumentare il numero dei tavoli.
“Siamo acceleratori di produttività”. Compiti per le vacanze: lo studente contatti le aziende che hanno fatto un’attivazione, un trasloco, o hanno avuto un qualche problema tecnico che presupponga una comprensione che vada al di là della lettura di una serie di domande precompilate da parte delle scimmie urlatrici dei call center, poi riveda la locuzione “acceleratori di produttività” alla luce dei dati raccolti.
La maggior parte delle persone (me compreso) non saprebbe indicare marca e modello degli pneumatici della sua auto, ai quali affida la sua vita tutti i giorni; cosa vuoi che gli importi di chi fornisce connettività e voce? Questa storia dell’”aggiungere valore” non sta in piedi: le telco sono commodity, o sono destinate a diventarlo entro poco. Dovrebbero limitarsi a fare bene il loro lavoro, già abbastanza impegnativo di suo, senza cercare di assumere altri ruoli spesso interpretati in modo fallimentare se non fastidioso per l’utente. Come se Bic, Parker o Montblanc pretendessero di “aggiungere valore” a quello che la gente scrive; una volta che una penna funziona, il suo compito è esaurito, non è che “Cent’anni di solitudine” è bello perché scritto con la stilo invece che con la biro, oppure la lista della spesa più efficace perché scritta a matita. Io ho solo una vaga idea di quanto mi costino acqua, gas e energia elettrica, perché devo sapere quanto spendo fino all’ultimo bit? Io non lo voglio sapere, deve essere una cosa trasparente di cui io non mi debba preoccupare; chi mi fornisce la corrente non pretende di “aggiungere valore” ai manicaretti che mia moglie produce col frullatore, né lo fa il fornitore di gas. “Salve! Siamo Mediterranea delle Acque, questo mese lei ha a disposizione 100 litri per lavarsi i piedi, 200 per lo shampoo e 500 per la doccia. Eventuali altri consumi saranno fatturati al costo di 0,6 eurocent/litro salvo altre disposizioni previste da promozioni attive sul suo contratto. L’acqua utilizzata per annaffiare l’orto non rientra nella portata prevista dal contratto in quanto da considerarsi servizio a valore aggiunto.” Ha un senso? Appunto.
“Ma tu usi solo i miei servizi più interessanti per te e meno redditizi per me, che io devo vendere sottocosto, sussidiati da altri della mia offerta”. Intanto, se vendi sottocosto i tuoi servizi più interessanti, fatti delle domande. Poi. Mi stai dicendo che per fornirmi una connettività mobile appena decente devi sfruttare i gonzi e i ragazzini ai quali vendi suonerie e SMS a 1000 volte il loro costo, convincendoli tramite pubblicità ingannevoli interpretate da donne ridotte ad oggetti estetici, attori decotti e calciatori viziati. La situazione si commenta da sola.
“Parli bene tu, ma poi vuoi pagare poco”. No, io non la voglio la tua elemosina scritta in corpo 6 grigio chiaro sul tuo sito su cui è un’impresa solo trovare una pagina che abbia un senso. Io voglio pagare il giusto valore secondo lo SLA che decido essere adatto per me. Scrivi in chiaro i termini di servizio, senza cavilli, senza costi nascosti, indicando i limiti e la natura del servizio, e metti un costo equo che non ti faccia fallire e ti permetta di dare un buon servizio ai clienti (vedi il caso del ristorante).
Sulla questione della proprietà intellettuale sarebbe il caso di glissare con eleganza, ché lo sappiamo tutti qual è il driver maggiore per la banda larga in Italia.
Sono naïf? Sì, lo sono e so di esserlo. Ma è il tuo mestiere, arrangiati. I tempi, le persone, i mercati, i bisogni cambiano. Sei tu che devi adattarti, non il mondo che deve adattarsi a te.

Le cose che ho sentito all’ultima BlogFest sono solo incidentali; le considerazioni valgono per diverse aziende, non solo per quella a cui state pensando.

