Verifica il tuo dominio .it -Il NIC chiude i contratti Maintainer
may 2011 by abeggi
Il Registro.it, meglio conosciuto come NIC, è il gestore dell’anagrafe dei domini con estensione .it e qualsiasi servizio di registrazione domini deve avere un contratto aperto con lui per poterlo fare.
Da settembre 2009, ne avevo già parlato, è in corso la trasformazione della modalità di registrazione dei domini, da asincrona a sincrona.
Per questo erano attivi due contratti, uno Maintainer, che è quello di chi vende domini ancora con la modalità di registrazione vecchia, e uno Registrar, per chi ha attivato la nuova procedura di registrazione.
Al 30 Aprile 2011 sono scaduti i contratti con i Maintainer e quindi non sono più autorizzati a gestire i domini a meno che non li abbiano migrati alla nuova modalità (operazione che ha un costo e che quindi non tutti possono aver deciso di effettuare).
Il problema è che se un vostro dominio .it è ancora gestito da queste figure, dal 9 maggio si potrebbe trovare senza un provider e quindi a rischio di essere cancellato.
Per evitare che questo succeda è necessario intervenire per recuperare il dominio, rivolgendosi ad un provider con il contratto Registrar.
Se volete verificare in che situazione è il vostro dominio, andate a questa pagina:
http://www.nic.it/SR?set_language=it
inserite il vostro dominio e il codice di verifica richiesto, quindi guardate cosa appare nella colonna Maintainer:
Se apparirà l’identificativo del vostro provider e la scritta –REG, allora è tutto ok.
Se apparirà l’identificativo del vostro provider e la scritta –MNT oppure le scritte ”NO-PROVIDER” o “REDEMPTION-NO-PROVIDER” allora vi conviene iniziare a cercare un nuovo provider da cui registrare il vostro dominio.
Tutti i più grossi provider hanno già migrato da tempo verso la procedura sincrona, per cui la stragrande maggioranza dei domini dovrebbe essere a posto, ma se avete utilizzato qualche provider minore, magari per risparmiare qualcosa oppure perché lo avete fatto molto tempo fa, allora è opportuno fare qualche verifica.
Nel caso il vostro dominio risultasse ancora sotto un Maintainer, vi consiglio, come prima cosa, di contattare il proprio provider e chiedere che migri lui direttamente il dominio sulla posizione corretta, se ne hanno una già attiva oppure se hanno già in corso la migrazione(come potrebbe essere in casi eccezionali in cui l’autorizzazione ad essere Registrar ancora non è stata completata)
internet
problemi
LinkedIn
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Da settembre 2009, ne avevo già parlato, è in corso la trasformazione della modalità di registrazione dei domini, da asincrona a sincrona.
Per questo erano attivi due contratti, uno Maintainer, che è quello di chi vende domini ancora con la modalità di registrazione vecchia, e uno Registrar, per chi ha attivato la nuova procedura di registrazione.
Al 30 Aprile 2011 sono scaduti i contratti con i Maintainer e quindi non sono più autorizzati a gestire i domini a meno che non li abbiano migrati alla nuova modalità (operazione che ha un costo e che quindi non tutti possono aver deciso di effettuare).
Il problema è che se un vostro dominio .it è ancora gestito da queste figure, dal 9 maggio si potrebbe trovare senza un provider e quindi a rischio di essere cancellato.
Per evitare che questo succeda è necessario intervenire per recuperare il dominio, rivolgendosi ad un provider con il contratto Registrar.
Se volete verificare in che situazione è il vostro dominio, andate a questa pagina:
http://www.nic.it/SR?set_language=it
inserite il vostro dominio e il codice di verifica richiesto, quindi guardate cosa appare nella colonna Maintainer:
Se apparirà l’identificativo del vostro provider e la scritta –REG, allora è tutto ok.
Se apparirà l’identificativo del vostro provider e la scritta –MNT oppure le scritte ”NO-PROVIDER” o “REDEMPTION-NO-PROVIDER” allora vi conviene iniziare a cercare un nuovo provider da cui registrare il vostro dominio.
