abeggi + linux   8

Il mediacenter in salotto
Finalmente ho deciso di dotarmi di una postazione di home entertainment in salotto così composta :

Tv lcd full HD 37 pollici LG 37LD428
Decoder sky HD
Asus eeebox  PC EB1501

Se ovviamente lato televisore e decoder c’è veramente poco da smanettare nel piccolo eeebox possiamo mettere le mani con soddisfazione  e creare un media center di tutto rispetto mantenendo ingombro e rumorosità sotto controllo e, cosa da non sottovalutare, senza deturpare l’arredo con “case” catafalchi e grovigli di fili.

L’eeebox EB1501 è stato scelto fra i vari nettop principalmente per tre motivi.
Il primo è che ho un’ottima stima di Asus come produttore e nessuna brutta esperienza con i suoi prodotti, il secondo è la dotazione di serie di un telecomando a raggi infrarossi e un ricevitore IR integrato, indispensabile per un mediacenter e l’ultimo perché è uno dei pochi nettop che incorpora anche il lettore DVD (sempre più raramente, ma a volte può capitare di vederne uno).

Per il resto le caratteristiche sono quelle di un comune nettop: intel atom 330 dual core, 2 Gb Ram, disco da 250 Gb, grafica Nvidia ION, porta Lan e WLAN b/g/n.

Non mi dilungo sulle valutazioni dell’hardware in quanto l’Eeebox EB1501 è ormai in commercio da un pezzo ed è stato già rivoltato come un calzino.

Vediamo come al solito passo passo come procedere all’installazione del software che si appoggerà su Ubuntu 9.10 e XBMC.

Ubuntu 9.10? Ma è uscita la 10.4 ormai da tre mesi, perché usare la release vecchia?
Vi rispondo con tre notti insonni, scandaglio totale del forum di forum.xbmc.org per far funzionare a dovere lirc(senza successo), inceppamenti del sistema e problemi al wifi.
Per il computer da salotto volevo che tutto funzionasse al volo senza troppi sbattimenti e la Lucid Lynx non è riuscita a soddisfare questa mia necessità, quindi, Karmic Koala

Installazione Ubuntu 9.10, XBMC e Drivers Nvidia
Se non siamo in possesso della vecchia iso possiamo andare a prenderla dagli archivi Ubuntu a questo indirizzo.
Colleghiamo la presa hdmi al pannello LCD e facciamo il boot da cd o da pendrive.
L’installazione procede senza nessun intoppo ed alla fine tutte le periferiche verranno riconosciute ad eccezione della scheda grafica Nvidia, della quale verrà proposto un driver “restricted” che non installeremo.

Provvederemo infatti ad installare i drivers proprietari Nvidia e le estensioni vdpau per l’offload di alcune porzioni della decodifica dei file MPEG dalla cpu verso la gpu permettendo la visione fluida di filmati a 1080p. Inoltre installeremo il mediacenter XBMC, tramite l’aggiunta della sua repository.

sudo apt-get install python-software-properties -y
sudo add-apt-repository ppa:team-xbmc
sudo add-apt-repository ppa:nvidia-vdpau/ppa
sudo apt-key adv --recv-keys --keyserver keyserver.ubuntu.com 91E7EE5E 318C7509
Aggiorniamo ed installiamo XBMC

apt-get update && sudo apt-get upgrade
apt-get install xbmc xinit x11-xserver-utils -y
L’installazione di XBMC sarà un po’ lunga per l’elevato numero di pacchetti necessari per soddisfare le dipendenze del nostro mediacenter.

