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Lavazza, quando il marketing è un’opinione
ho comprato la Lavazza A modo mio. L’ho comprata da Mediaworld.
Nella confezione ci sono pure un certo numero di cialde “da assaggio”, così da poter decidere poi quale sia il caffè che preferiamo. Bene. Sono scatole colorate dai nomi evocativi: “magicamente”, “intensamente”, “divinamente”, e così via.
Niente, le assaggiamo tutte a rotazione per un po’ di giorni, per decidere quali comprare. Finché per caso mi accorgo che quattro confezioni su sei sono scadute.
Da febbraio 2009.
Ora, non siamo morti e vabbè, è già qualcosa.
Comunque un pochino incazzata scrivo al servizio clienti. Mi rispondono subito: “per poter accogliere la Sua richiesta avremmo cortesemente bisogno di conoscere il Suo cognome, nome, indirizzo, numero di telefono”.
Riscrivo tutti i miei dati (nome e cognome glieli avevo già dati eh…).
Ieri sera mi suona il cellulare. Era un ragazzo gentile, dai modi affabili, del servizio clienti. Si è premurato di dirmi che loro non possono farci niente, che siccome ho comprato la macchina del caffè a Mediaworld dovrei rivolgermi al negozio, imballare di nuovo tutto e portarlo indietro facendomi cambiare l’intera confezione. Che la colpa è del negozio che mi ha venduto una “confezione” vecchia e che loro non possono mandarmi nulla (?).
Ah, la cosa più divertente è che “mi hanno chiesto i dati solo per potermi contattare”. Buffo, nella mail hanno scritto che i dati miei sarebbero serviti per poter “accogliere la mia richiesta”. E buffo anche che hanno voluto l’indirizzo completo per contattarmi telefonicamente.
Così, visto che chiaramente non posso imballare di nuovo tutto per quattro scatolette di cialde scadute che peraltro in parte abbiamo consumato senza renderci conto di essere fuori tempo massimo, visto che Mediaworld non è neppure per me dietro l’angolo e visto che non ho neppure la certezza che mi sostituirebbero il tutto (e se posso dirlo, mi sembra una cosa delirante sostituire TUTTA la confezione per quattro scatolette) mi tengo tutto quanto così com’è.
Soltanto ai signori Lavazza dico che alla prossima volta in cui mi si romperà la macchina non comprerò niente che abbia a che vedere con loro. E ad ogni amico o conoscente consiglierò di fare lo stesso.
E provo a dare una lezione di marketing: se davvero vi è impossibile sostituire le scatole di assaggio, per mantenere un cliente dopo una figura di merda così - sia che dipenda o no da voi - basta inviare una o due confezioni qualunque di cialde. Di quelle che vendete sul sito ad esempio. 16 cialde al pubblico costano 5 euro e 50. A fare i signori avreste potuto mandare le 4 confezioni che ho trovato scadute e con 20 euro di spesa “al pubblico” avreste avuto onori e cliente soddisfatto.
Ve la sareste cavata con poco e avreste fatto una bella figura. Invece che una figura di merda e una pessima pubblicità con tutti quelli che leggono e tutti quelli che conosco.

Ma il marketing a volte è un’arte difficile.
marketing  a_modo_mio  cialde_scadute  lavazza  from google
may 2009 by abeggi

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