Tutti i più grossi provider hanno già migrato da tempo verso la procedura sincrona, per cui la stragrande maggioranza dei domini dovrebbe essere a posto, ma se avete utilizzato qualche provider minore, magari per risparmiare qualcosa oppure perché lo avete fatto molto tempo fa, allora è opportuno fare qualche verifica.
Nel caso il vostro dominio risultasse ancora sotto un Maintainer, vi consiglio, come prima cosa, di contattare il proprio provider e chiedere che migri lui direttamente il dominio sulla posizione corretta, se ne hanno una già attiva oppure se hanno già in corso la migrazione(come potrebbe essere in casi eccezionali in cui l’autorizzazione ad essere Registrar ancora non è stata completata)
may 2011 by abeggi
Il fantasma “Free public WiFi”
october 2010 by abeggi
Qualche giorno fa ero all’aeroporto. Ho aperto il MacBook e ho cercato una rete wireless per connettermi a internet e controllare la posta. Ne è comparsa una sola: “Free Public WiFi”. La conosco bene: sono anni che trovo questa rete senza fili in aeroporti, stazioni ferroviarie, centri commerciali, hotel, caffè.
Probabilmente l’avete trovata anche voi. Insieme ad altre come “hpsetup”, “linksys”, “default”, è perfettamente inutile. Non c’è nessuna connessione a Internet, nessun accesso al web o alla posta elettronica. È una specie di sfinge, invece: silenziosa, apparentemente immobile, non reagisce in nessun modo se ci si collega.
Ho provato comunque a stabilire il collegamento, anche perché non avevo particolari timori di prendere un virus o di essere attaccato da qualche malintenzionato digitale. Ero più che altro incuriosito. Col tempo per me “Free Public WiFi” è diventato un piccolo enigma di secondaria importanza. Un piccolo enigma di quelli che ci si pensa solo quando capita di incrociarli durante il nostro viaggio, anche perché si trovano letteralmente in tutto il mondo; sembra un tranello preparato da qualche banda di hacker diabolici, con una rete che riesce a coprire praticamente tutto il pianeta, ma è una tesi che fa acqua da tutte le parti. Una tale organizzazione, diffusa ovunque e che agisca in maniera plateale per anni, sarebbe già stata individuata e probabilmente anche smantellata da lungo tempo.
Comunque, mi riprometto sempre di indagare in maniera più approfondita e con più calma una volta tornato a casa, ma poi mi dimentico e lascio stare. Questa volta invece ho voluto vederci più chiaro.
Il collegamento a Internet tramite “Free Public WiFi” non ha funzionato, come previsto. Ho chiuso il MacBook. La sera in hotel però ho fatto una ricerca e ho trovato un articolo che spiega di cosa si tratta. La radio americana NPR avverte: “Attenti alla rete-zombi”. Scrive il giornalista di NPR Travis Larchuk che “Free Public WiFi” non fornisce alcun collegamento Internet ma, come un virus, si diffonde — e si potrebbe perfino essere annidato nel vostro computer”.
Il tono è allarmante. Il giornalista spiega, con l’aiuto dell’esperto di sicurezza wireless Joshua Wright che si è occupato di questo problema negli ultimi quattro anni, che non si tratta di una rete regolare, una di quelle alle quali siamo abituati a connetterci e che vengono create da un router senza fili o da un access point (per capirsi come gli scatolotti forniti da Telecom e Fastweb per avere connessione WiFi a casa propria). Invece, “Free Public WiFi” è una rete “ad hoc”, cioè generata da un altro computer simile al nostro. Potrebbe essere quello di una qualunque delle persone che stanno usando il computer attorno a noi. Connettendosi a “Free Public WiFi”, quindi, ci si connette direttamente al loro computer. E loro al nostro.
Ammetto che, detto così, non dia una bella sensazione. L’articolo va avanti e spiega in effetti in maniera non molto chiara come funziona questa strana rete pubblica, e soprattutto come fa a diffondersi in tutto il mondo.
