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Power Balance, arrivano i rimborsi (in Australia e non solo)
january 2011 by abeggi
Rimborsi agli acquirenti del braccialetto magico? Semmai una multa per disseminazione di gonzaggine contagiosa
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Secondo il Daily Mail, gli acquirenti australiani del braccialetto Power Balance potranno ricevere un rimborso dalla casa produttrice, che ha ammesso (costretta dalla Australian Competition and Consumer Commission) che il gingillo non è più efficace di un qualunque altro braccialetto di gomma e che l'asserito miglioramento delle prestazioni fisiche non è supportato da alcuna prova scientifica e non ha alcuna base scientifica credibile.
Anche sul sito di Power Balance Italy, dopo la condanna da parte dell'Antitrust italiano a dicembre 2010 (con sanzione di 350.000 euro), è comparsa l'offerta di rimborso, ma in termini ben più blandi di quelli imposti dalle autorità australiane.
Ecco infatti cosa ha dovuto pubblicare la Power Balance sui giornali australiani (Gizmodo) e sul proprio sito:
Nella nostra pubblicità abbiamo dichiarato che i braccialetti Power Balance miglioravano la vostra forza, il vostro equilibrio e la vostra flessibilità.
Ammettiamo che non ci sono prove scientifiche credibili a supporto delle nostre asserzioni e che pertanto abbiamo avuto un comportamento ingannevole in violazione della sezione 52 della Legge sulle Pratiche Commerciali del 1974. Se ritenete di essere stati ingannati dalle nostre offerte promozionali, desideriamo scusarci senza riserve e vi offriamo un rimborso completo.
In originale:
In our advertising we stated that Power Balance wristbands improved your strength, balance and flexibility.
We admit that there is no credible scientific evidence that supports our claims and therefore we engaged in misleading conduct in breach of s52 of the Trade Practices Act 1974.If you feel you have been misled by our promotions, we wish to unreservedly apologise and offer a full refund.
In quello italiano, invece, non c'è nessuna ammissione di colpa. Anzi, l'offerta di rimborso sarebbe testimonianza della “serietà” della ditta italiana. A casa mia “serietà” significa verificare che un prodotto funzioni prima di metterlo in vendita, ma si sa, io sono all'antica.
Tutto questo affanno di antitrust è carino, per carità, ma soluzioni come questa spiegano perché la gonzaggine si diffonde: perché quando qualcuno è così ingenuo da comperare un talismano pensando che possa migliorare il proprio equilibrio per puro contatto, senza porsi una minima domanda (“ma allora come mai non è classificato come medicinale? Se lo usano gli sportivi, non è doping?”), viene rimborsato.
Uno che si lascia incantare da parole magiche come “ologramma” o “risonanza” (di cui saprebbe il vero significato se guardasse più Superquark e meno Mistero) a mio avviso dovrebbe essere multato per aver contribuito a propagare questa scemenza. Ma come dicevo, io sono all'antica. Sono di quelli che se ti dicono di non toccare il tostapane perché scotta e poi lo tocchi lo stesso, ti meriti anche la sberla di chi ti aveva avvisato. Così, magari, impari e non ti scotti più.
Intanto la Power Balance Italy avvia imperterrita una nuova campagna pubblicitaria sui quotidiani, che pubblicano la notizia dell'inefficacia e ingannevolezza del gingillo ma non si tirano indietro quando si tratta di prendere i soldi della sua pubblicità. Complimenti a tutti.
Fonti aggiuntive: BBC. ◆ Donazioni ◆ | ◆ Copyright ◆ | ◆ Segnalazioni ◆ |
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L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Secondo il Daily Mail, gli acquirenti australiani del braccialetto Power Balance potranno ricevere un rimborso dalla casa produttrice, che ha ammesso (costretta dalla Australian Competition and Consumer Commission) che il gingillo non è più efficace di un qualunque altro braccialetto di gomma e che l'asserito miglioramento delle prestazioni fisiche non è supportato da alcuna prova scientifica e non ha alcuna base scientifica credibile.
Anche sul sito di Power Balance Italy, dopo la condanna da parte dell'Antitrust italiano a dicembre 2010 (con sanzione di 350.000 euro), è comparsa l'offerta di rimborso, ma in termini ben più blandi di quelli imposti dalle autorità australiane.
Ecco infatti cosa ha dovuto pubblicare la Power Balance sui giornali australiani (Gizmodo) e sul proprio sito:
Nella nostra pubblicità abbiamo dichiarato che i braccialetti Power Balance miglioravano la vostra forza, il vostro equilibrio e la vostra flessibilità.
Ammettiamo che non ci sono prove scientifiche credibili a supporto delle nostre asserzioni e che pertanto abbiamo avuto un comportamento ingannevole in violazione della sezione 52 della Legge sulle Pratiche Commerciali del 1974. Se ritenete di essere stati ingannati dalle nostre offerte promozionali, desideriamo scusarci senza riserve e vi offriamo un rimborso completo.
In originale:
In our advertising we stated that Power Balance wristbands improved your strength, balance and flexibility.