Installiamo ora i drivers Nvidia e Vdpau

apt-get install nvidia-glx-195 mesa-utils libvdpau1 libvdpau-dev vdpauinfo pkg-config -y
Generiamo un xorg.conf per i nostri scopi

nvidia-xconfig -s --no-logo --force-generate --output-xconfig=/etc/X11/xorg.conf
ed editiamolo a mano per una migliore performance della nostra scheda video

nano /etc/X11/xorg.conf

e aggiungiamo alla sezione “Device” le seguenti righe

Option "HWCursor" "False" # Blinking Cursor Fix
Option "DynamicTwinView" "false" # Enable 1080p 24Hz
E alla fine del file disabilitiamo composite per una migliore performance

Section "Extensions"
Option "Composite" "Disable" # Disable Composite for better H264 acceleration
EndSection
A questo punto possiamo riavviare la macchina o caricare il driver Nvidia

modprobe nvidia

E far ripartire il server grafico.

Audio via HDMI
Dopo il reboot il nostro schermo dovrebbe essere settato alla corretta risoluzione di 1920×1080 a 60Hz.
Dobbiamo ancora sistemare però l’audio via HDMI che di default è azzerato.

Per far questo apriamo la shell e diamo il comando alsamixer. Con il cursore ci spostiamo a selezionare i 3 valori IEC958 e con il tasto “M” provvediamo a levare il mute sul canale.

Drivers wireless
La Ubuntu 9.10 nonostante riconosca il chip AR9285 e carichi i moduli ath9k non riesce a fornire prestazioni accettabili per il link wifi. I driver a corredo offrono un collegamento altamente instabile con disconnessioni ogni 10 secondi quando si effettua un download e non possono in definitiva essere usati.

Per ovviare dobbiamo procurarci gli ultimi driver compat wireless e compilarli per il nostro kernel. Possiamo scaricare l’ultima versione da linuxwireless.org oppure usare la release 27-06-2010 che ho installato sul mio sistema e verificato funzionare perfettamente.

Una volta scaricato il pacchetto compat-wireless-2.6.tar.bz2, dobbiamo scompattarlo e procurarci gli strumenti per compilarlo.

Installiamo i build-essential e gli header del kernel in uso

apt-get install build-essential
apt-get install linux-headers-`uname -r`
Posizioniamoci poi nella directory dove abbiamo scaricato i compat-wireless e diamo i seguenti comandi

tar xjvf compat-wireless-2.6.tar.bz2

cd compat-wireless-2.6
./scripts/driver-select ath9k
make
make install
Alla fine del processo rimpiazzeremo il modulo ath9k dello stock kernel di Ubuntu 9.10 con un nuovo perfettamente funzionante ath9k.  Dopo il reboot.

Telecomando IR
Per prima cosa procuriamoci i pacchetti di Lirc e i moduli necessari

apt-get install lirc lirc-modules-source module-assistant
dpkg-reconfigure lirc-modules-source #ridondante?
Dovrebbe essere sufficiente per caricare all’avvio sia il demone Lirc che il modulo lirc_it87, ma sfortunatamente senza un ulteriore ritocco, non funzionerà dal momento che il dispositivo ITE8713 viene caricato all’avvio in stato disabled.

Per ovviare a questo inconveniente dobbiamo editare lo script di init di lirc inserendo alla linea 173 la seguente stringa

echo activate > /sys/devices/pnp0/00:09/resources

A questo punto dobbiamo mettere mano ai file di configurazione di lircd in modo che riconosca correttamente il nostro telecomando.

wget http://nfye.com/EB1501/hardware-german.conf -O /etc/lirc/hardware.conf
wget http://nfye.com/EB1501/lirc.conf -O /etc/modprobe.d/lirc.conf
cp /usr/share/lirc/remotes/mceusb/lircd.conf.mceusb /etc/lirc/lircd.conf
cp /usr/share/xbmc/system/Lircmap.xml ~/.xbmc/userdata
Riavviamo la macchina e controlliamo se il telecomando è stato riconosciuto correttamente con questa procedura:
1) lanciamo il comando irw
2) premiamo qualche pulsante sul telecomando
3) se tutto è andato bene dovremmo veder apparire del testo nel terminale

Il telecomando lo abbiamo sistemato.