In pratica, “Free Public WiFi” è l’effetto di un baco di Windows Xp, l’ormai vetusta edizione del sistema operativo di Microsoft nato nel 2001. Come molti altri sistemi le vecchie versioni di Xp sono infatti configurate, quando hanno il WiFi acceso, per cercare automaticamente uno degli access point “preferiti” e già conosciuti che hanno memorizzato nella loro lista. Si tratta tipicamente della connessione di casa, di quella dell’ufficio o magari di quella di qualche amico. Nel caso non la trovino, creano autonomamente una connessione “ad hoc” con il nome dell’ultima rete di questo tipo che hanno incontrato. Ovvero, con tutta probabilità, creano il network ad hoc “Free Public WiFi” che hanno incontrato tempo addietro in qualche aeroporto o in altri luoghi pubblici dove ci sono altri computer che si sono già trovati nella stessa condizione.
Se il nostro computer, dotato della versione di Windows Xp precedente al Service Pack 3 che rimuove questo singolare comportamento del vecchio sistema operativo di Microsoft, “incontra” una rete chiamata ad hoc “Free Public WiFi”, infatti, la memorizza e, la prossima volta che si trova in un ambiente dove non ha nessun collegamento con una delle sue reti preferite, agisce autonomamente e genera a sua volta il network “Free Public WiFi”, trasformandosi così da vittima a protagonista della proliferazione di questo network fantasma. Una catena senza fine, almeno finché ci sono a giro copie di Windows Xp a cui non è stata applicata la dovuta correzione.
Internet
apertura
free_publci_wifi
reti_wireless
travis_larchuck
windows_xp
from google
Probabilmente l’avete trovata anche voi. Insieme ad altre come “hpsetup”, “linksys”, “default”, è perfettamente inutile. Non c’è nessuna connessione a Internet, nessun accesso al web o alla posta elettronica. È una specie di sfinge, invece: silenziosa, apparentemente immobile, non reagisce in nessun modo se ci si collega.
Ho provato comunque a stabilire il collegamento, anche perché non avevo particolari timori di prendere un virus o di essere attaccato da qualche malintenzionato digitale. Ero più che altro incuriosito. Col tempo per me “Free Public WiFi” è diventato un piccolo enigma di secondaria importanza. Un piccolo enigma di quelli che ci si pensa solo quando capita di incrociarli durante il nostro viaggio, anche perché si trovano letteralmente in tutto il mondo; sembra un tranello preparato da qualche banda di hacker diabolici, con una rete che riesce a coprire praticamente tutto il pianeta, ma è una tesi che fa acqua da tutte le parti. Una tale organizzazione, diffusa ovunque e che agisca in maniera plateale per anni, sarebbe già stata individuata e probabilmente anche smantellata da lungo tempo.
Comunque, mi riprometto sempre di indagare in maniera più approfondita e con più calma una volta tornato a casa, ma poi mi dimentico e lascio stare. Questa volta invece ho voluto vederci più chiaro.
Il collegamento a Internet tramite “Free Public WiFi” non ha funzionato, come previsto. Ho chiuso il MacBook. La sera in hotel però ho fatto una ricerca e ho trovato un articolo che spiega di cosa si tratta. La radio americana NPR avverte: “Attenti alla rete-zombi”. Scrive il giornalista di NPR Travis Larchuk che “Free Public WiFi” non fornisce alcun collegamento Internet ma, come un virus, si diffonde — e si potrebbe perfino essere annidato nel vostro computer”.
Il tono è allarmante. Il giornalista spiega, con l’aiuto dell’esperto di sicurezza wireless Joshua Wright che si è occupato di questo problema negli ultimi quattro anni, che non si tratta di una rete regolare, una di quelle alle quali siamo abituati a connetterci e che vengono create da un router senza fili o da un access point (per capirsi come gli scatolotti forniti da Telecom e Fastweb per avere connessione WiFi a casa propria). Invece, “Free Public WiFi” è una rete “ad hoc”, cioè generata da un altro computer simile al nostro. Potrebbe essere quello di una qualunque delle persone che stanno usando il computer attorno a noi. Connettendosi a “Free Public WiFi”, quindi, ci si connette direttamente al loro computer. E loro al nostro.
