abeggi + pena_di_morte 1
No alla condanna a morte. Anche per Sakineh.
september 2010 by abeggi
Che differenza c’è tra Sakineh e una persona condannata a morte in USA, in Cina, in Arabia Saudita, in Libia o nei circa cinquanta stati in cui è ancora in vigore?
In America hanno condannato quindici persone nell’anno in corso, eppure lo stato italiano non ha messo nessuno striscione in proposito sui balconi dei propri edifici; il numero delle persone condannate a morte ogni anno in Cina è probabilmente sottostimato, ma neanche in questo caso abbiamo visto reazioni forti dello stato italiano.
Non parliamo poi della discrepanza tra l’accoglienza riservata al colonnello Gheddafi e la situazione dei diritti umani in Libia, dove diciotto persone sono state fucilate nel maggio scorso.
Occorre fare quanto più possibile per evitare che una persona venga condannata a morte, in qualsiasi stato del mondo.
Come spesso accade, però, ci si ricorda di queste notizie solo quando serve: forse, speriamo, Sakineh verrà salvata dagli occhi che ora sono puntati sull’Iran.
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In America hanno condannato quindici persone nell’anno in corso, eppure lo stato italiano non ha messo nessuno striscione in proposito sui balconi dei propri edifici; il numero delle persone condannate a morte ogni anno in Cina è probabilmente sottostimato, ma neanche in questo caso abbiamo visto reazioni forti dello stato italiano.
Non parliamo poi della discrepanza tra l’accoglienza riservata al colonnello Gheddafi e la situazione dei diritti umani in Libia, dove diciotto persone sono state fucilate nel maggio scorso.
Occorre fare quanto più possibile per evitare che una persona venga condannata a morte, in qualsiasi stato del mondo.
Come spesso accade, però, ci si ricorda di queste notizie solo quando serve: forse, speriamo, Sakineh verrà salvata dagli occhi che ora sono puntati sull’Iran.
september 2010 by abeggi