XBMC
Il programma xbmc.bin può essere lanciato ora e a pieno schermo dovrebbe apparire la schermata di benvenuto

Proviamo a navigare con i tasti freccia del telecomando, tutto dovrebbe funzionare senza problemi. Se non riusciamo a comandare l’interfaccia tramite il telecomando qualcosa è andato storto nel setup appena descritto sopra. Possiamo perdere anche tre notti di sonno per capire cosa, vi lascio provare l’ebbrezza, io l’ho già provata

Per ritornare al desktop di gnome si può premere il tasto “\” e far girare xbmc in windowed mode e con il terminale cercare di fare del debug o editare i file di configurazione e riprovare. Tenete presente che tramite tastiera si comanda senza problemi, la parte più astiosa è la configurazione del telecomando.

Se vogliamo far partire xbmc all’avvio di ubuntu dobbiamo eseguire i seguenti passi:

1) Settare il login automatico da gdm. Da Gnome scegliere: Sistema->Amministrazione->Schermata di Accesso e scegliere Accedere come $nomeutente automaticamente

2) Disabilitare la richiesta di password del portachiavi di gnome. Sempre da Gnome scegliere: Applicazione->Accessori->Password e chiavi di cifratura. Selezionare Password:login, cliccare con il tasto destro e scegliere: Cambia password. Immettere la propria password corrente e lasciare vuoti i due campi della nuova password. Scegliere: usa archiviazione non sicura

3) Far partire XBMC all’avvio di Gnome. Da Sistema->Preferenze->Applicazioni d’avvio aggiungere xbmc alla lista dei programmi in esecuzione automatica.

A questo punto se tutto è andato liscio al reboot dovremmo avere direttamente la schermata di XBMC all’avvio del computer ed essere in grado di comandare il mediacenter unicamente con il telecomando IR, compreso lo spegnimento e l’accensione tramite il tasto “power”.

Alto utilizzo della cpu
Grazie alle API Vdpau XBMC è in grado di riprodurre filmati a 1080p senza nessuno sforzo, fluidi e ben definiti, con un impegno di cpu attorno al 5%!

La cosa che però salta subito all’occhio è l’elevato uso di CPU quando XBMC è in idle mode, mostrando unicamente la sua interfaccia. E’ un comportamento bizzarro ma che ha la sua spiegazione. Quando non viene invocato nessun player infatti l’interfaccia viene renderizzata a 60 frame al secondo, impegnando di conseguenza la cpu del sistema.

Per ovviare a questo inconveniente è necessario impostare al posto di dim on idle, black on idle, facendo in modo che dopo tre minuti di inattività la gui venga oscurata completamente invece che adombrata.

Sperando che questo post vi possa essere stato d’aiuto, mi pongo come al solito all’ascolto dei vostri commenti per eventuali correzioni, migliorie, insulti etc etc.

Credits:
Xbmc Wiki (parte 1)
Xbmc Wiki (parte 2)
Xbmc Forum
howto  compat-wireless  infrared  linux  lirc  mediacenter  ubuntu  xbmc  from google
july 2010 by abeggi
Backup su HSDPA con router Linux
La settimana scorsa Stefano ha avuto un down tremendo della HDSL, più di 72 ore, quasi insopportabili per una azienda al giorno d’oggi. Per questo motivo mi ha chiesto di aggiungere al firewall/router che già gestisce le policy di rete, un backup su HSDPA automatico che attivi la connessione su 3G non appena il link ADSL cade.

Ho cercato in rete se esisteva già qualche setup, ma ho trovato solo una guida per zeroshell e alcune discussioni su forum che però non erano pienamente esaustive.

Partendo quindi dal semplice concetto che per effettuare uno switch al volo occorre testare il default gateway e nel caso fallisca attivare il gateway su rete cellulare e il masquerading  attraverso esso, ho buttato giù questo accrocchio immondo in shell script.