Ammetto che, detto così, non dia una bella sensazione. L’articolo va avanti e spiega in effetti in maniera non molto chiara come funziona questa strana rete pubblica, e soprattutto come fa a diffondersi in tutto il mondo.
In pratica, “Free Public WiFi” è l’effetto di un baco di Windows Xp, l’ormai vetusta edizione del sistema operativo di Microsoft nato nel 2001. Come molti altri sistemi le vecchie versioni di Xp sono infatti configurate, quando hanno il WiFi acceso, per cercare automaticamente uno degli access point “preferiti” e già conosciuti che hanno memorizzato nella loro lista. Si tratta tipicamente della connessione di casa, di quella dell’ufficio o magari di quella di qualche amico. Nel caso non la trovino, creano autonomamente una connessione “ad hoc” con il nome dell’ultima rete di questo tipo che hanno incontrato. Ovvero, con tutta probabilità, creano il network ad hoc “Free Public WiFi” che hanno incontrato tempo addietro in qualche aeroporto o in altri luoghi pubblici dove ci sono altri computer che si sono già trovati nella stessa condizione.
Se il nostro computer, dotato della versione di Windows Xp precedente al Service Pack 3 che rimuove questo singolare comportamento del vecchio sistema operativo di Microsoft, “incontra” una rete chiamata ad hoc “Free Public WiFi”, infatti, la memorizza e, la prossima volta che si trova in un ambiente dove non ha nessun collegamento con una delle sue reti preferite, agisce autonomamente e genera a sua volta il network “Free Public WiFi”, trasformandosi così da vittima a protagonista della proliferazione di questo network fantasma. Una catena senza fine, almeno finché ci sono a giro copie di Windows Xp a cui non è stata applicata la dovuta correzione.
october 2010 by abeggi
Le “diverse percezioni” tra uomo e donna
october 2010 by abeggi
R.B. Frustalupi
Spesso alcuni tremebondi lettori mi scrivono missive cariche di allarmismo ed angoscia in relazione alla loro difficoltà nel capire il mondo femminile e la loro visione troppo spesso distante (per non dire opposta) a quella di noi gentiluomini. Nessuna ansia, nessuna paranoia da liceali : il vostro Ravasio è qui per fornirvi alcune piccole informazioni che potranno (ne sono certo) rivelarsi utili nel corso del vostro triste e scialbo vissuto quotidiano.
Complice un autorevole articolo della Spora, colgo l’occasione per evidenziare alcune differenze di base sulla “diversa percezione delle cose” del mondo maschile e di quello femminile.
Lo sanno tutti: l’uomo ha una visione d’insieme e la donna vede solo i dettagli. Mentre una tipa passerà mezz’ora a scegliere un fermaglio, il tipo se ne fregherà altamente e guarderà la sagoma generale. Se indossate un vestitone a volants figherrimo, magari a fiorellini che vi fa tanto hippie, le vostre amiche ve lo invidiano e l’avete pagato un casino siete spacciate: il tipo vedrà solo un sacco di patate informe, si perderà fra i millemila fiorellini e ne dedurrà che non avete né tette né culo (e che quindi probabilmente non sei una donna ma un divano). Oppure che siete pregne (di un altro) quindi figurati. Idem per il famoso, sopravvalutato e orrendissimo “boyfriend jean”. Brrr! (by Spora)
Questo passaggio sintetizza esattamente il concetto di fondo, ossia : la giovinetta dedica animo e corpo alla ricerca del particolare, alla sua cura e alla sua percezione, il gentiluomo vede tutto come da una telecamera di sicurezza, in bianco e nero e con qualche “frame per secondo” in meno. Ciò può tradursi in un vantaggio, poichè la visione di insieme aiuta a focalizzare i problemi, ma anche in un cospicuo freno a mano, nel campo dei giuochi dell’ammore e del corteggiamento sechisy.