We admit that there is no credible scientific evidence that supports our claims and therefore we engaged in misleading conduct in breach of s52 of the Trade Practices Act 1974.If you feel you have been misled by our promotions, we wish to unreservedly apologise and offer a full refund.
In quello italiano, invece, non c'è nessuna ammissione di colpa. Anzi, l'offerta di rimborso sarebbe testimonianza della “serietà” della ditta italiana. A casa mia “serietà” significa verificare che un prodotto funzioni prima di metterlo in vendita, ma si sa, io sono all'antica.
Tutto questo affanno di antitrust è carino, per carità, ma soluzioni come questa spiegano perché la gonzaggine si diffonde: perché quando qualcuno è così ingenuo da comperare un talismano pensando che possa migliorare il proprio equilibrio per puro contatto, senza porsi una minima domanda (“ma allora come mai non è classificato come medicinale? Se lo usano gli sportivi, non è doping?”), viene rimborsato.
Uno che si lascia incantare da parole magiche come “ologramma” o “risonanza” (di cui saprebbe il vero significato se guardasse più Superquark e meno Mistero) a mio avviso dovrebbe essere multato per aver contribuito a propagare questa scemenza. Ma come dicevo, io sono all'antica. Sono di quelli che se ti dicono di non toccare il tostapane perché scotta e poi lo tocchi lo stesso, ti meriti anche la sberla di chi ti aveva avvisato. Così, magari, impari e non ti scotti più.
Intanto la Power Balance Italy avvia imperterrita una nuova campagna pubblicitaria sui quotidiani, che pubblicano la notizia dell'inefficacia e ingannevolezza del gingillo ma non si tirano indietro quando si tratta di prendere i soldi della sua pubblicità. Complimenti a tutti.
Fonti aggiuntive: BBC. ◆ Donazioni ◆ | ◆ Copyright ◆ | ◆ Segnalazioni ◆ |
january 2011 by abeggi
Si può morire di antiscienza a sedici anni?
may 2010 by abeggi
Perché si combattono le pseudoscienze e le credenze idiote? Perché la gente ne muore. A sedici anniL'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Clara Palomba. Clara. Palomba. Non dimenticate questo nome. Scanditelo bene. Scanditelo ogni volta che incontrate venditori di acque magiche, terapie miracolose e pastiglie curatutto, veggenti a raggi X e tutti quelli che promuovono questo schifo. Clara. Palomba.Perché Clara è morta a sedici anni a causa della pseudoscienza e dell'ignoranza dei suoi genitori e degli amici che li hanno consigliati. Clara aveva il diabete. Il diabete, non una malattia esotica. Che si tratta benissimo. È morta perché i suoi genitori hanno sospeso le cure mediche che funzionavano e si sono rivolti a una ciarlatana, Marjorie Randolph, detta Maya. Non si sa bene se fosse una naturopata o omeopata o guaritrice o specialista in antroposofia. Importa poco: sono solo parole pompose per imbellettare una cloaca letale di scemenze.Anche la Randolph è morta. Soffriva di ulcera gastrica e si è curata con le sue stesse stronzate. L'ulcera perforata che si è provocata l'ha fatta crepare di emorragia. Ben le sta. Spero sia stata una morte lenta e dolorosa. No, non ho pietà per i morti. Sono troppo incazzato e comunque non sono un ipocrita. Una deficiente in meno sulla Terra è sempre una buona cosa. Leggete tutti i dettagli nel blog Medbunker di WeWee, che è medico, e ditemi se non v'incazzate anche voi.A volte mi chiedono perché mi accanisco contro le pseudoscienze. Perché spendo tempo e soldi a sbugiardare ufologi, astrologi, guaritori, sensitivi e chiaroveggenti. Perché sono così acido e tagliente nei miei giudizi. Mi chiedono "Ma che male fa? Sono credenze innocue...".No. Non sono innocue. Perché tutto questo clima di rifiuto della scienza, del buon senso, della ragione, per abbracciare fantasie esoteriche gestite da una manica d'incoscienti e pubblicizzate da uno stuolo d'irresponsabili è quello che ha generato due imbecilli come i genitori di Clara e quegli altri imbecilli dei loro amici che hanno dato il consiglio di rivolgersi alla ciarlatana. Il processo a carico dei genitori, Dario Palomba ed Elisabetta Ontanetti, è terminato ieri, a due anni di distanza dalla morte di Clara, con la condanna per omicidio colposo aggravato per entrambi.A tutti quelli che pubblicano oroscopi, vendono macchinette che producono acqua miracolosa, vanno in TV a parlare di alieni stupratori e di piramidi friulane, rifilano braccialetti per migliorare le prestazioni sportive, propinano pastigliette che contengono il nulla cosmico, diagnosticano le malattie guardando l'aura, a tutti quelli che dicono che la medicina è un grande complotto delle multinazionali e le cure mediche si possono sospendere e sostituire con parole magiche, talismani e pozioncelle, dico solo questo: Clara Palomba.Voi, tutti voi ciarlatani e seminatori di paccottiglia, avete contribuito a uccidere una ragazzina di sedici anni. Possa il suo nome perseguitarvi per sempre. Io non vi darò il lusso di dimenticarlo.
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may 2010 by abeggi