Il meccanismo si basa su quattro script chiamati pingeth1, killpingeth1, pingppp0, killpingppp0.

Lo script principale è pingeth1

#/bin/bash
ping -I eth1 -c3 151.99.29.203 > result.tst;
ALERT=`grep -c "3\ received" result.tst`
if [ $ALERT = 1 ] ; then
echo "ok"
else
wvdial &
sleep 10
/usr/local/bin/killpingeth1
/sbin/shorewall clear
/sbin/iptables -t nat -A POSTROUTING -o ppp0 -j MASQUERADE
/sbin/route add default gw 10.64.64.64 dev ppp0
fi
rm result.tst
exit 0
Esaminiamo nel dettaglio quanto sopra:

Vengono lanciati 3 ping attraverso eth1 (porta wan collegata al router adsl) verso il nodo p-t-p della connessione (151.99.29.203) e il risultato viene scritto nel file temporaneo result.tst

Viene introdotta la variabile ALERT ottenuta greppando e contando l’occorrenza del termine “3\ received” dal file temporaneo result.tst.

Se il valore di ALERT è uguale ad 1, lo script si limita a stampare la scritta OK, se il valore di ALERT è diverso da 1 viene nell’ordine:

1)lanciato wvdial in backgroud
2)inserito un sleep di 10 secondi per permettere a wvdial di alzare correttamente la connessione
3)invocato lo script killpingeth1 (che vedremo più sotto)
4)resettate le regole del firewall in essere
5)inserita una nuova regola di iptables per il masquerading attraverso l’interfaccia ppp0
6)aggiunta la nuova default gateway attraverso l’interfaccia ppp0

Viene infine rimosso il file temporaneo result.tst.

Pingeth1 va eseguito ogni minuto da cron, per cui occorre creare un nuovo cronjob

crontab -e
*/1 * * * * /usr/local/bin/pingeth1 >/dev/null
Esaminiamo ora lo script killpingeth1

#/bin/bash
crontab -l >CRON_TEMP
awk '$0!~/pingeth1/ { print $0 }' CRON_TEMP >CRON_NEW
echo "*/1 * * * * /root/pingppp0 >/dev/null" >>CRON_NEW
crontab CRON_NEW
/etc/init.d/cron restart
rm CRON_TEMP;
rm CRON_NEW;
exit 0
La funzione primaria di killpingeth1 è quella di cambiare lo schedulatore, rimuovendo la programmazione di pingeth1 ed inserendo la nuova programmazione di pingppp0 (che vedremo più sotto).

Invocato unicamente in caso di mancata risposta del gateway primario killpingeth1 esegue i seguenti passaggi:

1)Elenca il contenuto del crontab e lo scrive in un file temporaneo CRON_TEMP
2)verifica la presenza della stringa pingeth1 sul file temporaneo CRON_TEMP e se presente la elimina scrivendo un nuovo file CRON_NEW
3)appende alla fine del file CRON_NEW la nuova schedula di pingppp0
4)installa il nuovo cronjob
5)rimuove i file temporanei CRON_NEW e CRON_TEMP

Da questo momento la connessione è instradata attraverso ppp0, però con un monitor sempre attivo sull’interfaccia principale, in modo che, se la connessione dovesse essere ripristinata, si ritorni in modo automatico alle condizioni di lavoro predefinite.

Il controllo dell’interfaccia eth1 viene demandato allo script pingppp0 che abbiamo inserito nel nuovo cronjob.