Caso numero uno :
Esterno giorno. Due uomini e due donne seduti al medesimo tavolo per un aperitivo. Una conoscente di uno dei due gentiluomini entra nel campo visivo del quartetto avvicinandosi a loro con passo sinuoso e sechisy. Un metro e settanta, capello fluente, gonna sopra il ginocchio, tacco dodici, tette grosse visibili senza misteri dalla camicetta. Ella saluta con un sorriso il conoscente e i commensali, poi si allontana sinuosa verso l’ignoto.
Le due donne commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “hai visto ? Ha addosso le Caovilla dell’anno scorso..”, “..io poi le unghie come le sue le ho sempre trovate d’un volgare..”, “..quella borsina di Hermes modello voglio ma non posso non la userebbe nemmeno mia madre..”, “certo! e poi il labbrone rosso fa tanto mignotta..”.
I due uomini invece commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “che pezzo di figa!”
In questo semplice esempio notiamo come la femminile analisi critica del dettaglio (a torto o a ragione) sia in realtà un modo per tentare di sminuire il messaggio inviato “dall’insieme” della ragazza (aka pezzo di figa) ai propri occhi, rivalutando implicitamente sé stesse e la propria superlativa ricerca e cura di questo benedetto dettaglio. Per l’uomo invece le scarpe potrebbero pure essere di produzione cinese e la camicia in Lycra, e ben poco cambierebbe nella percezione di insieme della giovinetta in questione.
Caso numero due :
Esterno giorno. Due uomini e due donne seduti al medesimo tavolo per un aperitivo. Un conoscente di una delle due giovinette entra nel campo visivo del quartetto avvicinandosi a loro con passo sinuoso e sechisy. Un metro e novanta, capello fluente, jeans consumato, camicia aperta che mostra addominali tonici e formati, bicipiti/tricipiti guizzanti e abbronzatura selvaggia, pacco generosissimo. Egli saluta con un sorriso la conoscente e i commensali, poi si allontana deciso verso l’ignoto.
I due uomini commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “che fottuto tamarro ! Però, bel figo..”
Le due donne invece commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “che pezzo di figo!”.
Notiamo in questo esempio come la tanto sbandierata “percezione del dettaglio” della giovinetta subisca una immediata battuta di arresto in presenza di tempesta ormonale, ovvero in presenza di un esemplare maschio adulto di buona qualità. In tal caso la marca delle scarpe indossate dall’esemplare potrebbe pure essere Tepa Sport ™, per capirci..
La percezione “d’insieme” del gentiluomo invece.. rimane tristemente, costantemente la stessa.. pur rosicando come una bestia.
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Spesso alcuni tremebondi lettori mi scrivono missive cariche di allarmismo ed angoscia in relazione alla loro difficoltà nel capire il mondo femminile e la loro visione troppo spesso distante (per non dire opposta) a quella di noi gentiluomini. Nessuna ansia, nessuna paranoia da liceali : il vostro Ravasio è qui per fornirvi alcune piccole informazioni che potranno (ne sono certo) rivelarsi utili nel corso del vostro triste e scialbo vissuto quotidiano.
Complice un autorevole articolo della Spora, colgo l’occasione per evidenziare alcune differenze di base sulla “diversa percezione delle cose” del mondo maschile e di quello femminile.
