Il poliziotto super+
november 2011
Super snoopeeeer… SUPER SUPER SUPER!!
Non so se avete mai visto questo film (anno di uscita 1980), ma è uno dei film della mia infanza. E l’ho trovato INTERO su youtube.
Se non l’avete mai visto VEDETELO ORA!
…supereroi d’altri tempi cazzo…
E poi la sigla iniziale l’ho tenuta come suoneria per anni.
Questa è solo la sigla, che merita comunque.
e qui se volete cantarla.
Due righe sulla trama (così le righe del post diventano 4 ed eguagliano quelle solite di un-utente-a-caso-di-livello-60):
Dave Speed [alis Terence Hill (alias Mario Girotti)] è un poliziotto che rimane coinvolto in una esplosione atomica che colora tutto il cielo di rosso. Da quel momento possiede TUTTI i superpoteri più fighi: super-velocità, capacità di volare, di fermare il tempo, forza disumana, resistenza disumana, praticamente è immortale. Ma (c’è sempre un “ma”) ogni volta che vede il fatidico colore rosso perde istantaneamente tutti i suoi poteri e torna l’umano che era: normale e mortale. E questo è solo l’inizio! Comincia così la ricerca di un ex-superuomo (coinvolto a sua volta in una passata esplosione atomica) per capire come utilizzare ‘sti poteri. Tutto ciò corredato della storia poliziesca vera e propria (con falsari, giri di soldi, mignotte, boss mafiosi) che, essendo “all’italiana” è farcita di sacrosante botte e denti che saltano.
In una parola: EPICO.
wikipedia.org
Cinema
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supereroi
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from google
Non so se avete mai visto questo film (anno di uscita 1980), ma è uno dei film della mia infanza. E l’ho trovato INTERO su youtube.
Se non l’avete mai visto VEDETELO ORA!
…supereroi d’altri tempi cazzo…
E poi la sigla iniziale l’ho tenuta come suoneria per anni.
Questa è solo la sigla, che merita comunque.
e qui se volete cantarla.
Due righe sulla trama (così le righe del post diventano 4 ed eguagliano quelle solite di un-utente-a-caso-di-livello-60):
Dave Speed [alis Terence Hill (alias Mario Girotti)] è un poliziotto che rimane coinvolto in una esplosione atomica che colora tutto il cielo di rosso. Da quel momento possiede TUTTI i superpoteri più fighi: super-velocità, capacità di volare, di fermare il tempo, forza disumana, resistenza disumana, praticamente è immortale. Ma (c’è sempre un “ma”) ogni volta che vede il fatidico colore rosso perde istantaneamente tutti i suoi poteri e torna l’umano che era: normale e mortale. E questo è solo l’inizio! Comincia così la ricerca di un ex-superuomo (coinvolto a sua volta in una passata esplosione atomica) per capire come utilizzare ‘sti poteri. Tutto ciò corredato della storia poliziesca vera e propria (con falsari, giri di soldi, mignotte, boss mafiosi) che, essendo “all’italiana” è farcita di sacrosante botte e denti che saltano.
In una parola: EPICO.
wikipedia.org
november 2011
Questione d’occhiali
november 2011
Un esperimento che sto conducendo ultimamente, mi sta dando ottimi risultati: Esso consiste nell’indossare, quando ci si deve alzare da letto dopo 8 ore di sonno, gli occhiali da sole.
Ho deciso di pubblicare quest’articolo in questo sito in quanto ho bisogno di voi. Spiegherò per bene quello che sto attuando in questi giorni.
I Ritmi Circadiani
Esistono, sono stati osservati e analizzati ma nessuno sa cosa sono. Metterei la mano sul fuoco, dicendo che il 97% degli adulti non sa cosa sono questi “ritmi”. Cito testualmente da Wikipedia, in quanto mi sembra decisamente chiaro:
In cronobiologia e in cronopsicologia, un ritmo circadiano è un ritmo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore. Il termine “circadiano”, coniato da Franz Halberg, viene dal latino circa diem e significa appunto “intorno al giorno”. Esempi di ritmo circadiano sono il ritmo veglia-sonno, il ritmo di secrezione del cortisolo e di varie altre sostanze biologiche, il ritmo di variazione della temperatura corporea e di altri parametri legati al sistema circolatorio. Oltre ai ritmi circadiani sono stati identificati e studiati vari ritmi circasettimanali, circamensili, circannuali.
I ritmi circadiani dipendono da un sistema circadiano endogeno, una sorta di complesso “orologio interno” all’organismo che si mantiene sincronizzato con il ciclo naturale del giorno e della notte mediante stimoli naturali come la luce solare e la temperatura ambientale, ma anche stimoli di natura sociale (per esempio il pranzo in famiglia sempre alla stessa ora). In assenza di questi stimoli sincronizzatori (per esempio in esperimenti condotti dentro grotte o in appartamenti costruiti apposta) i ritmi continuano ad essere presenti, ma il loro periodo può assestarsi su valori diversi, per esempio il ciclo veglia-sonno tende ad allungarsi fino a 36 ore, mentre il ciclo di variazione della temperatura corporea diventa di circa 25 ore.
Facendo una media “a naso”, dopo 8 ore di sonno, si perdono circa 2-3 (soggettivo) minuti per abituare gli occhi all’ambiente circostante. Ad esempio: se al mattino venite svegliati dai vostri genitori -accendendo la lampada della vostra camera-, ci vorrà un po’ prima che vi abituerete al “nuovo” locale luminoso. Di conseguenza (e di solito), i teenager reagiscono in due modi: rispondendo “ancora 5 minuti”; vagando per casa con gli occhi chiusi e urtando tutto ciò che non riescono a vedere -un pericolo per la loro salute, supponendo che debbano scendere delle scale.
Questo è l’unico caso testato, quindi non ho ancora provato a svegliarmi con la sveglia e con la luce spenta. Di fatti, quanto espresso nella frase precedente, andrebbe preso in considerazione presto.
Attualmente, mi sono dilettato ad eseguire l’esperimento per 3 giorni di seguito e credo di proseguire non appena finisco di raccogliere i dati che mi servono.
Questa è la linea che ho seguito durante queste mattinate.
Dopo aver dormito dalle 23 circa alle 7 e qualche minuto, i miei genitori aprono la porta della mia stanza ed accendono la luce. A questo punto, senza esitare neppure un minuto, indosso gli occhiali da sole e sono subito pronto per la giornata. L’azione non ha effetti collaterali durante l’intera giornata: al momento non ne sono stati rilevati.
Quindi, affinchè possiate avere un inizio di giornata sprint occorre (alcune sono ipotesi):
- Aver completato il proprio periodo di sonno (8h; 10h per i bambini; 5h per i meno esigenti).
- Qualcuno deve accendere la vostra luce (da confermare).
- Non aver assunto bevande o sostanze che possano aver alterato la vostra percezione del sonno.
- Indossare i vostri occhiali da sole, meglio con alta protezione ai raggi UV e/o polarizzati (da confermare).
Ho solo un dubbio: si tratta di effetto Placebo oppure l’esperimento funziona davvero?
Qualche cavia in più mi farebbe comodo. In caso qualcuno volesse provare il tutto, basta comunicarmelo tramite commento. Alla fine non costa nulla, anzi, dovrebbe farvi guadagnare del tempo!
Aggiornamento del 24/09/11
In mattinata, nel momento in cui mi sono svegliato, ho ripetuto l’esperimento. C’è una differenza da indicare: questa mattina al posto della luce accesa, è stata alzata la tapparella. Questo ha prodotto lo stesso effetto ai miei occhi, quindi ho indossato gli occhiali da sole e mi sono subito alzato da letto.
Oggi ci sono stati dei progressi:
- Qualcuno deve accendere la vostra luce (no!)
Correzione:
- La luce solare che entra dalle vostre finestre produce lo stesso effetto
Inoltre
- La pigrizia d’adattamento degli occhi (così la chiamerò) si può combattere in qualsiasi occasione, sia che abbiate dormito 5 ore, sia che abbiate dormito 12 ore.
Un dubbio, tuttavia è nato.
L’esperimento ha gli stessi effetti per chi ha occhiali da sole graduati*?
L’esperimento ha controindicazioni?
Chi vive con voi, vedendovi al mattino mentre indossate i vostri occhiali, potrebbe dubitare della vostra salute mentale.
Giorno 4 (25/09/11):
Le condizioni iniziali sono state simili a quelle di ieri. Mi sono servito degli occhiali da sole solamente nel momento in cui sono uscito dalla mia stanza. Ovviamente il resto della casa era illuminata naturalmente. In caso non avessi avuto gli occhiali, i miei occhi avrebbero reagito con l’accigliamento: quell’espressione, talvolta buffa, che il nostro viso assume affinchè i nostri occhi possano raccogliere meno luce possibile.
Conclusione parziale:
tutto questo, è un trucco per:
- Svegliarsi alla mattina più istantaneamente.
- Combattere l’effetto repulsivo verso i locali luminosi, dopo un numero x di ore di sonno.
- Osservare la propria cronobiologia (guarda su) e saperla gestire, controllare.
Ieri c’è stato un volontario che sta ripetendo “La questione” con occhiali diversi. Spero mi faccia ottenere risultati positivi, anche perchè, non vedo come l’intero esperimento possa essere un fatto solo e interamente soggettivo.
Giorno 5 (26/09/11):
Questa mattina ho avuto grossomodo gli effetti degli altri giorni. Ma non è questa la verità novità.
La sorpresa è arrivata da un mio compagno di classe, Matteo B.: ha deciso di eseguire l’esperimento e ha ottenuto buoni risultati. Vi riporto la breve conversazione che si è conclusa qualche minuto fa.
N.B: Matteo ha dormito per 7 ore (minuto più, minuto meno), quindi l’esperimento comincia ad avere effetti positivi anche quando il proprio periodo di sonno non è del tutto concluso.
Io: Hai utilizzato occhiali graduati?
M: no, ho usato un paio d’occhiali cinesi, poichè possiedo solamente quelli.
Io: Potresti ripetermi dettagliatamente come si è svolto il tuo inizio di mattinata?
M: allora, la sveglia non l’ho spenta io. Ho solo acceso la luce dopo aver indossato gli occhiali, e fin lì nessun problema. Poi, per quanto riguarda l’alzarsi, è stato uguale alle altre volte. Però una volta alzato mi sembrava di non ‘barcollare’.
Io: Per “non barcollare” intendi “essere più lucido, sveglio e adattato all’ambiente luminoso”?
M: in breve si. Di solito appena mi sveglio ho gli occhi chiusi, anche se sono in piedi, invece questa mattina facevo meno fatica e tenere gli occhi aperti.
Io: Ultima domanda: credi di voler proseguire l’esperimento per trarne vantaggi la mattina? (nel senso, ti è servito e ti servirà in futuro?)
M: bè per il momento continuo, diciamo per ‘provare’. Se oggi è stato solo un caso no, in caso contrario è probabile che continui.
Io: Spero solo che “l’effetto” posso accompagnarti tutte le mattine, allora!
M: lo spero anch’io
Colgo nuovamente l’occasione per ringraziare Matteo per le preziose documentazioni e per il supporto che mi sta dando.
Giorno 6 (27/09/11):
Nessun aggiornamento particolare, tutto procede secondo le previsioni. Ho posto nuovamente qualche domanda a Matteo B.
Io: Questa mattina, come mi avevi accennato a scuola, hai avuto gli stessi “effetti” di ieri, giusto?
M: esatto.
Io: Quindi, terminerai la sperimentazione questa settimana o usufruirai di questa tecnica anche in futuro?
M: per questa settimana continuo per almeno 5 giorni. In caso dovessi avere lo stesso effetto, potrei attuare la tecnica fino a che vorrò . Magari domani mattina provo con gli occhiali di mio padre, che sono dei Polaroid. Magari gli effetti potranno essere più concreti.
Io: La volta precedente eri meno convinto dei risultati dell’esperimento (guarda Giorno 5), ora sembri molto più determinato nel conseguire questo trucco nel futuro, erro?
M: si hai ragione, oggi sono piu convinto. Con oggi ho avuto una prova della sensazione di ieri (di non ”barcollare”).
Grazie Matteo, le tue documentazioni sono e saranno sempre preziose.
Ho notato che qualcuno ha avuto il buon e vecchio spirito avventuriero di provare l’esperimento. Ho apprezzato molto i commenti che illustrano i loro risultati e il loro spirito d’iniziativa.
Un fatto è quasi certo: non si tratta di effetto placebo, come avevo accennato a inizio articolo.
Giorno 7 (28/09/11):
Tutto a posto e niente in ordine. C’è qualche novità con le dichiarazioni di Matteo B.
Io: Potresti mettermi in prosa i risultati che hai ottenuto oggi, per favore?
M: allora, oggi, come ti ho detto a scuola, ho dormito 8 ore. Ho usato gli stessi occhiali (quelli cinesi) ed è andata benissimo: non ho ‘barcollato’ per niente. Neppure un minuto ed ero già in piedi.
Io: Hai altro da aggiungere?
M: sospetto che non è piu una sensazione ma che hai ragione. Più che sospettare, ne sono convinto.
Insomma, l’esperimento può essere riassunto con questo slogan: “Questione d’occhiali: parti con una marcia in più, al mattino!”
Giorno 8 (29/09/11):
Nessuna nuova segnalazione. Ho solo una piccola sensazione: essendo già l’ottavo giorno di sperimentazione, ho notato che a partire dal sesto giorno si “somatizzano” gli effetti positivi dell’esperimento. Questo non vuol dire che son[…]
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Ho deciso di pubblicare quest’articolo in questo sito in quanto ho bisogno di voi. Spiegherò per bene quello che sto attuando in questi giorni.
I Ritmi Circadiani
Esistono, sono stati osservati e analizzati ma nessuno sa cosa sono. Metterei la mano sul fuoco, dicendo che il 97% degli adulti non sa cosa sono questi “ritmi”. Cito testualmente da Wikipedia, in quanto mi sembra decisamente chiaro:
In cronobiologia e in cronopsicologia, un ritmo circadiano è un ritmo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore. Il termine “circadiano”, coniato da Franz Halberg, viene dal latino circa diem e significa appunto “intorno al giorno”. Esempi di ritmo circadiano sono il ritmo veglia-sonno, il ritmo di secrezione del cortisolo e di varie altre sostanze biologiche, il ritmo di variazione della temperatura corporea e di altri parametri legati al sistema circolatorio. Oltre ai ritmi circadiani sono stati identificati e studiati vari ritmi circasettimanali, circamensili, circannuali.
I ritmi circadiani dipendono da un sistema circadiano endogeno, una sorta di complesso “orologio interno” all’organismo che si mantiene sincronizzato con il ciclo naturale del giorno e della notte mediante stimoli naturali come la luce solare e la temperatura ambientale, ma anche stimoli di natura sociale (per esempio il pranzo in famiglia sempre alla stessa ora). In assenza di questi stimoli sincronizzatori (per esempio in esperimenti condotti dentro grotte o in appartamenti costruiti apposta) i ritmi continuano ad essere presenti, ma il loro periodo può assestarsi su valori diversi, per esempio il ciclo veglia-sonno tende ad allungarsi fino a 36 ore, mentre il ciclo di variazione della temperatura corporea diventa di circa 25 ore.
Facendo una media “a naso”, dopo 8 ore di sonno, si perdono circa 2-3 (soggettivo) minuti per abituare gli occhi all’ambiente circostante. Ad esempio: se al mattino venite svegliati dai vostri genitori -accendendo la lampada della vostra camera-, ci vorrà un po’ prima che vi abituerete al “nuovo” locale luminoso. Di conseguenza (e di solito), i teenager reagiscono in due modi: rispondendo “ancora 5 minuti”; vagando per casa con gli occhi chiusi e urtando tutto ciò che non riescono a vedere -un pericolo per la loro salute, supponendo che debbano scendere delle scale.
Questo è l’unico caso testato, quindi non ho ancora provato a svegliarmi con la sveglia e con la luce spenta. Di fatti, quanto espresso nella frase precedente, andrebbe preso in considerazione presto.
Attualmente, mi sono dilettato ad eseguire l’esperimento per 3 giorni di seguito e credo di proseguire non appena finisco di raccogliere i dati che mi servono.
Questa è la linea che ho seguito durante queste mattinate.
Dopo aver dormito dalle 23 circa alle 7 e qualche minuto, i miei genitori aprono la porta della mia stanza ed accendono la luce. A questo punto, senza esitare neppure un minuto, indosso gli occhiali da sole e sono subito pronto per la giornata. L’azione non ha effetti collaterali durante l’intera giornata: al momento non ne sono stati rilevati.
Quindi, affinchè possiate avere un inizio di giornata sprint occorre (alcune sono ipotesi):
- Aver completato il proprio periodo di sonno (8h; 10h per i bambini; 5h per i meno esigenti).
- Qualcuno deve accendere la vostra luce (da confermare).
- Non aver assunto bevande o sostanze che possano aver alterato la vostra percezione del sonno.
- Indossare i vostri occhiali da sole, meglio con alta protezione ai raggi UV e/o polarizzati (da confermare).
Ho solo un dubbio: si tratta di effetto Placebo oppure l’esperimento funziona davvero?
Qualche cavia in più mi farebbe comodo. In caso qualcuno volesse provare il tutto, basta comunicarmelo tramite commento. Alla fine non costa nulla, anzi, dovrebbe farvi guadagnare del tempo!
Aggiornamento del 24/09/11
In mattinata, nel momento in cui mi sono svegliato, ho ripetuto l’esperimento. C’è una differenza da indicare: questa mattina al posto della luce accesa, è stata alzata la tapparella. Questo ha prodotto lo stesso effetto ai miei occhi, quindi ho indossato gli occhiali da sole e mi sono subito alzato da letto.
Oggi ci sono stati dei progressi:
- Qualcuno deve accendere la vostra luce (no!)
Correzione:
- La luce solare che entra dalle vostre finestre produce lo stesso effetto
Inoltre
- La pigrizia d’adattamento degli occhi (così la chiamerò) si può combattere in qualsiasi occasione, sia che abbiate dormito 5 ore, sia che abbiate dormito 12 ore.
Un dubbio, tuttavia è nato.
L’esperimento ha gli stessi effetti per chi ha occhiali da sole graduati*?
L’esperimento ha controindicazioni?
Chi vive con voi, vedendovi al mattino mentre indossate i vostri occhiali, potrebbe dubitare della vostra salute mentale.
Giorno 4 (25/09/11):
Le condizioni iniziali sono state simili a quelle di ieri. Mi sono servito degli occhiali da sole solamente nel momento in cui sono uscito dalla mia stanza. Ovviamente il resto della casa era illuminata naturalmente. In caso non avessi avuto gli occhiali, i miei occhi avrebbero reagito con l’accigliamento: quell’espressione, talvolta buffa, che il nostro viso assume affinchè i nostri occhi possano raccogliere meno luce possibile.
Conclusione parziale:
tutto questo, è un trucco per:
- Svegliarsi alla mattina più istantaneamente.
- Combattere l’effetto repulsivo verso i locali luminosi, dopo un numero x di ore di sonno.
- Osservare la propria cronobiologia (guarda su) e saperla gestire, controllare.
Ieri c’è stato un volontario che sta ripetendo “La questione” con occhiali diversi. Spero mi faccia ottenere risultati positivi, anche perchè, non vedo come l’intero esperimento possa essere un fatto solo e interamente soggettivo.
Giorno 5 (26/09/11):
Questa mattina ho avuto grossomodo gli effetti degli altri giorni. Ma non è questa la verità novità.
La sorpresa è arrivata da un mio compagno di classe, Matteo B.: ha deciso di eseguire l’esperimento e ha ottenuto buoni risultati. Vi riporto la breve conversazione che si è conclusa qualche minuto fa.
N.B: Matteo ha dormito per 7 ore (minuto più, minuto meno), quindi l’esperimento comincia ad avere effetti positivi anche quando il proprio periodo di sonno non è del tutto concluso.
Io: Hai utilizzato occhiali graduati?
M: no, ho usato un paio d’occhiali cinesi, poichè possiedo solamente quelli.
Io: Potresti ripetermi dettagliatamente come si è svolto il tuo inizio di mattinata?
M: allora, la sveglia non l’ho spenta io. Ho solo acceso la luce dopo aver indossato gli occhiali, e fin lì nessun problema. Poi, per quanto riguarda l’alzarsi, è stato uguale alle altre volte. Però una volta alzato mi sembrava di non ‘barcollare’.
Io: Per “non barcollare” intendi “essere più lucido, sveglio e adattato all’ambiente luminoso”?
M: in breve si. Di solito appena mi sveglio ho gli occhi chiusi, anche se sono in piedi, invece questa mattina facevo meno fatica e tenere gli occhi aperti.
Io: Ultima domanda: credi di voler proseguire l’esperimento per trarne vantaggi la mattina? (nel senso, ti è servito e ti servirà in futuro?)
M: bè per il momento continuo, diciamo per ‘provare’. Se oggi è stato solo un caso no, in caso contrario è probabile che continui.
Io: Spero solo che “l’effetto” posso accompagnarti tutte le mattine, allora!
M: lo spero anch’io
Colgo nuovamente l’occasione per ringraziare Matteo per le preziose documentazioni e per il supporto che mi sta dando.
Giorno 6 (27/09/11):
Nessun aggiornamento particolare, tutto procede secondo le previsioni. Ho posto nuovamente qualche domanda a Matteo B.
Io: Questa mattina, come mi avevi accennato a scuola, hai avuto gli stessi “effetti” di ieri, giusto?
M: esatto.
Io: Quindi, terminerai la sperimentazione questa settimana o usufruirai di questa tecnica anche in futuro?
M: per questa settimana continuo per almeno 5 giorni. In caso dovessi avere lo stesso effetto, potrei attuare la tecnica fino a che vorrò . Magari domani mattina provo con gli occhiali di mio padre, che sono dei Polaroid. Magari gli effetti potranno essere più concreti.
Io: La volta precedente eri meno convinto dei risultati dell’esperimento (guarda Giorno 5), ora sembri molto più determinato nel conseguire questo trucco nel futuro, erro?
M: si hai ragione, oggi sono piu convinto. Con oggi ho avuto una prova della sensazione di ieri (di non ”barcollare”).
Grazie Matteo, le tue documentazioni sono e saranno sempre preziose.
Ho notato che qualcuno ha avuto il buon e vecchio spirito avventuriero di provare l’esperimento. Ho apprezzato molto i commenti che illustrano i loro risultati e il loro spirito d’iniziativa.
Un fatto è quasi certo: non si tratta di effetto placebo, come avevo accennato a inizio articolo.
Giorno 7 (28/09/11):
Tutto a posto e niente in ordine. C’è qualche novità con le dichiarazioni di Matteo B.
Io: Potresti mettermi in prosa i risultati che hai ottenuto oggi, per favore?
M: allora, oggi, come ti ho detto a scuola, ho dormito 8 ore. Ho usato gli stessi occhiali (quelli cinesi) ed è andata benissimo: non ho ‘barcollato’ per niente. Neppure un minuto ed ero già in piedi.
Io: Hai altro da aggiungere?
M: sospetto che non è piu una sensazione ma che hai ragione. Più che sospettare, ne sono convinto.
Insomma, l’esperimento può essere riassunto con questo slogan: “Questione d’occhiali: parti con una marcia in più, al mattino!”