Vediamolo in dettaglio

#/bin/bash
/sbin/route del default gw 192.168.0.1 dev eth1
/sbin/route add default gw 192.168.0.1 dev eth1
ping -I eth1 -c 3 151.99.29.203 > result.tst;
ALERT=`grep -c "3\ received" result.tst`
if [ $ALERT = 1 ] ; then
killall wvdial
/usr/local/bin/killpingppp0
/sbin/shorewall restart
else
echo "ancora su linea backup"
/sbin/route del default gw 192.168.0.1 dev eth1
fi
rm result.tst
exit 0
Lo script pingppp0 viene eseguito ogni minuto e compie la seguente routine:

Cancella ed aggiunge la default gateway su eth1 (workaround orrendo, ma senza questo passaggio il ping di controllo non riusciva a passare dall’interfaccia eth1, se qualcuno ha una soluzione può integrare e migliorare questo passaggio)

Esegue i soliti 3 ping verso il nodo p-t-p della connessione (151.99.29.203) e il risultato viene scritto nel file temporaneo result.tst

Introduce la variabile ALERT ottenuta greppando e contando l’occorrenza del termine “3\ received” dal file temporaneo result.tst.

Se il valore di ALERT è uguale ad 1 viene nell’ordine:

1)abbattuto il processo wvdial facendo così cadere la connessione 3G
2)invocato lo script killpingppp0 ( che vedremo più sotto)
3)fatto ripartire il firewall

Se il valore di ALERT è diverso da 1 si limita a stampare la stringa “ancora su linea backup” e cancella la default gateway su eth1, rimuovendo come ultimo comando il file temporaneo result.tst.

Rimane da prendere in esame l’ultimo script killpingppp0 che si prende cura di ripristinare il corretto cronjob su pingeth1

Ecco lo script:

#/bin/bash
crontab -l >CRON_TEMP
awk '$0!~/pingppp0/ { print $0 }' CRON_TEMP >CRON_NEW
echo "*/1 * * * * /root/pingeth1>/dev/null" >>CRON_NEW
crontab CRON_NEW
/etc/init.d/cron restart
rm CRON_TEMP
rm CRON_NEW
exit 0
Lo script è del tutto analogo a killpingeth1 e quindi esegue nell’ordine i seguenti passaggi:

1)Elenca il contenuto del crontab e lo scrive in un file temporaneo CRON_TEMP
2)verifica la presenza della stringa pingppp0 sul file temporaneo CRON_TEMP e se presente la elimina scrivendo un nuovo file CRON_NEW
3)appende alla fine del file CRON_NEW la nuova schedula di pingeth1
4)installa il nuovo cronjob
5)rimuove i file temporanei CRON_NEW e CRON_TEMP

Questa catena di script si intesta in un loop che switcha in maniera accettabilmente veloce la connessione tra la linea adsl e 3G, senza nessun intervento manuale da parte dell’amministratore di sistema.

Vista la ruvidità del procedimento non è possibile avere tutte le funzionalità avanzate del router come transparent proxy e vpn, ma credo che il compromesso per essere sempre online anche dopo la caduta del link primario sia accettabile.

I vostri commenti, insulti e migliorie sono come al solito più che apprezzati.
howto  3g  adsl  gateway  hdsl  hsdpa  linux  router  script  from google
june 2010 by abeggi
Solitudine informatica
Dove lavoro gestisco, tra le altre cose, un mail server per un cliente, poca cosa, una 40ina di caselle, e l’admin della rete del cliente mi chiama l’altro giorno verso le 17.50 dicendomi che uno dei dipendenti del cliente lamentava problemi con la posta: non riceve e-mail da oltre un’ora.
Chissà perchè le beghe hanno tendenza [...]
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march 2009 by abeggi
Aggiornamento automatico WordPress 2.7 e avvertenze per utenti Aruba Linux
A brevissimo uscirà la versione 2.7.1 di WordPress e ci sarà il primo aggiornamento automatico di massa.
Abbiamo già scritto molte cose su questo argomento.
Questo è lo screen cast, hostato su wordpress.tv, dove potete vedere il procedimento di aggiornamento automatico:

Per gli utenti Aruba Linux suggeriamo di apportare queste modifiche al wp-config.php :

define('FS_CHMOD_FILE',0755);
define('FS_CHMOD_DIR',0755);

Se invece non avete modificato il wp-config.php vi troverete un error 500, nessun panico entrate nel pannello di controllo del vostro dominio su aruba http://admin.tuodominio.quellocheè e ripristinate i permessi.