Lo sanno tutti: l’uomo ha una visione d’insieme e la donna vede solo i dettagli. Mentre una tipa passerà mezz’ora a scegliere un fermaglio, il tipo se ne fregherà altamente e guarderà la sagoma generale. Se indossate un vestitone a volants figherrimo, magari a fiorellini che vi fa tanto hippie, le vostre amiche ve lo invidiano e l’avete pagato un casino siete spacciate: il tipo vedrà solo un sacco di patate informe, si perderà fra i millemila fiorellini e ne dedurrà che non avete né tette né culo (e che quindi probabilmente non sei una donna ma un divano). Oppure che siete pregne (di un altro) quindi figurati. Idem per il famoso, sopravvalutato e orrendissimo “boyfriend jean”. Brrr! (by Spora)
Questo passaggio sintetizza esattamente il concetto di fondo, ossia : la giovinetta dedica animo e corpo alla ricerca del particolare, alla sua cura e alla sua percezione, il gentiluomo vede tutto come da una telecamera di sicurezza, in bianco e nero e con qualche “frame per secondo” in meno. Ciò può tradursi in un vantaggio, poichè la visione di insieme aiuta a focalizzare i problemi, ma anche in un cospicuo freno a mano, nel campo dei giuochi dell’ammore e del corteggiamento sechisy.
Caso numero uno :
Esterno giorno. Due uomini e due donne seduti al medesimo tavolo per un aperitivo. Una conoscente di uno dei due gentiluomini entra nel campo visivo del quartetto avvicinandosi a loro con passo sinuoso e sechisy. Un metro e settanta, capello fluente, gonna sopra il ginocchio, tacco dodici, tette grosse visibili senza misteri dalla camicetta. Ella saluta con un sorriso il conoscente e i commensali, poi si allontana sinuosa verso l’ignoto.
Le due donne commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “hai visto ? Ha addosso le Caovilla dell’anno scorso..”, “..io poi le unghie come le sue le ho sempre trovate d’un volgare..”, “..quella borsina di Hermes modello voglio ma non posso non la userebbe nemmeno mia madre..”, “certo! e poi il labbrone rosso fa tanto mignotta..”.
I due uomini invece commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “che pezzo di figa!”
In questo semplice esempio notiamo come la femminile analisi critica del dettaglio (a torto o a ragione) sia in realtà un modo per tentare di sminuire il messaggio inviato “dall’insieme” della ragazza (aka pezzo di figa) ai propri occhi, rivalutando implicitamente sé stesse e la propria superlativa ricerca e cura di questo benedetto dettaglio. Per l’uomo invece le scarpe potrebbero pure essere di produzione cinese e la camicia in Lycra, e ben poco cambierebbe nella percezione di insieme della giovinetta in questione.
Caso numero due :
Esterno giorno. Due uomini e due donne seduti al medesimo tavolo per un aperitivo. Un conoscente di una delle due giovinette entra nel campo visivo del quartetto avvicinandosi a loro con passo sinuoso e sechisy. Un metro e novanta, capello fluente, jeans consumato, camicia aperta che mostra addominali tonici e formati, bicipiti/tricipiti guizzanti e abbronzatura selvaggia, pacco generosissimo. Egli saluta con un sorriso la conoscente e i commensali, poi si allontana deciso verso l’ignoto.
I due uomini commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “che fottuto tamarro ! Però, bel figo..”
Le due donne invece commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “che pezzo di figo!”.
Notiamo in questo esempio come la tanto sbandierata “percezione del dettaglio” della giovinetta subisca una immediata battuta di arresto in presenza di tempesta ormonale, ovvero in presenza di un esemplare maschio adulto di buona qualità. In tal caso la marca delle scarpe indossate dall’esemplare potrebbe pure essere Tepa Sport ™, per capirci..
La percezione “d’insieme” del gentiluomo invece.. rimane tristemente, costantemente la stessa.. pur rosicando come una bestia.
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october 2010 by abeggi
Troppa libertà – diamoci un taglio!