Giorno 8 (29/09/11):
Nessuna nuova segnalazione. Ho solo una piccola sensazione: essendo già l’ottavo giorno di sperimentazione, ho notato che a partire dal sesto giorno si “somatizzano” gli effetti positivi dell’esperimento. Questo non vuol dire che son[…]
november 2011
Galaxies Collide
november 2011
Duqu contains a backdoor that steals information. Infostealers need to send the stolen info back somehow. Careful infostealers try to make the transfer look innocent in case somebody is watching network traffic. Duqu hides its traffic by making it look like normal web traffic.Duqu connects to a server (206.183.111.97 a.k.a. canoyragomez.rapidns.com – which used to be in India) and sends an http request. The server will respond with a blank JPG image. After which Duqu sends back a 56kB JPG file called dsc00001.jpg and appends the stolen information (encrypted with AES) to the end of the image file.Even if somebody is watching outbound traffic, this wouldn't look too weird.Duqu components contain different JPG files. One of them is this: It's a NASA picture of two galaxies colliding.Why this picture?Beats us.Do any of our readers have any ideas?Post your theories to the comments of this blog entry. Here's one theory to get you started. On 21/10/11 At 12:09 PM
from google
november 2011
Falla nel TCP/IP di Windows permette di infettare i PC
november 2011
Windows si buca con pacchetti UDP truccati. Bonus: i pacchetti si mandano su una porta chiusa
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Il bollettino di sicurezza MS11-083 di Microsoft (Vulnerability in TCP/IP Could Allow Remote Code Execution) definisce “critica“ la falla nel TCP/IP di Windows Vista, Windows Server 2008 e Windows 7 che “potrebbe consentire l'esecuzione di codice da remoto se un aggressore invia un flusso continuo di pacchetti UDP appositamente confezionati a una porta chiusa del sistema-bersaglio... un aggressore potrebbe eseguire codice arbitrario in kernel mode” e “potrebbe poi installare programmi; visualizzare, modificare o cancellare dati; oppure creare nuovi account con pieni permessi d'utente”. Ironicamente, Windows XP è immune al problema. Idem dicasi per Windows Server 2003.
Secondo Kevin Mitnick via Twitter, questo potrebbe essere un video che dimostra la falla e il suo utilizzo (su una rete locale):
È una falla decisamente bizzarra, perché è così facile da sfruttare e perché è sorprendente che esista: mandi via Internet i pacchetti UDP malformati e prendi il controllo della macchina-bersaglio. Tutto qui. Oltretutto attraverso una porta chiusa, che come tale dovrebbe dare una certa protezione. Anche per F-Secure la falla è piuttosto soprendente; Technet di Microsoft fornisce dettagli e smorza la sfruttabilità del difetto. L'aggiornamento è in arrivo già disponibile fra quelli mensili del Patch Tuesday dell'altroieri; se usate i sistemi operativi affetti, aggiornateli appena possibile.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
falle_di_sicurezza
Windows
UDP
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L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Il bollettino di sicurezza MS11-083 di Microsoft (Vulnerability in TCP/IP Could Allow Remote Code Execution) definisce “critica“ la falla nel TCP/IP di Windows Vista, Windows Server 2008 e Windows 7 che “potrebbe consentire l'esecuzione di codice da remoto se un aggressore invia un flusso continuo di pacchetti UDP appositamente confezionati a una porta chiusa del sistema-bersaglio... un aggressore potrebbe eseguire codice arbitrario in kernel mode” e “potrebbe poi installare programmi; visualizzare, modificare o cancellare dati; oppure creare nuovi account con pieni permessi d'utente”. Ironicamente, Windows XP è immune al problema. Idem dicasi per Windows Server 2003.
Secondo Kevin Mitnick via Twitter, questo potrebbe essere un video che dimostra la falla e il suo utilizzo (su una rete locale):
È una falla decisamente bizzarra, perché è così facile da sfruttare e perché è sorprendente che esista: mandi via Internet i pacchetti UDP malformati e prendi il controllo della macchina-bersaglio. Tutto qui. Oltretutto attraverso una porta chiusa, che come tale dovrebbe dare una certa protezione. Anche per F-Secure la falla è piuttosto soprendente; Technet di Microsoft fornisce dettagli e smorza la sfruttabilità del difetto. L'aggiornamento è in arrivo già disponibile fra quelli mensili del Patch Tuesday dell'altroieri; se usate i sistemi operativi affetti, aggiornateli appena possibile.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
november 2011
Voci di corridoio…Volunia.com in arrivo
november 2011
Voci bene informate mi hanno appena confermato che Massimo Marchiori, una delle teste alla base dell’algoritmo di Google (leggete la sua pagina Wikipedia, è uno che ne sa...), sta lavorando a un progetto che si propone di rivoluzionare l’esperienza web.
Secondo le indiscrezioni filtrate si tratterebbe di un motore di ricerca innovativo e non di una generica applicazione web. Detta così sembra la solita sparata 2.0 (e il sito sembra confermarlo, ahimé)... Staremo a vedere che succede...
Se siete curiosi come il sottoscritto al momento è attiva una pagina di pre-registrazione su www.volunia.com per essere selezionati ad accedere alla beta.
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CC BY-NC-SA 2006 - 2011 · Voci di corridoio…Volunia.com in arrivo
Google
Web_e_Web_2.0
motori-di-ricerca
web_semantico
from google
Secondo le indiscrezioni filtrate si tratterebbe di un motore di ricerca innovativo e non di una generica applicazione web. Detta così sembra la solita sparata 2.0 (e il sito sembra confermarlo, ahimé)... Staremo a vedere che succede...
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november 2011
Call Of Duty MW3 finalmente disponibile
november 2011
Dopo un anno di anticipazioni, dopo lo spettacolare successo del Call of Duty® XP, il primo evento live per i fan di tutto il mondo, svoltosi a Santa Monica in California, e dopo i numeri dei pre-ordini che hanno superato anche quelli del predecessore, Call of Duty®: Black Ops, il colpo finale è stato finalmente sparato. Da oggi, infatti, Call of Duty®: Modern Warfare 3, il nuovo capitolo del franchise di videogiochi divenuto pietra di paragone del genere fps, ha invaso i negozi di tutto il mondo, creando in oltre 13.000 punti vendita lunghe file di giocatori in attesa di poterlo finalmente acquistare.
L’Italia, allo scoccare della mezzanotte dell'otto novembre, ha dato il benvenuto a Call of Duty®: Modern Warfare 3 allo Spazio T35, con un mega party che ha riunito gli appassionati del gioco: fan, vip e ospiti di Activision hanno festeggiato, sulle note del DJ Set di Leeroy Thornhill, quello che il Vice President Merchandising di GameStop Bob McKenzie ha definito il “gioco più atteso nella storia dei video game”.
Ed è così, nella notte tra il 7 e l’8 novembre che un vero e proprio scoppio ha segnato l’arrivo di una nuova guerra: Call of Duty®: Modern Warfare 3!
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CC BY-NC-SA 2006 - 2011 · Call Of Duty MW3 finalmente disponibile
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L’Italia, allo scoccare della mezzanotte dell'otto novembre, ha dato il benvenuto a Call of Duty®: Modern Warfare 3 allo Spazio T35, con un mega party che ha riunito gli appassionati del gioco: fan, vip e ospiti di Activision hanno festeggiato, sulle note del DJ Set di Leeroy Thornhill, quello che il Vice President Merchandising di GameStop Bob McKenzie ha definito il “gioco più atteso nella storia dei video game”.
Ed è così, nella notte tra il 7 e l’8 novembre che un vero e proprio scoppio ha segnato l’arrivo di una nuova guerra: Call of Duty®: Modern Warfare 3!
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november 2011
Motorola RAZR : avrà un display Super Amoled Advance
november 2011
Torniamo a parlare dell’attesissimo Motorola RAZR, lo smartphone android più sottile al mondo oltre che con la speciale caratteristica di essere resistente all’acqua, ma non è tutto….
(...)Continua a leggere Motorola RAZR : avrà un display Super Amoled Advance su Androidiani.Com
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november 2011
TurboChargher USB 5000, il miglior accessorio dell’anno
november 2011
Direttamente da Proporta arriva la notizia che Il TurboCharger USB 5000 è stato eletto miglior accessorio dell’anno. Scopriamo insieme di cosa si tratta più nel dettaglio.
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november 2011
Video Inspirations: Future Vision 2011
november 2011
Oggi per la rubrica Video Inspiration, voglio segnalarvi un video di Microsoft nel quale condivide la propria visione del futuro riguardo la tecnologia nella produttività.
Questo è uno dei diversi video che Mircrosoft ha realizzato per scommettere e prevedere come la tecnologia si evolverà.
Il video Productivity Future Vision 2011Clicca qui per vedere il video incorporato.
Design
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Sviluppo
VideoInspiration
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Questo è uno dei diversi video che Mircrosoft ha realizzato per scommettere e prevedere come la tecnologia si evolverà.
Il video Productivity Future Vision 2011Clicca qui per vedere il video incorporato.
november 2011
jQuery 1.7 Released
november 2011
You'll probably start seeing .on() and .off() on tutorial sites so just a heads up, that's new syntax for event binding in jQuery (although all the old methods still work too).
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jQuery 1.7 Released is a post from CSS-Tricks
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november 2011
Adding SEO Friendly URL’s to OpenCart
november 2011
First off, I must give credit where it is due. I got most of my information on OpenCart Clean URL’s from PHP Genious. In this post I will explain how friendly or clean URL’s work in OpenCart.
Clean URL’s are built into OpenCart 1.5. To use SEO URL’s you need to enable them under your stores server settings, rename the .htaccess.txt file and add your SEO keyword for each product and category you create. The keywords will not be created for you. You must also have Apache mod_rewrite turned on. Most web hosts will have this on by default.
Enable SEO URL’s in the OpenCart Admin
The first step is to enable SEO URL’s in your stores admin. Go to the “System” drop-down and click on “Settings”. Locate the store you want to alter and click the “Edit” link off to the right. Finally click the “Server” tab and set the SEO URL’s radio to “Yes” and save your settings.
Rename the .htaccess.txt file
Next you must create an .htaccess file. If you do not create this file your pages will not display. OpenCart provides a file called .htaccess.txt. Rename this file to .htaccess and you will be good to go. If you don’t have this file in your root directory you will need to make your own .htaccess file. The fiel should include the following:
# 1.To use URL Alias you need to be running apache with mod_rewrite enabled.
# 2. In your opencart directory rename htaccess.txt to .htaccess.
# For any support issues please visit: http://www.opencart.com
Options +FollowSymlinks
# Prevent Directoy listing
Options -Indexes
# Prevent Direct Access to files
Order deny,allow
Deny from all
# SEO URL Settings
RewriteEngine On
# If your opencart installation does not run on the main web folder make sure you folder it does run in ie. / becomes /shop/
RewriteBase /
RewriteRule sitemap.xml /index.php?route=feed/google_sitemap
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-f
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-d
RewriteRule ^([^?]*) index.php?_route_=$1 [L,QSA]
### Additional Settings that may need to be enabled for some servers
### Uncomment the commands by removing the # sign in front of it.
### If you get an "Internal Server Error 500" after enabling any of the following settings, restore the # as this means your host doesn't allow that.
# 1. If your cart only allows you to add one item at a time, it is possible register_globals is on. This may work to disable it:
# php_flag register_globals off
# 2. If your cart has magic quotes enabled, This may work to disable it:
# php_flag magic_quotes_gpc Off
# 3. Set max upload file size. Most hosts will limit this and not allow it to be overridden but you can try
# php_value upload_max_filesize 999M
# 4. set max post size. uncomment this line if you have a lot of product options or are getting errors where forms are not saving all fields
# php_value post_max_size 999M
# 5. set max time script can take. uncomment this line if you have a lot of product options or are getting errors where forms are not saving all fields
# php_value max_execution_time 200
# 6. set max time for input to be recieved. Uncomment this line if you have a lot of product options or are getting errors where forms are not saving all fields
# php_value max_input_time 200
Enter SEO Keywords for URL’s
Finally, you need to enter SEO keywords for every page, information, product and category you want to have URL rewrite. You can find the field for the SEO Keywords under the Data tab when editing and creating items.
Once you have entered the SEO Keywords your URL’w will be working. Now go and enjoy more traffic and happy customers.
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Clean URL’s are built into OpenCart 1.5. To use SEO URL’s you need to enable them under your stores server settings, rename the .htaccess.txt file and add your SEO keyword for each product and category you create. The keywords will not be created for you. You must also have Apache mod_rewrite turned on. Most web hosts will have this on by default.
Enable SEO URL’s in the OpenCart Admin
The first step is to enable SEO URL’s in your stores admin. Go to the “System” drop-down and click on “Settings”. Locate the store you want to alter and click the “Edit” link off to the right. Finally click the “Server” tab and set the SEO URL’s radio to “Yes” and save your settings.
Rename the .htaccess.txt file
Next you must create an .htaccess file. If you do not create this file your pages will not display. OpenCart provides a file called .htaccess.txt. Rename this file to .htaccess and you will be good to go. If you don’t have this file in your root directory you will need to make your own .htaccess file. The fiel should include the following:
# 1.To use URL Alias you need to be running apache with mod_rewrite enabled.
# 2. In your opencart directory rename htaccess.txt to .htaccess.
# For any support issues please visit: http://www.opencart.com
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# Prevent Directoy listing
Options -Indexes
# Prevent Direct Access to files
Order deny,allow
Deny from all
# SEO URL Settings
RewriteEngine On
# If your opencart installation does not run on the main web folder make sure you folder it does run in ie. / becomes /shop/
RewriteBase /
RewriteRule sitemap.xml /index.php?route=feed/google_sitemap
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-f
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-d
RewriteRule ^([^?]*) index.php?_route_=$1 [L,QSA]
### Additional Settings that may need to be enabled for some servers
### Uncomment the commands by removing the # sign in front of it.
### If you get an "Internal Server Error 500" after enabling any of the following settings, restore the # as this means your host doesn't allow that.
# 1. If your cart only allows you to add one item at a time, it is possible register_globals is on. This may work to disable it:
# php_flag register_globals off
# 2. If your cart has magic quotes enabled, This may work to disable it:
# php_flag magic_quotes_gpc Off
# 3. Set max upload file size. Most hosts will limit this and not allow it to be overridden but you can try
# php_value upload_max_filesize 999M
# 4. set max post size. uncomment this line if you have a lot of product options or are getting errors where forms are not saving all fields
# php_value post_max_size 999M
# 5. set max time script can take. uncomment this line if you have a lot of product options or are getting errors where forms are not saving all fields
# php_value max_execution_time 200
# 6. set max time for input to be recieved. Uncomment this line if you have a lot of product options or are getting errors where forms are not saving all fields
# php_value max_input_time 200
Enter SEO Keywords for URL’s
Finally, you need to enter SEO keywords for every page, information, product and category you want to have URL rewrite. You can find the field for the SEO Keywords under the Data tab when editing and creating items.
Once you have entered the SEO Keywords your URL’w will be working. Now go and enjoy more traffic and happy customers.
november 2011
Possible Governmental Backdoor Found ("Case R2D2")
november 2011
Chaos Computer Club from Germany has tonight announced that they have located a backdoor trojan used by the German Government.The announcement was made public on ccc.de with a detailed 20-page analysis of the functionality of the malware.Download the report in PDF (in German).The malware in question is a Windows backdoor consisting of a DLL and a kernel driver.The backdoor includes a keylogger that targets certain applications. These applications include Firefox, Skype, MSN Messenger, ICQ and others.The backdoor also contains code intended to take screenshots and record audio, including recording Skype calls.In addition, the backdoor can be remotely updated. Servers that it connects to include 83.236.140.90 and 207.158.22.134.We do not know who created this backdoor and what it was used for.We have no reason to suspect CCC's findings, but we can't confirm that this trojan was written by the German government. As far as we see, the only party that could confirm that would be the German government itself.Our generic policy on detecting governmental backdoors or "lawful interception" police trojans can be read here.We have never before analyzed a sample that has been suspected to be governmental backdoor. We have also never been asked by any government to avoid detecting their backdoors.Having said that, we detect this backdoor as Backdoor:W32/R2D2.AThe name R2D2 comes from a string inside the trojan: "C3PO-r2d2-POE". This string is used internally by the trojan to initiate data transmission.We are expecting this to become a major news story. It's likely there will be an official response from the German government.MD5 hashes: 930712416770A8D5E6951F3E38548691 and D6791F5AA6239D143A22B2A15F627E72 On 08/10/11 At 08:42 PM
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november 2011
Motorola Droid 4: prime foto live del nuovo smartphone Android
october 2011
Una fonte anonima ha inviato alla famosa community di Droid-Life le prime fotografie dal vivo del nuovo Motorola Droid 4, il prossimo nuovo arrivo per questa celebre famiglia di smartphone Android. Tra le tante novità troviamo la classica tastiera slide QWERTY a cinque righe, stavolta anche retroilluminata. Il meccanismo di scorrimento della tastiera sembra essere il migliore in assoluto tra tutti questi tipi di smartphone, sempre secondo l’informatore. Conosciamo meglio il nuovo Droid 4.
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october 2011
Samsung batte Apple: venduti un maggior numero di smartphone
october 2011
Stando a quelli che sono i dati forniti recentemente da Strategy Analytics durante il terzo trimestre del 2011 Samsung sarebbe riuscita a battere Apple in fatto di smartphone.
Questo, in alteri termini, sta quindi a significare che i numeri delle vendite degli smartphone della ben nota azienda sudcoreana risultano superiori a quelli raggiunti dalla celebre mela morsicata e la differenza, inoltre, sembrerebbe essere anche abbastanza sostanziosa: si tratta infatti di ben 10 milioni di device in più.
Infatti, durante il periodo preso in esame, Samsung ha spedito 27,8 milioni di smartphone ottenendo il 23,8% di quote di mercato contro Apple che, invece, ha spedito 17,1 milioni di iPhone corrispondenti al 14,6% di quote di mercato.
(...)Continua a leggere Samsung batte Apple: venduti un maggior numero di smartphone, su Geekissimo
Samsung batte Apple: venduti un maggior numero di smartphone, pubblicato su Geekissimo il 29/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | 2 commenti | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Scienza e tecnologia. Post tags: Apple, Nokia, samsung, vendite smartphone
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Questo, in alteri termini, sta quindi a significare che i numeri delle vendite degli smartphone della ben nota azienda sudcoreana risultano superiori a quelli raggiunti dalla celebre mela morsicata e la differenza, inoltre, sembrerebbe essere anche abbastanza sostanziosa: si tratta infatti di ben 10 milioni di device in più.
Infatti, durante il periodo preso in esame, Samsung ha spedito 27,8 milioni di smartphone ottenendo il 23,8% di quote di mercato contro Apple che, invece, ha spedito 17,1 milioni di iPhone corrispondenti al 14,6% di quote di mercato.
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Samsung batte Apple: venduti un maggior numero di smartphone, pubblicato su Geekissimo il 29/10/2011
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october 2011
Wikipedia Code Challenge
october 2011
Amate Wikipedia alla follia? Da oggi potete partecipare al Wikipedia Code Challenge.
Di cosa si tratta? Wikipedia ha organizzato un contest per sviluppatori con tre progetti ben distinti: uno slideshow fotografico HTML5, uno strumento di upload fotografico da cellulari e smartphone e per concludere uno strumento che permetta agli utenti di vedere in tempo reale le modifiche effettuate dagli autori sulle pagine.
Il premio? La gloria imperitura, da quel che ho capito.
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CC BY-NC-SA 2006 - 2011 · Wikipedia Code Challenge
HTML_e_CSS
JavaScript
html5
wikipedia
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Di cosa si tratta? Wikipedia ha organizzato un contest per sviluppatori con tre progetti ben distinti: uno slideshow fotografico HTML5, uno strumento di upload fotografico da cellulari e smartphone e per concludere uno strumento che permetta agli utenti di vedere in tempo reale le modifiche effettuate dagli autori sulle pagine.
Il premio? La gloria imperitura, da quel che ho capito.
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october 2011
Twilio arriva in Europa
october 2011
Con un nuovo ufficio a Londra e alcune nazioni in "beta" Twilio sbarca in Europa. Non sapete cos'è Twilio? Twilio, grazie alle sue API permette di creare applicazioni che interagiscono con l'utente (e le vostre app) via SMS o voce.
In parole povere (e in inglese)
Twilio is a provider of cloud API for voice and SMS communications for customers who want to use phone services as marketing leverage. Twilio offers a pay as you go, affordable no contract plan for your business to make and receive calls and SMS messages. They use your existing web development skills, resources, and infrastructure to improve on your marketing campaigns.
Geniale, no? (speriamo arrivi presto anche da noi)
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CC BY-NC-SA 2006 - 2011 · Twilio arriva in Europa
Tecnologia
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twilio
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In parole povere (e in inglese)
Twilio is a provider of cloud API for voice and SMS communications for customers who want to use phone services as marketing leverage. Twilio offers a pay as you go, affordable no contract plan for your business to make and receive calls and SMS messages. They use your existing web development skills, resources, and infrastructure to improve on your marketing campaigns.
Geniale, no? (speriamo arrivi presto anche da noi)
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october 2011
Addio Sony Ericsson, Sony ha ottenuto la totalità
october 2011
Della scissione di Sony Ericsson e della volontà di Sony di far proprio l’intero gruppo rilevandone la metà di cui ne è in possesso Ericsson se ne parlava già da qualche tempo a questa parte ma la notizia è stata ufficializzata soltanto nelle ultime ore.
Il gruppo Sony Ericsson ha terminato il proprio percorso, Sony ha rilevato la totalità della proprietà Ericsson e, d’ora in avanti, trainerà autonomamente l’intera azienda.
Il valore totale della transazione corrisponde a 10,5 miliardi di dollari e per Sony l’investimento in questione va a configurarsi come fondamentale sotto molteplici punti di vista, primo tra tutti quello concernente il mercato degli smartphone.
Il gruppo, infatti, pur producendo TV, PC, consolle e tablet aveva però un’incidenza negativa negativa per quanto concerne la produzione degli smartphone per cui solo e soltanto effettuando una scissione sarebbe stato possibile lanciare nuovi device mobile in grado di soddisfare l’utenza e, ovviamente, cercare di tenere testa alla concorrenza.
(...)Continua a leggere Addio Sony Ericsson, Sony ha ottenuto la totalità, su Geekissimo
Addio Sony Ericsson, Sony ha ottenuto la totalità, pubblicato su Geekissimo il 27/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | 2 commenti | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Scienza e tecnologia. Post tags: acquisizione, mercato smartphone, Sony, sony-ericsson
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Il gruppo Sony Ericsson ha terminato il proprio percorso, Sony ha rilevato la totalità della proprietà Ericsson e, d’ora in avanti, trainerà autonomamente l’intera azienda.
Il valore totale della transazione corrisponde a 10,5 miliardi di dollari e per Sony l’investimento in questione va a configurarsi come fondamentale sotto molteplici punti di vista, primo tra tutti quello concernente il mercato degli smartphone.
Il gruppo, infatti, pur producendo TV, PC, consolle e tablet aveva però un’incidenza negativa negativa per quanto concerne la produzione degli smartphone per cui solo e soltanto effettuando una scissione sarebbe stato possibile lanciare nuovi device mobile in grado di soddisfare l’utenza e, ovviamente, cercare di tenere testa alla concorrenza.