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february 2009 by abeggi
Utenti Aruba Linux | Aggiornamento automatico wordpress 2.7
Questa informazione è molto importante per chi ha un blog wordpress installato su server aruba linux.

Aruba utilizza SuExec per gestire i permessi dei file e delle cartelle.

L’aggiornamento automatico provvedeva a cambiare i permessi dei file alla fine della procedura di aggiornamento mettendo permessi 0644 e cambiava i permessi delle cartelle a 0755, questo comportava il non funzionamento del blog dopo l’aggiornamento automatico.

Abbiamo discusso del problema con gli sviluppatori di wordpress e pochi minuti fa è stata trovata una soluzione tampone in attesa di una soluzione migliore che forse sarà rilasciata con la 2.7.1.

Dopo aver installato la 2.7 (dovrete seguire le solite procedure) dovete andare a modificare il file wp-config.php inserendo queste due righe:

define('FS_CHMOD_FILE',0755);
define('FS_CHMOD_DIR',0755);

Questa è la configurazione per Aruba ma, verificate se il vostro Hosting utilizza suexec e se lo utilizza chiedete quali sono i permessi corretti per file e dir e modificate di conseguenza le due linee che abbiamo pubblicato.

[Qui la discussione sul Trac]

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december 2008 by abeggi
Ode al backup (poesia del sistemista)
Ho visto Full Metal jacket credo 20 volte, di cui 2 volte al cinema quando è uscito, tra l’altro ero militare, ed è, capite bene, uno dei miei film preferiti…

C’è una scena, nel primo tempo, quando le reclute sono al centro addestramento marines, dove i soldati recitano una poesia dedicata al loro fucile.

Qualcuno ha pensato di fare lo stesso per il backup.

Questo è il mio backup. Ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio.Il mio backup è il mio migliore amico, è la mia vita.Io debbo dominarlo come domino la mia vita. Senza di me il mio backup non è niente; senza il mio restore io sono niente. Debbo saper backuppare i server incrementalmente meglio del mio nemico che cerca di sputtanare me e i miei backup (Murphy), debbo backuppare prima che lui sputtani il mio hard disk e lo farò. Al cospetto di Dio giuro su questo credo. Il mio backup e me stesso siamo i difensori della Sala Macchine, siamo i dominatori dei nostri RAID nemici, siamo i salvatori della nostra vita e così sia, finché non ci sarà più restore ma solo backup. Amen.

pura poesia.

Se volete sentire la preghiera originale su youtube la trovate QUI
facezie  linux  backups  full_metal_jacket  sistemi_opeartivi  from google
september 2008 by abeggi
Dig e il DNS Response Time: come verificare che i server OpenDNS rispondono più lentamente alle query DNS rispetto a quelli italiani di Alice di Telecom Italia
Sinora ho parlato spesso dei DNS e in particolare degli OpenDNS (un servizio che offre liberamente i propri DNS per uso pubblico), sia quando i server DNS di Telecom Italia furono messi in ginocchio, sia per l’annuncio di una vulnerabilità insita nel protocollo DNS stesso che potrebbe permettere ad un malintenzionato, tramite il DNS Cache [...]
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august 2008 by abeggi
Acer Aspire One e Ubuntu: configurazione corretta della rete Wifi
AGGIORNAMENTO: ho completato la configurazione con Ubuntu Linux e ne ho scritto un resoconto complessivo.

