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Le “diverse percezioni” tra uomo e donna
R.B. Frustalupi

Spesso alcuni tremebondi lettori mi scrivono missive cariche di allarmismo ed angoscia in relazione alla loro difficoltà nel capire il mondo femminile e la loro visione troppo spesso distante (per non dire opposta) a quella di noi gentiluomini. Nessuna ansia, nessuna paranoia da liceali : il vostro Ravasio è qui per fornirvi alcune piccole informazioni che potranno (ne sono certo) rivelarsi utili nel corso del vostro triste e scialbo vissuto quotidiano.

Complice un autorevole articolo della Spora, colgo l’occasione per evidenziare alcune differenze di base sulla “diversa percezione delle cose” del mondo maschile e di quello femminile.

Lo sanno tutti: l’uomo ha una visione d’insieme e la donna vede solo i dettagli. Mentre una tipa passerà mezz’ora a scegliere un fermaglio, il tipo se ne fregherà altamente e guarderà la sagoma generale. Se indossate un vestitone a volants figherrimo, magari a fiorellini che vi fa tanto hippie, le vostre amiche ve lo invidiano e l’avete pagato un casino siete spacciate: il tipo vedrà solo un sacco di patate informe, si perderà fra i millemila fiorellini e ne dedurrà che non avete né tette né culo (e che quindi probabilmente non sei una donna ma un divano). Oppure che siete pregne (di un altro) quindi figurati. Idem per il famoso, sopravvalutato e orrendissimo “boyfriend jean”. Brrr! (by Spora)

Questo passaggio sintetizza esattamente il concetto di fondo, ossia : la giovinetta dedica animo e corpo alla ricerca del particolare, alla sua cura e alla sua percezione, il gentiluomo vede tutto come da una telecamera di sicurezza, in bianco e nero e con qualche “frame per secondo” in meno. Ciò può tradursi in un vantaggio, poichè la visione di insieme aiuta a focalizzare i problemi, ma anche in un cospicuo freno a mano, nel campo dei giuochi dell’ammore e del corteggiamento sechisy.



Caso numero uno :

Esterno giorno. Due uomini e due donne seduti al medesimo tavolo per un aperitivo. Una conoscente di uno dei due gentiluomini entra nel campo visivo del quartetto avvicinandosi a loro con passo sinuoso e sechisy. Un metro e settanta, capello fluente, gonna sopra il ginocchio, tacco dodici, tette grosse visibili senza misteri dalla camicetta. Ella saluta con un sorriso il conoscente e i commensali, poi si allontana sinuosa verso l’ignoto.

Le due donne commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “hai visto ? Ha addosso le Caovilla dell’anno scorso..”, “..io poi le unghie come le sue le ho  sempre trovate d’un volgare..”, “..quella borsina di Hermes modello voglio ma non posso non la userebbe nemmeno mia madre..”, “certo! e poi il labbrone rosso fa tanto mignotta..”.

I due uomini invece commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “che pezzo di figa!”

In questo semplice esempio notiamo come la femminile analisi critica del dettaglio (a torto o a ragione) sia in realtà un modo per tentare di sminuire il messaggio inviato “dall’insieme” della ragazza (aka pezzo di figa) ai propri occhi, rivalutando implicitamente sé stesse e la propria superlativa ricerca e cura di questo benedetto dettaglio. Per l’uomo invece le scarpe potrebbero pure essere di produzione cinese e la camicia in Lycra, e ben poco cambierebbe nella percezione di insieme della giovinetta in questione.

Caso numero due :



Esterno giorno. Due uomini e due donne seduti al medesimo tavolo per un aperitivo. Un conoscente di una delle due giovinette entra nel campo visivo del quartetto avvicinandosi a loro con passo sinuoso e sechisy. Un metro e novanta, capello fluente, jeans consumato, camicia aperta che mostra addominali tonici e formati, bicipiti/tricipiti guizzanti e abbronzatura selvaggia, pacco generosissimo. Egli saluta con un sorriso la conoscente e i commensali, poi si allontana deciso verso l’ignoto.

I due uomini commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “che fottuto tamarro ! Però, bel figo..”

Le due donne invece commentano a mezza voce con uno sguardo di intesa : “che pezzo di figo!”.

Notiamo in questo esempio come la tanto sbandierata “percezione del dettaglio” della giovinetta subisca una immediata battuta di arresto in presenza di tempesta ormonale, ovvero in presenza di un esemplare maschio adulto di buona qualità. In tal caso la marca delle scarpe indossate dall’esemplare potrebbe pure essere Tepa Sport ™, per capirci..

La percezione “d’insieme” del gentiluomo invece.. rimane tristemente, costantemente la stessa.. pur rosicando come una bestia.