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Addio Sony Ericsson, Sony ha ottenuto la totalità, pubblicato su Geekissimo il 27/10/2011
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october 2011
Apple brevetta lo Slide to unlock: nuova guerra contro Android in vista
october 2011
I guai non vengono mai da soli, lo sappiamo bene noi “comuni mortali“, sta iniziando a capirlo anche Google. Dopo il nuovo obolo da pagare a Microsoft, gli androidiani sono costretti ad incassare un nuovo colpo da Apple che dopo tanti anni (dal 2005, per l’esattezza) ha visto finalmente riconoscersi il brevetto per lo Slide to unlock, il meccanismo di sblocco degli smartphone dopo lo stand-by che prevede il trascinamento di un pulsante sullo schermo da sinistra verso destra.
Come mai il riconoscimento di un brevetto Apple per una funzione che l’azienda di Cupertino ha introdotto effettivamente per prima (con iPhone) dovrebbe preoccupare il mondo Android? Semplice, perché la maggior parte degli Android Phone e dei tablet con il sistema del robottino usano un meccanismo molto, molto simile per ritornare dallo standby. Ed anche perché il brevetto sarebbe molto fraintendibile nel caso in cui la Casa della mela decidesse di usarlo per mettere i bastoni fra le ruote a Google.
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Apple brevetta lo Slide to unlock: nuova guerra contro Android in vista, pubblicato su Geekissimo il 26/10/2011
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Come mai il riconoscimento di un brevetto Apple per una funzione che l’azienda di Cupertino ha introdotto effettivamente per prima (con iPhone) dovrebbe preoccupare il mondo Android? Semplice, perché la maggior parte degli Android Phone e dei tablet con il sistema del robottino usano un meccanismo molto, molto simile per ritornare dallo standby. Ed anche perché il brevetto sarebbe molto fraintendibile nel caso in cui la Casa della mela decidesse di usarlo per mettere i bastoni fra le ruote a Google.
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Apple brevetta lo Slide to unlock: nuova guerra contro Android in vista, pubblicato su Geekissimo il 26/10/2011
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october 2011
Emailology: Creare un Design Efficace per Newsletter
october 2011
Emailology è un interessante risorsa che permette di scoprire le migliori tecniche per creare un design efficace per una newsletter.
La email rimane attualmente il miglior metodo per comunicare direttamente con i propri fan e potenziali clienti, un design efficace permette di avere migliori probabilità di convertire e monetizzare.
L’obiettivo di Emailology è quello di condividere le migliori guide e tecniche per creare un design efficace per newsletter.
Il progetto si presenta con sezioni dedicate alla compatibilità tra i diversi client di posta elettronica, consigli per sviluppo e visualizzazione su smartphone, linee guida css di base e i codici che devono essere evitati.
Oltre a guide e risorse, ci sono alcuni piccoli tools, che permettono di ottimizzare il tempo di realizzazione di una newsletter.
Nel progetto possiamo trovare anche un sistema di conversione caratteri speciali o framework da usare come guida base durante la realizzazione.
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Webdesign
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La email rimane attualmente il miglior metodo per comunicare direttamente con i propri fan e potenziali clienti, un design efficace permette di avere migliori probabilità di convertire e monetizzare.
L’obiettivo di Emailology è quello di condividere le migliori guide e tecniche per creare un design efficace per newsletter.
Il progetto si presenta con sezioni dedicate alla compatibilità tra i diversi client di posta elettronica, consigli per sviluppo e visualizzazione su smartphone, linee guida css di base e i codici che devono essere evitati.
Oltre a guide e risorse, ci sono alcuni piccoli tools, che permettono di ottimizzare il tempo di realizzazione di una newsletter.
Nel progetto possiamo trovare anche un sistema di conversione caratteri speciali o framework da usare come guida base durante la realizzazione.
october 2011
Motorola promette : Ice Cream Sandwich su Droid Razr, Bionic e XOOM
october 2011
Sarà che dopo l’acquisizione da parte di Google i dipendenti Motorola abbiano deciso di mettersi seriamente al lavoro impauriti da possibili licenziamenti, o semplicemente che Google abbia deciso, come è giusto che sia, di dare risorse al suo nuovo acquisto, per farlo mettere al passo con le altre case produttrici…
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october 2011
Come cambia Google Reader?
october 2011
Google ha annunciato che la prossima settimana cambierà Google Reader con un nuovo layout: cambierà il design del lettore di feed tra i più usati e con esso anche le funzioni di share che s’integreranno con Google+. Sarà possibile condividere post e feed preferiti con le cerchie mentre il “Like”, il “Following” e lo “Share” di Google Reader verranno dismessi ma potranno essere usati attraverso Send To.
Deve essere per questo che Google ha aperto agli pseudonimi su Google Plus. Su Google Reader io non voglio avere degli “amici” o delle cerchie da gestire ma soltanto letture interessanti, non voglio perdere tempo per usare funzioni sociali ma per leggere contenuti e persone di valore. E per me basta sottoscrivere un feed o usare un po’ di serendipity, non ho bisogno che Google mi obblighi ad usare Google Plus. Mi basta l’account di Google.
Ad ogni modo per evitare che in questa transazione Google faccia dei casini e mi lasci senza alcuni dati ho esportato tutti i feed ai quali mi sono abboanto in un file OPML. Se hai degli elementi che hai impostato come “starred items” e li vuoi salvare puoi usare questa guida che trovi anche nell’help di Google.
Lo strumento ufficiale per archiviare tutti i dati dell’account di Google e stare più tranquilli è Takeout mentre per fare un backup offline di Google Reader e Gmail si può sempre utilizzare Gookup. Tra qualche giorno infatti dovrebbe cambiare anche l’interfaccia di Gmail.
Voice_over_Net
feed_reader
Gmail_backup
google_reader
google_reader_backup
rss_feed
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Deve essere per questo che Google ha aperto agli pseudonimi su Google Plus. Su Google Reader io non voglio avere degli “amici” o delle cerchie da gestire ma soltanto letture interessanti, non voglio perdere tempo per usare funzioni sociali ma per leggere contenuti e persone di valore. E per me basta sottoscrivere un feed o usare un po’ di serendipity, non ho bisogno che Google mi obblighi ad usare Google Plus. Mi basta l’account di Google.
Ad ogni modo per evitare che in questa transazione Google faccia dei casini e mi lasci senza alcuni dati ho esportato tutti i feed ai quali mi sono abboanto in un file OPML. Se hai degli elementi che hai impostato come “starred items” e li vuoi salvare puoi usare questa guida che trovi anche nell’help di Google.
Lo strumento ufficiale per archiviare tutti i dati dell’account di Google e stare più tranquilli è Takeout mentre per fare un backup offline di Google Reader e Gmail si può sempre utilizzare Gookup. Tra qualche giorno infatti dovrebbe cambiare anche l’interfaccia di Gmail.
october 2011
WikiLeaks chiede donazioni e intanto chiude a tempo indeterminato
october 2011
Cattive notizie per Julian Assange e per WikiLeaks poiché, a circa dieci giorni di distanza dal primo grande flusso di rivelazioni trafugate alle ambasciate statunitensi nel mondo, il più che noto sito web viene ora sospeso a tempo indeterminato a causa della mancanza di fondi sufficienti.
Infatti il blocco finanziario mediante carte di credito e sistemi di pagamento online (MasterCard, Bank Of America, PayPal, VISA e Western Union), voluto dagli Stati Uniti ed iniziato nel Dicembre del 2010, ha comportato la perdita di circa il 95% delle entrate del sito.
Negli ultimi 11 mesi il sostentamento di WikiLeaks è stato possibile solo e soltanto grazie al denaro accumulato mediante la donazioni effettuate precedentemente al periodo del blocco ed ora, a quanto pare, il sito web, tanto amato quanto, al contempo, temuto, sembrerebbe essere destinato a restare in una fase di stallo per un periodo di tempo indefinito.
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WikiLeaks chiede donazioni e intanto chiude a tempo indeterminato, pubblicato su Geekissimo il 25/10/2011
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Infatti il blocco finanziario mediante carte di credito e sistemi di pagamento online (MasterCard, Bank Of America, PayPal, VISA e Western Union), voluto dagli Stati Uniti ed iniziato nel Dicembre del 2010, ha comportato la perdita di circa il 95% delle entrate del sito.
Negli ultimi 11 mesi il sostentamento di WikiLeaks è stato possibile solo e soltanto grazie al denaro accumulato mediante la donazioni effettuate precedentemente al periodo del blocco ed ora, a quanto pare, il sito web, tanto amato quanto, al contempo, temuto, sembrerebbe essere destinato a restare in una fase di stallo per un periodo di tempo indefinito.
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WikiLeaks chiede donazioni e intanto chiude a tempo indeterminato, pubblicato su Geekissimo il 25/10/2011
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october 2011
Trends: From Phishing to "Man-in-the-Middle" Phishing
october 2011
Here's how phishing methods are evolving based on our recent investigations.E-mail PhishingThis message claims to be from Blizzard Entertainment.It attempts to phish the recipient by promising access to a game that's currently under development.The language and grammar usage is good but not perfect.Somewhat oddly — the e-mail address that's spoofed is noreply@blizzard.com.—————E-mail + Server PhishingThis message claims to be from Nordea Bank of Finland.The language and grammar usage is terrible (it looks straight out of Google Translate).The e-mail linked to an Apache server that hosted this login page:(We sent an abuse report and the site was quickly shutdown.)The fake netbank page asks for the customer's User ID and Code (a one-time password from a printed list).This is the next page:It asks for all of the customer's current set of Authorization Codes (one of several codes on a list that are randomly requested in order to complete a transaction).All input is appended to a text file. In this example, the phisher has a limited window of opportunity to access the customer's account. If the customer attempts to access their real netbank account, they'll be prompted for the one-time password — making the phisher's information useless.—————E-mail + Server + MitM ServiceHere's a more advanced example that recently targeted two Finnish banks.Screenshot by Henry HagnäsThe Finnish used by this message is not quite right, but it's generally better than most Finns actually use in e-mail.In any case, the language and grammar usage is quite a bit better than the other phishing campaign.The phishing server is more advanced as well. Once the customer enters their User ID and one-time password code, the server then attempts a real-time transaction (to take advantage of the limited window of opportunity).This Man-in-the-Middle service asks the customer to wait for two minutes:And then the customer is asked for a particular confirmation code to complete the transaction:This e-mail + server + MitM service is more subtle and significantly more dangerous than our second example.Our investigation discovered a similar domain registered for Spain's TLD (.es). We suspect numerous European banks are (or will be) targeted by Man-in-the-Middle phishing. On 30/09/11 At 03:15 PM
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october 2011
Motorola RAZR : bootloader sbloccato in base all’operatore
october 2011
Torniamo a parlare del Motorola Droid RAZR, uno dei più attesi smartphone del momento, di prossima uscita negli USA con Verizon.
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october 2011
Mikko's Google Zeitgeist Presentation
october 2011
Mikko spoke this week at Google Zeitgeist.His topic of discussion — the three groups behind today's Internet threats: organized criminals, hacktivists, and nation states.A video of his presentation is available here: On 29/09/11 At 02:06 PM
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october 2011
Samsung e brevetti : nuova TouchWiz per problemi con Apple ?
october 2011
Si torna a parlare del contenzioso tra Samsung ed Apple, e delle modifiche che la casa coreana dovrebbe apportare alla TouchWiz per non cadere in cause legali relative ai brevetti.
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october 2011
Video della bimba cinese investita e ignorata
october 2011
Non è un falso il video della bambina cinese investita e poi ignorata da tutti
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Da vari giorni circola in Rete un video scioccante (attenzione: è davvero molto impressionante), ripreso da una telecamera di sorveglianza, che mostra una bambina investita da un furgone e poi ignorata da tutti i passanti nonostante giaccia in mezzo alla strada. Addirittura a un certo punto la bimba viene investita di nuovo.
Molti, me compreso, hanno sperato che si trattasse di un falso, anche perché le circostanze sembravano incredibili nel loro cinismo, ma stavolta (diversamente da altri casi celebri) tutto sembra indicare che il video sia autentico.
Il Washington Post cita il Beijing News, che segnala l'arresto di due conducenti sospettati di aver travolto la bambina, che si chiamava Wang Yue (altre fonti la chiamano Yueye o Yueyue), aveva due anni ed è morta una settimana dopo l'investimento, avvenuto il 13 ottobre scorso a Foshan, nella provincia del Guangdong. Affaritaliani, uno dei siti italiani di notizie che aveva pubblicato il video, ha aggiornato il proprio articolo per dare la notizia della morte della bambina.
Molti si sono chiesti come sia possibile arrivare a questi livelli di inumanità. Il Guardian cerca di dare una spiegazione ricordando che in Cina c'è una diffusa paura d'intervenire in casi come questi perché è già successo che i soccorritori siano stati incolpati dell'incidente e condannati.
Altri dettagli di questa tristissima vicenda sono su China Daily.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
antibufala
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L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Da vari giorni circola in Rete un video scioccante (attenzione: è davvero molto impressionante), ripreso da una telecamera di sorveglianza, che mostra una bambina investita da un furgone e poi ignorata da tutti i passanti nonostante giaccia in mezzo alla strada. Addirittura a un certo punto la bimba viene investita di nuovo.
Molti, me compreso, hanno sperato che si trattasse di un falso, anche perché le circostanze sembravano incredibili nel loro cinismo, ma stavolta (diversamente da altri casi celebri) tutto sembra indicare che il video sia autentico.
Il Washington Post cita il Beijing News, che segnala l'arresto di due conducenti sospettati di aver travolto la bambina, che si chiamava Wang Yue (altre fonti la chiamano Yueye o Yueyue), aveva due anni ed è morta una settimana dopo l'investimento, avvenuto il 13 ottobre scorso a Foshan, nella provincia del Guangdong. Affaritaliani, uno dei siti italiani di notizie che aveva pubblicato il video, ha aggiornato il proprio articolo per dare la notizia della morte della bambina.
Molti si sono chiesti come sia possibile arrivare a questi livelli di inumanità. Il Guardian cerca di dare una spiegazione ricordando che in Cina c'è una diffusa paura d'intervenire in casi come questi perché è già successo che i soccorritori siano stati incolpati dell'incidente e condannati.
Altri dettagli di questa tristissima vicenda sono su China Daily.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
october 2011
Recensione Duracell Power On
october 2011
Duracell Power On è una serie di prodotti Duracell pensati per i dispositivi "moderni" come smartphone e fotocamere digitali, sempre più avidi (ahinoi) di energia da consumare.
Quante volte vi è capitato di rimanere senza batteria in attesa di una chiamata importante? Quante volte la vostra fotocamera digitale vi ha abbandonato sul più bello?
Intanto cominciate a guardare le foto annotate sul set flickr, poi passate alla recensione dopo il salto.
Duracell mi ha fornito un kit composto da:
Caricabatterie Speedy
Caricatore USB portatile con batteria da 1800mAh
Cavo USB
Una confezione di Duracell AA Plus Power
Una confezione di Duracell AA 1700mAh ricaricabili
Il kit, in una comoda custodia non sarà purtroppo disponibile in commercio, ma potrete comprarne i singoli componenti sul sito Duracell.
Il caricatore USB portatile
Il caricatore USB portatile Duracell Power On è quello che vi serve se siete cellulare-dipendenti. Io e Roberta l'abbiamo provato per oltre una settimana ed avere una carica aggiuntiva a disposizione è comodo e permette di affrontare le lunghe giornate fuori casa in tutta tranquillità: il caricabatterie mette a vostra disposizione due prese USB e un indicatore LED per visualizzare facilmente la riserva di energia rimasta.
Potete connettere al dispositivo anche due iPhone contemporaneamente (purtroppo nella confezione è fornito solo un cavo micro/mini USB e non un cavo con connettore iPhone) e le specifiche parlano di 5 ore di conversazione aggiuntive (per un solo dispositivo), anche se mi sembrano un po' ottimistiche.
Il caricabatterie Speedy
L'altro prodotto Duracell Power On che mi è stato inviato è il caricabatterie Speedy. Compatibile con batterie AAA e AA permette di ricaricare in un'ora 2 (4 in 2 ore) batterie Duracell. Ho provato il caricabatterie in accoppiata con le batterie da 1700 mAh
Per concludere
I prodotti Duracell sono una garanzia e questi ultimi confermano il trend. Il caricatore USB è comodo e compatto da portare sempre con sé (Roberta l'ha requisito e sta sempre nella sua borsa) mentre i caricabatterie è veloce ed utile per quei dispositivi che vanno a batterie come fotocamere, console o simili.
Se non vi ho convinto potete leggere la prova di Gioxx qui e ricordate che potrete trovare i prodotti Duracell anche su Amazon.
Segui @naponews su twitter!
CC BY-NC-SA 2006 - 2011 · Recensione Duracell Power On
Tecnologia
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recensioni
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Quante volte vi è capitato di rimanere senza batteria in attesa di una chiamata importante? Quante volte la vostra fotocamera digitale vi ha abbandonato sul più bello?
Intanto cominciate a guardare le foto annotate sul set flickr, poi passate alla recensione dopo il salto.
Duracell mi ha fornito un kit composto da:
Caricabatterie Speedy
Caricatore USB portatile con batteria da 1800mAh
Cavo USB
Una confezione di Duracell AA Plus Power
Una confezione di Duracell AA 1700mAh ricaricabili
Il kit, in una comoda custodia non sarà purtroppo disponibile in commercio, ma potrete comprarne i singoli componenti sul sito Duracell.
Il caricatore USB portatile
Il caricatore USB portatile Duracell Power On è quello che vi serve se siete cellulare-dipendenti. Io e Roberta l'abbiamo provato per oltre una settimana ed avere una carica aggiuntiva a disposizione è comodo e permette di affrontare le lunghe giornate fuori casa in tutta tranquillità: il caricabatterie mette a vostra disposizione due prese USB e un indicatore LED per visualizzare facilmente la riserva di energia rimasta.
Potete connettere al dispositivo anche due iPhone contemporaneamente (purtroppo nella confezione è fornito solo un cavo micro/mini USB e non un cavo con connettore iPhone) e le specifiche parlano di 5 ore di conversazione aggiuntive (per un solo dispositivo), anche se mi sembrano un po' ottimistiche.
Il caricabatterie Speedy
L'altro prodotto Duracell Power On che mi è stato inviato è il caricabatterie Speedy. Compatibile con batterie AAA e AA permette di ricaricare in un'ora 2 (4 in 2 ore) batterie Duracell. Ho provato il caricabatterie in accoppiata con le batterie da 1700 mAh
Per concludere
I prodotti Duracell sono una garanzia e questi ultimi confermano il trend. Il caricatore USB è comodo e compatto da portare sempre con sé (Roberta l'ha requisito e sta sempre nella sua borsa) mentre i caricabatterie è veloce ed utile per quei dispositivi che vanno a batterie come fotocamere, console o simili.
Se non vi ho convinto potete leggere la prova di Gioxx qui e ricordate che potrete trovare i prodotti Duracell anche su Amazon.
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CC BY-NC-SA 2006 - 2011 · Recensione Duracell Power On
october 2011
Foundation: Framework per Creare Progetti Web Reattivi
october 2011
Foundation è un framwork da scaricare gratuitamente, realizzato dai ragazzi creativi di Zurb, che ci permette di avere una base su cui iniziare a lavorare per progetti web reattivi.
Nei giorni scorsi parlavamo di Responsive Web Design, ovvero tutte quelle tecniche per realizzare layout web ed elementi a seconda delle dimensioni dello schermo o dispositivo mobile corrente.
Possiamo vedere in azione il Framework sullo stesso sito Foundation oppure su ZURBsoapbox e capire subito le grandi potenzialità.
Il Framework è reattivo, funziona senza problemi su tutti i principali browser, comprese quelle mobili.
Abbiamo la possibilità di scaricare il framework gratuitamente e visualizzare una ricca documentazione per l’uso corretto.
La struttura che avremo a disposizione avrà diverse caratteristiche al suo interno, come stili per tipografica, link, eleneti, moduli, pulsanti, tabelle.
All’interno del framework potremo trovare diversi progetti come Orbit per lo scorrimento di contenuti e Reveal per le finestre di dialogo, tutti componenti alimentati da jQuery e reattivi.
Foundation attualmente è uno dei migliori framework in circolazione per iniziare a costruire progetti web reattivi.
Design
Grafica
Immagini
Sviluppo
Webdesign
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Nei giorni scorsi parlavamo di Responsive Web Design, ovvero tutte quelle tecniche per realizzare layout web ed elementi a seconda delle dimensioni dello schermo o dispositivo mobile corrente.
Possiamo vedere in azione il Framework sullo stesso sito Foundation oppure su ZURBsoapbox e capire subito le grandi potenzialità.
Il Framework è reattivo, funziona senza problemi su tutti i principali browser, comprese quelle mobili.
Abbiamo la possibilità di scaricare il framework gratuitamente e visualizzare una ricca documentazione per l’uso corretto.
La struttura che avremo a disposizione avrà diverse caratteristiche al suo interno, come stili per tipografica, link, eleneti, moduli, pulsanti, tabelle.
All’interno del framework potremo trovare diversi progetti come Orbit per lo scorrimento di contenuti e Reveal per le finestre di dialogo, tutti componenti alimentati da jQuery e reattivi.
Foundation attualmente è uno dei migliori framework in circolazione per iniziare a costruire progetti web reattivi.
october 2011
Zombies
october 2011
Incredible life-like zombies in our neighborhood.
Amazing stuff.
You just finished reading Zombies! and you survived!
Random
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Amazing stuff.
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october 2011
Anonymous takes down darknet child porn site on Tor network
october 2011
Pedophiles connecting to a concealed child pornography site got an unwelcome surprise last week, courtesy of the hacktivist group Anonymous. Lolita City, a child pornography site run on over a concealed “darknet,” has been taken down by Anonymous members, and account details of 1,589 users from the site’s database were posted as evidence.
The takedown is part of Anonymous’ Operation Darknet, an anti-child-pornography effort aimed at thwarting child pornographers operating on on the Tor network. Anonymous’ attack was focused on a hosting service called Freedom Hosting, which the group claims was the largest host of child pornography on Tor’s anonymized network. “By taking down Freedom Hosting, we are eliminating 40+ child pornography websites,” Anonymous claimed in its statement. “Among these is Lolita City, one of the largest child pornography websites to date, containing more than 100GB of child pornography.”
Based on a secure networking technology originally developed by the US Navy, Tor routes traffic through a collection of volunteer servers scattered across the Internet, making monitoring of what is being viewed or where communications are coming from difficult. The Tor network also hosts a private “dark” top-level domain, .onion (which is not an official TLD), via its Hidden Service Protocol; these sites are visible only to Tor users or those using a Tor gateway such as tor2web.org.
Tags: AnonymousIndustry NewsSource: Arstechnica
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The takedown is part of Anonymous’ Operation Darknet, an anti-child-pornography effort aimed at thwarting child pornographers operating on on the Tor network. Anonymous’ attack was focused on a hosting service called Freedom Hosting, which the group claims was the largest host of child pornography on Tor’s anonymized network. “By taking down Freedom Hosting, we are eliminating 40+ child pornography websites,” Anonymous claimed in its statement. “Among these is Lolita City, one of the largest child pornography websites to date, containing more than 100GB of child pornography.”