Tags: rant
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october 2011
Are you monitoring your business's Google Place?
Running a small business can be a difficult job (particularly in today's economic climate). Competition can be very cut-throat… and dirty tricks are sometimes played by the unethical.For example: In 2003, Saad Echouafni, owner of Orbit Communications (a satellite television reseller), paid for an Ohio botmaster (Richard Roby) to DDoS the websites of two competitors. In 2005, Roby, the botmaster, was convicted of computer crimes in US federal court. Investigation into Roby's crimes revealed a link to Echouafni and a co-conspirator (Paul Ashley) who also pleaded guilty to related crimes in 2005. Echouafni paid bail and fled US jurisdiction.Reportedly, at the height of the DDoS attacks, Rapid Satellite and WeaKnees were offline for two weeks. It's quite an interesting tale and you can read more here: Feds bust DDoS 'Mafia', by Kevin Poulsen.Wow, a DDoS Mafia, circa 2003. But what's the situation in 2011?Well — it's a lot simpler. It's also more "social". And it isn't just about online business anymore.Today, if you want to hurt a real-world competitor, they don't even need to have a website, you can just take them off the map.Google Maps, that is.Monday's New York Times has an interesting article on a trending issue: fraudulent "problem reporting" of Google Places.It seems that numerous small business owners are discovering their businesses are "permanently closed".And how does that happen?Well, here's F-Secure's place on Google:Under the "more" menu is an option to "Report a problem".One of the problems that can be reported is that the "Place is permanently closed."A couple of submissions will cause the place to be "reported" as closed, but it doesn't take long before Google labels the place as "permanently closed". At that point, some business owners are finding it difficult to "re-open" their business.And if you don't exist on Google, you might has well not exist in real life.According to the New York Time's article, Macadamia Meadows Farm, a bed-and-breakfast in Naalehu, Hawaii suffered a significant decline in business for weeks before the owners discovered their change of status on Google.Now that's a subtle (and ingenious) "denial of service" attack.Google is apparently working to provide better tools and preventions (e-mail alerts), especially so after blogger Mike Blumenthal and a friend closed Google's HQ on August 15th.In the meantime, if you haven't examined the details of your business's Google place, you might want to do so now. Google Maps is a very popular way for people to search for new businesses, especially via their mobile devices.You don't want your business labeled as "closed" and end up losing out on potential new customers. On 06/09/11 At 10:48 AM
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october 2011
Responsive Web Design: I Migliori Tutorial & Risorse
Il Responsive Web Design è una tecnica con la quale la realizzazione strutturale di un progetto web, viene eseguita con lo scopo di ottimizzare un layout a seconda delle dimensioni dello schermo o dispositivo mobile corrente.

Questo layout diventa reattivo a seconda dell’ambiente in cui si trova, grazie all’uso di diverse tecniche tra cui le Media Queries CSS.
Con l’avvento dei supporti mobile, si è sentita la necessità di avere a disposizione la possibilità di poter costrutire dei layout potenzialmente adattabili su diverse dimensioni.
Design Reattivo, ma di cosa si tratta?Nel Maggio 2010 si è iniziato a parlare di web design reattivo e oggi anche grazie all’introduzione di HTML5 e CSS3 si iniziano a vedere dei progetti interessanti.
L’obiettivo di questa tecnica non è altro che avere la possibilità di progettare un unica versione di un progetto web, che si possa auto-adattare a tutti i supporti, device inlclusi senza preventivare versioni apposite.
WordPress famoso CMS ha rilasciato tempo fa anche un tema gratuito, chiamato Responsive Tweenty Ten, realizzato con queste regole, interessante per andare a curiosare del codice.
Che libri mi consigli?Su argomento Responsive Web Design ti consiglio vivamente l’e-book pubblicato da A Book Apart: Responsive Web Design.

L’e-book è a pagamento, pochi dollari spesi bene per iniziare a conoscere il design reattivo.
In questo articolo puoi trovare una recensione in italiano sugli argomenti trattati, scritto da Tommaso Baldovino.
Risorse e TutorialHo raccolto alcune risorse riguardo il design reativvo applicato su layout, video, slider, lightboxmenu, immagini e testi.
Questi esempi possono aiutarci molto per capire a fondo la potenzialità del Responsive Web Design.
Responsive Design Framework
Responsive Design Grid
Responsive Design Ligthbox
Responsive Design jQuery slider
Responsive Design Videos
Responsive Design Images
Responsive Design Text
Responsive Design Menu
Design  Grafica  Immagini  Sviluppo  Mobile  Responsive_Design  Risorse  Webdesign  from google
october 2011
Learn a New Skill This Weekend [Weekendhacker]
A weekend may not seem like a lot of time, but you might be surprised by what you can learn in just 48 hours. Here are a bunch of new skills you can pick up on the weekend, or at least master the basics. More »
Weekendhacker  Baking  code  coding  Cooking  Design  DIY  Food  Hobbies  HTML  Learn_online  Learn_to_code  Learning  Music  Programming  Teach_Yourself  Top  Web_Design  web_development  Weekend  from google
october 2011
Lo spot TV di Rage
Rage è il nuovo videogame di id Software (i creatori di Doom e Quake). Il mondo di Rage è ambientato in un futuro post-apocalittico dove la Terra è stata devastata dalla collisione con una cometa.