12/08/2008: Acer Aspire One e Ubuntu Linux: una guida (più o meno) completa

Dopo diversi giorni di imprecazioni, sono riuscito a configurare correttamente la rete Wifi sul piccolo Acer Aspire One con Ubuntu Linux. L’evoluzione della configurazione è stata più o meno questa:

ACPI funzionante out-of-the-box, Wifi neanche lontanamente vista dal sistema
Provati diversi driver, fino a trovarne uno che facesse vedere l’interfaccia di rete
ACPI ancora funzionante, interfaccia Wifi visibile ma non funzionante
ACPI disabilitato, Wifi perfettamente funzionante
Trovati i moduli incriminati, controlli ACPI e Wifi finalmente funzionanti

Ecco i passi che ho seguito per la configurazione, sperando che possa essere di aiuto per altri possessori del piccolo Acer.

Installare Ubuntu 8.04.1
L’installazione di Ubuntu sull’Aspire One può avvenire utilizzando un lettore CD esterno o attraverso un pendrive USB. Entrambe le modalità sono ben descritte sulle pagine del Wiki ufficiale di Ubuntu relative all’installazione del sistema operativo.

Rimuovere i driver proprietari
Una volta installata Ubuntu, è necessario rimuovere i driver proprietari che vengono caricati automaticamente e che dovrebbero far funzionare la scheda Wifi. Per prima cosa, direttamente dall’interfaccia grafica (Sistema -> Amministrazione -> Driver Hardware), disabilitare i driver relativi alla scheda Wifi.

A questo punto, da un terminale, bisogna rimuovere gli script di avvio di questi driver, utilizzando il comando

sudo update-rc.d -f linux-restricted-modules-common remove

Installare i driver Madwifi
Dopo aver rimosso i driver malfunzionanti, è necessario installare i moduli Madwifi che, invece, fanno funzionare come si deve la scheda Wifi.

Per prima cosa, c’è da installare il pacchetto build-essential, che permette la corretta compilazione dei moduli:

sudo apt-get install build-essential

Per quanto riguarda i driver Madwifi, va utilizzata l’ultima versione disponobile del ramo 0.10, scaricabile da snapshots.madwifi.org. Nel momento in cui sto scrivendo questo articolo, l’ultima versione disponibile è quella del 01/08/2008.

Dopo aver scaricato e scompattato il pacchetto tar.gz, si può procedere alla compilazione e installazione dei moduli madwifi, entrando nella cartella appena scompattata:

/* COMPILAZIONE DEI NUOVI MODULI */
make clean
make
/* SCARICO E RIMOZIONE DEI MODULI ATTUALI */
sudo scripts/madwifi-unload
sudo scripts/find-madwifi-modules.sh $(uname -r)
/* INSTALLAZIONE DEI NUOVI MODULI */
sudo make install

In caso di problemi, o maggiori informazioni, sull’installazione dei driver Madwifi, è disponibile un ottimo tutorial per principianti (in inglese, collegato al Ticket #1192):

Hardware Support: AR5007* (AR2425 chips)

Inibire il caricamento dei moduli ACPI problematici
Arrivati a questo punto, l’ultimo passo serve a evitare il caricamento di due moduli, relativi all’ACPI, incompatibili con i driver Madwifi: acer_acpi e pata_acpi. E’ sufficiente aprire, come amministratore, il file /etc/modprobe.d/blacklist e aggiungere un paio di righe:

blacklist acer_acpi
blacklist pata_acpi

Riavviare il sistema
Completata la configurazione, è sufficiente riavviare il sistema e verificare il corretto funzionamento della scheda Wifi.

Conclusioni e recensione del mini-portatile
Questo ha funzionato per me: essendo la configurazione dell’Aspire One standardizzata dovrebbe funzionare per tutti, ma come sempre non garantisco nulla. Ora che la scheda Wifi funziona, posso dedicarmi a provare con calma il nuovo portatile di cui, nei prossimi giorni, pubblicherò una recensione più completa possibile.

Se avete qualche domanda preventiva, approfittate dei commenti: cercherò di rispondere direttamente nella prossima recensione.

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august 2008 by abeggi

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