Based on a secure networking technology originally developed by the US Navy, Tor routes traffic through a collection of volunteer servers scattered across the Internet, making monitoring of what is being viewed or where communications are coming from difficult. The Tor network also hosts a private “dark” top-level domain, .onion (which is not an official TLD), via its Hidden Service Protocol; these sites are visible only to Tor users or those using a Tor gateway such as tor2web.org.
Tags: AnonymousIndustry NewsSource: Arstechnica
october 2011
What We Don’t Know
october 2011
We don't know which browser, which version of that browser, or what kind of computer a user visiting our website is using. That's why we have web standards we follow which give us the ability to code one website that can work everywhere. We use normalized templates (e.g. HTML5 Boilerplate) to give our projects a consistent and healthy starting point. We use JavaScript libraries (e.g. jQuery) to make things easier for us an alleviate cross browser issues.
We don't know the capabilities of the browser the user is visiting our website with. So we feature test and polyfill where we can. That way we can build the fantastic experience we want to and deliver perfectly acceptable experiences to all browsers.
We don't know what the size of browser window is of a user viewing our website. So we should design our sites to be fluid and utilize media queries to optimize the site for any screen size (responsive web design).
We don't know what the internet connection speed is of a user viewing our website. So we try and load as few resources as possible. We make those resources as small and compressed as we can. We serve those resources through servers optimized just for that and geographically closer to our users (e.g. NetDNA). That way our website loads as fast as possible.
We don't know the mindset of a user viewing our website. So we conduct user research (e.g. Silverback) and try to find out. We try and accommodate different ones. We use our experience (and sometimes gut instinct as users ourselves) to make the right decisions. We design for humans.
We don't know the physical location of a user viewing our website. So if our site needs it or could be better by knowing it, we can ask for it. Either literally or through HTML5.
We don't know what languages a visitor to our site understands. So if we have the resources to do it, we use translation services (e.g. Smartling) to offer our website in a user's native tongue. If we are trying to be as professional as we can, we also probably try and be sensitive to culture differences worldwide.
We don't know how "computer savvy" a user is visiting our site. So we try and make it very obvious how to use our site and not make too many assumptions. We use common design patterns to accommodate "affordances". We sweat the details in our design, copy, and overall "user experience".
We don't know what disabilities a user visiting our site might have. So we try and craft our sites with accessibility in mind.
We know very little about a visitor to our website. We actually know less and less every day, as the demographics of internet users widens (younger and older, no longer a nerd thing, more areas geographically, etc.) So as we march forward toward the next 6 billion people using the web, let's embrace the unknown by accommodating for it.
What We Don’t Know is a post from CSS-Tricks
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We don't know the capabilities of the browser the user is visiting our website with. So we feature test and polyfill where we can. That way we can build the fantastic experience we want to and deliver perfectly acceptable experiences to all browsers.
We don't know what the size of browser window is of a user viewing our website. So we should design our sites to be fluid and utilize media queries to optimize the site for any screen size (responsive web design).
We don't know what the internet connection speed is of a user viewing our website. So we try and load as few resources as possible. We make those resources as small and compressed as we can. We serve those resources through servers optimized just for that and geographically closer to our users (e.g. NetDNA). That way our website loads as fast as possible.
We don't know the mindset of a user viewing our website. So we conduct user research (e.g. Silverback) and try to find out. We try and accommodate different ones. We use our experience (and sometimes gut instinct as users ourselves) to make the right decisions. We design for humans.
We don't know the physical location of a user viewing our website. So if our site needs it or could be better by knowing it, we can ask for it. Either literally or through HTML5.
We don't know what languages a visitor to our site understands. So if we have the resources to do it, we use translation services (e.g. Smartling) to offer our website in a user's native tongue. If we are trying to be as professional as we can, we also probably try and be sensitive to culture differences worldwide.
We don't know how "computer savvy" a user is visiting our site. So we try and make it very obvious how to use our site and not make too many assumptions. We use common design patterns to accommodate "affordances". We sweat the details in our design, copy, and overall "user experience".
We don't know what disabilities a user visiting our site might have. So we try and craft our sites with accessibility in mind.
We know very little about a visitor to our website. We actually know less and less every day, as the demographics of internet users widens (younger and older, no longer a nerd thing, more areas geographically, etc.) So as we march forward toward the next 6 billion people using the web, let's embrace the unknown by accommodating for it.
What We Don’t Know is a post from CSS-Tricks
october 2011
Presentazione di Android Ice Cream Sandwich
october 2011
Avevo un’oretta e ho guardato il keynote di Google per la presentazione di Nexus e di Ice Cream Sandwich, la nuova versione di Android. Avrei un bel po’ di mugugni da fare, ma non nel merito dei prodotti, che mi sembrano ottimi, quanto per le modalità di presentazione. Ne tralascio la maggior parte perché mi annoio da solo, figuriamoci voi a leggermi; ma un paio di cose le vorrei dire.
Le riprese: roba da genitori videoamatori alla recita dell’asilo. Ma è il modo? Questi sono sfondati di fantastiliardi e non hanno un posto meno claustrofobico e una regia decente per riprendere un evento del genere? E il maxischermo? Ripreso da lontano, con poca profondità di campo e i pixelloni, questo è quello che si vede in 720pHD a pieno schermo. Fare una prova prima sembrava brutto.
Il demo: se non sei ultrasicuro che tutto fili alla perfezione, non lo fare. Il riconoscimento vocale ha sbagliato una parola. La feature più inutile e strombazzata, il riconoscimento facciale per lo sblocco, non ha funzionato. A parte che si tratta di una roba inutile che non sarà mai altrettanto pratica della gesture, ma almeno assicurati che il demo funzioni bene. Piuttosto bara, se non sei sicuro; ricompilala con due linee di codice che la fanno funzionare anche se al posto della tua faccia c’è Dumbo l’elefantino. E il lock screen automatico, porca paletta! Stai facendo una dimostrazione a tuo dire epocale, mi spieghi perché non hai disattivato il blocco automatico dello schermo che continua a romperti le balle per tutta la durata della dimostrazione? Compito a casa: guardare 10 volte la demo di Siri fatta da Scott Forstall.
L’abbigliamento: gente caduta in un armadio e vestita con abiti stazzonati. Se ti vesti formale e metti un vestito, la cravatta non lasciarla a casa. E Matias Duarte, che sicuramente è un genio della user experience, si è presentato in completo bianco e scarpe bianche. Non ho capito se vestirsi da gelataio fosse una ironica citazione per l’”Ice Cream Sandwich”.
Erano tutti così “excited” di presentare i prodotti, che la passione l’hanno dimenticata a casa: ripetere slogan aziendali e snocciolare frasi fatte imparate a pappagallo ha sgonfiato l’entusiasmo che sono certo queste persone provino davvero, ma che non sono riusciti a trasmettere.
Per il resto, Android 4 pare essere un bel prodotto, finalmente più coerente in tutte le sue parti e con una esperienza di utilizzo più “consistente”. Spero di poterlo provare al più presto.
Tags: mugugni, pipponi, rant, rompiballe.
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Le riprese: roba da genitori videoamatori alla recita dell’asilo. Ma è il modo? Questi sono sfondati di fantastiliardi e non hanno un posto meno claustrofobico e una regia decente per riprendere un evento del genere? E il maxischermo? Ripreso da lontano, con poca profondità di campo e i pixelloni, questo è quello che si vede in 720pHD a pieno schermo. Fare una prova prima sembrava brutto.
Il demo: se non sei ultrasicuro che tutto fili alla perfezione, non lo fare. Il riconoscimento vocale ha sbagliato una parola. La feature più inutile e strombazzata, il riconoscimento facciale per lo sblocco, non ha funzionato. A parte che si tratta di una roba inutile che non sarà mai altrettanto pratica della gesture, ma almeno assicurati che il demo funzioni bene. Piuttosto bara, se non sei sicuro; ricompilala con due linee di codice che la fanno funzionare anche se al posto della tua faccia c’è Dumbo l’elefantino. E il lock screen automatico, porca paletta! Stai facendo una dimostrazione a tuo dire epocale, mi spieghi perché non hai disattivato il blocco automatico dello schermo che continua a romperti le balle per tutta la durata della dimostrazione? Compito a casa: guardare 10 volte la demo di Siri fatta da Scott Forstall.
L’abbigliamento: gente caduta in un armadio e vestita con abiti stazzonati. Se ti vesti formale e metti un vestito, la cravatta non lasciarla a casa. E Matias Duarte, che sicuramente è un genio della user experience, si è presentato in completo bianco e scarpe bianche. Non ho capito se vestirsi da gelataio fosse una ironica citazione per l’”Ice Cream Sandwich”.
Erano tutti così “excited” di presentare i prodotti, che la passione l’hanno dimenticata a casa: ripetere slogan aziendali e snocciolare frasi fatte imparate a pappagallo ha sgonfiato l’entusiasmo che sono certo queste persone provino davvero, ma che non sono riusciti a trasmettere.
Per il resto, Android 4 pare essere un bel prodotto, finalmente più coerente in tutte le sue parti e con una esperienza di utilizzo più “consistente”. Spero di poterlo provare al più presto.
Tags: mugugni, pipponi, rant, rompiballe.
october 2011
Boffins crack e-commerce encryption
october 2011
Poked XML-based service coughs secrets German computer scientists have cracked components of an encryption system used to securely exchange data between e-commerce and banking systems.…
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october 2011
F-Secure ShareSafe Beta For Facebook
october 2011
Security applications and Facebook tend to mix together like oil and water.Folks generally want to share when they're online — and not to worry about security. Many people don't use security tools if they prove to be too cumbersome.Therefore, when attempting to develop a security application for Facebook… it had better not be boring. And that brings us to our new beta: F-Secure ShareSafe. The development team behind ShareSafe aims to build an entertaining Facebook app, with security benefits tagging along for the ride.Here's a non-security use example: discovering popular links shared by the community.(You'll also earn badges by sharing via ShareSafe.)Here's what your links will look like:Besides discovering new links, earning badges, and having the comfort of mind that your own links have been vetted by F-Secure, beta users will also earn points that can be redeemed for stuff such as F-Secure Internet Security licenses.Sounds pretty good, right? — Right.Read about ShareSafe: http://on.fb.me/ShareSafeInfoGive it a try: http://apps.facebook.com/sharesafe/Cheers. On 27/09/11 At 02:53 PM
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october 2011
Vedere attraverso i muri
october 2011
Al MIT Lincoln Laboratory stanno lavorando ad un sistema a raggi X in grado di vedere attraverso i muri e gli oggetti ad una certa distanza per capire cosa c’è e che movimento ha, riconoscere un essere umano e capire come si muove. Il 1984 è sempre più vicino.
Video
MIT_Lincoln_Laboratory
raggi_X
x_ray_scanner
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october 2011
Motorola RAZR : dalla seconda metà di novembre disponibile a 599€
october 2011
E’ da qualche giorno che vi parliamo del nuovissimo prodotto presentato da Motorola, il Droid RAZR. Oggi, la stessa casa produttrice, ci aggiorna su prezzi e disponibilità.
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october 2011
Visual.ly raises $2M to make your data pretty and interesting
october 2011
Infographics startup Visual.ly has raised a new $2 million round of funding, the company announced today. Visual.ly is currently building a service that will allow people to create beautiful, custom infographics using information from various databases and APIs.
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october 2011
Cellphone microscope for about $20
october 2011
Medical-grade microscope photography for $20 might be a game changer in areas where medical services are unavailable. This particular hack uses an iPhone’s 2 megapixel camera, as well as a tiny glass marble, to magnify a sample to about 350 times its actual size. The two images seen on the left are red blood cells photographed with the improvised microscope. The main issue with this magnification method is a very thin plane of focus that is overcome with processing in software.
This makes us think of the microscope hack that shined a laser through a droplet of water, to project the image on a wall. The concept was later refined to work with samples on glass slides. There are a couple of distinct advantages to using this cellphone-based method. First, the sample can be seen with its true colors. Second, you not only magnify the sample, but you have a digitized image already on a device that connects to the Internet. If you’re trying to make a medical diagnosis this can easily be sent to a qualified professional for analysis.
The team that came up with this technique also figured out how to build a cellphone-based spectrometer for just a few bucks. The image in the upper right is the result of that hack. Both have a step-by-step build guide on the page linked at the top. The microscope is just a glass bead in a piece of rubber, as seen here. The spectrometer is a bit more involved.
[Thanks Fabien]
Filed under: cellphones hacks, tool hacks
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This makes us think of the microscope hack that shined a laser through a droplet of water, to project the image on a wall. The concept was later refined to work with samples on glass slides. There are a couple of distinct advantages to using this cellphone-based method. First, the sample can be seen with its true colors. Second, you not only magnify the sample, but you have a digitized image already on a device that connects to the Internet. If you’re trying to make a medical diagnosis this can easily be sent to a qualified professional for analysis.
The team that came up with this technique also figured out how to build a cellphone-based spectrometer for just a few bucks. The image in the upper right is the result of that hack. Both have a step-by-step build guide on the page linked at the top. The microscope is just a glass bead in a piece of rubber, as seen here. The spectrometer is a bit more involved.
[Thanks Fabien]
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october 2011
Motorola MOTOACTV: Smart fitness watch con Android
october 2011
Il colosso statunitense Motorola, dopo aver presentato il nuovo Droid RAZR, il nuovo smartphone super sottile, super veloce, ha anche annunciato l’arrivo di uno smart fitness watch, cioè un orologio ideale per il fitness, basato su Android. Il suo nome è MOTOACTV, ed oltre ad essere un orologio che si concentra sulla vostra forma fisica, è inoltre un lettore mp3 con display da 1,6 pollici; il tutto in soli 35 grammi di peso. Insomma l’ideale per gli amanti del fitness e del proprio corpo.
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october 2011
Joyride: Plugin jQuery Tour per Promuovere nuove Features
october 2011
Joyride è un interessante plugin in jQuery, che permette di semplificare la presentazione di nuove caratteristiche di un progetto web ai propri utenti.
Avete presente questi tour animati e ancorati a una nuova interfaccia grafica, in stile Facebook per presentare le notività?
Grazie a questo plugin potremo decidere la posizione dei tooltip, la velocità, attivare cookie o animazione di entrata.
Tramite il codice del plugin jQuery potremo in modo semplice, ancorare alcuni elementi ID ai tooltip animati, e creare un tour cronologico in base alle nostre esigenze.
Un ottimo plugin per promuovere in modo efficace le nuove caratteristiche di un progetto web.
Design
Grafica
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Avete presente questi tour animati e ancorati a una nuova interfaccia grafica, in stile Facebook per presentare le notività?
Grazie a questo plugin potremo decidere la posizione dei tooltip, la velocità, attivare cookie o animazione di entrata.
Tramite il codice del plugin jQuery potremo in modo semplice, ancorare alcuni elementi ID ai tooltip animati, e creare un tour cronologico in base alle nostre esigenze.
Un ottimo plugin per promuovere in modo efficace le nuove caratteristiche di un progetto web.
october 2011
Chime.In, un nuovo social network che fa guadagnare
october 2011
Un posto in cui condividere e scoprire interessi e argomenti in comune c’è già ed è Facebook ma se esistesse una rete sociale che fa guadagnare dei soldi? La soluzione presentata al Web 2.0 Summit sembra sia Chime.in.
Si tratta di un nuovo social network realizzato da UberMedia che presenta come novità la possibilità di seguire solo una parte di una persona condividendo foto, video e testi di 2.000 caratteri. Per diminuire il rumore delle conversazioni sono divise in maniera netta la sezione dei contenuti creati dai brand e quelli degli utenti, gli UGC.
In realtà non è un’altra ed esclusiva rete sociale perchè ci si può collegare attraverso Facebook e Twitter. L’aspetto più innovativo di Chime.in è che consente di guadagnare dividendo i ricavi pubblicitari della pubblicità (i click sui banner) con gli utenti attraverso il revenue sharing: in questo modo le persone passerebbero con più piacere il proprio tempo su questo social network e UberMedia potrebbe soffiare gli utenti a Facebook più facilmente. I publishers che investiranno su Chime.in prenderanno il 100% delle revenue dell’advertising che piazzeranno sul social network e il 50% degli ad che UmberMedia inserirà.
Il motto di Chime.in a detta del suo CEO infatti è “monetization take place where engagement takes place“. Le persone sono stimolate a produrre contenuti ed interagire dall’illusione del guadagno. Basterà come motivazione per soffiare gli utenti a Facebook?
Per ora Chime.in è in versione Beta ma a breve uscirà anche come applicazione per Android e iPhone.
P.S. Prima impressione: ancora non ho capito come avviene il revenue sharing ma si gioca molto su keywords e argomenti d’interesse correlati. Secondo me sarà il paradiso-inferno per i SEO e per chi fa SPAM dunque una rete sociale inutile.
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Si tratta di un nuovo social network realizzato da UberMedia che presenta come novità la possibilità di seguire solo una parte di una persona condividendo foto, video e testi di 2.000 caratteri. Per diminuire il rumore delle conversazioni sono divise in maniera netta la sezione dei contenuti creati dai brand e quelli degli utenti, gli UGC.
In realtà non è un’altra ed esclusiva rete sociale perchè ci si può collegare attraverso Facebook e Twitter. L’aspetto più innovativo di Chime.in è che consente di guadagnare dividendo i ricavi pubblicitari della pubblicità (i click sui banner) con gli utenti attraverso il revenue sharing: in questo modo le persone passerebbero con più piacere il proprio tempo su questo social network e UberMedia potrebbe soffiare gli utenti a Facebook più facilmente. I publishers che investiranno su Chime.in prenderanno il 100% delle revenue dell’advertising che piazzeranno sul social network e il 50% degli ad che UmberMedia inserirà.
Il motto di Chime.in a detta del suo CEO infatti è “monetization take place where engagement takes place“. Le persone sono stimolate a produrre contenuti ed interagire dall’illusione del guadagno. Basterà come motivazione per soffiare gli utenti a Facebook?
Per ora Chime.in è in versione Beta ma a breve uscirà anche come applicazione per Android e iPhone.
P.S. Prima impressione: ancora non ho capito come avviene il revenue sharing ma si gioca molto su keywords e argomenti d’interesse correlati. Secondo me sarà il paradiso-inferno per i SEO e per chi fa SPAM dunque una rete sociale inutile.
october 2011
Ecco il Samsung Galaxy Nexus!
october 2011
Vi abbiamo già parlato di Ice Cream Sandwich poco fa, ora è il momento di analizzare il secondo elemento protagonista della conferenza di Hong Kong di questa notte (mattina per la Cina): il Samsung Galaxy Nexus. Il nuovo smartphone Google Experience si è ufficialmente mostrato a tutti ed adesso dopo tante chiacchiere sappiamo come sarà realmente il nuovo Galaxy Nexus.
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Android Ice Cream Sandwich 4.0
october 2011
Alla luce della presentazione di Hong Kong appena terminata, vi presentiamo quanto detto riguardo ad Android Ice Cream Sandwich 4.0.
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october 2011
Hackers to Release iTunes Song Today
october 2011
TeaMp0ison (the hacker group responsible for defacing RIM's BlackBerry blog back on August 9th) and members of Anonymous are set to release a music track today at 4:12 PM, British time, and are daring the music industry to censor it.The group is making #OpCensorThis available via iTunes and YouTube.It's taken a while for them to produce their song. They first published their intentions to do so back on August 11th.Here's a a selected portion of the text:"We are going to take youtube and iTunes by storm and flood the song into the world around us, with proceeds going to charities that are actively striving to change it. Once this hits the charts, radio stations will by law, have to play it. Will they thwart the law to continue making sheep out of the people?"We're not exactly sure what law it is that requires radio stations to play OpCensorThis should it happen to "chart"…It all sounds like a self-fulfilling prophecy to us. If the song fails to chart, TeaMp0ison will claim that it was censored by the music industry, giving them cause to target the music industry.Somewhat ironically, when searching for additional details about OpCensorThis and iTunes, we kept hitting Google's bot checking captcha page.Guess Google doesn't like the name?It took TeaMp0ison over a month to complete their project. Now there may well be too much noise for their signal to get through… even without any "censorship".Updated to add: And almost not surprisingly, TriCk of TeaMp0ison failed to deliver the goods — no song as promised. He supposedly fell asleep. We would link you to the Tweet (http://twitter.com/TeaMp0isoN_/status/118246210443284480) in the screenshot above but it's been censored deleted.Some hackers make for poor "revolutionaries". OpCensorThis may still be released, but frankly, we've lost interest at this point. On 26/09/11 At 01:12 PM
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october 2011
Presentato ufficialmente il Motorola Droid RAZR. L’anti Nexus Prime?
october 2011
Dopo le prime immagini e specifiche rubate, è stato presentato ufficialmente il nuovissimo Motorola Droid RAZR. Si tratta di un dispositivo dalle caratteristiche molto interessanti che speriamo renderà onore al nome che porta. Andiamo a vedere quali sono queste caratteristiche:
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october 2011
Dati aperti: finalmente l’open government in Italia?
october 2011
Dopo aver rosicato guardando cosa facevano gli altri Stati oggi ci sono finalmente due iniziative meritevoli riguardo l’open government: i dati della pubblica amministrazione cominciano a essere disponibili a tutti anche in Italia.
Nascono www.data.gov.it, un ancora lontano gemello di quello americano e degli altri (secondo questo rapporto siamo ancora molto indietro) ma un bel primo passo e l’iniziativa Wikitalia promossa da Riccardo Luna e rivolta ai comuni sperando coinvolga quelli virtuosi che sono già tanti.
Tutti i cittadini possono partecipare a cominciare dal concorso di idee APPS4ITALY per realizzare applicazioni, progetti e visualizzazioni con i dati messi a disposizione. Non basta infatti avere i dati, bisogna saperli utilizzare.
L’associazione Data.gov.it festeggia.
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Nascono www.data.gov.it, un ancora lontano gemello di quello americano e degli altri (secondo questo rapporto siamo ancora molto indietro) ma un bel primo passo e l’iniziativa Wikitalia promossa da Riccardo Luna e rivolta ai comuni sperando coinvolga quelli virtuosi che sono già tanti.
Tutti i cittadini possono partecipare a cominciare dal concorso di idee APPS4ITALY per realizzare applicazioni, progetti e visualizzazioni con i dati messi a disposizione. Non basta infatti avere i dati, bisogna saperli utilizzare.
L’associazione Data.gov.it festeggia.
october 2011
DeLorean elettrica: arriva nel 2013 - Motori.it
october 2011
MotorionlineDeLorean elettrica: arriva nel 2013Motori.itLa DeLorean elettrica è l'interpretazione ecocompatibile della sportiva americana protagonista negli anni '80 di "Ritorno al Futuro". La DeLorean elettrica si farà. I fan di "Ritorno al Futuro" saranno sicuramente contenti nell'apprendere che la ...Ritorno all'elettricoTuttosportGrande Giove! Una DeLorean elettricaPunto InformaticoRinasce la Delorean, l'auto di Ritorno al futuro, stavolta è elettricaCorriere della SeraMotorionline -Gizmodo Italia -NanoPresstutte le notizie (16) »
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october 2011
Guida: come ricevere le notifiche di Android sul PC
october 2011
Quante volte vi è capitato di lasciare lo smartphone lontano dalla vostra postazione di lavoro e di dovervi alzare inutilmente; perdendo il filo di quello che stavate facendo; per rispondere a telefonate e messaggini tutt’altro che urgenti? Remote Notifier for Android è la soluzione per dire addio a questo tipo di noie. Si tratta, infatti, di un’applicazione gratuita per Android (dotata di un client desktop multi-piattaforma) che permette di ricevere le notifiche di Android sul PC.