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october 2010 by abeggi
Genova, Milano e Messina città più calde d’Europa – Repubblica.it
Non stento a crederlo visto che il mio termometro oggi ha registrato una minima di 29°C e una massina di 41,7°C.

Con una temperatura minima di 25 gradi Genova, Milano e Messina sono state la notte scorsa le città più calde d’Europa. Più calde anche di Atene e Barcellona (22 gradi) e di molte città del nord Africa come Tripoli ed il Cairo, dove il termometro ha segnato una minima di 23 gradi, Algeri, Tunisi e Amman (22), Damasco (21) ed al pari di Marrakech, in Marocco.

viaGenova, Milano e Messina città più calde d’Europa – Repubblica.it.
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july 2010 by abeggi
In viaggio con papà
Ho scoperto un giovane uomo

Io ed il mio figliolo ci siamo presi una settimana per stare insieme, soli io e lui. Come non abbiamo mai fatto. Villaggione vacanze per famiglie con tutti comfort.

Ho scoperto un giovane uomo che cresce veloce e che sviluppa incredibili nuove sensibilità ed ho paura di perdermi qualcosa. Ho scoperto che è capacissimo di disfarsi la valigia e mettere a posto le sue cose, anche se a casa non muove un dito. Ho gustato l’evolversi della sua timidezza nei confronti di un ambiente nuovo in sereno entusiasmo conviviale e mi sono terrorizzato nel vederlo tuffarsi in piscina facendo la ruota sulle mani. Ci siamo legati di più, ci siamo detti cose dolcissime e cose orrende.

Ci siamo fatti le sabbiature mangiando le Wako’s ed ha sempre fatto il bagno dopo pochi minuti dal pranzo, ci siamo viziati di complicità e l’ho cazziato almeno cinquecento volte per poi tornare a dargli la mano camminando uno di fianco all’altro.

Ha spiato le tette di qualche bagnante ed è sempre venuto a raccontarmelo poi abbiamo riso tanto come due amici al bar. Ha mangiato come un porco mentre io andavo avanti a insalate e mozzarelline. Ho digerito una settimana di BabyDance serale perché vederlo saltellare e guardarsi intorno nella baby discoteca era uno spasso. Abbiamo sempre fatto molto tardi ma sua madre non deve saperlo ed abbiamo sempre dormito insieme, stanchi aspettando la colazione con brioche e nutella del giorno dopo.

Abbiamo comprato decine di patatine per il solo gusto di prendere la sorpresa ed altrettante palline dai distributori automatici per lo stesso motivo. Mi ha chiamato ed interrotto qualsiasi cosa stessi facendo un milione di volte ed ha fatto stancare questo vecchio come non gli capitava da anni.

Siamo stati bene ed è stata una settimana deliziosa.

ps: volevo scrivere un post divertente sulle vacanze con i figli ma non ci sono riuscito.

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september 2009 by abeggi
Usare al meglio Google Analytics su Wordpress
Wordpress, che piaccia o meno, è ormai una delle più note piattaforme di Content Management; nato come piattaforma di blogging, col tempo ha incontrato un sempre maggiore numero di estimatori che lo hanno usato e lo usano anche come sistema di gestione dei siti, anche grazie agli innumerevoli plugin che la comunità sviluppa in tal senso. Questo stesso blog è realizzato tramite il prodotto della Automattic, così come il mio blog personale e tutti quelli che ho creato da quando mi interesso di questo modo di pubblicare contenuti.

Molti, moltissimi blog creati con Wordpress usano Google Analytics per tenere traccia di quel che accade sulle pagine, ma non tutti lo sfruttano al meglio. Ecco perché ho pensato a un post riassuntivo con alcune indicazioni che ritengo utili.

Usate un plugin per GA
Sembra banale, ma spesso leggo di persone che incollano a mano il codice nel file footer.php del template. Questa operazione ha solo svantaggi: innanzitutto se cambiate il tema dovrete ricordarvi di rifare l’operazione. Se avete un tema che si auto aggiorna è ancora peggio, perché dovrete reincollare il codice di GA dopo ogni update. Inoltre il codice così posizionato viene eseguito sempre e comunque, ovvero viene eseguito anche quando siete voi a visitare il vostro sito (mentre è noto che si dovrebbe evitare di conteggiare le proprie visite).
La grande forza di Wordpress sono i plugin, estensioni dell’applicazione che si occupano di un aspetto specifico che solitamente non è incluso nel prodotto originale. Mi sento di consigliarvi due possibili plugin, sebbene ne esistano una moltitudine:

Google Analytics for Wordpress di Joost de Valk. Ha tutte le opzioni che ci si aspetta da un plugin serio per Google Analytics, ed inoltre è sviluppato da una persona che si è sempre distinta nella blogosfera per essere un esperto di SEO, Google Analytics e Wordpress (ha realizzato anche altri plugin). Un plus fondamentale è che può tenere traccia di Google Images come fosse un organico invece di un referrer, e quindi di tracciare anche le keyword inserite lì.
Google Analyticator di Ronald Heft. E’ quello che uso io, e tra le altre cose permette di includere righe aggiuntive di codice direttamente dall’interfaccia; utile quando si devono aggiungere funzioni al codice di monitoraggio.