Oltre che a classiche missioni FPS, nel gioco sarà possibile partecipare a gare automobilistiche con mezzi modificabili (acquistando ricambi grazie alle vincite delle gare stesse).

Il gioco è in uscita il 7 Ottobre 2011 per PC e Console HD. Potete vedere di seguito un video di gioco!

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CC BY-NC-SA 2006 - 2011 · Lo spot TV di Rage
Videogames  rage  from google
september 2011
A Simple Way to Restore Yourself to Freshness After You Vomit [Hygiene]
Throwing up is kind of like pooping the wrong way, so it shouldn't be a surprise that it tastes kind of bad and that taste lingers much longer than you'd like. Next time you vomit, however, Instructables user tori1012 has a solution that will return your mouth—and the rest of your body—to a fresher state. All you need to do is follow these steps: More »
Hygiene  Body  clean  Cleaning  Health  Home  Household  Vomit  from google
september 2011
SEO for Nice People [Web]
Blogger and developer Matt Gemmell has gazed into the dark side of of search engine optimization (SEO), and while he understands the value of having your personal site, your blog, or your company's web site rank well in search results, he's not willing to sell his soul to do it. Instead, he's written a simple guide to SEO for non-dicks. More »
Web  Blogs  Seo  Top  Web_publishing  from google
september 2011
PEC, obbligatoria anche in Basilicata - Punto Informatico
Julie NewsPEC, obbligatoria anche in BasilicataPunto InformaticoRegione condannata per la mancata attuazione delle disposizioni previste dal Codice dell'Amministrazione Digitale. I cittadini possono pretendere l'accesso digitale alla PA Roma - Il TAR della Basilicata ha condannato la Regione per la mancata ...Pec: gratuita o professionale? Guida alla sceltaIl Sole 24 OreIl TAR ha sancito il diritto alla PECWebNewsIl TAR condanna la Basilicata: la PEC è un diritto!Mr.WebmasterLeggi Oggi - Quotidiano di Informazione Giuridica -Notizie di Radicali Italiani -Forumpa - Il Forum della Pubblica Amministrazionetutte le notizie (18) »
Scienza_e_tecnologia  from google
september 2011
Bing Reveals Detailed Interior Maps of Airports [Air Travel]
Finding your way around a new airport—at least major ones in the US—just got a little easier with the help of Bing search. The new airport maps show you the location of terminals, ticket counters, restrooms, eateries, ATMs, and more. More »
air_travel  bing  Maps  News  Search  Search_engines  from google
september 2011
Amazon Kindle Fire è un progetto in perdita?
Da pochissimo Jeff Bezos, CEO di Amazon, ha presentato alla vasta utenza il Kindle Fire, il nuovo tablet reso disponibile, appunto, da Amazon che dovrebbe andare a configurarsi come un prodotto in grado di stracciare la concorrenza e, nello specifico, Apple, non soltanto per le funzionalità offerte ma, in primis, per il suo costo estremamente contenuto rispetto alla media.
Stando però al parere di alcuni analisti che hanno iniziato ad esaminare tale progetto prendendo in considerazione proprio il fattore “costi” Amazon, prossimamente, sarà soggetta ad una perdita pari a circa 50 dollari per ciascun tablet venduto poiché, tra investimenti, operazioni di marketing e prezzo ridotto decisamente all’osso, pur effettuando uno straordinario quantitativo di vendite i ricavi ottenuti risulterebbero comunque più bassi dell’investimento iniziale andando, ovviamente, a discapito dell’azienda in questione.
(...)Continua a leggere Amazon Kindle Fire è un progetto in perdita?, su Geekissimo
Amazon Kindle Fire è un progetto in perdita?, pubblicato su Geekissimo il 30/09/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | 3 commenti | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Scienza e tecnologia. Post tags: amazon, Amazon Kindle Fire, anti ipad
anti_ipad  Scienza_e_tecnologia  amazon  Amazon_Kindle_Fire  from google
september 2011
DigiNotar Hacker Comes Out
Almost from the beginning of the DigiNotar CA Disaster (report here), we had a reason to believe the case was connected to "ComodoGate" — the hacking of another Certificate Authority earlier this year, by an Iranian attacker.This connection has now been confirmed.After ComodoGate, the hacker — who called himself ComodoHacker — sent a series of messages via his Pastebin account. Then at the end of March 2011, it went silent. We've been keeping an eye on it, just in case the attacker will post something related to the Diginotar case.And he just did.In his latest post, ComodoHacker claims that he is the one that hacked DigiNotar as well. He also claims he still has access to four other "high-profile" CAs and is still able to issue new rogue certificates (including code signing certificates).As a proof to show that he really did infiltrate DigiNotar, he shares the domain administrator password of the CA network: Pr0d@dm1n. DigiNotar would be able to confirm if this was accurate or not.The same hacker seems to be active on Twitter as well, under the nickname "ich sun" at @ichsunx2.The Certificate Authority system is in bad shape indeed. For some answers on what we should do next, we recommend watching this video of Moxie Marlinspike's Black Hat 2011 talk. On 06/09/11 At 05:23 AM
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september 2011
Stripe.com
Stripe.com già dal claim si fa amare: "payments for developers". Una piattaforma semplice e allo stesso tempo potente (permette anche di creare subscription con pagamenti ricorrenti, utile per servizi online), un API multipiattaforma e costi bassi.