In questo modo, ad ogni chiamata o messaggio che si riceve, viene visualizzato in tempo reale il nome di chi ci cerca direttamente sul desktop del computer. Nulla di meglio se non si vuole interrompere il lavoro inutilmente, anche perché Remote Notifier for Android funziona in maniera estremamente facile, senza configurazioni complicate, e può operare sia tramite Wi-Fi che tramite Bluetooth. Vi va di scoprire come funziona? Ecco tutti i passaggi da seguire.
(...)Continua a leggere Guida: come ricevere le notifiche di Android sul PC, su Geekissimo
Guida: come ricevere le notifiche di Android sul PC, pubblicato su Geekissimo il 18/10/2011
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In questo modo, ad ogni chiamata o messaggio che si riceve, viene visualizzato in tempo reale il nome di chi ci cerca direttamente sul desktop del computer. Nulla di meglio se non si vuole interrompere il lavoro inutilmente, anche perché Remote Notifier for Android funziona in maniera estremamente facile, senza configurazioni complicate, e può operare sia tramite Wi-Fi che tramite Bluetooth. Vi va di scoprire come funziona? Ecco tutti i passaggi da seguire.
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Guida: come ricevere le notifiche di Android sul PC, pubblicato su Geekissimo il 18/10/2011
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october 2011
Google Analytics Premium
october 2011
Google si prepara a lanciare Google Analytics Premium, una versione a pagamento del sistema di statistiche più noto. Cos’ha in più rispetto al gemello gratuito?
Più potenza, più dati e variabili dunque più analisi personalizzate e informazioni sugli utenti con l’aggiunta di un supporto al servizio attivo 24 ore su 24.
I blogger e le piccole aziende non lo pagheranno anche per le cifre che si vociferano: voi sareste disposti a sborsare 150 mila dollari all’anno? Google per continuare ad offrire Analytics in maniera gratuita farà pagare il Premium a pochi ricchi?
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Più potenza, più dati e variabili dunque più analisi personalizzate e informazioni sugli utenti con l’aggiunta di un supporto al servizio attivo 24 ore su 24.
I blogger e le piccole aziende non lo pagheranno anche per le cifre che si vociferano: voi sareste disposti a sborsare 150 mila dollari all’anno? Google per continuare ad offrire Analytics in maniera gratuita farà pagare il Premium a pochi ricchi?
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Nexus S a 279€ da Mediaworld
october 2011
Direttamente dal volantino di Mediaworld, dal 20 Ottobre al 6 Novembre sarà disponibile il Samsung Google Nexus S al prezzo eccezionale di 279 euro.
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october 2011
Kendo UI
october 2011
Kendo UI è in fase beta, ma promette benissimo: basato su jQuery è una sorta di "Ext JS" (passatemi il termine) HTML5/CSS3 molto performante e con tutti i component che servono alle webapplication moderne.
Date un'occhiata alle demo per una panoramica delle sue potenzialità.
Segui @naponews su twitter!
CC BY-NC-SA 2006 - 2011 · Kendo UI
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Date un'occhiata alle demo per una panoramica delle sue potenzialità.
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october 2011
Freelance: Gestire il Primo Appuntamento con Potenziali Clienti
october 2011
Il primo appuntamento con un potenziale cliente, per un Web Designer che ha deciso di intraprendere la carriera di Freelance, non è da sottovalutare.
Ogni Freelance, nella situazione di unico responsabile del suo brand, deve essere in grado di comunicare in modo efficace e presentarsi nel modo migliore possibile.
Come sappiamo i Freelance hanno il duro compito di assorbire e dimostrare diverse figure professionali, come quella del Marketing.
Voglio condividere con te, alcuni miei personali consigli, 5 semplici strategie che io seguo per ognuno dei miei clienti.
Ormai sappiamo come riconoscere i cattivi cliente e come gestire un cliente, ma tornando indietro come possiamo concretizzare in un successo il primo appuntamento con un potenziale cliente?
1. Conoscere il ClienteQuando abbiamo certezza di dover presentarci a un potenziale cliente, non possiamo non conoscere la sua realtà professionale o azienda.
Alla domanda “Lei sa di cosa ci occupiamo?” – un professionista non deve mai rispondere -”…veramente no” – questa risposta la maggior parte delle volte viene vista in modo negativo dal potenziale cliente.
Ovviamente non dobbiamo conoscere i libri contabili o il numero di dipendenti, ma avere una idea di cosa si occupa e in che mercato lavorando è una cosa intelligente.
Per scoprirlo non ci vogliono agenti speciali o investigatori privati, ma spesso solo una ricerca su Google Nome e Cognome oppure cercando il brand dell’azienda o agenzia.
Grazie anche ai social media come Linkedin, Facebook, Twitter, Google+ possiamo iniziare a conoscere il nostro potenziale cliente, in modo da risultare professionali.
2. Essere PreparatiPresentarsi a un potenziale cliente con delle idee e proposte, è sicuramente una mossa vincente.
Quando ci incontriamo con il cliente la prima volta, sicuramente avremo avuto modo di parlarci via skype o telefono e avere a grandissime linee alcuni spunti su cosa vorrebbe realizzare.
Queste prime line guida possono essere degli spunti interessanti, per proporre al cliente alcuni piccoli consigli su come noi svilupperemo il progetto.
Questa condivisione di idee ti permetterà di risultare una figura interessante e professionale, e proiettare il cliente nello step successivo, come se il preventivo fosse stato gia accettato.
Ovviamente non sbilanciamoci troppo, ricordiamoci che le idee sono le prime scintille per un progetto, chi lo concretizza avrà successo.
3. Puntualità Come ripeto spesso ai miei workshop, uno degli aspetti molto sottovalutato è la puntualità.
La puntualità ad un appuntamento è indice di professionalità e fiducia, arrivare al primo appuntamento con un ritardo di 2 ore sarà davvero molto negativo.
Essendo noi un minimo tecnologici in questo mestiere, cerchiamo di programmare prima la partenza, con google maps o tom tom, meglio arrivare 20 minuti prima che 2 ore dopo.
4. Abbigliamento Presentarsi al primo appuntamento con un cliente in bermuda, kilt o infradito è sconsigliato, a meno che non lavoriate per Facebook o Google.
Sembrano cose ovvie, ma ho visto cose che voi umani non potete immaginare.
L’abito fa il monaco in questa società, ovviamente non dico di cambiare personalità, ma avere una presenza professionale e non da barbone.
E’ anche vero che molti creativi a prima vista possono risultare dei barboni, ma se non siete dei folli creativi e non venite da Oxford, non potete proprio permettervelo.
Quindi cerchiamo di vestirci in modo consono, comodo e non sembrare poco professionali.
5. AccessoriPer quanto riguarda gli accessori, al primo appuntamento potrebbe essere interessante portare supporti come computer portatile o iPad.
Questi accessori possono aiutarci a presentare i nostri lavori personali, collaborazioni o mostrare al cliente idee e proposte grafiche.
Consiglio di creare un book digitale con i propri lavori, magari delle screenshoot da archiviare sui nostri device o computer, quello che prima si portava come book creativo cartaceo, ora può essere sostituito anche da uno strumento digitale.
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Ogni Freelance, nella situazione di unico responsabile del suo brand, deve essere in grado di comunicare in modo efficace e presentarsi nel modo migliore possibile.
Come sappiamo i Freelance hanno il duro compito di assorbire e dimostrare diverse figure professionali, come quella del Marketing.
Voglio condividere con te, alcuni miei personali consigli, 5 semplici strategie che io seguo per ognuno dei miei clienti.
Ormai sappiamo come riconoscere i cattivi cliente e come gestire un cliente, ma tornando indietro come possiamo concretizzare in un successo il primo appuntamento con un potenziale cliente?
1. Conoscere il ClienteQuando abbiamo certezza di dover presentarci a un potenziale cliente, non possiamo non conoscere la sua realtà professionale o azienda.
Alla domanda “Lei sa di cosa ci occupiamo?” – un professionista non deve mai rispondere -”…veramente no” – questa risposta la maggior parte delle volte viene vista in modo negativo dal potenziale cliente.
Ovviamente non dobbiamo conoscere i libri contabili o il numero di dipendenti, ma avere una idea di cosa si occupa e in che mercato lavorando è una cosa intelligente.
Per scoprirlo non ci vogliono agenti speciali o investigatori privati, ma spesso solo una ricerca su Google Nome e Cognome oppure cercando il brand dell’azienda o agenzia.
Grazie anche ai social media come Linkedin, Facebook, Twitter, Google+ possiamo iniziare a conoscere il nostro potenziale cliente, in modo da risultare professionali.
2. Essere PreparatiPresentarsi a un potenziale cliente con delle idee e proposte, è sicuramente una mossa vincente.
Quando ci incontriamo con il cliente la prima volta, sicuramente avremo avuto modo di parlarci via skype o telefono e avere a grandissime linee alcuni spunti su cosa vorrebbe realizzare.
Queste prime line guida possono essere degli spunti interessanti, per proporre al cliente alcuni piccoli consigli su come noi svilupperemo il progetto.
Questa condivisione di idee ti permetterà di risultare una figura interessante e professionale, e proiettare il cliente nello step successivo, come se il preventivo fosse stato gia accettato.
Ovviamente non sbilanciamoci troppo, ricordiamoci che le idee sono le prime scintille per un progetto, chi lo concretizza avrà successo.
3. Puntualità Come ripeto spesso ai miei workshop, uno degli aspetti molto sottovalutato è la puntualità.
La puntualità ad un appuntamento è indice di professionalità e fiducia, arrivare al primo appuntamento con un ritardo di 2 ore sarà davvero molto negativo.
Essendo noi un minimo tecnologici in questo mestiere, cerchiamo di programmare prima la partenza, con google maps o tom tom, meglio arrivare 20 minuti prima che 2 ore dopo.
4. Abbigliamento Presentarsi al primo appuntamento con un cliente in bermuda, kilt o infradito è sconsigliato, a meno che non lavoriate per Facebook o Google.
Sembrano cose ovvie, ma ho visto cose che voi umani non potete immaginare.
L’abito fa il monaco in questa società, ovviamente non dico di cambiare personalità, ma avere una presenza professionale e non da barbone.
E’ anche vero che molti creativi a prima vista possono risultare dei barboni, ma se non siete dei folli creativi e non venite da Oxford, non potete proprio permettervelo.
Quindi cerchiamo di vestirci in modo consono, comodo e non sembrare poco professionali.
5. AccessoriPer quanto riguarda gli accessori, al primo appuntamento potrebbe essere interessante portare supporti come computer portatile o iPad.
Questi accessori possono aiutarci a presentare i nostri lavori personali, collaborazioni o mostrare al cliente idee e proposte grafiche.
Consiglio di creare un book digitale con i propri lavori, magari delle screenshoot da archiviare sui nostri device o computer, quello che prima si portava come book creativo cartaceo, ora può essere sostituito anche da uno strumento digitale.
october 2011
Password Booster Screen Lock, bloccare e sbloccare lo schermo del computer utilizzando una chiavetta USB
october 2011
Se spesso, per una qualsiasi ragione, vi ritrovate a dover lasciare incustodito il vostro PC per qualche tempo e siete alla ricerca di un valido sistema mediante cui evitare di attirare l’attenzione di eventuali utenti indiscreti allora potreste trovare particolarmente utile Password Booster Screen Lock, il software che, quest’oggi, vogliamo proporre a tutti voi lettori di Geekissimo.
Questo programmino, completamente gratuito ed utilizzabile senza alcun problema su tutti i sistemi operativi Windows, una volta in uso permette di bloccare lo schermo del PC semplicemente servendosi della propria chiavetta USB.
Il software, per essere più precisi, richiede la registrazione della propria chiavetta USB in modo tale da riconoscerla ogni qual volta inserita rendendo quindi utilizzabile il PC qualora collegata e bloccandone invece automaticamente lo schermo quando rimossa.
Da notare che lo schermo potrà anche essere sbloccato digitando la password relativa all’account utente in uso.
(...)Continua a leggere Password Booster Screen Lock, bloccare e sbloccare lo schermo del computer utilizzando una chiavetta USB, su Geekissimo
Password Booster Screen Lock, bloccare e sbloccare lo schermo del computer utilizzando una chiavetta USB, pubblicato su Geekissimo il 17/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Freeware, Sicurezza, Software, Windows. Post tags: bloccare pc, chiavetta USB, sbloccare, schermo del computer, software freeware, Windows
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Questo programmino, completamente gratuito ed utilizzabile senza alcun problema su tutti i sistemi operativi Windows, una volta in uso permette di bloccare lo schermo del PC semplicemente servendosi della propria chiavetta USB.
Il software, per essere più precisi, richiede la registrazione della propria chiavetta USB in modo tale da riconoscerla ogni qual volta inserita rendendo quindi utilizzabile il PC qualora collegata e bloccandone invece automaticamente lo schermo quando rimossa.
Da notare che lo schermo potrà anche essere sbloccato digitando la password relativa all’account utente in uso.
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Password Booster Screen Lock, bloccare e sbloccare lo schermo del computer utilizzando una chiavetta USB, pubblicato su Geekissimo il 17/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Freeware, Sicurezza, Software, Windows. Post tags: bloccare pc, chiavetta USB, sbloccare, schermo del computer, software freeware, Windows
october 2011
Facebook conserva tutto di noi: anche i messaggi privati che abbiamo cancellato
october 2011
Come questo studente tedesco credo che anche io compilerò il form di richiesta dei dati personali che Facebook conserva senza il mio consenso.
Il video è assolutamente da vedere dal minuto 1:10: Facebook tiene traccia di noi dividendo la nostra vita digitale in 57 categorie e raccoglie informazioni da tutti gli utenti, perfino i messaggi privati che credevamo di aver cancellato definitivamente non vengono eliminati da Facebook ma restano, senza alcuna garanzia di sicurezza, nei loro database.
Apriamo gli occhi: è tempo di trasferirsi veramente tutti su Diaspora o bisogna chiedere e pretendere da Facebook regole certe e sicure che salvaguardino la nostra privacy? Chissà che tra qualche annetto l’utopìa della grande rete sociale non finisca per sparire, desertificata a causa di questo occhio invasivo.
Via [Stefano Quintarelli]
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Il video è assolutamente da vedere dal minuto 1:10: Facebook tiene traccia di noi dividendo la nostra vita digitale in 57 categorie e raccoglie informazioni da tutti gli utenti, perfino i messaggi privati che credevamo di aver cancellato definitivamente non vengono eliminati da Facebook ma restano, senza alcuna garanzia di sicurezza, nei loro database.
Apriamo gli occhi: è tempo di trasferirsi veramente tutti su Diaspora o bisogna chiedere e pretendere da Facebook regole certe e sicure che salvaguardino la nostra privacy? Chissà che tra qualche annetto l’utopìa della grande rete sociale non finisca per sparire, desertificata a causa di questo occhio invasivo.
Via [Stefano Quintarelli]
october 2011
Justbeamit, trasferire facilmente e tramite P2P file di qualsiasi dimensione
october 2011
Esistono una gran quantità di servizi web mediante cui trasferire i propri file ad altri utenti, così come, nel corso del tempo, molti di voi appassionati lettori avranno sicuramente avuto modo di apprendere qui su Geekissimo, ma la maggior parte di essi presentano un utilizzo tutt’altro che immediato portando via del tempo prezioso agli utenti coinvolti.
Recentemente, però, ha fatto la sua comparsa in rete Justbeamit, un nuovo ed interessante servizio web che consentirà di eseguire la procedura in questione aggirando però tutti i fastidiosi inconvenienti che, solitamente, caratterizzano l’utilizzo di risorse di questo tipo.
Justbeamit, infatti, è un servizio utilizzabile in maniera completamente gratuita e senza richiedere alcuna sottoscrizione da parte degli utenti che consente di selezionare uno specifico file e, mediante l’apposito short url restituito, di condividerlo con altri utenti sfruttando il P2P.
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Justbeamit, trasferire facilmente e tramite P2P file di qualsiasi dimensione, pubblicato su Geekissimo il 16/10/2011
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Recentemente, però, ha fatto la sua comparsa in rete Justbeamit, un nuovo ed interessante servizio web che consentirà di eseguire la procedura in questione aggirando però tutti i fastidiosi inconvenienti che, solitamente, caratterizzano l’utilizzo di risorse di questo tipo.
Justbeamit, infatti, è un servizio utilizzabile in maniera completamente gratuita e senza richiedere alcuna sottoscrizione da parte degli utenti che consente di selezionare uno specifico file e, mediante l’apposito short url restituito, di condividerlo con altri utenti sfruttando il P2P.
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Justbeamit, trasferire facilmente e tramite P2P file di qualsiasi dimensione, pubblicato su Geekissimo il 16/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Applicazioni Online, file, P2P. Post tags: condividere file, inviare file, P2P, servizio web, trasferire file
october 2011
Motorola Droid RAZR: ecco le caratteristiche tecniche ufficiali
october 2011
Non è tanto chiacchierato come il Samsung Galaxy Nexus, ma è di tutto rispetto anche il prossimo smartphone Motorola, il Droid RAZR, del quale avrete letto qualcosa in quest’articolo. Oggi vi presenteremo quelle che dovrebbero essere ufficialmente le caratteristiche tecniche del prossimo smartphone Android della casa alata. Il nuovo Motorola Droid RAZR, secondo alcune voci, dovrebbe essere il vero antagonista dell’iPhone 4S, poichè più sottile, più veloce, più resistente.
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october 2011
Backify Gives 512GB of Unencrypted Online Backup Storage for Free [Deals]
october 2011
A new service called Backify is offering an insane 512GB of online storage for free just for signing up for their service. It's the definition of freemium, with two additional tiers of unlimited backup and unlimited backup + "briefcase", which is space you can use for anything, coming in at $3 and $5 a month, respectively. More »
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october 2011
Getting Hacked Out of Business
october 2011
DigiNotar — the CA that got hacked — announced bankruptcy yesterday (read the release).This is a very clear case where a company folded because it was hacked.However, this is not the first time something similar has happened.Earlier this year an Australian hosting provider called Distribute.IT was badly hacked and had no recoverable backups (read the full story). As a result, the company folded and the customer base was acquired by a competitor.Victims of wide-spread and long-lasting distributed denial-of-service attacks include an ISP called Cloud 9 Communications (read more) and an antispam outfit called Blue Frog (Wikipedia entry). In effect, spammers forced Blue Frog out of business.So does getting hacked always equal going out-of-business? Well, no, not always.Sony's PlayStation Network was severely hacked earlier this year, but they're still in business. So what's the difference between Sony and these other guys? Well size and notoriety for one thing. Sony was so publicly humiliated that public opinion actually turned against the hackers, and gave Sony PSN some time to recover its footing.DigiNotar, Distribute.IT, Cloud 9 and Blue Frog weren't big enough for all the details to come out during their troubles — and they failed to win public opinion (trust) as a result, and then they suffered the consequences. It's something that all smaller companies should take into consideration and prepare for.Or else, they could be the next one to be forced out of business.Updated to add: Submitted by a reader — Going out of business is not always the worst possible result of a hack. HyperVM software founder, K. T. Ligesh (a man with known personal issues), committed suicide after an attack on budget webhosting company VAserv was linked to apparent vulnerabilities in HyperVM software. The hackers later posted to pastebin.com that the attack was the result of VAserv's poor password management rather than any HyperVM vulnerabilities. On 21/09/11 At 12:54 PM
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october 2011
ResearchLovers: Diventa Usability Tester e Guadagna Online
october 2011
ResearchLovers è un nuovo progetto di analisi e ricerca sulla progettazione dell’esperienza d’uso per prodotti e servizi digitali, basato sul crowdsourcing.
Attualmente ci sono tre tipologie di attività che si possono eseguire, intervista telefonica, usability test o focus group.
Ogni attività richiesta ed eseguita, verrà puntualmente rimborsata in base al tempo dedicato e la frequenza.
Perchè il Progetto è Interessante?Il progetto è molto interessante, in quanto molte aziende prima di pubblicizzare un prodotto o progetto web, tendono a eseguire analisi sull’usabilità e efficacia della comunicazione.
ResearchLovers potrebbe diventare un ottimo bacino di tester a disposizione di qualsiasi azienda, capaci di effettuare testing mirati sulla comuncazione web e usabilità.
Perchè dovrei candidarmi?La scelta nel candidarsi può venire in modo particolare per due motivi, per guadagnare qualcosa, oppure per contribuire nelle analisi e ricerche sullo studio dell’usabilità.
Una volta registrato avremo a disposizione una bacheca con la quale condividere il progetto e aspettare di essere arruolati per il primo testing.
La maggior parte dei test si svolgeranno online, mentre alcuni se richiesti saranno organizzati sul territorio italiano.
Devo essere un Esperto?Assolutamente no, anzi l’utenza media sul web non è esperta, e nei maggiori dei casi i tester vengono proprio cercati con livello medio/basso proprio per capire le migliori tecniche da applicare o modificare.
Il proprio livello di conoscenza del web non influisce sulla candidatura, ma sicuramente è una caratteristica fondamentale per ricevere una certa tipologia di test.
Segui il ProgettoIl progetto è stato realizzato dai formidabili ragazzi di Sketchin, che auguro loro un grande successo.
Abbiamo la possibilità di seguire il progetto sulla pagina fan Facebook ResearchLovers oppure su Twitter.
Design
Grafica
Immagini
Sviluppo
Crowdsourcing
Tools
Webdesign
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Attualmente ci sono tre tipologie di attività che si possono eseguire, intervista telefonica, usability test o focus group.
Ogni attività richiesta ed eseguita, verrà puntualmente rimborsata in base al tempo dedicato e la frequenza.
Perchè il Progetto è Interessante?Il progetto è molto interessante, in quanto molte aziende prima di pubblicizzare un prodotto o progetto web, tendono a eseguire analisi sull’usabilità e efficacia della comunicazione.
ResearchLovers potrebbe diventare un ottimo bacino di tester a disposizione di qualsiasi azienda, capaci di effettuare testing mirati sulla comuncazione web e usabilità.
Perchè dovrei candidarmi?La scelta nel candidarsi può venire in modo particolare per due motivi, per guadagnare qualcosa, oppure per contribuire nelle analisi e ricerche sullo studio dell’usabilità.
Una volta registrato avremo a disposizione una bacheca con la quale condividere il progetto e aspettare di essere arruolati per il primo testing.
La maggior parte dei test si svolgeranno online, mentre alcuni se richiesti saranno organizzati sul territorio italiano.
Devo essere un Esperto?Assolutamente no, anzi l’utenza media sul web non è esperta, e nei maggiori dei casi i tester vengono proprio cercati con livello medio/basso proprio per capire le migliori tecniche da applicare o modificare.
Il proprio livello di conoscenza del web non influisce sulla candidatura, ma sicuramente è una caratteristica fondamentale per ricevere una certa tipologia di test.
Segui il ProgettoIl progetto è stato realizzato dai formidabili ragazzi di Sketchin, che auguro loro un grande successo.