Entrambi i plugin possono disabilitare con un solo click il tracciamento degli utenti loggati, cosicché i dati inviati ai server collettori di Google siano già “puliti” senza bisogno di filtri sull’IP o sul cookie.
Un altro plugin interessante è RSS link tagger, che aggiunge ai link presenti nel feed i parametri necessari ad essere tracciati come campagna (solo se non avete anche il plugin Feedburner Feedsmith)

Create un goal/obiettivo per i commenti
Non è detto che sia l’unico, ma indubbiamente un blog dovrebbe avere come obiettivo almeno quello di instaurare una discussione con i propri lettori, e di conseguenza Google Analytics dovrebbe tracciare il risultato ottenuto. Per fare questo ci sono due strade: la prima è quella di aggiungere un evento onSubmit alla form di invio dei commenti, che di solito si trova nel file comments.php, aggiungendo

onsubmit="javascript:pageTracker._trackPageview('/commenti/commentoinviato');"

L’obiettivo da configurare in GA avrà corrispondenza principale (ma anche esatta funziona all’uopo), nome Commento e valore 1.0, in questo modo:

L’altro modo è descritto da Liviu Taloi, un consulente ecommerce rumeno, ed è leggermente più complicato: si tratta di inserire una variabile all’interno dell’url che viene mostrato dopo aver postato un commento (oppure di scrivere un cookie per via di una funzione nuova di wordpress 2.7) e di modificare il GATC con delle condizioni in php che riscrivono il nome della pagina tracciata se è stato lasciato un commento.

Monitorate la ricerca interna
E’ una cosa fondamentale nei siti, lo è ancora di più per i blog: la ricerca interna è fonte di preziose informazioni sui contenuti che gli utenti richiedono e che - evidentemente - non sono facilmente reperibili. Per i blog aggiungiamo che per la conformazione cronologica inversa i post più vecchi sono sepolti nell’archivio e spesso anche a diversi click di distanza dalla pagina principale dell’archivio, e abbiamo compreso perfettamente quando sia importante capire cosa viene cercato tramite il motore di ricerca interno. Poiché non ha senso riscrivere un ottimo articolo, mi limito a segnalare il post di Simone Carletti, che dice tutto quel che va detto!

Analizzate le pagine 404
Alcuni temi hanno un file che si chiama 404.php, che serve a personalizzare la pagina che viene mostrata all’utente in caso di contenuto non trovato (codice di errore HTTP 404). Se il vostro tema non ha il file specifico, significa che l’errore 404 viene gestito come un caso particolare di pagina singola, ma se avete deciso di usare un plugin per iniettare il codice di GA, il mio consiglio è quello di crearne una. Non costa molta fatica, seguendo le istruzioni della guida ufficiale di Wordpress:
potete copiare la pagina 404.php presente nel tema di default e sperare di essere fortunati, oppure potete copiare il file index.php e rinominarlo 404.php, dopodiché cancellare tutta la parte relativa al loop dei post e inserire un messaggio di errore personalizzato. Il report relativo alle pagine non trovate si ottiene dal rapporto “contenuti per titolo” cercando “page not found”. Da lì sarà poi possibile effettuare segmentazioni e analisi mirate a capire da dove vengono le visite che finiscono in pagine di errore ed eventualmente a come rimediare.

Usate la riscrittura dei permalink e il dettaglio contenuto
Wordpress consente in maniera molto agevole di abilitare la riscrittura degli URL (url rewrite) dei link permanenti, tramite il menu Settings -> Permalinks. La struttura più usata è quella “day and name” che corrisponde ai parametri
/%year%/%monthnum%/%day%/%postname%/

ma nulla vi vieta di usarne una personalizzata. Con il permalink che ho indicato, ad esempio, gli archivi per anno e mese si trovano agli indirizzi www.dominio.it/2007 o www.dominio.it/2008/04 (aprile 2008). Tramite il report “dettaglio contenuto”, che vi ricordo raggruppa tutti gli url sotto una stessa cartella, sarà quindi molto facile confrontare le performance di tutti i contenuti sotto a cartelle anni o mesi differenti.
Lo stesso discorso può essere applicato alle categorie e ai tag, che vengono ugualmente riscritti nella forma www.dominio.it/categoria e www.dominio.it/tag e permettono di analizzare le performance globali di contenuti trasversali rispetto all’ordine temporale.

Post collegati:Usare Google Analytics sull’IphoneGoogle Analytics Social media metrics pluginfunzioni per usare le campagne senza i tag di google
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february 2009 by abeggi

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