Peccato che per ora sia disponibile solo negli USA, ma dicono che presto si espanderanno anche all'estero.

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CC BY-NC-SA 2006 - 2011 · Stripe.com
Programmazione  Web_e_Web_2.0  pagamenti_online  from google
september 2011
BeCyPDFMetaEdit, sbloccare i file PDF protetti da password e modificarne i metadati
I PDF sono, oramai da diverso tempo a questa parte, una tra le tipologie di file maggiormente diffuse tra la vasta utenza e, come sicuramente ben saprà buona parte di voi lettori di Geekissimo, non capita raramente di imbattersi in documenti di questo tipo protetti da password.
Per poter visualizzare correttamente i file PDF protetti da password risulta necessario, appunto, immettere quest’ultima ma qualora non la si conoscesse o, ancora, nel caso in cui fosse stata dimenticata allora si potrebbe prendere in considerazione l’idea di ricorrere all’impiego di un’apposita risorsa quale BeCyPDFMetaEdit.
Questo software, completamente gratuito, abbastanza leggero ed utilizzabile solo e soltanto su sistemi operativi Windows, permette infatti di rimuovere le password da uno o più documenti PDF (l’applicativo è anche in grado di agire in batch) semplicemente avendo cura di specificare la cartella nella quale risultano contenuti, modificando poi la modalità in Complete Rewrite e, infine, andando nella scheda Security e impostando Security System su No encryption.
(...)Continua a leggere BeCyPDFMetaEdit, sbloccare i file PDF protetti da password e modificarne i metadati, su Geekissimo
BeCyPDFMetaEdit, sbloccare i file PDF protetti da password e modificarne i metadati, pubblicato su Geekissimo il 29/09/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Freeware, pdf, Software, Windows. Post tags: documenti pdf, file pdf, metadati, sbloccare file pdf, software freeware, Windows
Windows  pdf  metadati  sbloccare_file_pdf  documenti_pdf  file_pdf  Freeware  software_freeware  Software  from google
september 2011
WebSiteSniffer: visionare, monitorare ed analizzare i file scaricati durante la visualizzazione dei siti web
Durante la visualizzazione degli svariati siti web aperti navigando in rete vengono scaricati, direttamente sulla postazione multimediale in uso ed in maniera del tutto automatica, una gran quantità di file di differenti tipologie (come ad esempio cookie, SWF, XML etc.).
Il modo migliore per poter visionare, monitorare ed analizzare tutti i vari file scaricati consiste però nel ricorrere all’utilizzo di un semplice applicativo quale WebSiteSniffer che grazie alle sue funzionalità potrà sicuramente risultare utilissimo in una gran varietà di circostanze.
(...)Continua a leggere WebSiteSniffer: visionare, monitorare ed analizzare i file scaricati durante la visualizzazione dei siti web, su Geekissimo
WebSiteSniffer: visionare, monitorare ed analizzare i file scaricati durante la visualizzazione dei siti web, pubblicato su Geekissimo il 29/09/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie file, Freeware, Internet, Software. Post tags: file, programma portatile, Siti Web, Sniffer, software freeware, Windows
Windows  Siti_Web  Sniffer  file  Freeware  software_freeware  Internet  Software  programma_portatile  from google
september 2011
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