Abbiamo la possibilità di seguire il progetto sulla pagina fan Facebook ResearchLovers oppure su Twitter.
october 2011
Aruba e concretet5
october 2011
Ciao ragazzi, stavo cercando di installare concrete5 su un server aruba.it e appena cerco di entrare mi esce questo messaggio Concrete5 requires PHP5.1. Mi sembra molto ovvio che aruba non supporta PHP5.1 ma come posso fare?
Postato in: Aruba e concretet5 Show Thread | Post Reply
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Postato in: Aruba e concretet5 Show Thread | Post Reply
october 2011
Fotocamera superpanoramica lanciabile
october 2011
La voglio. Intensamente
Una fotocamera fatta apposta per essere lanciata in aria e scattare automaticamente, quando è alla massima altezza, una foto panoramica sferica grazie a un accelerometro e 36 fotocamerine per telefonini. Bellissima. Maggiori info presso Jonaspfeil.de/ballcamera.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
chicche
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Una fotocamera fatta apposta per essere lanciata in aria e scattare automaticamente, quando è alla massima altezza, una foto panoramica sferica grazie a un accelerometro e 36 fotocamerine per telefonini. Bellissima. Maggiori info presso Jonaspfeil.de/ballcamera.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
october 2011
Taking a Challenge
october 2011
Have you looked at a geek challenges such as the t2 Challenge or 0x41414141.com but never got very far?Now is your chance to see behind the scenes on how such a challenge is solved. The t2 Infosec Event has published a detailed write-up on how the 2011 Challenge was solved. Timo Teräs actually won a free ticket with his detailed write-up [PDF]. Here's a link to the original challenge if you want to try it by yourself.—————Would like to attend t2? Register here. (Act soon, space is limited, and registration closes on Oct 24th.) On 19/09/11 At 12:46 PM
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october 2011
Achshar Player, lettore multimediale per Google Chrome
october 2011
Il browser di casa Google, di default, non può essere utilizzato come software per file multimediali; per ovviare a questa “mancanza”, è possibile installare un’apposita applicazione creata proprio per questo scopo.
Il suo nome è Achshar Player, distribuita in maniera completamente gratuita, è compatibile solo ed esclusivamente con Google Chrome, anche con l’ultima release attualmente disponibile in rete. L’applicazione permette di gestire file all’interno del browser, creare playlist da ascoltare, eseguire ricerche all’interno della libreria per album, artisti o solamente il titolo della canzone stessa.
(...)Continua a leggere Achshar Player, lettore multimediale per Google Chrome, su Geekissimo
Achshar Player, lettore multimediale per Google Chrome, pubblicato su Geekissimo il 13/10/2011
© Denis Dosi per Geekissimo, 2011. | Permalink | Un commento | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Browser, google chrome. Post tags: aschshar player google chrome, Browser, google chrome, player multimediale, player multimediale google chrome
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Il suo nome è Achshar Player, distribuita in maniera completamente gratuita, è compatibile solo ed esclusivamente con Google Chrome, anche con l’ultima release attualmente disponibile in rete. L’applicazione permette di gestire file all’interno del browser, creare playlist da ascoltare, eseguire ricerche all’interno della libreria per album, artisti o solamente il titolo della canzone stessa.
(...)Continua a leggere Achshar Player, lettore multimediale per Google Chrome, su Geekissimo
Achshar Player, lettore multimediale per Google Chrome, pubblicato su Geekissimo il 13/10/2011
© Denis Dosi per Geekissimo, 2011. | Permalink | Un commento | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Browser, google chrome. Post tags: aschshar player google chrome, Browser, google chrome, player multimediale, player multimediale google chrome
october 2011
PSD2Mail: Convertire un Layout PSD in una Newsletter HTML
october 2011
PSD2Mail è un interessante strumento online, che permette di trasformare un layout in PSD in una struttura HTML ottimizzata per Newsletter.
Come sappiamo durante la progettazione di una Newsletter, bisogna usare alcune tecniche particolari per mantenere spaziature, stili e dimensioni.
Una volta progettata la grafica PSD della nostra Newsletter, dovremo esportare in HTML il layout, precedentemente tagliato a seconda degli elementi che avremo.
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Una volta esportato il layout in HTML, dovremo inserire il codice HTML all’interno del primo box e convertirlo in layout ottimizzato per Newsletter.
In alto troveremo altre opzioni interessanti per il nostro layout, come compatibilità con Outlook, Hotmail o stili del nostro background e immagini.
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Una volta configurate tutte le caratteristiche ci absterà inizializzare la conversione, con Make my Newsletter e verrà generato il codice corretto per Newsletter.
CompatibilitàMac OS X 10.6 Snow Leopard
Mail 4.5 – Thundendbird 5 – Thundendbird 6 – Outlook 2011 – Gmail on FF 6 – Sparrow 1.3.2 – Sea Monkey 2.3.1 – Opera on myopera Account Windows XP
Outlook 2003 – Outlook Express – AOL Windows 7
Gmail on IE 9 – Oulook 2010Linux
Thundendbird 3 – Hotmail Chrome/FF6 – Horde webmailAndroid
Gmail – Nexus OneDavvero un interessante tool online gratuito per ottimizzare i tempi nella trasformazioni di layout PSD in layout HTML per Newsletter.
Design
Grafica
Immagini
Sviluppo
Newsletter
Photoshop
Tools
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Come sappiamo durante la progettazione di una Newsletter, bisogna usare alcune tecniche particolari per mantenere spaziature, stili e dimensioni.
Una volta progettata la grafica PSD della nostra Newsletter, dovremo esportare in HTML il layout, precedentemente tagliato a seconda degli elementi che avremo.
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Una volta esportato il layout in HTML, dovremo inserire il codice HTML all’interno del primo box e convertirlo in layout ottimizzato per Newsletter.
In alto troveremo altre opzioni interessanti per il nostro layout, come compatibilità con Outlook, Hotmail o stili del nostro background e immagini.
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Una volta configurate tutte le caratteristiche ci absterà inizializzare la conversione, con Make my Newsletter e verrà generato il codice corretto per Newsletter.
CompatibilitàMac OS X 10.6 Snow Leopard
Mail 4.5 – Thundendbird 5 – Thundendbird 6 – Outlook 2011 – Gmail on FF 6 – Sparrow 1.3.2 – Sea Monkey 2.3.1 – Opera on myopera Account Windows XP
Outlook 2003 – Outlook Express – AOL Windows 7
Gmail on IE 9 – Oulook 2010Linux
Thundendbird 3 – Hotmail Chrome/FF6 – Horde webmailAndroid
Gmail – Nexus OneDavvero un interessante tool online gratuito per ottimizzare i tempi nella trasformazioni di layout PSD in layout HTML per Newsletter.
october 2011
ModifyFileTime: modificare data ed ora di creazione, dell’ultima modifica e dell’ultimo accesso a file e cartelle
october 2011
Nel caso in cui si desiderasse tenere traccia delle proprietà relative a file e cartelle una risorsa quale ModifyFileTime costituisce senza alcun dubbio una valida ed utile soluzione da prendere in considerazione.
Ma che cos’è ModifyFileTime? Si tratta di un software completamente gratuito ed utilizzabile senza alcun problema su tutti i sistemi operativi Windows che, senza far troppi giri di parole, consente di cambiare le proprietà sui file e sulle cartelle nel giro di qualche click e, di conseguenza, in maniera tanto semplice quanto, al tempo stesso, immediata.
ModifyFileTime, nel dettaglio, permetterà di modificare la data e l’orario di creazione, dell’ultima modifica e dell’ultimo accesso di file e cartelle consentendo all’utente di agire anche su più elementi simultaneamente.
L’interfaccia di ModifyFileTime è abbastanza scarna ed altamente intuitiva (ne è disponibile uno screenshot proprio all’inizio di questo post!) e per potersi servire del tool tutto ciò che l’utente dovrà fare non sarà altro che selezionare i file e le cartelle su cui si desidera agire.
(...)Continua a leggere ModifyFileTime: modificare data ed ora di creazione, dell’ultima modifica e dell’ultimo accesso a file e cartelle, su Geekissimo
ModifyFileTime: modificare data ed ora di creazione, dell’ultima modifica e dell’ultimo accesso a file e cartelle, pubblicato su Geekissimo il 13/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie file, Freeware, Software, Windows. Post tags: cartelle, data e ora, file, modificare, programma portatile, Proprietà, software freeware, Windows
Windows
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file
Freeware
software_freeware
cartelle
Proprietà
Software
programma_portatile
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Ma che cos’è ModifyFileTime? Si tratta di un software completamente gratuito ed utilizzabile senza alcun problema su tutti i sistemi operativi Windows che, senza far troppi giri di parole, consente di cambiare le proprietà sui file e sulle cartelle nel giro di qualche click e, di conseguenza, in maniera tanto semplice quanto, al tempo stesso, immediata.
ModifyFileTime, nel dettaglio, permetterà di modificare la data e l’orario di creazione, dell’ultima modifica e dell’ultimo accesso di file e cartelle consentendo all’utente di agire anche su più elementi simultaneamente.
L’interfaccia di ModifyFileTime è abbastanza scarna ed altamente intuitiva (ne è disponibile uno screenshot proprio all’inizio di questo post!) e per potersi servire del tool tutto ciò che l’utente dovrà fare non sarà altro che selezionare i file e le cartelle su cui si desidera agire.
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ModifyFileTime: modificare data ed ora di creazione, dell’ultima modifica e dell’ultimo accesso a file e cartelle, pubblicato su Geekissimo il 13/10/2011
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october 2011
Comodo Online Storage, 5 GB di storage online gratuito per tutti
october 2011
Utilizzare un servizio di storage online costituisce senza alcun dubbio uno tra i sistemi più comodi mediante cui avere sempre e comunque a portata di mano, a patto che risulti disponibile una connessione ad internet, i propri file.
Tra le migliori soluzioni utilizzabili anche gratuitamente ed attualmente disponibili figura il ben noto Dropbox.
Tuttavia, nel caso in cui lo spazio offerto da Dropbox risultasse insufficiente e qualora si desiderasse provare un nuovo servizio analogo Comodo Online Storage potrebbe costituire una valida alternativa.
Comodo Online Storage, infatti, è un nuovo servizio di storage online che, gratuitamente e previa sottoscrizione di un apposito account, offre ai suoi utilizzatori la possibilità di usufruire di ben 5 GB di spazio online mediante cui poter archiviare i propri file in rete, risultando facilmente gestibili tramite una pratica suddivisione in schede (Documents, Images, Music, Videos etc.), unitamente ai siti web preferiti.
(...)Continua a leggere Comodo Online Storage, 5 GB di storage online gratuito per tutti, su Geekissimo
Comodo Online Storage, 5 GB di storage online gratuito per tutti, pubblicato su Geekissimo il 12/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie storage. Post tags: caricare file, file online, spazio online, storage online
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caricare_file
storage_online
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Tra le migliori soluzioni utilizzabili anche gratuitamente ed attualmente disponibili figura il ben noto Dropbox.
Tuttavia, nel caso in cui lo spazio offerto da Dropbox risultasse insufficiente e qualora si desiderasse provare un nuovo servizio analogo Comodo Online Storage potrebbe costituire una valida alternativa.
Comodo Online Storage, infatti, è un nuovo servizio di storage online che, gratuitamente e previa sottoscrizione di un apposito account, offre ai suoi utilizzatori la possibilità di usufruire di ben 5 GB di spazio online mediante cui poter archiviare i propri file in rete, risultando facilmente gestibili tramite una pratica suddivisione in schede (Documents, Images, Music, Videos etc.), unitamente ai siti web preferiti.
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Comodo Online Storage, 5 GB di storage online gratuito per tutti, pubblicato su Geekissimo il 12/10/2011
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october 2011
Making SublimeVideo Fluid Width
october 2011
Since v9 of this site, I've been using SublimeVideo for the video player in the screencasts area. SublimeVideo is similar to projects like VideoJS and MediaElement.js in that it's a polyfill for HTML5 video. That is, you use regular ol' clean HTML5 <video> markup and it takes care of making sure that video can be seen on as many browser/platform/versions as possible.
How does SublimeVideo differ from those other projects?
They host the resources, not you. That means some bandwidth savings, but more importantly, means that you're always getting the latest and greatest version which is important in this fast-changing browser landscape.It's the nicest design of all of them. Subjective, I suppose.It's not free. While the others are.I quite like the idea of paying for services that make our lives as front end developers easier, so I hopped on board (I pay for the service on the Star plan).
Do note that SublimeVideo is for video that you host yourself somewhere. They don't host video for you. If you want hosted video and a player that similarly works everywhere without worrying about bandwidth, you should probably just use YouTube, Vimeo or Blip.tv.
Using SublimeVideo regularly, you simply load their JavaScript in the <head>:
<script src="http://cdn.sublimevideo.net/js/YOURTOKEN.js"></script>Then use HTML5 video like this:
<video class="sublime" width="640" height="360" poster="video-poster.jpg" preload="none">
<source src="http://yoursite.com/video.mp4" />
<source src="http://yoursite.com/video.webm" />
</video>This works great, but the resulting video player is of a static width and height. In a fluid width / responsive site like I have here media of fixed dimensions don't play well. I'd much rather the video shrink and grow with the column that it's inside of as needed.
I've tackled the idea of fluid width video a number of times around here. Ultimately I helped with FitVids.js, a jQuery plugin for easily making videos from all the most popular sources work in fluid width designs. Unfortunately FitVids.js doesn't work with SublimeVideo. For lack of a better explanation, they are just different beasts and making them work together would be more trouble than it's worth.
Good news though, after a bit of pleading (I'm sure they had lots of requests for this) they released a new bit of API specifically for resizing. So making the video fluid width is as easy as watching for the window.resize event, and when that fires, calculate the new width and height and use the sublimevideo.resize function to change it.
This is the full code I use. There is a few extra bonus bits in there explained via code comments. Note this uses a bit of jQuery. Also note the "sublime" class on the <video> element is removed.
<video id="the-video" width="570" height="320" poster="poster.jpg" controls preload="none">
...
</video>
<script>
(function() {
// Prevents some flickering
$('#the-video').css("visibility", "hidden");
// Fluid column video is inside of
var fluidParent = $(".main-column"),
newWidth, newHeight;
// Gets called when video needs resizing
function resizeVideo() {
newWidth = fluidParent.width();
// 1.78125 == Aspect Ratio of my videos
sublimevideo.resize('the-video', newWidth, newWidth/1.78125);
};
$(window).resize(function() {
resizeVideo();
});
// When the resources are ready,
// load up the video and size it correctly
sublimevideo.ready(function() {
sublimevideo.prepare('the-video');
resizeVideo();
});
}());
</script>If you'd like to see it in action you can see it on single video pages.
Making SublimeVideo Fluid Width is a post from CSS-Tricks
Article
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How does SublimeVideo differ from those other projects?
They host the resources, not you. That means some bandwidth savings, but more importantly, means that you're always getting the latest and greatest version which is important in this fast-changing browser landscape.It's the nicest design of all of them. Subjective, I suppose.It's not free. While the others are.I quite like the idea of paying for services that make our lives as front end developers easier, so I hopped on board (I pay for the service on the Star plan).
Do note that SublimeVideo is for video that you host yourself somewhere. They don't host video for you. If you want hosted video and a player that similarly works everywhere without worrying about bandwidth, you should probably just use YouTube, Vimeo or Blip.tv.
Using SublimeVideo regularly, you simply load their JavaScript in the <head>:
<script src="http://cdn.sublimevideo.net/js/YOURTOKEN.js"></script>Then use HTML5 video like this:
<video class="sublime" width="640" height="360" poster="video-poster.jpg" preload="none">
<source src="http://yoursite.com/video.mp4" />
<source src="http://yoursite.com/video.webm" />
</video>This works great, but the resulting video player is of a static width and height. In a fluid width / responsive site like I have here media of fixed dimensions don't play well. I'd much rather the video shrink and grow with the column that it's inside of as needed.
I've tackled the idea of fluid width video a number of times around here. Ultimately I helped with FitVids.js, a jQuery plugin for easily making videos from all the most popular sources work in fluid width designs. Unfortunately FitVids.js doesn't work with SublimeVideo. For lack of a better explanation, they are just different beasts and making them work together would be more trouble than it's worth.
Good news though, after a bit of pleading (I'm sure they had lots of requests for this) they released a new bit of API specifically for resizing. So making the video fluid width is as easy as watching for the window.resize event, and when that fires, calculate the new width and height and use the sublimevideo.resize function to change it.
This is the full code I use. There is a few extra bonus bits in there explained via code comments. Note this uses a bit of jQuery. Also note the "sublime" class on the <video> element is removed.
<video id="the-video" width="570" height="320" poster="poster.jpg" controls preload="none">
...
</video>
<script>
(function() {
// Prevents some flickering
$('#the-video').css("visibility", "hidden");
// Fluid column video is inside of
var fluidParent = $(".main-column"),
newWidth, newHeight;
// Gets called when video needs resizing
function resizeVideo() {
newWidth = fluidParent.width();
// 1.78125 == Aspect Ratio of my videos
sublimevideo.resize('the-video', newWidth, newWidth/1.78125);
};
$(window).resize(function() {
resizeVideo();
});
// When the resources are ready,
// load up the video and size it correctly
sublimevideo.ready(function() {
sublimevideo.prepare('the-video');
resizeVideo();
});
}());
</script>If you'd like to see it in action you can see it on single video pages.
Making SublimeVideo Fluid Width is a post from CSS-Tricks
october 2011
Aumentare la sicurezza di Gmail con la verifica in due passaggi
october 2011
La sicurezza della maggior parte dei nostri account dipende da un solo fattore di autenticazione, il che è abbastanza rozzo e non particolarmente sicuro; questo fattore è la password: un oggetto che può essere indovinato, forzato, smarrito, trovato in un cassetto e così via. In pratica, per accedere a un sistema, oltre al nome utente mi basta “qualcosa che so”.
Aggiungere un fattore aumenta drasticamente la sicurezza, oltre a “qualcosa che so”, mi serve “qualcosa che ho”. Un esempio noto a tutti è il bancomat: il PIN (che “so”) non serve senza la tessera (che “ho”). Un caso simile sono i token forniti dalle banche per i servizi online, ma in quel caso la sicurezza è ulteriormente incrementata perché si aggiunge il fattore tempo: le password che il token mi aiuta a generare non sono riutilizzabili (one-time password) e funzionano solo in un determinato arco di tempo.
Qualcuno potrebbe obbiettare che anche “qualcosa che ho” può essere rubato, e infatti il terzo strato di sicurezza è quello biometrico: “qualcosa che sono”. Impronte digitali o della retina o vocali, o altre forme di identificazione personale possono essere utilizzate per raggiungere un livello di sicurezza molto elevato, se combinate con i fattori visti prima. (Se poi vi picchiano per estorcervi la password, vi rubano il portafoglio per la tessera magnetica e vi cavano un occhio perché serve la vostra retina, avete un problema più grosso).
La password del vostro account Google vi fa accedere alla vostra casella Gmail e a tutta la serie dei servizi forniti da Big G; inoltre serve per autenticarsi su tutti quei siti di terze parti che avete autorizzato nel tempo. E’ evidente che si tratta di qualcosa che deve essere custodito con la massima cura e deve essere ragionevolmente complesso.
Google stessa ha tutto l’interesse perché il bouquet della sua offerta sia il più possibile sicuro, in modo da tranquillizzare gli utenti che vi si sono affidati. Per questo ha introdotto la possibilità di attivare su tutti gli account la verifica in due passaggi. Il processo è spiegato in dettaglio nella pagina dedicata. Vediamo di chiarire alcuni dubbi che potrebbero sorgere.
Intanto: come funziona? Una volta attivata, per accedere al vostro account Google (il caso più frequente è la posta), dovrete inserire come sempre la vostra password, dopodiché vi verrà richiesto un codice numerico che verrà immediatamente mandato via SMS. Al momento dell’inserimento, potete decidere se mantenere “registrato” il computer che state usando per un periodo di 30 giorni. Cosa significa? Se decidete di non registrare il computer, il codice verrà richiesto anche agli accessi successivi, mentre nel caso opposto passerà un mese; potete quindi discriminare tra un computer “temporaneo” ed il vostro.
Anche se la password viene rubata o intercettata, un malintenzionato non potrà accedere alla casella perché sprovvisto di PIN, e quello che avete usato sul computer non sicuro è scaduto pochi secondi dopo l’utilizzo. In pratica, il PIN rende la password ogni volta nuova, unica, utilizzabile una sola volta e in un arco ristretto di tempo. Non male.
Analogamente alla spiegazione precedente, adesso i fattori sono due: qualcosa che “sapete” (password) con qualcosa che “avete” (il cellulare). Inoltre, la sicurezza è ulteriormente aumentata dalla password one-time che scade dopo pochi secondi. Naturalmente in questo caso la vostra password originale non cambia, è l’unione con il PIN che la rende unica ogni volta. Anche se qualcuno viene a conoscenza, indovina o ruba la password, essa è inutile senza il vostro cellulare.
Per attivare la verifica in due passaggi (2 step authentication) è necessario collegare un telefono cellulare al vostro account Google. Il numero verrà utilizzato solo per l’invio dei PIN necessari all’autenticazione. Se possedete uno smartphone, potete anche utilizzare in alternativa un’apposita applicazione gratuita fornita da Google. Il dispositivo va autorizzato tramite un codice o un QR code, e da quel momento in poi il PIN sarà fornito da Google Authenticator, che in pratica trasforma il vostro smartphone in un token software concettualmente analogo ai token forniti dalle banche o dalle aziende per l’accesso VPN. Authenticator esiste per Android, iCoso e BlackBerry.
Ma non tutte le applicazioni supportano la 2 step authentication: il caso più comune sono i client di posta e le applicazioni desktop che accedono ai servizi Google. In questo caso vanno create delle password “dedicate” per ciascuna applicazione. La spiegazione di Google è un po’ fumosa, al riguardo. In realtà il concetto è semplice: per le applicazioni che non supportano il PIN (G. lo chiama “codice di verifica”) è necessario far creare dal sistema una nuova password. Benché sia possibile utilizzare la stessa per diverse cose, è più flessibile fare in modo che ciascun programma abbia la sua, in modo da poter in qualunque istante revocare la validità delle credenziali di una singola applicazione. E’ per questo che al momento della creazione viene chiesta un’etichetta: in modo da poter distinguere. Esempio (brutto): vi rubano il portatile ma voi potrete disattivare le credenziali di Mail o di Outlook senza che la posta e la sincronizzazione sul vostro Android/iPhone/BlackBerry smetta di funzionare. Fate attenzione che la password generata viene mostrata una sola volta, se la dimenticate, dovete cancellarla e ricrearla, quindi nella applicazione in cui la userete assicuratevi di selezionare “ricorda password”, a meno che non vogliate usarne una nuova di zecca ogni volta.
“Ma ho lasciato il cellulare (o lo smartphone) a casa, come faccio a ricevere il PIN?” C’è una soluzione: durante il processo di attivazione potrete stampare una tabella analoga a quella che vedete nell’immagine a lato, con una serie di PIN utilizzabili una sola volta in caso non disponiate temporaneamente del dispositivo di autenticazione che avete registrato. E’ una soluzione meno “robusta” perché i codici non scadono, ma è ugualmente “una cosa che avete” e non è riutilizzabile. Naturalmente dovete tenere questi codici al sicuro, nel vostro portafoglio, oppure online su un altro servizio. Potete generare nuovi “pin pad” accedendo alle impostazioni della 2-step-authentication nel vostro account Google.