december 2009 by abeggi
E’ bastato lanciare un souvenir del Duomo di Milano per “rilanciare” l’onda dei regolamentatori. Altro che la farfalla di Edward Lorenz. Proprio come una pietra in uno stagno, l’onda partita da una piazza milanese ha raggiunto via via sempre più ambiti, coinvolgendo prima la libertà di dissenso nei comizi, poi la libertà di critica in genere, sino ad arrivare, come era logico, alla regolamentazione di Internet. Bene, sono contento. Mi auguro passino tutti questi tentativi di limitazione delle libertà individuali. Ma non solo quelli che hanno una base logica, se ce ne fossero. Proprio tutti, anche i più beceri e irrazionali. Me lo auguro perchè finalmente si supererà il segno e tutti capiranno che, da una parte qualcuno ha giocato sino ad ora con i nostri diritti (e solitamente te ne accorgi solo quando i diritti non li hai più) e dall’altra che la libertà è una cosa che non si può più “governare”. Così un giorno ci sarà qualcuno che arriverà in questo blog, come in tanti altri, e dirà “fatelo chiudere”, dicendo al service provider italiano che mi sta dando il dominio felter.it, che lo deve oscurare. Ma questo blog si vedrà ancora perchè anche il dominio robertofelter.com lo visualizza, e questo dominio è un ente americano che lo gestisce. Allora qualcuno chiederà ai gestori dei server DNS di oscurarlo. Ma la gente utilizzerà il server DNS di FoolDNS oppure, se anche questo dovesse chiudere perchè italiano, magari passerà ai server DNS di Google, e l’8.8.8.8 sarà il nuovo simbolo della libertà. E se non sarà quello sarà qualche altro server DNS attivato ad hoc. Allora busseranno alla mia porta e arresteranno me. Ma sul mio blog continueranno ad apparire articoli, perchè io nel frattempo ne avrò scritti e memorizzati e il software li posterà automaticamente. E quando anche questi finiranno, ci sarà qualcuno con le password di questo blog o di altri, che continuerà a scrivere. E sarà come Zorro, dove non era importante la persona che stava dietro alla maschera. Era la maschera il simbolo della libertà. E questo fino a che non sarà chiaro a tutti l’inutilità di questo comportamento. Quindi sbrighiamoci. Prima iniziamo e prima finiamo.
____________
[La versione originale di questo post è pubblicata sul Blog di Roberto Felter]
2puntozeropertutti
Italia
discussione
internet
politica
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[La versione originale di questo post è pubblicata sul Blog di Roberto Felter]
december 2009 by abeggi
Solitudine informatica
march 2009 by abeggi
Dove lavoro gestisco, tra le altre cose, un mail server per un cliente, poca cosa, una 40ina di caselle, e l’admin della rete del cliente mi chiama l’altro giorno verso le 17.50 dicendomi che uno dei dipendenti del cliente lamentava problemi con la posta: non riceve e-mail da oltre un’ora.
Chissà perchè le beghe hanno tendenza [...]
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Chissà perchè le beghe hanno tendenza [...]
march 2009 by abeggi
Proteggiamo il computer con firewall, ecco la lista dei migliori
december 2008 by abeggi
L’immagine sottostante è più eloquente di mille parole. Il firewall ha il compito di controllare tutto ciò che entra e esce dal computer tenendo al di fuori gli intrusi. Benché l’immagine possa essere satirica non potrebbe esprimere meglio la reale utilità di questo software integrato negli odierni sistemi Microsoft. Anche se la versione per Windows Vista è superiore al predecessore, sono ancora lontani gli standard di sicurezza richiesti da un buon sistema operativo e trovabili in altri sistemi operativi su base Unix.
Non mi addentrerò nel dettaglio, ma qui potete trovare una classifica molto aggiornata e dettagliata dei test condotti contro i firewall attualmente disponibili, gratis e non. Più volte vi ho detto di non prestare troppa attenzione ai test di questo genere ma per questo caso c’è da fare una precisazione. Gli attacchi che possono essere condotti contro un firewall sono di vario genere ma rimangono sempre quelli, quindi attualmente è difficile che possa spuntare un nuovo modo di forzare un sistema, l’unica cosa che cambia col tempo è la versione del programma e come reagisce ai tentativi di intrusione. Questo deve fa si che la versione di un programma, anche se migliorata, difficilmente nell’arco di un anno riesca a scalare la classifica in maniera sensibile.
Miti da sfatare:
Primo fra tutti che basti il firewall di Windows per stare al sicuro, il fatto che lo troviamo già installato non vuol dire che funzioni.