L’autenticazione in due fattori aumenta drasticamente la sicurezza del vostro account e lo protegge da intercettazioni, furti e altre pratiche illecite. Utilizzando questo processo si possono tagliare fuori gran parte degli attacchi più banali e alla portata di molti, rendendo il vostro account meno “appetibile” di altri più vulnerabili. Un plauso a Google che in questo caso dimostra attenzione per la sicurezza dei suoi utenti.
Tags: account, autenticazione, gmail, google, password, sicurezza, Tecnica
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Aggiungere un fattore aumenta drasticamente la sicurezza, oltre a “qualcosa che so”, mi serve “qualcosa che ho”. Un esempio noto a tutti è il bancomat: il PIN (che “so”) non serve senza la tessera (che “ho”). Un caso simile sono i token forniti dalle banche per i servizi online, ma in quel caso la sicurezza è ulteriormente incrementata perché si aggiunge il fattore tempo: le password che il token mi aiuta a generare non sono riutilizzabili (one-time password) e funzionano solo in un determinato arco di tempo.
Qualcuno potrebbe obbiettare che anche “qualcosa che ho” può essere rubato, e infatti il terzo strato di sicurezza è quello biometrico: “qualcosa che sono”. Impronte digitali o della retina o vocali, o altre forme di identificazione personale possono essere utilizzate per raggiungere un livello di sicurezza molto elevato, se combinate con i fattori visti prima. (Se poi vi picchiano per estorcervi la password, vi rubano il portafoglio per la tessera magnetica e vi cavano un occhio perché serve la vostra retina, avete un problema più grosso).
La password del vostro account Google vi fa accedere alla vostra casella Gmail e a tutta la serie dei servizi forniti da Big G; inoltre serve per autenticarsi su tutti quei siti di terze parti che avete autorizzato nel tempo. E’ evidente che si tratta di qualcosa che deve essere custodito con la massima cura e deve essere ragionevolmente complesso.
Google stessa ha tutto l’interesse perché il bouquet della sua offerta sia il più possibile sicuro, in modo da tranquillizzare gli utenti che vi si sono affidati. Per questo ha introdotto la possibilità di attivare su tutti gli account la verifica in due passaggi. Il processo è spiegato in dettaglio nella pagina dedicata. Vediamo di chiarire alcuni dubbi che potrebbero sorgere.
Intanto: come funziona? Una volta attivata, per accedere al vostro account Google (il caso più frequente è la posta), dovrete inserire come sempre la vostra password, dopodiché vi verrà richiesto un codice numerico che verrà immediatamente mandato via SMS. Al momento dell’inserimento, potete decidere se mantenere “registrato” il computer che state usando per un periodo di 30 giorni. Cosa significa? Se decidete di non registrare il computer, il codice verrà richiesto anche agli accessi successivi, mentre nel caso opposto passerà un mese; potete quindi discriminare tra un computer “temporaneo” ed il vostro.
Anche se la password viene rubata o intercettata, un malintenzionato non potrà accedere alla casella perché sprovvisto di PIN, e quello che avete usato sul computer non sicuro è scaduto pochi secondi dopo l’utilizzo. In pratica, il PIN rende la password ogni volta nuova, unica, utilizzabile una sola volta e in un arco ristretto di tempo. Non male.
Analogamente alla spiegazione precedente, adesso i fattori sono due: qualcosa che “sapete” (password) con qualcosa che “avete” (il cellulare). Inoltre, la sicurezza è ulteriormente aumentata dalla password one-time che scade dopo pochi secondi. Naturalmente in questo caso la vostra password originale non cambia, è l’unione con il PIN che la rende unica ogni volta. Anche se qualcuno viene a conoscenza, indovina o ruba la password, essa è inutile senza il vostro cellulare.
Per attivare la verifica in due passaggi (2 step authentication) è necessario collegare un telefono cellulare al vostro account Google. Il numero verrà utilizzato solo per l’invio dei PIN necessari all’autenticazione. Se possedete uno smartphone, potete anche utilizzare in alternativa un’apposita applicazione gratuita fornita da Google. Il dispositivo va autorizzato tramite un codice o un QR code, e da quel momento in poi il PIN sarà fornito da Google Authenticator, che in pratica trasforma il vostro smartphone in un token software concettualmente analogo ai token forniti dalle banche o dalle aziende per l’accesso VPN. Authenticator esiste per Android, iCoso e BlackBerry.
Ma non tutte le applicazioni supportano la 2 step authentication: il caso più comune sono i client di posta e le applicazioni desktop che accedono ai servizi Google. In questo caso vanno create delle password “dedicate” per ciascuna applicazione. La spiegazione di Google è un po’ fumosa, al riguardo. In realtà il concetto è semplice: per le applicazioni che non supportano il PIN (G. lo chiama “codice di verifica”) è necessario far creare dal sistema una nuova password. Benché sia possibile utilizzare la stessa per diverse cose, è più flessibile fare in modo che ciascun programma abbia la sua, in modo da poter in qualunque istante revocare la validità delle credenziali di una singola applicazione. E’ per questo che al momento della creazione viene chiesta un’etichetta: in modo da poter distinguere. Esempio (brutto): vi rubano il portatile ma voi potrete disattivare le credenziali di Mail o di Outlook senza che la posta e la sincronizzazione sul vostro Android/iPhone/BlackBerry smetta di funzionare. Fate attenzione che la password generata viene mostrata una sola volta, se la dimenticate, dovete cancellarla e ricrearla, quindi nella applicazione in cui la userete assicuratevi di selezionare “ricorda password”, a meno che non vogliate usarne una nuova di zecca ogni volta.
“Ma ho lasciato il cellulare (o lo smartphone) a casa, come faccio a ricevere il PIN?” C’è una soluzione: durante il processo di attivazione potrete stampare una tabella analoga a quella che vedete nell’immagine a lato, con una serie di PIN utilizzabili una sola volta in caso non disponiate temporaneamente del dispositivo di autenticazione che avete registrato. E’ una soluzione meno “robusta” perché i codici non scadono, ma è ugualmente “una cosa che avete” e non è riutilizzabile. Naturalmente dovete tenere questi codici al sicuro, nel vostro portafoglio, oppure online su un altro servizio. Potete generare nuovi “pin pad” accedendo alle impostazioni della 2-step-authentication nel vostro account Google.
L’autenticazione in due fattori aumenta drasticamente la sicurezza del vostro account e lo protegge da intercettazioni, furti e altre pratiche illecite. Utilizzando questo processo si possono tagliare fuori gran parte degli attacchi più banali e alla portata di molti, rendendo il vostro account meno “appetibile” di altri più vulnerabili. Un plauso a Google che in questo caso dimostra attenzione per la sicurezza dei suoi utenti.
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october 2011
CBS News mostra il render del Nexus Prime spacciandolo per reale
october 2011
La notizia del rinvio dell’evento Samsung Unpacked 2011: Google Episode programmato per il CTIA Wireless di San Diego ha scosso molti utenti e fan Android che avrebbero voluto conoscere l’11 Ottobre il nuovo Nexus Prime e la nuova versione Android Ice Cream Sandwich. Non solo su molti siti e blog avete potuto apprendere questa brutta notizia, ma anche in TV è stato comunicato lo spostamento di queste due fondamentali presentazioni per il mondo Android. Domenica sera CBS News ha voluto comunicare la notizia in TV stupendo tutti i fan Android; guardate con i vostri occhi.
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october 2011
Videodropper, salvare i video di YouTube direttamente nel proprio account Dropbox
october 2011
Tra i servizi online maggiormente impiegati al fine di cercare e visualizzare eventuali filmati d’interesse vi è in primis YouTube.
Tuttavia, considerando lo straordinario quantitativo di filmati ma tenendo anche presente il fatto che il tempo disponibile di ciascun utente diviene sempre più poco a causa dei molteplici impegni quotidiani, potrebbe accadere di incappare in un video d’interesse che, purtroppo, al momento non può essere visualizzato.
In situazioni di questo tipo è possibile servirsi del pratico comando Guarda più tardi disponibile, di default, su YouTube ma una valida alternativa a quanto appena accennato potrebbe però essere quella di ricorrere all’impiego di un recente ed interessante servizio web quale Videodropper.
Questo servizio online, utilizzabile in modo completamente gratuito, consente infatti di salvare i video di YouTube direttamente nel proprio account Dropbox permettendo inoltre la creazione di una videoteca personalizza dei filmati d’interesse presenti sul noto portale video.
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Videodropper, salvare i video di YouTube direttamente nel proprio account Dropbox, pubblicato su Geekissimo il 11/10/2011
© Martina Oliva (Bugeisha) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Applicazioni Online, Video, youtube. Post tags: dropbox, scaricare video da youtube, servizio web, video youtube
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Tuttavia, considerando lo straordinario quantitativo di filmati ma tenendo anche presente il fatto che il tempo disponibile di ciascun utente diviene sempre più poco a causa dei molteplici impegni quotidiani, potrebbe accadere di incappare in un video d’interesse che, purtroppo, al momento non può essere visualizzato.
In situazioni di questo tipo è possibile servirsi del pratico comando Guarda più tardi disponibile, di default, su YouTube ma una valida alternativa a quanto appena accennato potrebbe però essere quella di ricorrere all’impiego di un recente ed interessante servizio web quale Videodropper.
Questo servizio online, utilizzabile in modo completamente gratuito, consente infatti di salvare i video di YouTube direttamente nel proprio account Dropbox permettendo inoltre la creazione di una videoteca personalizza dei filmati d’interesse presenti sul noto portale video.
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Videodropper, salvare i video di YouTube direttamente nel proprio account Dropbox, pubblicato su Geekissimo il 11/10/2011
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october 2011
Nuovo attacco del Blasco a Nonciclopedia - Mr.Webmaster
october 2011
Tecnologia - Guidone.itNuovo attacco del Blasco a NonciclopediaMr.WebmasterRecentemente aveva scatenato più di una polemica il fatto che il sito Web Nonciclopedia fosse entrato in "sciopero" per protestare contro una denuncia da parte dei legali di Vasco Rossi che si riteneva diffamato dalla pagina satirica a lui dedicata. ..."Un'idea stupida e volgare"La StampaVasco: Nonciclopedia, ridere di te?Punto InformaticoVasco ancora contro Nonciclopedia, e perde il sennoTom's Hardware GuideWebNews -ANSA.it -Corriere della Seratutte le notizie (87) »
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october 2011
Recensione veloce: MacBook Air 2011, Mac OS X Lion
october 2011
Nuovo OS X, questo Leone vuole fare un po' troppo la chioccia
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
La gatta Pallina e un MacBook Air al Maniero Digitale.
Il mio MacBook Pro 15" del 2008 è defunto pochi giorni fa (problemi ai componenti interni dell'alimentazione, dopo tre anni di uso ininterrotto) e piuttosto che spendere per riparare una macchina obsolescente ho preferito investire in un laptop nuovo, scegliendo un ultraleggero come macchina da viaggio e per presentazioni.
Non potendo aspettare l'arrivo degli ultrabook di altre marche sui quali montare Linux e Impress di OpenOffice.org/LibreOffice, ho comperato un MacBook Air da 13 pollici con OS X 10 Lion. Queste sono le mie prime impressioni, suscettibili di aggiornamenti, sull'hardware e sul software. Non pretendo che le condividiate: prendetele solo come un mio parere basato sull'uso specifico che ne faccio io.
Hardware
L'Air 2011 è una macchina splendida: una di quelle che ti fa dire “è così che dovrebbero essere i computer”. Leggera da portare in giro, fresca (non un tostapane come il mio MacBook Pro), potente e sorprendentemente veloce. Un piacere da usare e tenere in grembo o sul tavolino del treno per essere produttivi ovunque.
Ma come, non avevo liquidato l'Air come un giocattolo per esibizionisti? Certamente, ma la versione di tre anni fa alla quale mi riferivo era tutt'altra creatura rispetto a questo Air 2011, che ha di default un disco rigido a stato solido, uno schermo con un trattamento antiriflesso sorprendente (gli ho puntato addosso per errore il puntatore laser e l'ha letteralmente assorbito, tanto che credevo che il puntatore si fosse spento), e soprattutto un prezzo e delle prestazioni molto simili al MacBook Pro equivalente. Sull'Apple Store italiano, l'Air 13" costa 1260 euro (1349 franchi in quello svizzero), mentre il Pro 13" base costa 1158 euro (1299 franchi nello Store svizzero). Cento euro e spiccoli di divario, mentre la differenza di prezzo, all'epoca, era di 650 euro.
Certo, per cento euro in più si ha parecchio hardware in meno: niente masterizzatore, un processore meno potente, un disco rigido meno capiente, nessuna porta Ethernet integrata e altro ancora. Ma per l'uso che ne faccio io è uno scambio vantaggioso: niente peso del masterizzatore, un processore comunque più che sufficiente per quello che devo fare (regge senza problemi il riconoscimento vocale di Dragon Dictate 2.5), un disco rigido meno delicato e vorace con la batteria (che dura almeno cinque ore con una luminosità media dello schermo).
Portarsi in giro l'adattatore USB-Ethernet (che si paga a parte) è accettabile. Due porte USB sono sufficienti per un uso mobile e lo slot per scheda SD è ottimo per riversare rapidamente foto durante viaggi e reportage. La tastiera (retroilluminata) è passabile, anche se la corsa dei tasti è comprensibilmente minima. Se l'Air avesse un modem cellulare integrato e una cornice meno spessa per lo schermo sarebbe il laptop perfetto.
Resta valida l'altra critica che feci a suo tempo al primo Air: le dimensioni. La versione da 13" è ancora troppo grande per l'uso ultramobile, ma oggi per chi ha quest'esigenza c'è anche la versione da 11". Io ho scelto la versione più grande perché per le presentazioni mi serve uno schermo meno piccolo di quello di un netbook.
Software
Sleep mode.
Trovo che OS X Lion sia per molti versi irritante, ma non abbastanza da spingermi a sventrare l'Air e installargli Snow Leopard (almeno per ora).
Il suo stile esasperatamente pallido, monocromatico e minimalista (in Finder e Mail, per esempio), le sue opzioni iPad-ose (LaunchPad, lo scrolling rovesciato, i default di Mail) e il suo atteggiamento da chioccia sono fastidi controbilanciati solo a malapena dall'opzione di riavvio istantaneo con le applicazioni già aperte, che trovo un vantaggio enorme per chi viaggia e si trova ad aprire e chiudere il laptop di fretta.
Anche alcuni gesti multi-touch sono un grande aiuto, specialmente su un laptop: trovo particolarmente utile il “trascina-e-seleziona” con un gesto unico (scorrimento con tre dita).
In cima alla lista delle offese all'informatica di Lion metto invece senza esitazioni lo scrolling invertito impostato di default. Da che mondo è mondo, quando faccio scorrere le dita verso il basso su un touchpad, lo schermo scorre verso l'alto, come avviene con un mouse (la metafora è che si sposta l'inquadratura del documento); in Lion, invece, l'impostazione predefinita è che se muovo le dita verso il basso, l'immagine sullo schermo scorre verso il basso. Apple lo chiama “naturale”, ma per chi viene dall'informatica e non dai telefonini o iCosi è spontaneo e naturale come asciugarsi dopo un bidet con la carta vetrata. Per fortuna è disattivabile.
Inoltre trovo irritante la scelta di nascondere la cartella Library dell'utente, che in passato era visibile all'utente. Per esempio, per copiare la mia sterminata raccolta di bookmark di Firefox e di signature di Mail ho sempre usato una semplice copia dei file dalla Library del vecchio computer a quello nuovo (il Sync di Firefox non mi funziona per niente). Con Lion quest'operazione viene ostacolata. Il messaggio è chiaro: l'utente è un utonto al quale è meglio non far toccare gli ingranaggi (ma allora perché non nascondere Library e System nella root del sistema operativo?).
Si può rendere visibile la Library in modo permanente (con il comando da Terminale chflags nohidden ~/Library) o accedervi comunque in vari modi (il più elegante mi pare quello di premere il tasto Opzione mentre si clicca sul menu Go del Finder).
L'assenza di Flash preinstallato è un'altra scocciatura che alimenta la guerra di Apple contro Adobe senza dare nessun vantaggio agli utenti Apple. Si risolve scaricando e installando Flash dal sito di Adobe, ma questa è una cosa che gli utenti non dovrebbero aver bisogno di fare. Idem dicasi per Java, anche se oggi la necessità di supportare Java è rara (NeoOffice ce l'ha).
Altrettanto irritante, sempre a mio parere, è il raggruppamento per conversazioni applicato da Mail. Anche questo è disattivabile, ma va disattivato per ogni singola cartella è una di quelle opzioni che mi sembra generare più confusione che chiarezza (se cancello, cancello l'intera conversazione o la singola mail?). Se avete provato anche voi Lion e/o l'Air e volete condividere le vostre impressioni, i commenti sono a vostra disposizione.
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “rcervi”. Tutto l'hardware e software citato nella recensione è stato acquistato da me senza alcuno sconto o beneficio fornitomi dal produttore o da terzi.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Apple
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L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
La gatta Pallina e un MacBook Air al Maniero Digitale.
Il mio MacBook Pro 15" del 2008 è defunto pochi giorni fa (problemi ai componenti interni dell'alimentazione, dopo tre anni di uso ininterrotto) e piuttosto che spendere per riparare una macchina obsolescente ho preferito investire in un laptop nuovo, scegliendo un ultraleggero come macchina da viaggio e per presentazioni.
Non potendo aspettare l'arrivo degli ultrabook di altre marche sui quali montare Linux e Impress di OpenOffice.org/LibreOffice, ho comperato un MacBook Air da 13 pollici con OS X 10 Lion. Queste sono le mie prime impressioni, suscettibili di aggiornamenti, sull'hardware e sul software. Non pretendo che le condividiate: prendetele solo come un mio parere basato sull'uso specifico che ne faccio io.
Hardware
L'Air 2011 è una macchina splendida: una di quelle che ti fa dire “è così che dovrebbero essere i computer”. Leggera da portare in giro, fresca (non un tostapane come il mio MacBook Pro), potente e sorprendentemente veloce. Un piacere da usare e tenere in grembo o sul tavolino del treno per essere produttivi ovunque.
Ma come, non avevo liquidato l'Air come un giocattolo per esibizionisti? Certamente, ma la versione di tre anni fa alla quale mi riferivo era tutt'altra creatura rispetto a questo Air 2011, che ha di default un disco rigido a stato solido, uno schermo con un trattamento antiriflesso sorprendente (gli ho puntato addosso per errore il puntatore laser e l'ha letteralmente assorbito, tanto che credevo che il puntatore si fosse spento), e soprattutto un prezzo e delle prestazioni molto simili al MacBook Pro equivalente. Sull'Apple Store italiano, l'Air 13" costa 1260 euro (1349 franchi in quello svizzero), mentre il Pro 13" base costa 1158 euro (1299 franchi nello Store svizzero). Cento euro e spiccoli di divario, mentre la differenza di prezzo, all'epoca, era di 650 euro.
Certo, per cento euro in più si ha parecchio hardware in meno: niente masterizzatore, un processore meno potente, un disco rigido meno capiente, nessuna porta Ethernet integrata e altro ancora. Ma per l'uso che ne faccio io è uno scambio vantaggioso: niente peso del masterizzatore, un processore comunque più che sufficiente per quello che devo fare (regge senza problemi il riconoscimento vocale di Dragon Dictate 2.5), un disco rigido meno delicato e vorace con la batteria (che dura almeno cinque ore con una luminosità media dello schermo).
Portarsi in giro l'adattatore USB-Ethernet (che si paga a parte) è accettabile. Due porte USB sono sufficienti per un uso mobile e lo slot per scheda SD è ottimo per riversare rapidamente foto durante viaggi e reportage. La tastiera (retroilluminata) è passabile, anche se la corsa dei tasti è comprensibilmente minima. Se l'Air avesse un modem cellulare integrato e una cornice meno spessa per lo schermo sarebbe il laptop perfetto.
Resta valida l'altra critica che feci a suo tempo al primo Air: le dimensioni. La versione da 13" è ancora troppo grande per l'uso ultramobile, ma oggi per chi ha quest'esigenza c'è anche la versione da 11". Io ho scelto la versione più grande perché per le presentazioni mi serve uno schermo meno piccolo di quello di un netbook.
Software
Sleep mode.
Trovo che OS X Lion sia per molti versi irritante, ma non abbastanza da spingermi a sventrare l'Air e installargli Snow Leopard (almeno per ora).
Il suo stile esasperatamente pallido, monocromatico e minimalista (in Finder e Mail, per esempio), le sue opzioni iPad-ose (LaunchPad, lo scrolling rovesciato, i default di Mail) e il suo atteggiamento da chioccia sono fastidi controbilanciati solo a malapena dall'opzione di riavvio istantaneo con le applicazioni già aperte, che trovo un vantaggio enorme per chi viaggia e si trova ad aprire e chiudere il laptop di fretta.
Anche alcuni gesti multi-touch sono un grande aiuto, specialmente su un laptop: trovo particolarmente utile il “trascina-e-seleziona” con un gesto unico (scorrimento con tre dita).
In cima alla lista delle offese all'informatica di Lion metto invece senza esitazioni lo scrolling invertito impostato di default. Da che mondo è mondo, quando faccio scorrere le dita verso il basso su un touchpad, lo schermo scorre verso l'alto, come avviene con un mouse (la metafora è che si sposta l'inquadratura del documento); in Lion, invece, l'impostazione predefinita è che se muovo le dita verso il basso, l'immagine sullo schermo scorre verso il basso. Apple lo chiama “naturale”, ma per chi viene dall'informatica e non dai telefonini o iCosi è spontaneo e naturale come asciugarsi dopo un bidet con la carta vetrata. Per fortuna è disattivabile.
Inoltre trovo irritante la scelta di nascondere la cartella Library dell'utente, che in passato era visibile all'utente. Per esempio, per copiare la mia sterminata raccolta di bookmark di Firefox e di signature di Mail ho sempre usato una semplice copia dei file dalla Library del vecchio computer a quello nuovo (il Sync di Firefox non mi funziona per niente). Con Lion quest'operazione viene ostacolata. Il messaggio è chiaro: l'utente è un utonto al quale è meglio non far toccare gli ingranaggi (ma allora perché non nascondere Library e System nella root del sistema operativo?).
Si può rendere visibile la Library in modo permanente (con il comando da Terminale chflags nohidden ~/Library) o accedervi comunque in vari modi (il più elegante mi pare quello di premere il tasto Opzione mentre si clicca sul menu Go del Finder).
L'assenza di Flash preinstallato è un'altra scocciatura che alimenta la guerra di Apple contro Adobe senza dare nessun vantaggio agli utenti Apple. Si risolve scaricando e installando Flash dal sito di Adobe, ma questa è una cosa che gli utenti non dovrebbero aver bisogno di fare. Idem dicasi per Java, anche se oggi la necessità di supportare Java è rara (NeoOffice ce l'ha).