Che i migliori programmi sono quelli a pagamento, infatti io da sempre consiglio Comodo come firewall e non ho mai dovuto ricredermi.
Che Zone Allarm, versione free, sia un ottimo programma.
Nell’elenco è possibile notare come venga citato solo Zone Allarm versione Pro, quindi quella a pagamento mentre il fratellino minore, che molti consigliano e installano in versione gratuita non risulti neanche tra gli sconsigliati, stessa cosa dicasi per Windows Firewall. Mi piace far notare la presenza di un altro paio di software che conosco e apprezzo: PC Tools Firewall Plus e il sempre eccelso Outpost Firewall, il primo gratuito e il secondo a pagamento.
Ricordo che il firewall è uno strumento necessario per la protezione del proprio computer ma è altresì vero che bisogna istruirlo e saperlo gestire, e se non siamo in grado, possono essere più i guai che i vantaggi.
---Articoli simili su Sismi.info:Configuriamo eMule per scaricare sicuriAnche l’Italia come la Cina censura siti internetProteggiamo i nostri cellulari dai VIRUSEmule: come scaricare ed evitare di essere intercettatiI migliori Reader Rss gratuitiId Alto su eMule e aMuleProgrammi da utilizzare per rimuovere i virus su Windows e proteggere il computerSicurezza informatica: ecco perché il solo antivirus non vi proteggeCome funziona il Firewall CineseCapire chi mi ha eliminato dai contatti del Messenger
© David Terni di Sismi.info, 2008. |
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Non mi addentrerò nel dettaglio, ma qui potete trovare una classifica molto aggiornata e dettagliata dei test condotti contro i firewall attualmente disponibili, gratis e non. Più volte vi ho detto di non prestare troppa attenzione ai test di questo genere ma per questo caso c’è da fare una precisazione. Gli attacchi che possono essere condotti contro un firewall sono di vario genere ma rimangono sempre quelli, quindi attualmente è difficile che possa spuntare un nuovo modo di forzare un sistema, l’unica cosa che cambia col tempo è la versione del programma e come reagisce ai tentativi di intrusione. Questo deve fa si che la versione di un programma, anche se migliorata, difficilmente nell’arco di un anno riesca a scalare la classifica in maniera sensibile.
Miti da sfatare:
Primo fra tutti che basti il firewall di Windows per stare al sicuro, il fatto che lo troviamo già installato non vuol dire che funzioni.
Che i migliori programmi sono quelli a pagamento, infatti io da sempre consiglio Comodo come firewall e non ho mai dovuto ricredermi.
Che Zone Allarm, versione free, sia un ottimo programma.
Nell’elenco è possibile notare come venga citato solo Zone Allarm versione Pro, quindi quella a pagamento mentre il fratellino minore, che molti consigliano e installano in versione gratuita non risulti neanche tra gli sconsigliati, stessa cosa dicasi per Windows Firewall. Mi piace far notare la presenza di un altro paio di software che conosco e apprezzo: PC Tools Firewall Plus e il sempre eccelso Outpost Firewall, il primo gratuito e il secondo a pagamento.
Ricordo che il firewall è uno strumento necessario per la protezione del proprio computer ma è altresì vero che bisogna istruirlo e saperlo gestire, e se non siamo in grado, possono essere più i guai che i vantaggi.
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december 2008 by abeggi
Dig e il DNS Response Time: come verificare che i server OpenDNS rispondono più lentamente alle query DNS rispetto a quelli italiani di Alice di Telecom Italia
august 2008 by abeggi
Sinora ho parlato spesso dei DNS e in particolare degli OpenDNS (un servizio che offre liberamente i propri DNS per uso pubblico), sia quando i server DNS di Telecom Italia furono messi in ginocchio, sia per l’annuncio di una vulnerabilità insita nel protocollo DNS stesso che potrebbe permettere ad un malintenzionato, tramite il DNS Cache [...]
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august 2008 by abeggi
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