Altrettanto irritante, sempre a mio parere, è il raggruppamento per conversazioni applicato da Mail. Anche questo è disattivabile, ma va disattivato per ogni singola cartella è una di quelle opzioni che mi sembra generare più confusione che chiarezza (se cancello, cancello l'intera conversazione o la singola mail?). Se avete provato anche voi Lion e/o l'Air e volete condividere le vostre impressioni, i commenti sono a vostra disposizione.
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “rcervi”. Tutto l'hardware e software citato nella recensione è stato acquistato da me senza alcuno sconto o beneficio fornitomi dal produttore o da terzi.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
october 2011
Chrome va in freeze? Sostituite AdBlock con Adblock Plus
october 2011
Prendete questo post più come un racconto di vita (virtuale) vissuta più che come un consiglio tecnicamente documentato: avete presente AdBlock, l’estensione che per prima ha permesso di bloccare le pubblicità su Google Chrome? Beh, anche se molto efficace, quell’add-on potrebbe essere responsabili di tanti mini-freeze durante il caricamento delle pagine Web.
Questo almeno è quanto ho potuto constatare su due miei PC, un desktop e un notebook, entrambi piuttosto recenti. Da qualche settimana, Chrome aveva parzialmente perso il suo “smalto”. Credevo fosse colpa dell’avanzare delle versioni del browser, poi invece ho avuto l’illuminazione: ho provato a disattivare AdBlock e i mini-freeze sono praticamente scomparsi.
(...)Continua a leggere Chrome va in freeze? Sostituite AdBlock con Adblock Plus, su Geekissimo
Chrome va in freeze? Sostituite AdBlock con Adblock Plus, pubblicato su Geekissimo il 10/10/2011
© naqern per Geekissimo, 2011. | Permalink | 20 commenti | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie google chrome, Tips/Trick. Post tags: bloccare pubblicità, estensioni chrome, Problematiche
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Questo almeno è quanto ho potuto constatare su due miei PC, un desktop e un notebook, entrambi piuttosto recenti. Da qualche settimana, Chrome aveva parzialmente perso il suo “smalto”. Credevo fosse colpa dell’avanzare delle versioni del browser, poi invece ho avuto l’illuminazione: ho provato a disattivare AdBlock e i mini-freeze sono praticamente scomparsi.
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Chrome va in freeze? Sostituite AdBlock con Adblock Plus, pubblicato su Geekissimo il 10/10/2011
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october 2011
The 10 Coolest Real-Life Robots
october 2011
Celebrate Hugh Jackman's blockbuster release by checking out these lifelike androids.
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october 2011
Infographic: Most Disruptive Companies in Tech
october 2011
Focus has pulled together an infographic on the most disruptive companies in tech. It should come as little surprise that many of the innovations are cloud-powered, or cloud-dependent. ...
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october 2011
Internet, Moncler fa oscurare 500 siti perché 'citavano' il nome dell'azienda
october 2011
E' arrivata la notizia che avevo anticipato ieri. Internet, Moncler fa oscurare 500 siti perché 'citavano' il nome dell'azienda - Repubblica.it."Il provvedimento è clamoroso, per la prima volta si oscurano siti non per reati legati al diritto d'autore, ma per le diverse ipotesi di violazione del marchio", spiega Fulvio Sarzana, avvocato tra i massimi esperti di diritto su Internet. "Solo alcuni di quei siti vendevano merce contraffatta, infatti"....Altri sono vuoti, contenendo solo pubblicità. Altri ancora non sono nemmeno siti: sono semplicemente domini registrati, senza alcun servizio sopra (esempio, Monclerfans.com). Moncler ha fatto insomma una guerra preventiva alla contraffazione e in generale contro chiunque altro aveva registrato un dominio con quel marchio....Finora ha prevalso il diritto alla libertà di espressione e quel sito, come altri, è visibile anche agli italiani; ma in futuro chissà: "Questa sentenza ha un altro primato", dice infatti Sarzana. "La maggior parte dei siti risiede presso provider stranieri: americani, spagnoli, giapponesi". Siti che, dopo questa sentenza, potrebbero restare attivi ma inaccessibili agli utenti italiani. "Se passa questo principio diventa impossibile citare un marchio in Internet senza l'autorizzazione della rispettiva azienda", dice Sarzana. "Il marchio verrebbe violato anche se tu scrivi un'inserzione su eBay, 'vendo un piumino Moncler'. Questa cosa equivale a registrare un dominio Moncler: sempre di contraffazione si tratta, alla luce di quella sentenza"."monclerfans.com"... non ho parole.Tremano i miei colleghi del club amicidella500.it di Cornaredo.Mo' potrebbero oscurarci il sito!"aspettiamo di leggere la sentenza", è d'obbligo, pero'...è facile prevedere che se uno non e' un "monclerfan", non ci andra' adesso come non ci andava prima.se viceversa lo è, cambierà il DNS e ci andrà lo stesso...avanti di questo passo regaliamo a DNS esteri il nostro traffico, con tutte le implicazioni di (riduzione della) privacy del caso.
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october 2011
Ravasio risponde a una lettrice : il problema delle ”Wooden made pussy”
october 2011
Una cortese lettrice (che preferisce l’anonimato) ci scrive la seguente missiva:
Esimio Dottor Frustalupi, ho tosto una dimanda per Lei: potrebbe gentilmente diffondersi sui metodi efficaci per ostacolare le cosiddette “fighe di legno” che insidiano uomini buoni ma poveri di spirito (e un po’ troppo eccitati)?
Grazie, E.M. (La prego di mantenerMi anonima. XD)
R.B. Frustalupi
Le “Wooden made pussy” (aka figa di legno) son più diffuse di quanto sembri ed i loro metodi sono tanto semplici e basici da essere efficacissimi nei confronti del povero gentiluomo sempliciotto. Tuttavia è necessario fare chiarezza sul concetto stesso di ”Wooden made pussy” . Per il gentiluomo tale appellativo è in genere riservato a:
1) giovinetta che non concede le proprie grazie nonostante insistente corteggiamento a tutto campo.
2) giovinetta che non fila di pezza il gentiluomo in questione.
3) giovinetta che in un contesto conviviale & mondano stenta a divertirsi e a socializzare perché troppo impegnata a verificare il proprio lucidalabbra allo specchio e a fare attenzione che le sue Caovilla non si rovinino nel corso del party.
Per il multicolore e muliebre mondo femminile, il concetto di ”Wooden made pussy” (aka figa di legno) è invece potenzialmente ascrivibile a una sola e semplice categoria : Tutte le donne con caratteristiche psicologiche, fisiche e umane diverse da quelle della giudicante, che (in un modo o in un altro) stiano insidiando in modo sechisy il compagno/trombamico/amante/simpatizzante della giudicante.
Ostacolare la ”Wooden made pussy”, cara anonima lettrice, è cosa piuttosto ardua, poiché ella generalmente utilizza tecniche di seduzyone e di tampinamento passivo, probabilmente, lontane dai tuoi usi e costumi. L’errore più comune che compie la giovinetta nel tentativo di screditare l’insidiosa nemica, è quello di accentuarne quelli che lei ritiene difetti.. Esempio : “uh, quella è proprio vestita come una mignotta!“, oppure : “..ma ti sembra il modo di mangiare un Calippo™ in spiaggia ?“, e ancora : “..perchè accavalla le gambe in quel modo se non indossa le mutande ?“.
La dura realtà è che il gentiluomo, nella sua basica, mortificante, prevedibile, semplicità, trova codesti atteggiamenti estremamente stuzzicanti. A patto che non siano compiuti da donne che rientrano nella propria sfera affettiva, in tal caso sarà lui il primo a giudicarli assolutamente inopportuni e mignotteschi.
Evviva la Fondazione ! Evviva l’accavallamento senza mutanda !
articoli simili a questo : Più Pippa per tutti (Ravasio risponde a una lettrice) Fenomenologia dell’amicizia tra donne. Consigli per la giovinetta al primo appuntamento. Le “diverse percezioni” tra uomo e donna Ravasio risponde ai lettori : Le trasformazioni della donna nella convivenza Copyright © 2011 PocaCola Blog. Feed provided by PocaCola Blog Please contact electro@pocacola.com in case of illegal use.
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legno
legno
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Esimio Dottor Frustalupi, ho tosto una dimanda per Lei: potrebbe gentilmente diffondersi sui metodi efficaci per ostacolare le cosiddette “fighe di legno” che insidiano uomini buoni ma poveri di spirito (e un po’ troppo eccitati)?
Grazie, E.M. (La prego di mantenerMi anonima. XD)
R.B. Frustalupi
Le “Wooden made pussy” (aka figa di legno) son più diffuse di quanto sembri ed i loro metodi sono tanto semplici e basici da essere efficacissimi nei confronti del povero gentiluomo sempliciotto. Tuttavia è necessario fare chiarezza sul concetto stesso di ”Wooden made pussy” . Per il gentiluomo tale appellativo è in genere riservato a:
1) giovinetta che non concede le proprie grazie nonostante insistente corteggiamento a tutto campo.
2) giovinetta che non fila di pezza il gentiluomo in questione.
3) giovinetta che in un contesto conviviale & mondano stenta a divertirsi e a socializzare perché troppo impegnata a verificare il proprio lucidalabbra allo specchio e a fare attenzione che le sue Caovilla non si rovinino nel corso del party.
Per il multicolore e muliebre mondo femminile, il concetto di ”Wooden made pussy” (aka figa di legno) è invece potenzialmente ascrivibile a una sola e semplice categoria : Tutte le donne con caratteristiche psicologiche, fisiche e umane diverse da quelle della giudicante, che (in un modo o in un altro) stiano insidiando in modo sechisy il compagno/trombamico/amante/simpatizzante della giudicante.
Ostacolare la ”Wooden made pussy”, cara anonima lettrice, è cosa piuttosto ardua, poiché ella generalmente utilizza tecniche di seduzyone e di tampinamento passivo, probabilmente, lontane dai tuoi usi e costumi. L’errore più comune che compie la giovinetta nel tentativo di screditare l’insidiosa nemica, è quello di accentuarne quelli che lei ritiene difetti.. Esempio : “uh, quella è proprio vestita come una mignotta!“, oppure : “..ma ti sembra il modo di mangiare un Calippo™ in spiaggia ?“, e ancora : “..perchè accavalla le gambe in quel modo se non indossa le mutande ?“.
La dura realtà è che il gentiluomo, nella sua basica, mortificante, prevedibile, semplicità, trova codesti atteggiamenti estremamente stuzzicanti. A patto che non siano compiuti da donne che rientrano nella propria sfera affettiva, in tal caso sarà lui il primo a giudicarli assolutamente inopportuni e mignotteschi.
Evviva la Fondazione ! Evviva l’accavallamento senza mutanda !
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october 2011
Building a Starburst with CSS
october 2011
If there's one thing I love most about what I do it's building out the challenges that a designer throws my way. There's almost always a way to reproduce a design in code, and I love figuring out how to get as close to the original design as possible with CSS.
Recently, our creative director here at Sparkbox, Drew, gave me a design to build out for an e-commerce site. There was an element in the site that was sort of a starburst shape that had the price of the product inside. Being that it included a dynamic price, the thing had to grow and adjust appropriately, so I set out to build this thing with CSS.
Dissecting the Design
So here we go. We've got a rather pointy circle with the product price inside. (Also notice the subtle inner border Drew's got going on here. We'll talk about that a little later.) I took this design and made this:
I know it's not exactly the same - it has a few less "points" - which I technically could have achieved with a little more markup, but I decided a little less markup and fewer points was worth it. Let's walk through what's going on here.
Visualizing What’s Going on HereThink of this starburst as a series of rotated boxes. The way I wrapped my head around what's going on here is with a few post-its. Check it:
So I've got three elements here, each rotated 30 degrees. (In the finished design I'll actually have six elements, you'll see...)
The Markup<div class="price-container">
<div class="price">
<span class="label">Buy</span>
<span class="number">$15.00</span>
<span class="label">Now</span>
</div>
</div>I have <div class="price-container"> that, you guessed it, contains the price starburst. I'll use this for the background of the starburst. The <div class="price"> is the container for the text inside (the price info.) That's it for the markup. From here, I'll be styling pseudo classes to create the multiple points. Also, I mentioned earlier that there were a few less points in the CSS version of this starburst. This markup doesn't really have anything unnecessary in it.
Stylin’ It UpNow on to the fun part. Let me overview what I'm going to do, then I'll show you the styles needed to achieve it. I'm going to style .price-container, .price, and the :before and :after pseudo elements for each. Essentially, I've got six elements to work with. I created this background image to apply to each of the elements and I will rotate 15 degrees each:
If you look back at the post its picture above, notice how I drew on the inner border with pencil. Disassembling the post its model gave me one piece that looks like this.
So here are the styles of each element (the comments should help you understand what's going on here. I also have some notes below.)
.price-container,
.price-container:before,
.price-container:after,
.price-container .price,
.price-container .price:before,
.price-container .price:after {
height: 8.5em;
width: 8.5em;
background: #760B1F url(price-bg.png) top left no-repeat;
background-size: 8.5em;
}
.price-container:before,
.price-container:after,
.price-container .price:before,
.price-container .price:after {
content: "";
position: absolute;
}
.price-container {
margin: 100px auto; /* Centering for demo */
position: relative; /* Context */
top: 2.5em;
left: 2.5em;
-webkit-transform: rotate(-45deg);
-moz-transform: rotate(-45deg);
-ms-transform: rotate(-45deg);
-o-transform: rotate(-45deg);
transform: rotate(-45deg);
}
.price-container:before {
top: 0;
left: 0;
-webkit-transform: rotate(-30deg);
-moz-transform: rotate(-30deg);
-ms-transform: rotate(-30deg);
-o-transform: rotate(-30deg);
transform: rotate(-30deg);
}
.price-container:after {
top: 0;
left: 0;
-webkit-transform: rotate(-15deg);
-moz-transform: rotate(-15deg);
-ms-transform: rotate(-15deg);
-o-transform: rotate(-15deg);
transform: rotate(-15deg);
}
.price-container .price {
padding: .5em 0em;
height: 7.5em; /* height minus padding */
position: absolute;
bottom: 0;
right: 0;
-webkit-transform: rotate(45deg);
-moz-transform: rotate(45deg);
-ms-transform: rotate(45deg);
-o-transform: rotate(45deg);
transform: rotate(45deg);
z-index: 1; /* important so the text shows up */
}
.price-container .price:before {
top: 0;
left: 0;
-webkit-transform: rotate(60deg);
-moz-transform: rotate(60deg);
-ms-transform: rotate(60deg);
-o-transform: rotate(60deg);
transform: rotate(60deg);
}
.price-container .price:after {
top: 0;
left: 0;
-webkit-transform: rotate(75deg);
-moz-transform: rotate(75deg);
-ms-transform: rotate(75deg);
-o-transform: rotate(75deg);
transform: rotate(75deg);
}A few things I'll point out about the styles:
Notice the order of the rotation angles: This order is important because there is going to be text inside the inner-most element. Therefore, the last element (the one the text going in, in this case .price) has to be straight. Notice that .price-container is rotated -45 degrees and .price is rotated 45 degrees - back to 0.The height and width: The height and width has to be set since we are dealing with background images here. I've set it in ems to adjust appropriately when the text size increases.There's a padding top and bottom on .price-container .price. That's why the height is a little different than all the others.Everything is positioned absolutely inside the first container. .price-container has left: 2.5em and top: 2.5em just to move the whole thing a little. When everything is rotated, the corners go of the page and out of the container a little.z-index: There's a z-index defined for .price-container .price. This is so the price information inside this div is visible.Now all that's left is styling the text.
.price-container .price span {
position: relative;
z-index: 100;
display: block;
text-align: center;
color: #FE3D5C;
font: 1.8em/1.4em Sans-Serif;
text-transform: uppercase;
}
.price-container .price span.number {
font-weight: bold;
font-size: 2.5em;
line-height: .9em;
color: #fff;
}Doing It Image-FreeNow, I have some extra stuff in here because the design called for this very subtle inner border. If you don't like or need the inner border, just remove the bit about background image and background size and design will hold up fine.
Browser SupportThis works as-is in IE 9+, Firefox 4.0+, Safari 4.1+ and Chrome 3.0+. IE 8 and below do not support background-size, and Chrome 1.0, Firefox 3.6 and Safari 3.0 will require some vendor prefixes. IE8 does support pseudo elements, however doesn’t support transform.
The fallback would be a colored square. Very likely not a huge problem.
There You Have ItIt's a price star thing. Flexible enough to grow when you increase your font size. Made with some CSS.
View Demo Download Files
This was a guest post by Ryan Buttrey of Sparkbox. Thanks for sharing your process Ryan! I too get a kick out of figuring out clever and efficient ways to solve bits of design.Building a Starburst with CSS is a post from CSS-Tricks
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Recently, our creative director here at Sparkbox, Drew, gave me a design to build out for an e-commerce site. There was an element in the site that was sort of a starburst shape that had the price of the product inside. Being that it included a dynamic price, the thing had to grow and adjust appropriately, so I set out to build this thing with CSS.
Dissecting the Design
So here we go. We've got a rather pointy circle with the product price inside. (Also notice the subtle inner border Drew's got going on here. We'll talk about that a little later.) I took this design and made this:
I know it's not exactly the same - it has a few less "points" - which I technically could have achieved with a little more markup, but I decided a little less markup and fewer points was worth it. Let's walk through what's going on here.
Visualizing What’s Going on HereThink of this starburst as a series of rotated boxes. The way I wrapped my head around what's going on here is with a few post-its. Check it:
So I've got three elements here, each rotated 30 degrees. (In the finished design I'll actually have six elements, you'll see...)
The Markup<div class="price-container">
<div class="price">
<span class="label">Buy</span>
<span class="number">$15.00</span>
<span class="label">Now</span>
</div>
</div>I have <div class="price-container"> that, you guessed it, contains the price starburst. I'll use this for the background of the starburst. The <div class="price"> is the container for the text inside (the price info.) That's it for the markup. From here, I'll be styling pseudo classes to create the multiple points. Also, I mentioned earlier that there were a few less points in the CSS version of this starburst. This markup doesn't really have anything unnecessary in it.
Stylin’ It UpNow on to the fun part. Let me overview what I'm going to do, then I'll show you the styles needed to achieve it. I'm going to style .price-container, .price, and the :before and :after pseudo elements for each. Essentially, I've got six elements to work with. I created this background image to apply to each of the elements and I will rotate 15 degrees each:
If you look back at the post its picture above, notice how I drew on the inner border with pencil. Disassembling the post its model gave me one piece that looks like this.
So here are the styles of each element (the comments should help you understand what's going on here. I also have some notes below.)
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}
.price-container {
margin: 100px auto; /* Centering for demo */
position: relative; /* Context */
top: 2.5em;
left: 2.5em;
-webkit-transform: rotate(-45deg);
-moz-transform: rotate(-45deg);
-ms-transform: rotate(-45deg);
-o-transform: rotate(-45deg);
transform: rotate(-45deg);
}
.price-container:before {
top: 0;
left: 0;
-webkit-transform: rotate(-30deg);
-moz-transform: rotate(-30deg);
-ms-transform: rotate(-30deg);
-o-transform: rotate(-30deg);
transform: rotate(-30deg);
}
.price-container:after {
top: 0;
left: 0;
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-moz-transform: rotate(-15deg);
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transform: rotate(-15deg);
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-moz-transform: rotate(75deg);
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}A few things I'll point out about the styles:
Notice the order of the rotation angles: This order is important because there is going to be text inside the inner-most element. Therefore, the last element (the one the text going in, in this case .price) has to be straight. Notice that .price-container is rotated -45 degrees and .price is rotated 45 degrees - back to 0.The height and width: The height and width has to be set since we are dealing with background images here. I've set it in ems to adjust appropriately when the text size increases.There's a padding top and bottom on .price-container .price. That's why the height is a little different than all the others.Everything is positioned absolutely inside the first container. .price-container has left: 2.5em and top: 2.5em just to move the whole thing a little. When everything is rotated, the corners go of the page and out of the container a little.z-index: There's a z-index defined for .price-container .price. This is so the price information inside this div is visible.Now all that's left is styling the text.
.price-container .price span {
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.price-container .price span.number {
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}Doing It Image-FreeNow, I have some extra stuff in here because the design called for this very subtle inner border. If you don't like or need the inner border, just remove the bit about background image and background size and design will hold up fine.
Browser SupportThis works as-is in IE 9+, Firefox 4.0+, Safari 4.1+ and Chrome 3.0+. IE 8 and below do not support background-size, and Chrome 1.0, Firefox 3.6 and Safari 3.0 will require some vendor prefixes. IE8 does support pseudo elements, however doesn’t support transform.
The fallback would be a colored square. Very likely not a huge problem.
There You Have ItIt's a price star thing. Flexible enough to grow when you increase your font size. Made with some CSS.
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october 2011
Caricatore USB portatile 1800mAh Duracell
october 2011
In queste ore, abbiamo avuto il piacere di provare il nuovo pacchetto Duracell Power On, il quale comprende il “Caricatore USB Portatile 1800mAh” di Duracell. Il caricatore USB di Duracell è un ottimo prodotto per chi viaggi per lavoro o per diletto, insieme ai suoi dispositivi portatile come iPod, iPhone o anche e-reader come il Kidle di Amazon. Grazie al Caricatore USB Portatile, potete ricaricare fino a due dispositivi contemporaneamente tramite le due prese USB che troviamo sul dispositivo.
Grazie al caricatore USB Portatile, si possono ottenere prestazioni migliori con iPhone 4 o Nokia N97, infatti, sarà possibile ottenere una ricarica superiore. Con il caricatore USB portatile di Duracell, si possono ottenere fino a 5 ore in più di ricarica rispetto al normale. Tramite i comodi collegamenti USB è possibile ricaricare qualsiasi dispositivo faccia utilizzo di una spina USB per la ricarica. La particolarità di questo caricatore è quella di poter essere utilizzato anche in assenza di una spina elettrica, in quanto, internamente, è presente una batteria da 1800mAh la quale entra in funzione quando non avete corrente elettrica a disposizione.
(...)Continua a leggere Caricatore USB portatile 1800mAh Duracell, su Geekissimo
Caricatore USB portatile 1800mAh Duracell, pubblicato su Geekissimo il 06/10/2011
© Michele Laganà (Mister6339) per Geekissimo, 2011. | Permalink | Commenta! | Aggiungi su del.icio.us Hai trovato interessante questo articolo? Leggi altri articoli correlati nelle categorie Gallery, Recensioni. Post tags: caricabatterie, duracell, usb
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Grazie al caricatore USB Portatile, si possono ottenere prestazioni migliori con iPhone 4 o Nokia N97, infatti, sarà possibile ottenere una ricarica superiore. Con il caricatore USB portatile di Duracell, si possono ottenere fino a 5 ore in più di ricarica rispetto al normale. Tramite i comodi collegamenti USB è possibile ricaricare qualsiasi dispositivo faccia utilizzo di una spina USB per la ricarica. La particolarità di questo caricatore è quella di poter essere utilizzato anche in assenza di una spina elettrica, in quanto, internamente, è presente una batteria da 1800mAh la quale entra in funzione quando non avete corrente elettrica a disposizione.
(...)Continua a leggere Caricatore USB portatile 1800mAh Duracell, su Geekissimo
Caricatore USB portatile 1800mAh Duracell, pubblicato su Geekissimo il 06/10/2011
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